promotion image of download ymail app
Promoted

claude MONET??? 10 punti...?

cosa mi sapete dire su monet???

le caratteristiche artistico-pittoriche e non studi o vita!!!

grazie

Aggiornamento:

X CARMEN L:NN 6 IN RITARDO, ANZI...SE TI SBRIGHI PUOI FARCELA!!!!

7 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    CLAUDE MONET

    Claude Oscar Monet (Parigi, 14 novembre 1840-Givern, 6 dicembre 1926) è stato un pittore francese, tra i maggiori esponenti dell'Impressionismo.

    Quando era ancora giovane, si iscrisse a una mostra di opere pittoriche degli artisti nei famosi Saloni dei borghesi, ed é proprio alla prima mostra che verrà coniato il termine dispregiativo impressionismo, grazie ad una sua bellissima opera "impression soleil levan” che tradotto vuol dire impressione del sole nascente, in cui i giornalisti si indignarono di fronte all'opera e quindi coniarono il termine impressione in senso dispregiativo.

    Le sue opere sono tutte basate su un concetto fondamentale che è quello su cui si baseranno tutti gli impressionisti a seguire, cioè cogliere l'istante tra la visione di un paesaggio e la sua razionalizzazione.

    Questo spiega perché Monet dipingeva direttamente sul luogo, senza un disegno, senza uno studio, ma riportava ciò che vedeva senza particolari. Agli impressionisti in generale, viene in aiuto la fotografia che nasce proprio in questo periodo e serviva a fermare l'immagine e riprendere il dipinto in più tempi, piuttosto che crearlo di corsa. Monet, va in oltre riconosciuto nel piano tecnico: dipinge con la totale assenza di prospettiva, (che veniva resa solo dai diversi colori, tant’è vero che i soggetti più lontani erano sempre molto scuri). Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso era usato in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, come l'azzurro, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu più scuro o del marrone. Fondamentale era dipingere en plein air, ovvero al di fuori delle pareti di uno studio, a contatto con il mondo. Questo portò a scegliere un formato delle tele più facile da trasportare; si ricorda che risale a questo periodo anche l'invenzione dei tubetti per i colori a olio.

    Il pittore cerca di fissare sulla tela anche lo scorrere del tempo, dato dal cambiamento della luce e dal passare delle stagioni. Si ricordano a questo proposito le numerose versioni della Cattedrale di Rouen, riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche, di Claude Monet verso la fine del 1890.

    Ė William Turner (pittore e incisore inglese) ad avergli suggerito come dissolvere la forma mediante il colore, fondendo il mare e il cielo così da annullare l'orizzonte, infatti, il paesaggio, secondo la rappresentazione di Monet, era divenuto, nell'immediata impressione visiva del pittore, un insieme di forme vaghe, che dà all'osservatore un'emozione suggestiva e indefinita.

    Fa inoltre notare,che la rappresentazione dello spazio, non articolata e senza piani precisi, unisce il vicino e il lontano.

    Grazie alla sua passione per le ninfee, si fa costruire un piccolo stagno nel suo giardino, in modo da averle sempre lì per recepire tutte le sfumature ed i loro mutamenti e negli ultimi anni della sua vita, ritrae moltissime volte lo stesso soggetto (le Ninfee).

    "Il soggetto ha per me un'importanza secondaria: io voglio rappresentare quello che vive tra l'oggetto e me" è quello che disse sulla sua pittura, in confronto al soggetto del quadro.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa

    posso parlartene io ..sono una pittrice quindi m'intendo dal punto di vista tecnico-pittorico... monet è un impressionista... senza ombra di dubbio ..la sua opera impression du soleil levant è senza dubbio il manifesto dell'impressionismo...le sue opere sono tutte basate su un concetto fondamentale che è quello su cui si baseranno tutti gli impressionisti a seguire... e cioè cogliere l'istante tra la visione di un paesaggio e la razionalizzazione di quest'ultimo... questo spiega perchè Monet dipingeva direttamente sul luogo, senza un disegno , senza uno studio ..ma riportava ciò che vedeva senza lo studio del particola ma appunto l'impressione dell'istante, inoltre va riconosciuto nel piano tecnico...la totale assenza di prospettiva... che veniva resa solo dai diversi colori (i soggetti più lontani per esempio sono in blu o grigio) ... l'uso di colori quasi sempre primari .come il rosso il giallo il blu...e il disegno nn perfettamente definito..Ė certamente Turner ad avergli suggerito come dissolvere la forma mediante il colore: fondendo il mare e il cielo così da annullare l'orizzonte, rese ombre grigie le navi dello sfondo, il paesaggio, divenuto, nell' immediata impressione visiva del pittore, un insieme di forme vaghe, dà all'osservatore di quella impressione riportata sulla tela un'emozione suggestiva e indefinita.

    Sono questi gli anni in cui Monet dà il meglio di sé: nella Vela sulla Senna ad Argenteuil scompaiono i contrasti di tono, che si mutano in passaggi tonali ottenuti non fondendo ma accostando le tinte, fra le quali non è utilizzato il nero, ma le ombre vengono ricavate accentuando l'intensità del tono.

    "La rappresentazione dello spazio, non articolata, senza piani precisi, unisce il vicino e il lontano. Viola e gialli sono nell'azzurro dell'acqua come del cielo, eppure il loro tono diverso distingue la sostanza liquida dall'eterea, in modo da costruire lo specchio del fiume come base del cielo. La prospettiva geometrica è abbandonata per rivelare il fluire infinito della vita atmosferica. Ciascun colore è attenuato, ma il loro insieme è intenso, per rivelare la contemplazione del giorno che muore infocato all'orizzonte, mentre la gran vela si raffredda in penombra grigia. Tutto ciò abbastanza generalizzando... se poi cerchi un quadro preciso fammi sapere

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Calude Monet é stato un grande pittore dell'800, fa parte di quella corrente pittorica rivoluzionaria potremmo dire chiamata "impressionismo".

    a quei tempi si esibivano le opere degli artisti nei famosi Salon dei borghesi, ed é proprio alla prima mostra che verrà coniato il termine dispregiativo impressionismo, grazie ad una sua bellissima opera "impression soleil levan!=impressione sole nascente, i giornalisti si indignarono di fronte all'opera e quindi coniarono il termine in senso dispregiativo impressione(poveri scemi). Sempre in questo periodo si incomincia a dipingere en plain air =all'aria a perta, dove si può cogliere l'essenza della natura in tutte le sue sfaccettature, ad esempio nella serie della cattedrale di Notre Dame, viene ripresa in varie ore del giono, al tramonto...Loro cercano di cogliere tutti gli aspetti visivi, l'attimo fuggente, e gli viene in aiuto la fototgrafia che nasce proprio in questo periodo, grazie a questa loro potevano fermare l'immagine e riprendere il dipinto in + tempi, piuttosto che crearlo di corsa!Cmq Claude Monet é un grandissimo artista lo ricorda anche lo scrittore francese Proust, molto bella é la sua villa con girdino e ninfee, a givenci mi pare. Per quanto riguarda lo stile, é uno stile deciso, il disegno scompare nn lo usano +, pennellate di colore denso piccole ma che conferiscono sfumature e movimento, vedi il cielo nel dipinto la donna con l'ombrello. Piccolo pettegolezzo ( un giorno arriva proprio qui dalle mie parti in liguria vicno al confine con la francia di preciso nella città di Bordighera, dove soggiorna per un paio di mesi, da qui scriverà delle lettere alla moglie, nelle quali riporterà il suo malessere, ovvero qui nn riusciva a trovare la luce giusta per i suoi dipinti).

    Che altro dire....E il mio pittore preferito l'ho introdotto in tutte le mie tesi, é fantastico!!!!!!

    La sua passione per le ninfee, già detto che si fa costruire un piccolo stagno nel suo giardino, in modo da averle sempre lì per recepire tutte le sfumature ed i loro mutamenti!!!!Se hai bisogno d'altro contattami ho un sacco di materiale!!!!

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ci sarebbe troppo da dire il fatto è che dovresti studiare, perchè sia Moneto che Manet e gli altri impressionisti per capirli devi entrare nella mentalità nella storia e nel contesto in cui vivevano, posso dirti che trasse ispirazione dai grandi naturalisti, che amava dipingere sopratutto all'aria aperta, e amava molto dipingere l'elemento acqua poiche essendo un amante delgi effetti della luce, per lui l'acqua era un perfetto riflettore dove i giochi di luce riflessa lo ispiravano molto per la sua pittura per il resto c'è tanto da dire non puoi capire quanto vorrei dirti di più perchè ho appena fatto un esame sugli impressionisti e non puoi non studiarli te ne innamorerai.

    Ps. ha un suo stile pittorico ma dato che nell'arco della sua vita è venuto a contatto con tanti pittori ogni suo periodo è legato all'influenza delgi altri quindi è impossibile spiegartelo in poche righe!

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 1 decennio fa

    naaaa avrei voluto anch io 10 punti :( sono arrivata tardi!

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa
    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • sahara
    Lv 5
    1 decennio fa

    Innanzitutto informazioni sull'impressionismo:

    "Fondamentali per la nascita dell'Impressionismo furono le esperienze del Romanticismo e del Realismo, che avevano rotto con la tradizione, introducendo importanti novità: la negazione dell'importanza del soggetto, che portava sullo stesso piano il genere storico, quello religioso e quello profano; la riscoperta della pittura di paesaggio (si veda John Constable); il mito dell'artista ribelle alle convenzioni; l'interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno; la prevalenza della soggettività dell'artista, delle sue emozioni che non vanno nascoste e camuffate, bensì impresse sulla tela. L'opera deve essere giudicata per se stessa, non per la sua corrispondenza a canoni e principi generali.

    L'assenzio di Edgar DegasTra il 1830 e il 1870 ebbe vita la Scuola di Barbizon, fondata da Théodore Rousseau, che si dedicò alla pittura di paesaggio, con particolare attenzione alla rappresentazione fedele della realtà: resa degli alberi, della luce, dell'aria e dello spazio. Presto, le premesse della Scuola si trasformarono nel Realismo, che si rivolse alle realtà più umili del sociale. Il punto di riferimento per i pittori realisti fu Gustave Courbet: la sua pittura, fatta di colore denso, pennellate decise che giocano con rapidi colpi di spatola, creando un alternarsi di superfici uniformi e irregolari, divenne il punto di partenza per le ricerche successive degli impressionisti.

    Un altro importante riferimento, difficilmente inquadrabile, fu Camille Corot, chiamato affettuosamente dai suoi discepoli pére Corot (papà Corot), con i suoi paesaggi freschi e semplici, lontani dalle convenzioni.

    Nuovi stimoli vennero anche dall'Esposizione Universale di Parigi del 1867, dove trovò sfogo l'interesse per l'arte esotica, in particolare quella giapponese. Hokusai e la scuola Ukiyo-e rappresentavano scene di vita quotidiana molto vicine al realismo che andava diffondendosi in Francia e in Europa. Già Baudelaire, alcuni anni prima, aveva distribuito agli amici delle stampe giapponesi, che presto divennero una moda e furono apprezzate e acquistate anche dai pittori impressionisti.

    Si deve però ricordare che, nonostante l'allontanamento dalla tradizione, restava il punto fermo della copia delle opere dei grandi del passato, custodite al Louvre.

    Infine, importanti novità vennero dalle scoperte delle scienze, come la macchina fotografica e le Leggi sull'accostamento dei colori di Eugène Chevreul: queste furono alla base della teoria impressionista sul colore, che suggeriva di accostare i colori senza mescolarli, in modo tale da ottenere non superfici uniformi ma "vibranti" e vive.

    Gli inizi [modifica]

    La storia dell'impressionismo nasce ancora prima che si possa parlare di un vero e proprio movimento: nel 1863 Napoleone III inaugurò il Salon des Refusés, per ospitare quelle opere escluse dal Salon ufficiale. Vi partecipò, tra gli altri, Édouard Manet con Le Déjeuner sur l'herbe, che provocò un notevole scandalo e che venne definito immorale. Due anni più tardi, lo stesso Manet scandalizzò nuovamente l'opinione pubblica con Olympia.

    Edouard Manet - Olympia (1863)La prima manifestazione ufficiale della nuova pittura si tenne nel 1874, presso lo studio del fotografo Nadar, alla quale parteciparono Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Camille Pissarro, Felix Bracquemond, Jean-Baptiste Guillaumin e l'unica donna Berthe Morisot. La mostra del '74 fu di per sé un'azione eversiva in quanto, al di là dell'estrema modernità delle singole opere che sconvolse la critica, venne compiuta in risposta e contro il Salòn, che le aveva rifiutate, e gli studi accademici in generale.

    Claude Monet - Impression, soleil levantIl nome di battesimo del nuovo movimento si deve al critico d'arte Louis Leroy, che definì la mostra Exposition Impressioniste, prendendo spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impression, soleil levant. Inizialmente questa definizione aveva un'accezione negativa, che indicava l'apparente incompletezza delle opere, ma poi divenne una vera bandiera del movimento.

    Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso era usato in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, come l'azzurro, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu più scuro o del marrone. Fondamentale era dipingere en plein air, ovvero al di fuori delle pareti di uno studio, a contatto con il mondo. Questo portò a scegliere un formato delle tele più facile da trasportare; si ricorda che risale a questo periodo anche l'invenzione dei tubetti per i colori a olio.

    Il pittore cerca di fissare sulla tela anche lo scorrere del tempo, dato dal cambiamento della luce e dal passare delle stagioni. Si ricordano a questo proposito le numerose versioni della Cattedrale di Rouen, riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche, di Claude Monet verso la fine del 1890.

    Nonostante un filo rosso molto evidente colleghi tutti gli artisti impressionisti, sarebbe un errore considerare questo movimento come monolitico. Ogni artista, infatti, secondo la sua sensibilità lo incarna in modo diverso. Per esempio Monet si interessò principalmente alla rappresentazione di paesaggi urbani, ma soprattutto naturali, arrivando, negli ultimi anni della sua vita, a ritrarre moltissime volte lo stesso soggetto (le Ninfee) in momenti diversi, per studiarne i cambiamenti nel tempo. Altri, come Renoir o Degas si interessarono invece alla figura umana in movimento. Molti sono gli artisti che non si possono definire del tutto impressionisti, ma che dell'Impressionismo sono evidenti precursori, molti quelli che, nati in seno all'Impressionismo, se ne distaccheranno per intraprendere nuove strade. L'unico artista che sempre, per tutta la sua vita, rimase impressionista fu Monet. In sintesi, si può affermare che l'Impressionismo sia ai suoi inizi con Manet, Monet e Cesanne"

    Pittura:Piccoli dettagli presi in prestito dalla natura, trasfigurati dalla luce in un sublime spettacolo delle forme. E' quello che accade ad un filare di pioppi sulle rive del fiume Epte, immortalato da Claude Monet nel 1891. Un motivo semplice, addirittura modesto se si pensa ai tappeti sconfinanti di papaveri o alle baluginanti ninfee nel giardino di Giverny o alla maestosa cattedrale di Rouen che tante volte il pittore francese - la cui opera "Impression. Soleil levant" esposta nel 1874 nella prima mostra del famigerato gruppo, diede il nome al movimento dell'impressionismo - ha dipinto. Un tema, quello dei pioppi, dove l'artista cattura la spinta verticale dell'esile albero che quasi sembra perdersi nel cielo infestato di nuvole, per poi giocare con quello stesso sviluppo verticale dei fusti riflessi nell'acqua. E la luce, nella serie di tele, fa la differenza. Le pennellate brevi e audaci raccontano la foschia mattutina di un paesaggio autunnale regalando l'effetto di un raggio soffuso che accarezza la natura. Oppure possono cogliere il caldo di una giornata d'estate attraverso una brillantezza più piena. Il bello della luce di Monet è proprio questo, afferrare l'atmosfera, ritrarre le radiose giornate di sole, accanto a quelle grigie di pioggia, attraverso la nebbia e sotto gli azzurri cieli dell'estate. E anche lo spettacolo più plumbeo e cupo diventa affascinante. Magari scegliendo un unico soggetto per condensare una serie sotto l'influenza meteorologica. Come accade ai suoi pioppi.

    Ed è con queste opere, dal loro confronto serrato - come nel caso dei "Tre pioppi in estate" - che parte la bella mostra "Monet. Effetto di sole" in scena fino al 24 settembre alla Staatsgalerie di Stoccarda. Una rassegna accurata che seleziona opere dai più importanti musei del mondo, dal d'Orsay di Parigi alla National Gallery di Washington, solo per citarne alcuni tra i più illustri, e che vuole mettere a fuoco quello che fu l'interesse vorace, se non l'accanimento, lo studio bulimico degli effetti di luce, inseguiti quasi con acribia di scienziato. D'altra parte Cézanne diceva che Monet era "soltanto un occhio, ma che occhio!". Un occhio che fagocitava luce, albe e tramonti, soli allo zenit e opacità invernali, riverberi acquatici e bagliori notturni. Un occhio talmente accanito da consumare la sua vitalità visiva e da declinare nello spasmo della cecità. Di passione per la luce si può anche soccombere, e gli occhi di Monet cominciarono a soccombere dal 1908, a 68 anni (per essere operato alle cataratte nel 1923 a tre anni dalla morte a 86 anni).

    La mostra di Stoccarda, bella per la fine selezione delle tele, alcune stranote come "La passeggiata. Donna con parasole" del 1875, "Il ponte sulla Senna ad Argenteuil" del 1874, "Il campo di papaveri presso Giverny" del 1885, oltre ai già citati "pioppi" - non fa altro che raccontare il senso più profondo dell'arte per Monet, se non documentare nel modo più esplicito e rispettoso il senso della pittura impressionista. La ricerca della luce e quindi l'ambizione di Monet di trasformare i suoi occhi in una macchina che registra incondizionatamente i fugaci e instabili effetti di luce, le impressioni, quasi fosse una macchina fotografica. Perché come dirà lo stesso Monet: "il soggetto riveste per me un'importanza secondaria: voglio rappresentare ciò che vive tra me e l'oggetto", ossia l'atmosfera. E l'esposizione diventa un documentario ragionato delle sue impressioni.

    La stagione di Argenteuil, il grazioso sobborgo sulla Senna a dieci chilometri da Parigi dove si trasferisce nel 1871, alla fine della guerra franco-prussiana, insieme alla moglie e modella Camille e al figlioletto Jean. Argenteuil era la meta prediletta per le gite domenicali dei parigini, affollata di regate con eleganti signori, locali e bagni, ma anche ricca di campi di papaveri e barche a remi che si lasciano cullare dall'acqua, una sorta di "eldorado per gli impressionisti", che invitava gli artisti a godere dei pregi della pittura en plein air. Ed è qui che Monet sperimenta per la prima volta il suo bateau-atelier. Il pittore trasforma la barca a remi, attrezzandola con una cabina e un tendalino di stoffa. Un espediente che Monet riprende da un'intuizione del paesaggista Daubigny quindici anni prima, e ancora prima, dall'inglese Turner, che a Venezia, città amata dallo stesso francese, a largo del bacino di San Marco, su un'imbarcazione, contemplava la terraferma avvolta da un gioco atmosferico senza confini, dove cielo e mare si compenetravano, dove le famose architetture veneziane, perdevano la loro precisione dei contorni, e venivano risucchiate in un vortice di riflessi "nell'acqua e dall'acqua".

    E' l'acqua che gli fa scoprire l'esatta "percezione della luce", nel senso che gli insegna a vedere le cose come puri effetti di luce, che lo apre alla visione di una realtà avvolta dagli instabili e perversi effetti atmosferici del cielo che si riversano nell'acqua. Per tutta la vita Monet sarà affascinato dall'acqua del suo fiume - come dal mare - dal suo potere trasfigurante, un elemento naturale mai stabile e in continua evoluzione, una superficie pigramente sonnecchiante nelle giornate senza vento, ma anche inquieta e litigiosa nelle giornate cariche di pioggia e burrasca; una superficie volubile, manipolabile dalle condizioni atmosferiche, ma anche audace nel riflettere il paesaggio circostante e frantumarlo allo stesso tempo. E' nell'acqua che Monet scopre come tutti gli elementi paesaggistici - cielo, case, alberi, imbarcazioni, uomini - perdano la loro obiettiva definizione e possano essere ritratti come fenomeni di pura e visionaria dissolvenza. E' l'acqua il suo mezzo di astrazione, il suo potere specchiante sfuma i riferimenti reali e li riconverte in un gioco informale di colori.

    Tra momenti di serenità e quelli infestati dalle difficoltà finanziarie, Monet si trasferisce Vétheuil, nel 1878 - stavolta c'è anche il secondo figlio Michel - ancora una località lungo il corso della Senna, di poco più a nord rispetto a Argenteuil, segnata dal durissimo inverno del '79-'80, immortalato in tanti quadri dell'artista con la neve splendente illuminata dal pallido sole che getta ombre bluastre sulla terra. Sono gli anni più difficili della sua vita, segnati da gravi problemi economici e, nel 1879, dalla morte della moglie Camille. Fino agli anni Ottanta, segnati dalle innumerevoli spedizioni con tavolozza e cavalletto, dal sud al nord della Francia, dalle erte scogliere della Normandia alle coste verdeggianti della Bretagna, ai pini e alle palme della Riviera, dalle solitarie giornate nevose dei fiordi norvegesi, ai brillanti campi di tulipani dell'Olanda, dalla Londra fagocitata dalla nebbia, ai riflessi iridescenti della laguna veneziana.

    Altri paesi, altre luci, quando la visione partecipata del reale sta già virando entro il territorio della dissoluzione delle forme fattesi realtà della non realtà. E raggiungere il culmine della sublimazione col suo giardino "artificiale" a Giverny, dove si stabilisce nel 1890. Quello di Giverny, d'una bellezza insolita per l'epoca, costruito con il vezzo dell'esotico, pieno di piante rare importate dall'estero, col suo lago rivestito di ninfee dai riflessi madreperla, sarà il suo giardino della luce, il suo elisir di lunga vita. Le piante e i fiori saranno i veicoli della luce. Una festa per gli occhi.

    Qui trovi descrizioni dettaglòiate ed esperte di ogni quadro:

    http://www.artinvest2000.com/monet.htm

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.