Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteOculistica · 1 decennio fa

S.O.S facoemulsificazione...rispondete 10 punti alla risposta migliore e più rapida!!!?

facoemulsificazione è ora unico sistema di rimozione della cataratta? Prima di intervenire alla rimozione il medico è obbligato a misurare le cellule endoteliali? come si fa la misurazione di queste cellule? Che tipo di anestesia è praticata?

2 risposte

Classificazione
  • Tip
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    La Facoemulsificazione e' l'intervento che ora va per la maggiore per l'intervento di cataratta; permette attraverso un taglio di pochissimi millimetri di inserire una sonda che con gli ultrasuoni in pratica scioglie il cristallino i cui residui vengono man mano aspirati dalla sonda stessa. Ci sono allo studio e in sperimentazioni tecniche ancor piu' sofisticate che abbinano facoemulsificazione e laser ma sono appunto ancora in sperimentazione. Attraverso lo stesso taglio viene poi inserito il cristallino artificiale (iol) che permette il recupero visivo.

    L'anestesia per l'intervento di cataratta tramite facoemulsificazione puo' essere sia locale che topica.

    Nell' anestesia locale si pratica una iniezione di anestetico che blocca i centri nervosi dell' orbita: il vantaggio e' che si ha una acinesia completa dell' occhio (non puo' muoversi ) e il chirurgo puo' operare in modo piu' tranquillo senza il rischio di movimenti da parte del paziente, gli svantaggi sono dati dal momentaneo dolore al momento dell' iniezione e in casi assolutamente rari la possibilita' di formarsi di un ematoma che "spinge" l'occhio creando un ipertono e un rischio durante l'intervento, senza contare eventuali fenomeni di allergia all' anestetico; inoltre se il paziente segue particolari terapie come anticoagulanti o antiaggreganti con l'aspirietta e simili occorre sospendere questi farmaci 5 giorni prima dell' intervento ed eventualmente sostituirli con iniezioni sottocute di eparine a basso peso molecolare Viene di solito eseguita quando non vi sono garanzie di tranquillita' e collaborazione da parte del paziente.

    Piu' modernamente si preferisce eseguire l'anestesia topica, in pratica applicando ripetutamente gocce anestetiche durante tutto l'intervento sull' occhio. Anelgesia e' assolutamente buona: i vantaggi sono che non ci sono i rischi della retrobulbare e anche che il paziente vede immediatamente, inoltre poiche' non vi e' rischio di sanguinamento (le strutture interessate sono avascolari) e non occorre sospendere e/o sostituire le terapie che interferiscono con la coagulazione, gli svantaggi sono che l'occhio e' libero di muoversi e se il paziente si agita e si spaventa puo' muovere l'occhio durante l'intervento rendendo la vita dura al chirurgo. Questo tipo di anestesia richiede quindi la collaborazione del paziente.

    In rarissimi casi (ad esempio pazienti assolutamente non collaboranti come minorati psichici od anche persone con totale terrore dell' atto operatorio) si puo' anche eseguire l'intervento in anestesia generale, ma ripeto sono casi eccezionali in quanto i rischi di una generale (sempre comunque presenti) non sono giustificati in questo tipo di intervento.

    Il problema della facoemulsificazione e' nel suo stesso meccanismo di azione, gli ultrasuoni, che possono, danneggiare le cellule endoteliali corneali (specialmente se ci si trova difronte ad una cataratta "dura" e bisogna insistere . Un danno alle cellule endoteliali potrebbe scatenare uno scompenso corneale con il suo opacamento quindi e' bene controllare la loro regolarita', questo puo' essere fatto con diverse metodologie, quella attualmente piu' in voga e' mediante un apparecchio che sfrutta il principio della controfocalita' dando una illuminazione retrograda dell' endotelio . E' un apparecchio che non richiede alcun contatto fisico col paziente che si limita a fissare una mira luminosa dell' apparecchio e quindi non serve alcuna anestesia: l'endotelio corneale apparira' sul monitor e si potra' facilmente controllarne le caratteristiche, il numero delle cellule per "campo" e la loro regolarita'.

    Nel caso in cui il risultato fosse molto al di fuori della norma e' dovere dell'oculista avvisare il paziente del seppur piccolo rischio aggiuntivo e mettere in pratica tutti gli accorgimenti per non danneggiare ulteriormente l'endotelio.

  • 1 decennio fa

    La Facoemulsificazione, è oggi un intervento a basso impatto nel senso che è poco invasivo ed è la migliore tecnica conosciuta per la rimozione della cataratta ed è il più praticato perchè comporta pochi rischi.

    In ogni caso, è sempre un intervento chirurgico che dura in media 8-9 minuti e l'anestesia è locale (cioè qualche goccia di collirio) e comunque assolutamente indolore. Nel post-operatorio in genere si da una cura a base di cortisone e antibiotico tanto collirio che pastiglie e per un paio di settimane. La benda si porta per un paio di giorni salvo diversa prescrizione del medico o del chirurgo.

    La conta delle cellule endoteliali, fa parte degli esami pre-operatori e non comporta dolore nè fastidi.

    In ogni caso, segui sempre il consiglio del tuo oculista di fiducia perchè è lui che sa la tua situazione oculare. In bocca al lupo per l'intervento e non avere tanta paura

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.