Inceneritori o termovalorizzatori?

Si sta cercando di organizzare degli incontri pubblici su queste tematiche un po' in giro per la Campania. Fateci conoscere le vostre opinioni

Inceneritori o termovalorizzatori?

Emergenza rifiuti

Sono vent’anni che un’ammorbante e perniciosa propaganda pubblicizza ad ogni piè sospinto una fantomatica emergenza dei rifiuti solidi urbani.

Nella mente di ogni cittadino “normale” si è fatta strada la falsa consapevolezza che se ciascuno di noi produce immondizia, questo prodotto indesiderato, da qualche parte deve pur esser messo a dimora. È chiaro che nella testa dei cittadini e di coloro i quali ne rappresentano le istanze collettive nelle sedi istituzionali, una volta accettato il principio che l’unico modo per smaltire i rifiuti è una dimora sicura dal punto di vista ambientale ed economico, l’unica preoccupazione che resta è quella di assicurarsi che la dimora sia il più lontano possibile dal proprio territorio.

Anche un bambino capisce che dall’uomo di Cromagnon, passando per gli Egizi, i Romani, il Medio Evo e l’attuale era cosi detta post-moderna, i rifiuti si producono in maniera correlata all’aumento delle popolazioni umane ed alla tecnologia in loro possesso. Si calcola che in questa famosa epoca per ogni unità di prodotto consumato ve ne siano quattro di rifiuti.

Il nostro “bambino” capisce che la produzione di rifiuti è stata, è e sarà un problema ed un dramma che aumenterà in maniera esponenziale se si continua a smaltire i rifiuti alla maniera dell’uomo di Cromagnon, cioè buttandoli fuori dal proprio giardino.

Il nostro immaginario ed ingenuo “bambino” si fa una domanda: è possibile che tutti gli arci-intelligenti professori universitari, eroici ed incorruttibili politici che lautamente vengono pagati da noi, più famosi contribuenti, continuino a non capire ciò che anche un bambino può capire? È possibile che nell’era post-moderna dove si è sviluppata una tecnologia così sofisticata da spedire un missile con testate nucleari da un canto all’altro della terra con precisione millimetrica e capace di colpire obiettivi strategici (musei, fabbriche di farmaci, foreste incontaminate, moschee, scuole, donne, bambini, popolazioni inermi) non si riesca a promuovere un sistema di smaltimento dei rifiuti diverso da quello di Cromagnon, nostro progenitore, che ha abitato la terra quarantamila anni fa?

In realtà, per chi ha la sfortuna di dover viaggiare sulle autostrade campane, si renderà drammaticamente conto che viene assediato da un’ammorbante cappa di aria puzzolente sprigionata dalle miriadi di discariche, speciali e non, dalle eco-balle, dai CdR disseminate su tutto il territorio. Le città, i piccoli e grandi centri, le zone rurali sono ormai assediate dalle immondizie.

Il nostro cittadino “normale” cosa è costretto a pensare? «Il mondo è diventato così piccolo ed ognuno di noi è così vicino all’altro che non è più possibile smaltire l’immondizia fuori dal proprio territorio». Ohibòh ed ecco che un cavaliere senza macchia e senza paura, l’eroico Bertolaso, con l’appoggio di un altro incorruttibile scudiero degli interessi generali, l’arci-intelligente governatore Bassolino vengono in soccorso al povero, indifeso e disorientato cittadino contribuente.

Et voilà la salvifica soluzione! «Vi piazziamo minimo due inceneritori in Campania come quello di Brescia ed ecco che l’immondizia verrà magicamente dissolta nel nulla!». «Attenti a quei due!» direbbe l’onestissimo mago Donascimiento.

A tal proposito, inquietante è l’articolo apparso sul quotidiano “Il Mattino” di un laureando che nella sua tesi di laurea propagandava, improvvidamente, il marchingegno infernale, detto termovalorizzatore, di Brescia.

Noi vogliamo ricordare a tutta questa pletora di microfoni in cravatta e non, che in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Gli inceneritori producono più immondizia di quanta ne dovrebbero smaltire poiché ogni materiale per bruciare si deve combinare con l’ossigeno Quindi possiamo dire, senza esagerazioni, che possiamo addirittura “creare” immondizia, più immondizia di quanta tentiamo di smaltirne!

Molta immondizia, il 66% si propaga nell’aria sotto forma di fumo denso, cancerogeno, che si combina con il vapore acqueo e solo il 33 %, i fanghi, ripropongono il problema della messa a dimora. Qualcuno potrebbe dire che è molto meglio smaltire un terzo dell’immondizia che l’unità intera. A questo praticone, pardon, anch’egli superintelligente dobbiamo ricordare che da quei fumi densi si sprigiona una quantità di diossina, furani, idrocarburi policiclici, e P.I.C. (particelle incomplete della combustione) che si propagano nell’ambiente ed inquinano irrimediabilmente le acque, i terreni e l’aria. Queste sostanze entrano nella nostra catena alimentare, l’esempio classico che si fa è quello che le diossine vengono smaltite dagli organismi viventi solo nel genere femminile perché vengono concentrati nel latte. Le mozzarelle, quindi, sono dei concentrati inimmaginabili di diossina. Potremmo sembrare terroristi, ma, anche gli umani hanno il proprio genere femminile che allatta gli indifesi neonati, i nostri figli! Per quanto riguarda invece i fanghi oltre alle sostanze suddette responsabili di cancri al fegato, al pancreas, leucemie, sclerosi multiple, allergie atopiche si associano metalli pesanti come cadmio, piombo e mercurio. Questo composto è così tossico che bisogna rendere le discariche particolarmente impermeabili, vengono dette discariche speciali e come è facilmente comprensibile sono c-o-s-t-o-s-i-s-s-i-m-e. Forse è il caso di rinfrescarci la memoria ricordando che negli U.S.A. per l’opposizione dei cittadini e delle municipalità molti inceneritori sono stati dismessi, che in Ontario, in prossimità dei Grandi Laghi, sono stati demoliti tutti gli inceneritori responsabili dell’inquinamento dei laghi stessi e dell’enorme diminuzione della bio-massa. Dobbiamo inoltre ricordare che il nostrano marchingegno bresciano è sovra-dimensionato, condizione per la quale confluiscono in questa bomba chimica a tempo l’immondizia anche dei paesi limitrofi. Il danno alla salute ed all’ambiente è ormai acclarato ma c’è un ulteriore danno che viene perpetrato sulla società: vengono di fatto inibite le politiche di raccolta differenziata e del più importante riciclaggio!

A questo punto ci sorge un dubbio: è possibile che questi politici, i nostri rappresentanti istituzionali, i nostri sopraffini scienziati, professoroni universitari non sanno tutti questi fatti? Solo noi possiamo informarci in maniera non ideologica visitando (cosa che invitiamo a fare a chi legge queste righe) i siti internet specialistici di queste materie? La domanda è chiaramente retorica, la risposta è no! Anche loro sanno meglio di noi i danni alla salute, all’ambiente ed alle organizzazioni sociali che queste politiche comportano! Ed allora perché se lo sanno continuano ad assediarci con le immondizie, a proporci soluzioni ancora più dannose delle discariche ricattandoci sotto la scure dell’emergenza? Se parlassimo con il pizzicagnolo sotto casa direbbe: «Ci sono interessi economici!». E quali sono questi interessi? Entriamo nel merito. Noi abbiamo la brutta abitudine di non farci “i fatti nostri” e siamo andati a vedere che la FIBE di cui è proprietaria la Fondazione Agnelli, con un nugolo di aziende satelliti, ha monopolizzato l’affare immondizia a livello nazionale. Monopolizzare in questo caso significa centralizzare il fio che le famiglie italiane versano per lo smaltimento dei rifiuti. Venti milioni di famiglie che versano molti 50 euro al mese alla FIBE. Questo significa miliardi di euro contanti che possono essere investiti sui mercati internazionali, guarda un po’ proprio in quelle aziende che producono farmaci come l’interferone per le sclerosi multiple, gli antistaminici per le allergie atopiche, le chemioterapie per la cura delle leucemie e dei cancri al fegato ed al pancreas, in quelle aziende di hi-tech medicale che producono strumenti per la diagnosi di queste malattie. E come se non bastasse, per acquistare le falde acquifere non inquinate ed investire in quelle aziende multinazionali agro-alimentari che producono in California, per esempio, viti, ulivi ed alimenti di zootecnia che vengono irrimediabilmente contaminati qui in Campania ed in Italia. Fra vent’anni se le nostre falde acquifere, i terreni, l’acqua ed i fiumi saranno irrimediabilmente contaminati e non saremo più autonomi da un punto di vista produttivo, almeno per quanto riguarda il settore zootecnico ed agro-alimentare, quanto costerà la nostra sopravvivenza? Non potremmo più produrre nulla che non sia contaminato, dovremmo acquistare tutto da queste aziende che avranno il monopolio dei fabbisogni primitivi dell’uomo, saremo costretti ad essere clienti in un immanente ricatto. Ci fa piacere ricordare la frase di Giobbe Covatta che dice: “Questo mondo non l’abbiamo preso in eredità dai nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli.” Cosa stiamo restituendo a costoro? Riflettiamo e tentiamo di collaborare per promuovere ed imporre politiche di riciclaggio.

Cittadini parzialmente liberi.

Aggiornamento 2:

Capisco che è un pò lungo da leggere, ma se fate attenzione nella parte finale si parla di una certa azienda intrecciata nello scandalo rifiuti.. e guarda un pò a chi appartiene questa azienda..???

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    la parola termovalorizzatore esiste solo in italia, perche' in tutto il resto del mondo si chiama col nome giusto: inceneritore.

    Un inceneritore fa quello che dice la parola. Incenerisce. Non valorizza. Il quantitativo di energia prodotta è di PARECCHI ORDINI inferiore a quello che viene speso in tutti gli altri punti del processo (raccolta, trattamento, imballamento, combustione). L'inceneritore è una azienda A PERDERE. Non fa attivo, è passiva per natura perchè la combustione è una reazione passiva SEMPRE. Come un'automobile, dove il 70% del potere calorico della benzina non contribuisce al movimento.

    Se non fosse per i contributi alle fonti rinnovabili che tutti noi paghiamo sulla bolletta dell'Enel (i CIP6, truffaldinamente dedicati agli inceneritori e sottratti alle fonti rinnovabili vere come eolico e solare. Il 7%: davvero un sacco di soldi) chiuderebbero in tre giorni.

    Ecco perche' nessun privato in Italia gestisce un solo inceneritore. Sono tutti a gestione pubblica. Li paghiamo NOI. E sono MOLTO piu' costosi di una filiera di raccolta differenziata moderna, oltre ad essere dannosi per la salute.

    Esplicito meglio: la raccolta differenziata COSTA MENO di un inceneritore ed ha anche tanti altri effetti benefici. Lavoro indotto, ad esempio, e l'apertura della filiera produttiva ad una intera nuova categoria di soggetti imprenditoriali: quelli del RECUPERO. Soldi, lavoro ed economia che gira.

    Il motivo per cui vogliono costruirli e' politico. Non è nella gestione che il politico e tutti i compagni di merende palazzinari ed imprenditori possono mangiare fino a scoppiare. E' nella costruzione.

    Dopo averlo costruito ed aver rubato anche i rubinetti dei bagni, poco importa se non ci sono soldi per accenderlo o se la regione colpita subisce un impatto ventennale sull'incidenza di tumori da fare invidia ad un disastro nucleare...

  • 1 decennio fa

    credo che i termovalorizatori siano la cosa giusta ma farei pagare i danni a tutti i sindaci,presidenti di regioni e consulenti strapagati degli anni passati. metterei bassolino,iervolino e pecoranio scanio agli arresti domiciliari nelle discariche senza ossigeno.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    L'inceneritore è l'unico sistema decente per riuscire a smaltire quell'enorme quantità di rifiuti. Ma il problema non è quello, il problema è la gestione politica della situazione.

  • 1 decennio fa

    chiedilo a quel asino di pecorario scanio! non approverebbe niente di tutto ciò...farebbe stare l italia a navigare nei rifiuti pur di non far costruire un termovalorizzatore! comunque io sono assolutamente pro termovalorizzatori

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