Anonimo
Anonimo ha chiesto in Casa e giardinoFai-da-te · 1 decennio fa

Gomma lacca?

C'è qualcuno ke mi spiega la verniciatura a tampone?

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La Gommalacca in scaglie si trova nei negozi di ferramenta che vendono prodotti e articoli di Belle Arti.

    In un recipiente introdurre gr. 150-200 di gommalacca in scaglie, ricoprirla con un litro di alcool etilico a 94° (meglio se maggiore gradazione).

    Dopo aver ben chiuso il recipiente occorre attendere che la gommalacca si sciolga completamente. Per questo occorre lasciare riposare il recipiente per una giornata. Al termine delle 24 ore, occorre filtrare il contenuto travasandolo in una bottiglia di vetro per poterla conservare. Per filtrarlo si può usare una vecchia calza di nylon da donna messa sopra ad un imbuto. Quando si è riempita la bottiglia, la si chiude con un turacciolo di sughero. Riposta così in un luogo fresco e buio, dura praticamente sempre. La si può usare anche subito. Quando la si va ad usare, conviene filtrarla nuovamente.

    Non esistono regole fisse per quello che riguarda la concentrazione della resina perché dipende dalla fase di procedimento in cui la vernice viene usata. In linea di massima per la verniciatura a tampone si sciolgono 100 gr. di gommalacca in 1 lit. di alcool. La vernice così preparata potrà essere colorata usando aneline all'alcool.

    Verniciatura a tampone:

    Questo è il metodo di applicazione per eccellenza, sviluppato secoli fa dagli ebanisti Francesi, e qui proposto in una versione semplificata rispetto ai testi sacri. è anche il metodo che garantisce la piú alta lucidità del mobile, ma, ovviamente, tutto ha un prezzo. Benché anche il neofita può avere risultati buoni fin da subito, non si consiglia di usare questa tecnica se è la prima volta che si usa la gommalacca, tantomeno su un mobile di pregio. Si tenga anche presente che questo metodo funziona al meglio sulle superfici piatte, mentre non offre nessun vantaggio rispetto ad altri metodi se il vostro mobile è molto ornato.

    Si parte da una gommalacca al 25% di densità e da un numero sufficiente di tamponi. Attenzione che questi tamponi devono essere di tessuto che non lascia cascami, quindi niente magliette di cotone usate o cose simili. Alcuni magazzini e mesticherie offrono tamponi già fatti, specifici per questo uso. Tagliate un pezzo di tessuto quadrato di circa 30 cm. di lato. Piegatelo in quattro per due volte, cosí che alla fine sia un quadrato di 7,5 cm. di lato circa. Versate, in piú riprese, circa mezzo bicchiere di alcool (30 ml) sul tampone, e lavorate il tampone cosí che l'alcool venga assorbito uniformemente. Per comodità, avrete prima travasato la vostra gommalacca in una bottiglia di plastica a spruzzo (ad esempio, una vecchia bottiglia di alcool col tappo bucato). Ora verserete goccie di gommalacca sul vostro tampone per l'equivalente di un paio di ditali, sempre avendo cura di disperdere il liquido nel tampone uniformemente.

    Partendo dall'alto della tavola da verniciare, portate il tampone a toccarne la superficie planando, come se si trattasse di un aereoplano in atterraggio. Strusciate il tampone per tutta la larghezza della tavola e fatelo decollare all'altra estremità. Ripetete questi movimenti in strisce, fino ad arrivare in fondo alla tavola. Quando arriverete in fondo, la gommalacca applicata in cima sarà abbastanza secca per strusciarla di nuovo. Ripetete questi movimenti finché la superficie diventa appiccicosa ed il tampone incomincia ad incollarsi. Tra una passata e l'altra, tamponate i bordi. Il trucco sta nell'applicare mani molto leggere mantenendo il tampone umido, ma senza farlo colare (se strizzando il tampone un po' fate colare vernice, allora ce n'è troppa). Una volta finito di tamponare, mettete il tampone in un barattolo a tenuta ermetica (ad esempio, un vecchio barattolo di vetro per la marmellata), cosí che si possa riusare. Se questa è la prima mano su legno nuovo (ma allora sarebbe meglio considerare una o due passate iniziali a pennello), la gommalacca verrà assorbita presto nelle fibre, ed abbastanza secca per la prima carteggiatura con mano leggera (con grana da 320) in un'oretta circa.

    Dopo la carteggiatura, ripetete tutto d'accapo fino a quando il tampone diventa appiccicoso nuovamente. Lasciate questa mano riposare tutta la notte, quindi carteggiate con mano leggera e grana da 320 e poi ripassate con paglietta di ferro. Ripetete il tamponamento un'altra volta e lasciate essiccare un'altra notte. L'ultima passata si fa con paglietta unta in glicerina, e deve essere leggerissima. Per finire si passa il tutto con un panno di cotone, per togliere l'eccesso di olio.

    Badate che le tre passate di sopra potrebbero non essere sufficienti a portare il legno alla massima lucentezza; tanti fattori, come la porosità del legno (ad esempio, è quasi certo che avrete bisogno di 4 o 5 passate per il mogano) e la vostra mano possono influire notevolmente. Quindi sarà l'esperienza che vi porterà ai risultai migliori: di conseguenza il grado 3.

    Il metodo a tampone può essere usato sui fronti come sui fianchi di mobili, cosí come sulle battute di tavoli e cassetti, semprechè presentino superfici piane che lo giustifichino.

    Ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ho trovato delle risposte valide sul web

    Visita i siti di cui alla fine

    Note:

    Mi sono accorto che:

    Answers cambia a piacere le regole per cui, da un giorno , i link delle risposte non sono più utilizzabili ne cliccandoli ne copiandoli, infatti i link risultano troncati al 38 ttesimo carattere

    "Esiste solo un modo per renderli leggibili nella loro complettezza: dividere un due o più parti il link immettendo degli spazi."

    L’utilizzatore dovrà copiare completamente tutta la riga, spazi compresi, incollarla sulla finestra del motore di ricerca eliminare gli spazi e dare l’invio.

    http://www.webalice.it/inforestauro/ lucidatura_gommalacca.htm

    http://homepage.bluewin.ch/ restaurogb/index30.htm

    http://www.antiquariatoerestauro.com/ /archivioframe.htm

    http://www.antichitabelsito.it/ /antiquariato_restauro.html

    http://www.antichitabelsito.it/ /lucidatura.htm

  • Anonimo
    1 decennio fa

    io restauro. ho imparato a quindici anni in una vecchia bottega artigiana. è giusto il procedimento spiegato (io uso pezze di lino) ma ci vuole tanta, tantissima esperienza. devi provare mille volte, poichè una sola passata inopportuna rischia di mandare a pallino il lavoro già eseguito.

    auguri.

  • 1 decennio fa

    collegati a qst link. è tutto spiegato

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • vinlui
    Lv 4
    1 decennio fa

    la gomma lacca oltre ad essere in vendita a scaglie

    si vende anche già preparata e si chiama lacca cellulosa ed e ottima per chi non e tanto pratico con il tampone e con L'OLIO DI GOMITO.

  • 1 decennio fa

    Da internet:

    Ricetta per la preparazione della Gommalacca

    La Gommalacca in scaglie la si trova nei negozi di ferramenta che vendono prodotti e articoli di Belle Arti.

    In un recipiente introdurre gr. 150-200 di gommalacca in scaglie, ricoprirla con un litro di alcool etilico a 94° (meglio se maggiore gradazione).

    Dopo aver ben chiuso il recipiente occorre attendere che la gommalacca si sciolga completamente. Per questo occorre lasciare riposare il recipiente per una giornata. Al termine delle 24 ore, occorre filtrare il contenuto travasandolo in una bottiglia di vetro per poterla conservare. Per filtrarlo si può usare una vecchia calza di nylon da donna messa sopra ad un imbuto. Quando si è riempita la bottiglia, la si chiude con un turacciolo di sughero. Riposta così in un luogo fresco e buio, dura praticamente sempre. La si può usare anche subito. Quando la si va ad usare, conviene filtrarla nuovamente.

    Non esistono regole fisse per quello che riguarda la concentrazione della resina perché dipende dalla fase di procedimento in cui la vernice viene usata. In linea di massima per la verniciatura a tampone si sciolgono 100 gr. di gommalacca in 1 lit. di alcool. La vernice così preparata potrà essere colorata usando aneline all'alcool.

    Metodo a Stoppino

    Questa lucidatura viene definita in molteplici modi: a tampone, a stoppino, alla francese. Comunque sia chiamata, questa tecnica esige una discreta abilità d'esecuzione che si acquisisce solo con tanta pratica, ma non ha nulla in sé di arcano o misterioso come spesso si è voluto far credere.

    Richiede parecchio tempo, e buona pazienza, basti pensare che fino al secolo scorso un buon artigiano lasciava intercorrere, fra una mano e l'altra, anche decine di giorni. Non bisogna scoraggiarsi dagli insuccessi, ma si deve insistere, magari affiancandosi ad un artigiano col quale si è instaurato un buon rapporto.

    Nella lucidatura a tampone se si provocano delle bruciature della lucidatura (succede quando col tampone si asporta della gommalacca non ancora asciugata bene), occorre armarsi di santa pazienza: non è possibile correggere localmente l'errore, ma bisogna passare tutta la superficie del piano con lana di acciaio finissima e poi ricominciare da capo..

    Comunque, se eseguita secondo le regole dell'arte è sicuramente la tecnica che da i migliori risultati sia nell'aspetto estetico che pratico. Infatti, rispetto alla lucidatura a cera questa risulta essere meno delicata.

    Questo tipo di lucidatura è stata utilizzata per la rifinitura dei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. Per i mobili in massello o rustici, dove non si addice una superficie brillante ma piuttosto satinata, il tipo di lucidatura più idonea, come si è detto, è quella a cera o del metodo misto.

    Oltre ad un buon prodotto lucidante ,che abbiamo visto come ottenerlo, è necessario il tampone e la polvere di pomice usata nella fase di chiusura dei pori (quando necessita).

    Preparazione del tampone

    Il tampone è costituito da un cuscinetto, ottenuto con una pezzuola di lana non colorata che ne costituisce "l'anima", avvolta in una tela bianca di cotone e lino, il tessuto usato per fare le lenzuola ai tempi della nonna.

    La grandezza del tampone, dipende dalla superficie che si deve lucidare. Sarà più piccolo per superfici intagliate o piccole fasce e frontalini di cassetti, più grande per piani di tavolo o di comò.

    In fase di lucidatura la gommalacca la si versa in una ciotola larga in modo da poter immergervi completamente la pezzuola di lana. Una volta inzuppata bene, la si strizza con una mano, mentre nell'altra si tiene aperto il telo di lino. Quando la pezzuola di lana e ben strizzata la si mette al centro del telo di lino e si raccolgono i quattro lembi torcendoli ottenendo così il tampone pronto per l'uso.

    Fasi della Lucidatura

    La lucidatura si articola in tre differenti fasi:

    Pomiciatura che ha lo scopo di chiudere i pori del legno

    Lucidatura vera e propria

    Brillantatura o lucidatura finale

    Concentrazione della Gommalacca:

    Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di alcool

    Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool

    Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool

    I Consigli di un Professionista: Milo Soldati:

    E' cosa molto diffusa credere che la gommalacca si conservi in eterno...ma non è così, la durata di questa è legata alla percentuale di componenti cerose presenti in essa... maggiore è la percentuale e minore è la durata della gommalacca disciolta in alcool ( meglio se a 99 gradi ). una gommalacca di buona qualità resiste circa un anno disciolta, di più se si ha l' accortezza di filtrarla piu volte scartandone le sedimentazioni ( ricche di cere ). una gommalacca deteriorata ha la tendenza a creare un film che non raggiunge un sufficiente livello di durezza, rimanendo appiccicoso, con tutte le conseguenze del caso....le gommalacche decerate ovviamente hanno una durata maggiore....

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.