Cesco 64 ha chiesto in Matematica e scienzeIngegneria · 1 decennio fa

Che metodo viene usato per variare la potenza di un motore a corrente continua in un' auto elettrica?

Usando soltanto un reostato pilotato dal pedale dell' acceleratore verrebbe dissipata parte dell' energia sotto forma di calore, essendo il reostato una resistenza, pregiudicando il rendimento del veicolo.

5 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    I motori più nobili sono trifasi sincroni con campo a magneti permanenti in terre rare.

    Il controllo di velocità è fatto attraverso un inverter a frequenza variabile a commutazione. I rendimenti sono altissimi, dell'ordine del 90% globale (nelle condizioni migliori) L'acceleratore regola in pratica la frequenza. Il controllo elettronico verifica che non vi sia perdita del passo, e rallenta la frequenza per "stare dietro" quando il motore è soto sforzo.

    Saluti

    Addendum.

    Caro Marko, non vorrei deluderti, ma il millefori e il saldatore nei laboratori italiani è sempre più raro. Oggi regna il catalogo via Internet di cose da interfacciare talvolta con difficoltà. Ho contato la bellezza di 4 interfacce in cascata fra due apparecchiature "compatibili". Alla fine lo sviluppo è fallito perchè i tempi dell'anello di controllo erano troppo lunghi.....

    Sinceramante.

    Addendum.

    Trovo i circuiti presentati da Marko molto educativi. Sono per motori a spazzole, il cui rendimento e controllo del numero di giri non è meraviglioso, ma dalla semplicità vincente per i neofiti!

    Fonte/i: Progettista e installatore di UPS ed azionamenti c.c. e trifase fino a .....tanti .... kW
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Le risposte sopra sono già esaurienti, comunque se vuoi qualche delucidazione sul controllo PWM (Pulse width modulation - la corrente DC è modulata da un'onda quadra il cui duty cycle è proporzionale alla potenza del motrore) vedi il seguente link.

    http://www.cpemma.co.uk/pwm.html

    Se hai una scheda millefori e un saldatore ti puoi pure divertire a fare un motorino a controllo elettronico, spero che nei laboratori di Elettronica di potenza facciano ancora fare questa prova.

    Addendum.

    Io con il saldatore ero un disastro (il re dei grumi di stagno) ma all'università di Firenze il laboratorio era aperto a tutti dalle 9 alle 17 (parlo di 4 anni fa) e c'erano oscilloscopio digitale alimentatore e saldatore in ogni postazione, analizzatore di spettro ogni fila.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Generalmente si usano degli azionamenti specifici ( i migliori sono Siemens) che controllano la frequenza e con l'aiuto di encoder controllano anche la rotazione, entrambi colloquiando insieme garantiscono il regolare funzionamento. Il loro costo è molto elevato, ad esempio un azionamento Siemens per controllare un motore CC brushless di 13 KW di potenza velocità di rotazione 50-12000 giri al minuto costa intorno ai 2.000 €.

    Fonte/i: www.automation.siemens.com
  • 1 decennio fa

    Ritengo che oggigiorno per realizzare un'auto elettrica si adoperi un motore asincrono corredato di un opportuno azionamento (come già profusamente detto dagli altri).

    Tuttavia un motore in corrente continua, come hai già intuito tu, pilotato per mezzo di un reostato, avrebbe un rendimento piuttosto basso (sebbene passato sia stata costruita una fiat 500, mai commercializzata, avente un motore cc avviato mediante reostato).

    Con l'attuale diffusione dell'elettronica di potenza si preferisce utilizzare, per motori in corrente continua, un dispositivo chiamato "chopper", che riceve in ingresso una tensione continua e fornisce in uscita una tensione pseudocontinua di valore controllato.

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  • 1 decennio fa

    non un reostato ma un regolatore di tensione con un condensatore che raccoglie l'energia dispersa ed un deviatore.

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