mi potreste dare informazioni su villa delle ginestre di torre del greco ? pleaseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

potreste darmi informazioni su villa delle ginestre , pleaseeeeeeeeeeee !!!!!!!!!!

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    spero possa bastare..ciao!

    La villa appartenne in origine al canonico Giuseppe Simioli (1713-779), poi a sua sorella Margherita che sposò Diego Ferrigni; al figlio di questi ultimi Giuseppe che nel 1826 sposò Enrichetta Ranieri e fu valente avvocato e letterato napoletano.

    Questi offrì nel 1836-37 la dimora al cognato Antonio Ranieri perché conducesse l'amico poeta recanatese Giacomo Leopardi, infermo e bisognoso di aria salubre. Il Leopardi nelle sue passeggiate nei dintorni, osservando il territorio sovrastato dal minaccioso vulcano e cosparso degli arsi costoni della lava dell'eruzione del 1806 sui quali fioriva la ginestra, ascoltando dalla viva voce dei contadini i racconti delle funeste eruzioni, concepì qui il sublime e sconsolato canto de "La Ginestra" che è la "summa" che unisce in una sola visione lirica i più intensi e profondi elementi della sua filosofia e della sua poesia: la teoria della Natura, forza brutale, cieca e ostile all'uomo, la negazione di ogni sforzo umano di progresso sociale! l'illusione nella vita che viene invece è distrutta.

    Il Poeta compose ancora qui "Il tramonto della luna" che è la melodia dell'addio, le ultime strofe dei "Paralipomeni alla Batracomiomachia", satira delle tirannidi che opprimevano l'Italia posta sotto l'influenza dell'Austria, e diversi "Pensieri".

    La villa passò poi in eredità nel 1864 ad Argia Ferrigni, figlia di Giuseppe; nel 1902 al di lei figlio Americo Di Gennaro; nel 1907 ad Antonio Carafa d'Andria, figlio di Enrichetta Capece Latro cugina di Americo; ancora a Vittoria Carafa d'Andria, sorella di Antonio e sposata De Gavardo. Nel 1962 è stata acquistata dallo Stato che avrebbe dovuto sistemarla installandovi un Centro di Studi Leopardiani.

    La dimora, tipica dell'ultimo settecento napoletano, posta in un fondo rustico sulla lava vesuviana, ha un piano terreno con un piccolo vestibolo e alcune stanze; un primo piano con altre stanze, dalle volte a vela, fra cui quella abitata dal Poeta. Il portico neoclassico, a colonne doriche, su tre lati, di gelida compostezza, che sostiene una terrazza aperta al panorama, è stato aggiunto nel 1907.

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