Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

la parafrasi del duello tra ettore e achille dal verso 375..x favore aiutatemi xke domani ho l'interrogazione

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    scusa ma il mio libro non porta i versi vicino, ad ogni brano ricomincia daccapo....ho fatto la parafrasi che sta sul mio libro, vedi se ti può aiutare, comincia da "gli venne incontro il pelide"

    << gli venne incontro achille

    che sembrava ares, il guerriero dall'elmo ondeggiante

    muovendo l'asta che proviene dal monte pelio (dove si trovava la caverna di chirone) sopra la spalla dx

    tremendo; l'armatura di bronzo risplendeva sul suo corpo

    come il fuoco che arde o il sole che sorge.

    ettore, appena lo vide, fu preso dal panico

    non restò lì fermo a lungo, si lasciò le porte di ***** alle spalle

    e si diede alla fuga:

    lo inseguì Achille, affidandosi ai suoi piedi veloci

    (qui c'è un pezzo che il mio libro sostituisce con [...] )

    il rapido achille inseguiva ettore.

    come quando un cane caccia un cerbiatto

    dopo averlo cercato per tane e valli

    se questo si nasconde in un cespuglio

    continua la sua corsa finchè non lo trova:

    Ettore in questo modo non sfuggiva ad achille veloce.

    ma quando girarono la 4° volta intorno alle mura

    Zeus afferrò la bilancia del fato

    e ci mise le sorti di Achille e Ettore, domatore di cavalli, e il piatto di Ettore indicò il basso,

    si avviava verso gli inferi, anche Apollo l'abbandonava.

    Atena dagli okki azzurri raggiunse achille

    e standogli vicina gli disse:

    "sono convinta che ormai, o achille caro a zeus,

    che riporterai una grande vittoria agli achei

    dopo aver ucciso ettore, anche se sei assetato di lotta.

    non è + possibile x lui sfuggirci

    nemmeno se si disperasse apollo saettatore

    ai piedi di zeus portatore dell'egida.

    ma tu adesso fermati a prendere fiato

    andrò io a convincerlo a battersi.

    così gli disse atena, achille obbedì e gioiva

    restò fermo appoggiandosi ad un albero.

    atena lo lasciò x raggiungere ettore

    trasformatasi in deifobo, fratello di ettore

    e standogli vicina, gli disse:

    "caro, davvero achille ti da pena,

    inseguendoti intorno a *****

    dunque resistiamo, e respingiamolo"

    [...] (a questo punto ettore attacca achille cn 1 lancia, ma lo manca, e qnd si gira x chiederne 1 altra al fratello, si accorge dell'inganno)

    ettore chiamava deifobo, a voce spiegata

    gli chiedeva una lancia lunga, ma egli non era + lì.

    allora ettore capì l'inganno e disse:

    "ahime, anche gli dei mi portano alla morte:

    io credevo mi fosse vicino deifobo

    invece è dentro le mura e Atena mi ha ingannato.

    ormai sta arrivando la morte, non è + lontana

    e non c'è scampo. da molto zeus ed apollo, che in passato mi proteggevano, volevano così.

    almeno che non muoia senza battermi e senza gloria

    ma compiendo qualcosa di grande, che si sappia ank in futuro!

    così dicendo, sfoderò la spada affilata

    che era appesa al suo fianco, grande e pesante

    si avvento, con la spada a protezione del corpo, come un'aquila che vola in alto

    e scende sulla pianura

    a cacciare il tenero agnello o la timida lepre.

    così venne all'assalto ettore, brandendo la spada affilata.

    achille gli andò incontro, pieno di rabbia

    tenendo lo scudo ben lavorato davanti al petto

    e scuotendo l'elmo

    ondeggiavano i capelli del cavallo (non saprei cm chiamarli, i crini) d'oro

    che Efesto aveva applicato in cima all'elmo.

    come nel cuore della notte si nota tra gli astri

    la stella espero, l'astro + bello

    così veniva luce dalla punta della sua asta

    che achille agitava nella mano destra, volendo la morte di ettore,

    e guardando dove il bel corpo di ettore restasse scoperto.

    in ogni parte del corpo lo coprivano le armi di bronzo,

    belle, tolte a patroclo dopo averlo ammazzato;

    l'unico punto scoperto era dove la clavicola divide il collo dalle spalle

    dove si muore prima.

    lì achille lo colpì con l'asta

    la punta passò da parte a parte, attraversando il collo

    ma la sua asta non tagliò la trachea

    affinche ettore potesse parlare.

    cadde nella polvere, e achille gli disse trionfante:

    "ettore, credevi forse, mentre toglievi le armi a patroclo

    di farla franca, poichè io ero lontano, sciocco!

    anche se lontano, io restavo vicino alle navi

    io che ti ho ucciso e i cani e gli uccelli

    faranno scempio del tuo corpo,

    mentre gli achei daranno sepoltura a patroclo."

    stremato, rispose ettore:

    "ti prego per la vita, per le ginocchia, per i tuoi genitori,

    non lasciare che i cani mi sbranino

    accetta invece i doni che ti faranno mio padre e mia madre

    e dai indietro il mio corpo a *****,

    affinchè i troiani mi onorino quando sarò morto."

    guardandolo storto, disse achille:

    "non stare a pregarmi x ginocchia e genitori!

    la mia rabbia mi basterebbe x divorarti io stesso

    x qll k hai fatto

    non c'è nessuno che possa risparmiarti i cani

    nemmeno se venissero a portarmi dieci, venti volte il riscatto

    e me ne promettessero altro ancora

    nemmeno se Priamo mi pagassero a peso d'oro.

    nemmeno in quel caso tua madre potrà piangerti

    steso sul letto, lei che ti ha dato vita

    ma tutto intero ti mangeranno cani e uccelli."

    rispose ettore in punto di morte:

    "ti conosco bene, non era destino che ti arrendessi

    il tuo cuore è di metallo

    bada però che la mia morte non sia vendicata dagli dei

    quando paride e apollo ti ammazzeranno alle porte scee (porte di *****)"

    mentre così diceva, arrivò l'ora della morte

    l'anima volò via dal corpo e scese agli inferi

    rimpianendo il suo destino, lasciando il vigore e la giovinezza.

    Anche se era già morto, achille gli disse:

    "muori! accetterò la mia sorte

    quando zeus e gli altri dei vorranno compierla!

    disse così, e sfilò la lancia di bronzo

    l'appoggiò, e predò le armi insanguinate.

    gli altri achei accorrevano, e nessuno si avvicinò senza colpirlo. >>

    non so fin dove ti serve, io ce l'ho fino a qui. spero ti sia stata utile.

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