Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteAssistenza sanitariaPronto soccorso · 1 decennio fa

Coma farmacologico?

una persona che si trova in coma farmacologico da 3 giorni e presenta, oltre che a un trauma toracico, un trauma cranico con focolai nel cervello, in che situazione si trova?Speranza e semplice prevenzione o no? Per favore rispondete...

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Beh il coma farmacologico è detto così proprio perchè si induce ad un pz con importanti traumi che hanno causato emorragie interne troppo importanti per poter intervenire tempestivamente.

    Si somministrano sedativi importanti per lasciare che l'organismo concentri la sua attenzione nell'assorbire parte dell'emorragia per poter poi intervenire chirurgicamente e rimuovere definitivamente o quasi l'emorragia.

    Ogni situazione è a sè, ed ogni pz reagisce in maniera differente, soggettiva.

    Va cmq detto che la situazione è critica, è quella che si dice "prognosi riservata", in questo caso si deve sperare che il soggetto sia forte e reagisca prima di tutto ai farmaci che vengono somministrati.

    Fonte/i: Infermiere professionale 118 e PS
  • 1 decennio fa

    penso non lo sappiano nemmeno i medici che lo seguono ,,,,bisogna vedere la gravità delle lesioni riportate e la resistenza dell'individuo ,,,,come reagisce ai trattamenti farmacologici ,,,la risoluzione del caso non è standard ma individuale ,,,mi dispiace ,,,,

  • 1 decennio fa

    Situazione grave ma non senza speranza...

    Si definisce coma farmacologico, o coma indotto, o coma da barbiturici, il coma provvisorio (un stato profondo dell'inconsapevolezza) causato da una dose controllata di barbiturici, di solito pentobarbital o thiopental. Il coma farmacologico viene utilizzato per proteggere il cervello durante grandi interventi chirurgici e come ultima risorsa di trattamento in certi casi di epilessia che non rispondono ad altri trattamenti.

    I barbiturici riducono il metabolismo nei tessuti del cervello e il flusso di sangue cerebrale. Con queste riduzioni, i vasi sanguigni nel cervello diminuiscono di volume, e, di conseguenza, fanno decrescere il volume occupato dall'organo e la pressione intra-cranica. In questo modo, diminuendo la pressione, possono essere evitati o diminuiti alcuni danni. Molti studi sostengono la validità di questa pratica medica, presentando l'effettiva diminuzione della mortalità nei casi di trattamento dell'ipertensione intracranica e refrattaria con un coma indotto con barbiturici.

    Esiste di contro una teoria che non concorda sui benefici dell'utilizzo dei barbiturici per il controllo della ipertensione intracranica. Altri studi hanno dimostrato che un coma indotto può ridurre l'ipertensione intracranica, ma nel contempo non prevenire danni al cervello. Inoltre, la riduzione nell'ipertensione intracranica non può essere mantenuta indefinitamente. Alcuni prove a campione hanno evidenziato nei casi clinici selezionati morte sopraggiunta o nessun beneficio nel caso di coma indotto associato a operazioni neurochirurgiche, traumi alla testa, rottura di aneurisma intracranico, emorragia intracranica, ischemia cerebrale e stati epilettici. Se il paziente sopravvive, può comunque verificarsi un danneggiamento cognitivo dopo l'uscita dal coma.

    Approssimativamente il 55% del glucosio e dell'ossigeno utilizzati dal cervello sono necessari per il mantenimento dell'attività elettrica, mentre il resto viene impiegato per tutte le altre attività, tra cui il metabolismo. Questo dato è rilevabile mediante lo strumento diagnostico che misura l'attività elettrica nel cervello, noto come elettroencefalogramma (EEG). Quando vengono somministrati barbiturici in dosi tali da portare un paziente in uno stato di coma indotto, si evidenzia una riduzione dell'attività elettrica del cervello, che in teoria dovrebbe comportare anche una riduzione del metabolismo e della richiesta di ossigeno. Se si ha un miglioramento della condizione generale del paziente, i barbiturici gradualmente vengono ridotti ed il paziente riprende conoscenza.

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