Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

schedatura completa del " visconte dimezzato"....................?

grazie mille !!!!!!!!!!!!!!!!

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    “Il visconte dimezzato” narra le vicende del giovane Medardo di Terralba che, arruolatosi nell’esercito cristiano per sconfiggere gli Infedeli in Boemia, viene gravemente ferito dopo poco tempo per una potente cannonata che l’aveva colpito in pieno. Di lui sembra inizialmente salvarsi solamente una metà, quella che poi verrà riconosciuta come la ‘metà cattiva di Medardo’, che riesce a tornare miracolosamente a casa con l’ausilio di una gruccia. Rientrato nel suo castello, il visconte inizia a dimostrarsi scortese e a compiere malefatte nei confronti dei suoi sudditi, e in particolare nei confronti delle persone alle quali era particolarmente legato prima di rimanere invalido in guerra. Le sue ire si scatenano soprattutto sul padre Aiolfo, che muore di crepacuore poiché Medardo gli aveva ucciso un’averla, il suo uccello prediletto, e sulla balia Sebastiana, che l’aveva cresciuto fin da piccolo e che viene spedita a Pratofungo con l’accusa infondata di avere la lebbra. Altri bersagli delle cattiverie del visconte sono il nipote (che tra l’altro rappresenta l’io narrante della storia) e il dottor Trelawney, che esercitava la professione di medico a bordo della nave di James Cook e in seguito ad un naufragio si stabili a Terralba, divenendo compagno di avventure del nipote del visconte. Le cose si complicano ulteriormente quando Medardo si invaghisce di Pamela, una giovane e povera pastorella che non vuole assolutamente sposarsi con lui nonostante le costrizioni dei genitori che avevano timore di veder distrutti tutti i loro averi dall’ira dello ‘Zoppo’. Un giorno, mentre il bambino-narratore sta pescando nel laghetto alcune anguille, gli compare davanti la sagoma dello zio, che vedendo che non aveva preso neppure un pesce, vuole compensare questa perdita regalandogli un anello. Il bambino rimane esterrefatto da tanta bontà, quando in quel momento suo zio viene punto da un velenosissimo ragno rosso su una mano. In cerca del dottor Trelawney per trovare un rimedio, il bambino ripensa al fatto, e si rende conto che la mano gonfia era la destra, mentre il visconte che lui conosceva aveva unicamente la mano sinistra. Così nasce in lui e in tutta la contea la consapevolezza che esista un altro mezzo Medardo che, a quanto pare, è estremamente buono. In breve, gli atti di generosità di quest’ultimo acquistano fama in tutto il paese, ma già dopo poco tempo, la gente si stanca di questo eccesso di prodigalità da parte del visconte, perché, come vuole del resto mettere in luce l’autore, spesso le persone troppo buone e piene di buone intenzioni diventano degli insopportabili scocciatori, al pari di quelle troppo cattive. Anche Pamela la pensa così, e quando viene obbligata dai genitori a sposare uno dei due visconti non sa davvero quale sia il peggiore. [1 giorno delle nozze non si è ancora decisa, ma la sorte sembra che le riservi come marito il Buono, dal momento che questi era riuscito ad arrivare in chiesa prima del Gramo, che invece era rotolato col suo cavallo giù da una scarpata, finendo in un fossato. Prima che la cerimonia sia finita, giunge però all’altare anche il Medardo cattivo, rivendicando il proprio diritto di sposarsi con Pamela. 11 battibecco fra le due metà termina con un furioso duello di spada fissato per l’indomani, e a mio parere, Calvino lo descrive benissimo dicendo che ‘... l’uomo s’avventava contro di sé. con entrambe le mani armate d’una spada’. Alla fine, i due rivali riescono reciprocamente a ferirsi, abbattendo ciascuno la propria spada a ridosso della piaga originaria che li aveva precedentemente dimezzati. Il dottor Trelawney riesce a bendare strettamente le due metà insieme, e dopo alcuni giorni in cui si pensava il visconte potesse anche morire, questi riesce invece a salvarsi miracolosamente ancora una volta, ritornando un uomo intero. Come però precisa l’autore, anche se il visconte era tornato perfettamente normale e a Terralba si pensava che si aprisse un’epoca felice e fiorente, ‘è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo’. Comunque Medardo si sposa finalmente con Pamela, da cui ha molti figli, mentre il dottor Trelawney torna a bordo della nave del capitano Cook in cerca di nuove avventure, lasciando solo ai suoi giochi infantili il bambino-narratore del racconto.

    • Spazio e tempo

    La vicenda è ambientata geograficamente a Terralba, all’epoca una piccola contea situata nei pressi del golfo di Oristano in Sardegna. Come racconta l’autore, dal castello era possibile vedere il mare e le navi in arrivo, mentre nei dintorni della cittadina si stendevano ampi prati con stagni e ruscelli e anche dei boschetti. Una parte de “Il visconte dimezzato” si svolge anche in un altro paesino (se così si può definire) sempre vicino a Terralba. Si tratta di Pratofungo, il cosiddetto ‘paese dei lebbrosi’, dove tutti coloro che avevano contratto la malattia dovevano andare a vivere. In realtà, pare che gli abitanti di Pratofungo si dessero alla pazza gioia, organizzando per ogni nuovo arrivato delle feste con musiche e danze molto spesso a carattere orgiastico. E proprio a Pratofungo che viene spedita anche la vecchia balia Sebastiana, che Medardo voleva assolutamente mandare via dal castello per attuare i propri progetti. Per quanto riguarda invece la collocazione temporale, l’autore non dice esplicitamente quando abbiano avuto luogo le vicende narrate, ma lo lascia trasparire attraverso alcuni elementi. Per esempio, questi cita più volte il capitano Cook, presso il quale era al servizio il dottor Trelawney: questo grande navigatore ed esploratore inglese era vissuto tra il 1728 e il 1779, e “Il visconte dimezzato” si colloca sicuramente in questo intervallo temporale. Un altro elemento dal quale si può dedurre l’epoca riguarda il fatto che, come racconta Calvino, nei pressi di Terralba viveva una piccola comunità di ugonotti, termine col quale si identificano i protestanti francesi di tendenza calvinista tra il 1560 e il 1629. Dopo vicende alterne, che hanno visto questa minoranza religiosa sostenuta o perseguitata, accadde che, con l’editto di Nantes emanato nel 1685 da Luigi XIV, tutti gli ugonotti dovettero emigrare dalla Francia per trovare rifugio in altri paesi, e forse una parte di essi si era stabilita proprio in Sardegna.

    • Personaggi

    I personaggi principali del romanzo sono sicuramente le due metà contrapposte di Medardo, sul cui tema ruota tutto il libro. Calvino descrive la cosiddetta ‘metà cattiva’ del visconte come un figuro ‘vestito di un mantello nero col cappuccio che gli scendeva dal capo fino a terra; dalla parte destra era buttato all’indietro, scoprendo metà del viso e della persona stretta alla stampella, mentre sulla sinistra sembrava che tutto fosse nascosto e avvolto nei lembi e nelle pieghe di quell’ampio drappeggio...’. Questa metà del visconte si aggirava per la contea su di un cavallo nero, pronto sempre a compiere delle malefatte verso tutti gli abitanti. La sua indole cattiva, si scatenò sul nipote, sulla vecchia balia, inizialmente sul dottor Trelawney e in seguito sulla piccola comunità di ugonotti ai margini del paese e sui lebbrosi di Pratofungo, e in breve tempo tutti finirono per odiarlo. Durante un breve dialogo col nipote-narratore, lo Zoppo (così era conosciuto tra la gente) espresse il suo desiderio di vedere tutte le cose intere dimezzate, perché, a suo parere, un essere intero è ‘ottuso e ignorante’, pensa di capire tutto, ma in realtà vede il mondo in modo confuso. Al contrario, un essere diviso a metà, può vedere al di là della comune intelligenza, ed interpretare i fatti e la propria natura in modo più profondo ed autentico. E proprio per questo che Medardo non poteva certo provare vero amore per la pastorella Pamela, ma solamente un sentimento che egli stesso definisce ‘magnifico e terribile’ allo stesso tempo. Altrettanto malvista dagli abitanti della contea è anche però l’altra metà del visconte, quella buona, che si era salvata grazie all’intervento di alcuni eremiti probabilmente saraceni quando si pensava fosse andata perduta. A farne la conoscenza per primo fu il giovane nipote, che inizialmente la scambiò per la metà cattiva: ‘Certo, appariva molto cambiato, con un’espressione non più tesa e crudele, ma languida e accorata (...). Ma era anche il vestiario impolverato e di una foggia un po’ diversa dal solito, a dar quell’impressione: il suo mantello nero era un po’ sbrindellato, con foglie secche e ricci di castagne appiccicati ai lembi; anche l’abito non era del solito velluto nero, ma d’un fustagno spelacchiato e stinto, e la gamba non era più inguainata dall’alto stivale di cuoio, ma da una calza di lana a strisce azzurre e bianche...’. All’inizio, il Buono tentava di riparare tutte le cattiverie del Gramo, e la gente sembrava in un primo momento apprezzare questi suoi interventi. Più tardi ci si rese conto che anche le persone particolarmente buone possono diventare coi propri atti di estrema generosità dei grandi scocciatori, al pari di quelle cattive: quindi non è bene né un eccesso né l’altro. Un lato che a me appare piuttosto comico, rappresenta il fatto che in qualsiasi situazione, la metà buona si mette a compiangere sia colui che è stato leso, che colui che provoca il danno. Ad esempio, quando Pamela raccontò al Medardo buono di come l’altra sua metà la insidiasse, questi si commosse per la povera ragazza, per i suoi genitori che sarebbero rimasti soli e anche per la tristezza senza conforto del Medardo cattivo. Anche il Buono, come del resto il Gramo, sottolineava la necessità di essere dimezzati per poter capire, nel proprio caso, la pena che ogni persona e ogni cosa provano nell’essere incompleti, nel rimanere insoddisfatti dalle circostanze della vita. A poco a poco,

  • 1 decennio fa

    ciao, ti aiuto con piacere....

    Il visconte dimezzato è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1952, primo capitolo della "trilogia araldica", insieme a Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959).

    Ambientato in Boemia e Italia a metà 700' si capisce perchè l'autore fa riferimento a un esploratore "James Cook" nato nel 1728,presenta come tema centrale il problema dell’uomo contemporaneo (dell’intellettuale, per essere più precisi) dimezzato, cioè incompleto; e proprio a tal fine, il personaggio è stato dimezzato secondo la linea di frattura tra bene e male. Altri personaggi incentrati nel tema sono i lebbrosi (cioè gli artisti decadenti), il dottore e il carpentiere (la scienza e la tecnica staccate dall’umanità).

    L'autore racconta di Medardo di Terralba, iniziando un percorso che lo porta ad analizzare, in un contesto fantastico, psiche, sentimenti, azioni e reazioni dell’uomo di fronte ai fatti della vita.

    La trama

    Il libro il visconte dimezzato di Italo Calvino, è ambientato alla fine del 1600. La storia è narrata da suo nipote, figlio illegittimo della sorella, che è presente nella storia, quindi abbiamo un narratore interno con focalizzazione interna. Il protagonista di questo romanzo è il visconte Medardo di Terralba. La storia comincia quando Medardo in Palestina si dirige col suo scudiero all’accampamento dei crociati; nella prima battaglia a cui partecipa riceve una cannonata che lo divide in due esatte metà, di cui una viene salvata dai medici dell’esercito, l’altra viene trovata viva in mezzo a un cumulo di cadaveri e curata da un gruppo di eremiti. La metà che risanata dagli eremiti viene scoperta solo a metà libro. Medardo salvato dall’esercito arriva a Terralba e si dimostra perfido. Questo tagliava tutto quello che si trovava intorno a metà, come lui. Questa metà del visconte si impadronisce del feudo. Tutti hanno paura del visconte cattivo, solo la sua balia dice di non vedere molta differenza in lui. Il nipote del visconte insieme al dottor Trelawney è un bersaglio dello zio cattivo che tenta in ogni modo di ucciderlo. Il dottor Trelawney è un medico che inizialmente non si occupa dei malati, ma questo si interessa in modo particolare alla storia del visconte, ed in questo modo inizia a curare anche i malati del villaggio. L’altra metà, che giunge a casa dopo un lungo pellegrinaggio, è esageratamente buona. I due visconti convivono a Terralba, il primo arrecando danni e dolore, l’altro aggiustando le cose e predicando il bene; per questo vengono soprannominati il Gramo ed il Buono. Mentre il Gramo vive nel castello, il Buono vive nei boschi. Il Gramo ed il Buono danno continui incarichi opposti a Mastro Pietrochiodo, un falegname che è molto più abile a costruire ghigliottine per il Gramo che le macchine richieste dal Buono. Non solo il Gramo però suscita ostilità nella corte, anche il Buono, che al suo arrivo è ben voluto da tutti per il suo altruismo, con le sue buone azioni che arrivano perfino a provacare disagi, alla fine risulta sgradevole e quasi insopportabile. Pamela, la contadina molto coraggiosa di cui i due visconti a metà sono innamorati, non tollera più né l’uno né l’altro. La contadina però, all’arrivo del Buono lo preferisce all’altra metà, ed infatti vivono insieme nel bosco con i suoi animale preferiti. I genitori di Pamela inizialmente vogliono che questa si sposi con il Gramo, perché questo minacciava di distruggere la loro famiglia. Pamela alla fine acconsente alla proposta di matrimonio del Gramo e chiede lei stessa al Buono di sposarla, quindi il giorno delle nozze entrambi i visconti si trovano all’altare. La contadina però sposa il buono, perchè il Gramo arriva in ritardo. Il Gramo, sostenendo di essere lui il visconte Medardo, ritiene che Pamela è sua moglie ovviamente con il dissenso del Buono. Allora per decidere chi è il marito di Pamela, il Gramo sfida a la metà buona, che si vede costretta ad accettare. Nel duello le enormi cicatrici che ognuno di loro aveva dove l’altra metà mancava si riaprono. Il Buono ed il Gramo cadono a terra svenuti. Il dottor Trelawney, prende i due corpi e riesce a ricuce le due parti. Rinvenuto il visconte finalmente completo torna una persona vera e sposa Pamela, che diventa viscontessa, moglie di un uomo capace di amarla completamente. La morale della storia per me è la seguente: non si deve cadere nell’eccesso in niente, per essere equilibrati abbiamo bisogno sia della parte crudele sia della parte buona presenti in noi, anche se essere buoni è un bene non si deve esagerare, perché si può portare danno a noi stessi ed alle persone che ci ritroviamo intorno

    Trama

    “Il visconte dimezzato” narra le vicende del giovane Medardo di Terralba che, arruolatosi nell’esercito cristiano per sconfiggere gli Infedeli in Boemia, viene gravemente ferito dopo poco tempo per una potente cannonata che l’aveva colpito in pieno. Di lui sembra inizialmente salvarsi solamente una metà, quella che poi verrà riconosciuta come la ‘metà cattiva di Medardo’, che riesce a tornare miracolosamente a casa con l’ausilio di una gruccia. Rientrato nel suo castello, il visconte inizia a dimostrarsi scortese e a compiere malefatte nei confronti dei suoi sudditi, e in particolare nei confronti delle persone alle quali era particolarmente legato prima di rimanere invalido in guerra. Le sue ire si scatenano soprattutto sul padre Aiolfo, che muore di crepacuore poiché Medardo gli aveva ucciso un’averla, il suo uccello prediletto, e sulla balia Sebastiana, che l’aveva cresciuto fin da piccolo e che viene spedita a Pratofungo con l’accusa infondata di avere la lebbra. Altri bersagli delle cattiverie del visconte sono il nipote (che tra l’altro rappresenta l’io narrante della storia) e il dottor Trelawney, che esercitava la professione di medico a bordo della nave di James Cook e in seguito ad un naufragio si stabili a Terralba, divenendo compagno di avventure del nipote del visconte. Le cose si complicano ulteriormente quando Medardo si invaghisce di Pamela, una giovane e povera pastorella che non vuole assolutamente sposarsi con lui nonostante le costrizioni dei genitori che avevano timore di veder distrutti tutti i loro averi dall’ira dello ‘Zoppo’. Un giorno, mentre il bambino-narratore sta pescando nel laghetto alcune anguille, gli compare davanti la sagoma dello zio, che vedendo che non aveva preso neppure un pesce, vuole compensare questa perdita regalandogli un anello. Il bambino rimane esterrefatto da tanta bontà, quando in quel momento suo zio viene punto da un velenosissimo ragno rosso su una mano. In cerca del dottor Trelawney per trovare un rimedio, il bambino ripensa al fatto, e si rende conto che la mano gonfia era la destra, mentre il visconte che lui conosceva aveva unicamente la mano sinistra. Così nasce in lui e in tutta la contea la consapevolezza che esista un altro mezzo Medardo che, a quanto pare, è estremamente buono. In breve, gli atti di generosità di quest’ultimo acquistano fama in tutto il paese, ma già dopo poco tempo, la gente si stanca di questo eccesso di prodigalità da parte del visconte, perché, come vuole del resto mettere in luce l’autore, spesso le persone troppo buone e piene di buone intenzioni diventano degli insopportabili scocciatori, al pari di quelle troppo cattive. Anche Pamela la pensa così, e quando viene obbligata dai genitori a sposare uno dei due visconti non sa davvero quale sia il peggiore. [1 giorno delle nozze non si è ancora decisa, ma la sorte sembra che le riservi come marito il Buono, dal momento che questi era riuscito ad arrivare in chiesa prima del Gramo, che invece era rotolato col suo cavallo giù da una scarpata, finendo in un fossato. Prima che la cerimonia sia finita, giunge però all’altare anche il Medardo cattivo, rivendicando il proprio diritto di sposarsi con Pamela. 11 battibecco fra le due metà termina con un furioso duello di spada fissato per l’indomani, e a mio parere, Calvino lo descrive benissimo dicendo che ‘... l’uomo s’avventava contro di sé. con entrambe le mani armate d’una spada’. Alla fine, i due rivali riescono reciprocamente a ferirsi, abbattendo ciascuno la propria spada a ridosso della piaga originaria che li aveva precedentemente dimezzati. Il dottor Trelawney riesce a bendare strettamente le due metà insieme, e dopo alcuni giorni in cui si pensava il visconte potesse anche morire, questi riesce invece a salvarsi miracolosamente ancora una volta, ritornando un uomo intero. Come però precisa l’autore, anche se il visconte era tornato perfettamente normale e a Terralba si pensava che si aprisse un’epoca felice e fiorente, ‘è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo’. Comunque Medardo si sposa finalmente con Pamela, da cui ha molti figli, mentre il dottor Trelawney torna a bordo della nave del capitano Cook in cerca di nuove avventure, lasciando solo ai suoi giochi infantili il bambino-narratore del racconto.

    • Spazio e tempo

    La vicenda è ambientata geograficamente a Terralba, all’epoca una piccola contea situata nei pressi del golfo di Oristano in Sardegna. Come racconta l’autore, dal castello era possibile vedere il mare e le navi in arrivo, mentre nei dintorni della cittadina si stendevano ampi prati con stagni e ruscelli e anche dei boschetti. Una parte de “Il visconte dimezzato” si svolge anche in un altro paesino (se così si può definire) sempre vicino a Terralba. Si tratta di Pratofungo, il cosiddetto ‘paese dei lebbrosi’, dove tutti coloro che avevano contratto la malattia dovevano andare a vivere. In realtà, pare che gli abitanti di Pratofungo si dessero alla pazza gioia, organizzando per ogni nuovo arrivato delle feste con musiche e danze molto spesso a carattere orgiastico. E pr

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ma è un libro stupendoooooo!!!! Perché non provi a leggerlo invece di scopiazzare una scheda copiata da una su un sito internet compilato chissà da chi? Perché non ti metti in gioco con le tue emozioni?

  • 1 decennio fa

    completa!!!kiedi troppo!!!!

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.