Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

cosa ne pensate dello scrittore Flavio Soriga?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    IL libro che preferisco di Soriga è Neropioggia, il secondo scritto da Soriga.

    Cade la pioggia a Nuraiò, forte e incessante, sfreddata da vento d’inverno, il cielo pesante e basso tutto avvolge, rimbalza violenta sui vetri, graffia i passanti, la pioggia che impasta la terra. E’ come presagio di pianto e sciagura quell’acqua che riga l’aria cadendo su tutto e su tutti e che impregna anche sotto un riparo.Non dà scampo. E come quell’acqua, graffiante e impetuosa è la scrittura di Flavio Soriga; folate di parole che scuotono e bagnano sin dentro le ossa, che hanno l’odore del sangue e lo schianto del ferro che trafigge e del vetro che si infrange. Sanno di terra odorosa e grassa che sporca le mani di chi la modella dandole forma, le frasi spezzate ma dense di Neropioggia.

    Dopo I Diavolì di Nuraiò (premio Calvino 2000. Edizioni Il Maestrale) Neropioggia (ed. Garzanti) è il secondo Romanzo del giovane scrittore sardo, Flavio Soriga. E come nel primo romanzo è Nuraiò lo scenario della storia; un paese di settemila anime (neanche troppo immaginario) dove “non si moriva che di noia e vecchiaia, di solito”, “un paese di consumatori modernissimi con la testa rimasta indietro” e “troppo povero per troppo tempo”. Ma qualcosa scuote Nuraiò, dal suo apparente torpore. La bella Marta Deiana è stata uccisa.

    Marta Deiana “pelle di latte di spuma di mare, macchiata da occhi, capelli e da labbra color di castagne”, un marito e uno stuolo di amanti, ha la testa fracassata. Ma chi l’ha uccisa?

    Il primo sospetto cade sul marito, perché come scriveva lo “scrittore siciliano maestro di domande più che di risposte” “quando c’è una storia importante dietro un omicidio, gli indagatori corrono subito a cercare le corna, ché è facile trovarle e sono comode”. E come in quel romanzo dello scrittore siciliano è un carabiniere a dover cercare la verità, Martino Crissanti, pochi esami per diventare antropologo, fuggito dal paese e schiacciato dai rimorsi, finito a fare lo sbirro.

    E in una Nuraiò in cui anche tutto ciò che ben è occultato è però chiaro come la luce del sole e dove chi non è colpevole ha però qualcosa da nascondere, si muoverà Martino Crissanti, inseguito dalla strega dei ricordi, che gli tormenta il sonno, ma che lascia insonne anche tutto il paese, perché la paura e il rimorso son più forti del sonno, e spesso l’apparenza più forte della verità.

    Nascosto sotto le pieghe del giallo, (sebbene l’impianto poliziesco della narrazione sia abbastanza pregevole), Neropioggia è un romanzo sugli uomini, (che entra dentro l’essere umano con una efficacia non comune) che ha nel delitto solo un pretesto, non c’è il tentativo consueto e ossessivo di cercare il colpevole, ma sviluppa e rinvigorisce la lezione contenuta nell’ “Oro di Fraus” di Giulio Angioni : "È un libro che con la scusa del giallo poliziesco vuol dire parecchie altre cose che riguardano la Sardegna, il mutamento, l’oggi e l’ieri, l’uomo" (G.Angioni -Da “le scuole Sarde di Giallo del Prof. Giuseppe Marci).

    Non c’è la ricerca di una verità in Neropioggia, ma la ricerca delle verità; perché la verità non è mai una sola e perché della verità

    -parafrasando il siciliano tanto caro a Soriga- alla fine non sappiano che farcene, e soprattutto essa non serve che ai vivi, non certo a chi è morto.

    Ma non sono solo Angioni e Sciascia i germi di Neropioggia, a volte troviamo il Sergio Atzeni de “Il quinto passo è l’addio” , rintracciamo il ritmo dello scrittore quartese, i suoi cambi di registro e lo stile fatto di contaminazione, ma non solo. Ci troviamo Marcello Fois e la prosa fatta di odori e sapori di Salvatore Niffoi; l’incipit di Cristolu “ Dopo l’estate avara di piogge arrivò finalmente l’autunno ricco di nuvole grasse. Per più di un mese un’acqua oleosa si stese come un velo tra le nuvole e i campi……” richiama alcune pagine di Soriga, che si serve di un solido background per far proprie, reinventandole, e conferendo loro una propria essenza, le esperienze di altri.

    Caratterizzato da uno stile personalissimo, fatto di ritmo e densità, di frasi spezzate, periodi interrotti dalla virgola piuttosto che dal punto fermo, Neropioggia insinua nel lettore la speranza che non passi troppo tempo prima di rituffarsi in un nuovo libro di Soriga.

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