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Lv 6
? ha chiesto in Mangiare e bereMangiare e bere - Altro · 1 decennio fa

Chi ha inventato la pasta???

Siamo noi gli italiani o i cinesi??

8 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Per tentare di rispondere bisogna tornare indietro nel tempo e visitarne la storia e le leggende. Alcuni testi si riferiscono a Marco Polo, altri a genti venute dall'Oriente o addirittura portata dai Mongoli.

    Quale la verita' quando in realta' l'origine della pasta si perde nei meandri del tempo?

    Cercando di usare la logica pensiamo che, come il pane, la pasta fu con grande probabilita' un cibo spontaneo, legato alla scoperta e all'uso dei cereali, la cui coltivazione e diffusione avvenne quasi contemporaneamente fra tutti i popoli.

    I cereali furono scelti, per essere la base dell'alimentazione e da tutti vennero cotti in acqua salata, l'acqua del mare dove era possibile o acqua e sale.

    Nel bacino del Mediterraneo in tempi ormai remoti si svilupparono coltivazioni di frumento e orzo, grano saraceno nell'Africa settentrionale, nel Nord europeo avena, mais nell'America centrale e segale nei paesi anglosassoni.

    I cereali vennero dapprima utilizzati grazie alla raccolta dalla vegetazione spontanea, poi selezionati e coltivati.

    In tappe successive, si arriva alla macinazione e alla farina, all'impasto, alla sfoglia e ... alla pasta.

    Con l'avvento dell'organizzazione civile delle tribu' stanziali, si giunse quindi all'utilizzo di un impasto molto simile alla pasta attuale, La prima indicazione storica dell'esistenza di qualcosa di simile alla pasta risale alla civiltà greca: la parola laganon era usata nel mondo greco per indicare una sfoglia larga e piatta di pasta tagliata a strisce. Aristofane, il commediografo greco della fine di V secolo a.C., in un passo di carattere gastronomico di una sua commedia, accenna ad una pasta di frumento che ricorda gli attuali ravioli.

    Fu cibo degli etruschi, visto che in una tomba di Cerveteri sono raffigurati coltelli, mattarello e una rotella che sembra quella ancora in uso per la preparazione dei ravioli (pare che gli etruschi preparassero e cucinassero lasagne di farro, un cereale simile al frumento, ma ben piu' resistente alle intemperie e alle malattie).

    E' certo che i romani (pronti ad imitare o a far proprie usanze altrui e spesso a migliorarle), parlano per primi di lagane. Le lagane romane certamente non erano identiche alle attuali lasagne e ai maccheroni, ma sicuramente gli assomigliavano ed erano a base di farina, ne e' prova il fatto che il piu' antico libro di ricette romane, scritto da Apicio, raccomandava di utilizzare "le duttili lagane per racchiudervi timballi e pasticci".

    35 a.C.- Q. Orazio Flacco (65 a. C. - 8 a.C.) descrive nella satira VI del I Libro, v. 115 la propria frugale cena: [...] inde domum me ad porri et ciceris refero laganique catinum, quindi me ne ritorno a casa (la sera) per mangiare una scodella di porri, ceci e lagane. Che cosa siano queste lagane ce lo spiega il Forcellini (1688 - 1768) nel suo Lexicon totius latinitatis: membranulas ex farina et aqua, quae iure pingui coctae, caseo, pipere, croco et cinnamomo conditur. Illud certum est cibum esse teneriorem et qui nullo labore mandi potest, ovvero sottili strisce di farina e acqua, che cotte in brodo grasso, si condiscono con cacio, pepe, zafferano e cannella.

    Viene riferito anche che "Orazio - che amava la vita semplice e rustica - preferiva mangiare una scodella di porri, ceci e lagane a casa sua piuttosto che frequentare le feste e i banchetti della corte di Augusto".

    Intorno all'anno Mille abbiamo la prima ricetta documentata di pasta, nel libro "De arte Coquinaria per vermicelli e maccaroni siciliani", scritto da Martino Corno, cuoco del potente Patriarca di Aquileia.

    Nel XII secolo si documentata l'esistenza di un'industria di pasta secca, detta "itrija", localizzata nelle vicinanze di Palermo.

    Uno scritto del 1154, del geografo di origine araba Al-Idrisi, che era al servizio di Ruggero II, intitolato "Il libro di chi si diletta a girare il mondo" si legge di una zona abitata con case e "molti mulini", a poca distanza da Palermo, denominata "Trabia" dove si fabbrica pasta a forma di fili (Tria in arabo), e di commerci della pasta, molto sviluppati, in paesi di "Musulmani e Cristiani", spedita con navi che ne trasportarono abbondanti quantità ovunque nel Mediterraneo".

    In Puglia le lasagne secche oncor oggi vengono chiamate "Tria".

    Manca ancora quasi un secolo alla nascita di Marco Polo e gia' si usava la pasta alimentare a forma di spaghetto e questo basta a eliminare il dubbio sulla provenienza degli spaghetti su cui si e' tanto discusso.

    Molti altri spunti si possono trarre da scritti del XII e XIII secolo dove vengono spesso fatti riferimenti ad "abbuffate di lasagne con formaggio", Jacopone da Todi nomina la pasta in una delle sue invettive contro il Papa, Boccaccio nel Decamerone ne fa un elogio convincente ed entusiasta e altri anche se meno famosi, ma convinti, ne decantano in versi le qualita'.

  • 1 decennio fa

    IO......SCHERZO CIAO PUPA

  • 1 decennio fa
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Nonostante siano state fatte tante ipotesi è difficile stabilire chi fu l'inventore della pasta.

    L'etimologia del termine pasta deriva probabilmente dal greco che significa “farina mista a liquido”. Con grande probabilità anche la pasta come il pane, fu un cibo spontaneo legato alla scoperta e all'uso dei cereali, la cui coltivazione e diffusione avvenne quasi contemporaneamente fra tutti i popoli (Fonte: www.italianpasta.net).

    La pasta, inoltre, ha subito progressivamente nel tempo un'elaborazione in funzione delle necessità e abitudini dei popoli. L'impossibilità di poter attribuire a qualcuno l'invenzione della pasta, dimostra indirettamente l'antichità di questo alimento, tanto da fare presupporre che gli etruschi nel IV secolo avanti Cristo già la conoscessero. In una tomba portata alla luce nella necropoli etrusca di Cerveteri, sono riprodotti in stucco gli strumenti per lavorare la pasta a mano: la tavola spianatoia, il matterello, il sacchetto per spolverare la farina sulla tavola, il mestolino per l'acqua, il coltello per tagliare la sfoglia e la rotella per dare un bordo ondulato al taglio della pasta (Fusco 1989).Queste testimonianze provenienti dal mondo etrusco, mancanti di supporto letterario, non ci permettono di riferire con esattezza riguardo all'utilizzo di tali utensili e la tipologia di pasta eventualmente prodotta, anche se si suppone che gli etruschi preparassero e cucinassero qualcosa di simile alle lasagne di farro. Dubbi permangono anche sulla presenza della pasta, così come da noi precedentemente definita, nel mondo classico greco-romano, anche se è certo che i romani per primi parlano di lagana. Le lagane romane di cui parlano già Cicerone e Orazio nel I secolo a.C., sicuramente non sono identiche alle lasagne e ai maccheroni che noi conosciamo ma, gli assomigliano e questo lo si evince dal fatto che nel più antico libro di ricette romane, scritto da Apicio, si parla di lagana come una sfoglia schiacciata di farina utilizzata per racchiudervi timballi e pasticci. Il fatto che essa non fosse sottoposta a cottura in acqua bollente e che fosse fritta in olio abbondante (Serventi e Sabban 2000), fa sì che non vi sia corrispondenza con la definizione di pasta precedentemente evidenziata. Se la pasta fresca in forma di sfoglia sul tipo di lasagna deriva dai lagana greco-romani, la pasta secca filiforme dovrebbe provenire dal mondo arabo e si sarebbe poi diffusa in tutto il Mediterraneo partendo dalla Sicilia a seguito dell'invasione degli arabi.

    Preziosa è la testimonianza del XII secolo del geografo arabo AL-IDRIS che nella sua opera nota come “il libro di Ruggero” afferma che nella località di Trabìa, zona abitata con case e molti molini presso Palermo, nel 1154 si producesse un particolare cibo di farina a forma di fili, chiamato con il vocabolo arabo “itriyah”. Pare esistesse un'industria di pasta secca, detta “itrija” (Tria in arabo). Quella zona, assunse notevole importanza quale centro sviluppato di commercio della pasta, spedita, in abbondanti quantità, per via mare in tutto il Mediterraneo sia cristiano che musulmano. Attraverso tale testimonianza viene smentita anche la leggenda che sia stato Marco Polo nel 1295 al rientro dalla Cina ad aver fatto conoscere all'Occidente la pasta che per altro nulla aveva a che vedere con quella di grano duro da noi comunemente intesa (Fonte: www.campaniafelix.it/cf_cucina/corso%20sulla%20pasta/storia.htm).

    Infatti, quando noi parliamo di pasta, ci riferiamo abitualmente alla pasta secca prodotta esclusivamente con l'impiego di semola e semolato di frumento duro e acqua.

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  • Roger
    Lv 4
    1 decennio fa

    Da informazioni che ho avute molto tempo fà,mi risulta che sono stati i Cinesi,in seguito Marco Polo,tornato dal suo viaggio in Cina,la fece conoscere anche in Europa. Roger

  • 1 decennio fa

    non sono sicuro , ma credo i cinesi il riso , noi gli altri tipi .

  • 1 decennio fa

    pare i cinesi anche se il mio sangue italico ribolle...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    a

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