Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeIngegneria · 1 decennio fa

Stabilizzare un'oscillatore?

Per un prrogetto di elettronica devo utilizzare un'oscillatore dipendente da una induttanza. Ho montato un Collpits su breadboard costituito da un BJT npn 2n2222, una bobina 2 condensatori e resistenze varie.. Ma il circuito non è stabile.. la frequenza varia dai 96kHz ai 98kHz.. sembrerebbe causato dalla temperatura..

Mi consigliate quindi di cercare di stabilizzarlo con componenti aventi coefficente d temperatura vantaggioso o cambialo con un Hartley? Avete schemi di circuiti oscillatori dipendenti dall'induttanza abbastanza stabili?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Carissimo,

    per stabilizzare un oscillatore Colpitts pe prima cosa devi disaccoppiare il più possibile la reazione di ritorno per rendere il Q reale del circuito oscillante formato da bobina e condensatori più possibile elevato QUesto lo si fa regolando il rapporto fra i due condensatori. Poi si adatta il circuito oscillante l-c al circuito di collettore variando l'induttanza della bobina e di conseguenza i condensatori per la massima stabilità. Tre o quattro prove azzeccano di solito i valori giusti. Se la bobina è avvolta su ferrite il problema di temperatura c'è perchè la permeabilità magnetica dei nuclei di ferrite è dipendente dalla temperatura. Io so che gli impasti N27 (vecchia sigla Siemens) hanno coeficienti termici infelici.

    L'Hartley non te lo consiglio. La messa a punto del rapporto spire non è il massimo della facilità, è il primo oscillatore realizzato storicamante e non molto facile da sviluppare. Per i condensatori il coefficiente termico è inferiore ad 1permille/°C. Anche il carico, con capacità o induttanze parassite è un feroce colpvole di instabilità, io disaccoppiavo l'oscillatore con uno stadi in collettore comune, accoppiato in alternata e polarizzato in modo che l'emettitore si trovasse a metà della tensione di alimentazione.

    Il 2N2222 è un vecchio amico, il guadagno non è meraviglioso, questi scherzi li combina. POtrebbe scaldare anche lui, di solito io lavoravo con una polarizzazione automatica rigorosamente di emettitore con condensatore in parallelo (se non c'è già).

    Il bred board è poi la COLLEZIONE DEI CONTATTI INCERTI E DELLE CAPACITA' PARASSITE, per cui la costruzione è infida. Un buon oscillatore di solito è schermato per non variare le capacità parsite con la vicinanza di oggetti: lo stesso tavolo su cui poggi il fondo der bred board di diverso amteriale influisce, io lo schermavo con un foglietto di rame messo a massa con un filo.

    Se vuoi sapere una piccola astuzia, a quelle frequanze io lavoravo con l'NE555 e riferimenti di tempo costituiti da r-c; un piccolo condensatore di uscita, che sincronizzava l'oscillatore l-c.

    Natturalmente do per scontato che hai la strumentazione base di laboratorio, un oscilloscopio, un frequenzimetro, che gli accorgimeti canonici (condensatore by-pass dell'alimentazione, ecc.) sono presi

    Se vuoi ulteriori spiegazioni contattami. Fare un buon oscillatore non è banale, c'è un terzo oscillatore classico, il CLAPP (l-c in serie) che mi ha dato le maggiori soddisfazioni

    Saluti

    Fonte/i: F. Terman - Radiotecnica ed elettronica. Ed. italiana - C.E.L.I. 1962
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