andrea
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andrea ha chiesto in SportPallavolo · 1 decennio fa

Chi inventò la pallavolo?E quando?

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La Pallavolo, questo bellissimo sport, è stato inventato a "tavolino" negli Stati Uniti, alla fine del diciannovesimo secolo da William C.Morgan insegnante di educazione fisica presso l'Università di Hollyocu, nel Massachusset. Lo scopo del suo inventore era quello di tener allenati, durante il periodo invernale, i giocatori di baseball e di rugby. I giochi conosciuti a quel tempo erano il rugby, la pallamano, il calcio, il baseball e il tennis: di tutti questi sport solo il tennis era adatto ad essere praticato in palestra, ma risulto di scarsa efficacia in quanto si potevano impiegare solo quattro giocatori al massimo. Il professore Morgan provo allora con la pallacanestro ma il tentativo fu vano, infatti le numerose regole e la diversa interpretazione e applicazione non avevano soddisfatto gli atleti. Morgan allora volle inventare (Sembra che il prof. Morgan abbia americanizzato un gioco italiano praticato nel medioevo, dove a differenza del Volley-ball americano che prevedeva solo colpi al volo, veniva data la possibilità di lasciare rimbalzare al suolo il pallone, ma comunque le fonti non sono sicurissime) un gioco del tutto nuovo ispirandosi al tennis ma invece di usare le racchette venivano usate le mani, lo chiamò Volley-Ball. Utilizzò la stessa rete del tennis portandola a due metri dal suolo, naturalmente stabilì che la palla doveva essere presa con le mani e diede la possibilità di giocare a tutti purché divisi in due squadre di uguali componenti.

    Le dimensioni del campo erano molto simili a quelle del campo di tennis cioè 10 metri e mezzo di larghezza e 18 metri e 30 centimetri di lunghezza, ma mancava un'altra cosa fondamentale, quasi indispensabili, il pallone.

    Inizialmente veniva usato quello di basket, ma come potete immaginare risultò troppo pesante: si ricorse allora all'uso della sola camera d'aria ma questa rallentava troppo il ritmo di gioco e falsava la direzione del colpo, dopo un po' di tempo si giunse finalmente a un pallone quasi simile a quello attuale le sue misure erano: da 61 a 68 centimetri di circonferenza a da 230 a 300 grammi di peso. Il gioco era molto simile al tennis e vagamente assomigliava alla pallavolo moderna, infatti la pallavolo si è evoluta col passare degli anni come accade ad ogni cosa veramente valida. Il gioco consisteva: nell'inviare il pallone, col solo uso delle mani, nel campo avversario tramite una battuta che doveva essere effettuata dietro la linea di fondo e c'era la possibilità di commettere un errore perché erano consentiti due tentativi di servizio come nel tennis e la battuta era considerata buona se cadeva oltre i tre metri dalla rete, inoltre il pallone non doveva assolutamente toccare la rete durante il gioco e il numero di tocchi era illimitato. Gli incontri venivano giocati in sets e la durata di ogni set dipendeva dal numero dei servizi corrispondenti al numero dei giocatori. In un secondo momento, per contenere la durata degli incontri si decisi di chiudere il set a 21 punti, cioè chi arrivava prima a 21 punti vinceva il set. Verso il 1917 il set veniva giocato a distanza di 15 punti e adesso a 25 punti con l'abolizione del cambio palla. Naturalmente lo scopo del gioco era di far cadere il maggior numero di volte possibili la palla a terra nel campo avversario e quindi cercare di conquistare più punti possibili fino ad arrivare al traguardo definito, ne nostro caso a 25.

    Riepiloghiamo le regole della pallavolo appena nata:

    *

    Veniva giocata in un campo di dimensioni simili al campo di tennis

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    Veniva usato il pallone di pallacanestro, ma poi pian piano si e cambiato

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    I tocchi del pallone per una squadra erano illimitati

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    La palla non doveva assolutamente toccare la rete durante il gioco

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    La battuta veniva considerata buona se cadeva a tre metri di distanza dalla rete

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    La partita veniva giocata in sets, e la durata di ogni set era legata al numero dei servizi corrispondenti al numero dei giocatori, ma col passare del tempo si cambiò

    Particolari significati, che daranno vita a uno degli sport più belli e affascinanti di tutti e oggi famoso in tutto il mondo.

    Sfortunatamente agli inizi la pallavolo non si propagandò molto, il motivo è semplice, le regole variavano da nazione a nazione e questo frenò molto il propagandarsi della pallavolo agonistica. C'era chi fissava il numero di giocatori a cinque, a nove, a otto ecc. Chi fissava il numero di tocchi a quattro, a cinque, il limite massimo dei tocchi; cioè di tre, fu fissato per la prima volta nelle isole Filippine dove comparivano le prime vere schiacciate "bomba". Per cercare di unificare tutte le regole si creò una federazione: "Federazione Internazionale dei giochi con la mano" che aveva sede a Stoccolma. Però questa federazione trascurò la Pallavolo e così l'affermazione e i miglioramenti tecnici tardarono a venire. Ma comunque questo non fermò la Pallavolo infatti essa veniva giocata nelle spiagge, nelle fabbriche, nelle scuole e ciascuna nazione organizzava i campionati nazionali con regole proprie. La grande diffusione della Pallavolo è dovuta ai tecnici delle compagnie petrolifere, che furono i primi a praticare questo sport nei colleges e in un secondo tempo anche ai soldati americani impegnati nella prima guerra mondiale. I primi popoli ad innamorarsi della Pallavolo, dopo gli americani, sono stati orientali e poi tutti gli europei dell'est e dell'ovest. Nel 1946 viene fondata a Praga la Federazione Internazionale di Pallavolo (FIVB) e nel 1947 a Parigi si convoca il primo congresso per eleggere i rappresentanti e per fare un regolamento internazionale. Nel 1948 viene effettuato a Roma il primo Campionato d'Europa, vinto dalla Cecoslovacchia, che sarà l'organizzatrice del primo Campionato Mondiale effettuato a Praga nel 1949. Grazie a queste competizioni la Pallavolo si afferma come sport agonistico di massa e viene giudicata dai membri del C.I.O. uno degli sport più spettacolare. E nel 1964 la Pallavolo viene ammessa alle Olimpiadi di Tokio dove si corona il sogno di tutte quei seguaci della Pallavolo, infatti proprio a Tokio viene registrato un vero trionfo di pubblico e di critica.

    Gli Italiani hanno conosciuto la pallavolo nella prima guerra mondiale grazie ai Francesi e specialmente per mezzo degli Americani, fondatori del volley. Infatti furono proprio i nostri soldati italiani, una volta tornati dal fronte, a trasmetterci questo nuovissimo gioco. In pochissimo tempo la pallavolo si diffuse in tutte le scuole, ma veniva giocata con regole molto approssimativa e di conseguenza si limitava molto il ritmo e il movimento, creando così un concetto errato circa il valore agonistico e motorio. Questo gioco veniva definito dai giornalisti statico o da "parrocchia", ma queste definizioni si riferivano al gioco effettuato nelle scuole italiane nel periodo che va dal 1920 al 1940. In campo agonistico la pallavolo fu lanciata dall'Opera Nazionale Dopolavoro e si incominciarono a svolgere così i primi incontri e tornei. Sempre ad opera dell'O.N.D. vengono istituiti nel 1943 i primi campionati nazionali: quello maschile a Genova e quello femminile a Desenzano sul Garda. Ma a causa degli eventi bellici ci fu una battuta di arresto. Sarà per opera dei dirigenti e dei giocatori formatisi attraverso l'O.N.D. che, nell'immediato dopoguerra, si avrà la continuazione e l'affermazione della pallavolo come sport agonistico fondando il 31 marzo 1946 a Bologna la FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e istituendo regolari campionati nazionali. Il 2 gennaio 1947 la FIPAV ottiene il riconoscimento di federazione aderente al CONI. Sempre nel 1947, a Parigi, l'Italia fa il suo esordio in campo internazionale perdendo contro la Francia per 3-0. L'Italia è presente al primo congresso della Federazione Internazionale di Volley-ball (FIVB) e ottiene il privilegio di organizzare il primo Campionato d'Europa che si effettuerà a Roma nel 1948, classificandosi terza dietro Francia e Cecoslovacchia. Nel 1949 l'Italia partecipa a Praga al primo Campionato del Mondo classificandosi ottava. Da questo momento in poi l'Italia sarà presente a tutte le manifestazioni internazionali. Nel 1955 la FIPAV diventa membro effettivo del CONI, ottenendo così il diritto di essere considerata alla pari delle altre Federazioni. Da "cenerentola" degli sport, la pallavolo è diventata, in pochi anni, il secondo sport nazionale.

    Le regole della pallavolo nella loro prima stesura del 1897. (Traduzione italiana di un documento redatto da William G. Morgan).

    Una delle caratteristiche del nostro sport è la continua evoluzione delle sue regole, che aprono grandi dibattiti sull'opportunità o meno dei cambiamenti, ma che finiscono per essere assorbite senza grandi traumi, perché nessuna nuova regola può alterare le caratteristiche più significative della disciplina, fatta di potenza, eleganza e dinamicità. E' con grande curiosità che abbiamo letto e tradotto il "Manuale Ufficiale della Lega Atletica delle Associazioni Cristiane dei giovani del Nord America" datato 1897. Si tratta della prima pubblicazione ufficiale che tratta la neonata pallavolo, soprattutto la prima vera stesura delle regole del gioco inventato da William G. Morgan di Holyoke. Per tutti gli appassionati ecco la traduzione italiana del citato Manuale: il primo volley aveva squadre dal numero variabile, campi in proporzione, soprattutto si giocava su nove inning, come nel baseball. "Nell’inverno tra il 1895 e il 1896, il Signor W. G. Morgan, di Holyoke, Massachusetts, inventò nella sua palestra un gioco chiamato Pallavolo. Venne presentato ad una Conferenza per Istruttori Fisici. L’impressione generale fu subito quella di un gioco che potesse col

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  • 3 anni fa

    Per chi vuole perdere peso in poco tempo, il consiglio principale è trovare un buon metodo. A me hanno consigliato questo http://FattoreBruciaGrasso.gelaf.info/?ZVsN Poi, ovviamente, quello di tagliare in modo netto le calorie. Addio quindi a spuntini e merendine, via libera invece a tanta frutta e verdura, anche per spezzare la fame tra un pasto e l’altro.

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  • 1 decennio fa

    La pallavolo, o volley (forma abbreviata dell'inglese volleyball) è uno sport giocato da due squadre con un pallone su un terreno di gioco diviso da una rete. Ci sono differenti versioni del gioco adottabili in specifiche circostanze nell'ambito della versatilità del gioco per tutti.

    È presente nel programma dei Giochi Olimpici estivi dal 1964

    Già nell'antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. In Italia una specie di pallavolo era giocata nel Medioevo e le sue origini possono essere ricercate addirittura in antichi giochi greci e romani. In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato Faustball, ma il merito della costruzione della pallavolo in forma moderna va riconosciuto a William G. Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts (USA).

    In effetti, se è vero che si possono trovare similitudini fra la Faustball e il gioco ideato da Morgan, è anche vero che differivano in alcune caratteristiche di base: nella Faustball, per esempio, la palla poteva toccare il terreno anche due volte, mentre nella versione di Morgan la palla doveva essere giocata al volo. Il 6 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport, da lui chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia). Con l'aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il Sindaco e il comandante dei Vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di un nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.

    Una caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive: la forza. La minonette era quindi destinata ad atleti non più massicci e pesanti, bensì agili, con una buona elevazione, capaci di destreggiarsi nel gioco acrobatico. Fu però Alfred T. Halstead a cambiare il nome di mintonette, un po' troppo femminile, in Volleyball (letteralmente palla sparata). Egli riuscì ad imporre questo sport nei college YMCA sparsi un po' in tutti gli Stati Uniti. Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America del Sud (Brasile, Argentina, Uruguay).

    La rete è disposta ad un'altezza nella sua parte superiore di 2,43 m per gli uomini e di 2,24 m per le donne (sono previste altezze inferiori per le giovanili); la misurazione deve essere effettuata nella parte centrale e in corrispondenza dei limiti laterali del campo: mentre sopra le linee laterali la rete può variare di non più di 2 cm oltre l'altezza stabilita, al centro dev'essere esatta. Le dimensioni della rete sono di un metro di larghezza e da 9,50 a 10 m di lunghezza. Due bande bianche verticali, larghe 5 cm e alte 1 metro, sono fissate nella rete esattamente al di sopra di ciascuna linea laterale. Al loro interno vengono inserite le antenne che sono due astine in fibra di vetro di 1,80 m di altezza e 10 mm di diametro, a strisce bianche e rosse, larghe 10 cm l'una: ogni antenna si estende 80 cm al di sopra della rete e servono a delimitare lo spazio di passaggio della palla.

    Il pallone deve avere, ovviamente, forma sferica e deve essere realizzato in cuoio soffice o materiale sintetico.

    Può essere monocolore oppure può avere una combinazione di colori: ad esempio, in Italia, si utilizza un pallone con i colori della bandiera, verde, bianco e rosso, mentre per le competizioni internazionali i colori sono bianco, giallo e blu.

    L'uso di palloni considerati irregolari dalla FIVB, seppur uguali per dimensioni, peso e forma, durante una partita, possono portare all'annullamento della partita stessa.

    Circonferenza: 65 - 67 cm

    Peso: 260 - 280 g

    Pressione interna: 0,30 - 0,325 Kg/cm²

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  • 1 decennio fa

    La Pallavolo nasce negli Stati Uniti nel 1896, fu inventata dall'americano William G. Morgan, coordinatore di educazione fisica che la descriveva come "un gioco che si può praticare in palestra o all'aperto e che consiste nel lanciare una palla da una parte all'altra di una rete; gli avversari devono impedire che la palla tocchi il suolo.

    In Europa arriva sugli incrociatori americani che sbarcano in Francia insieme ai soldati nella Grande Guerra (1914-1918).

    La Pallavolo era stata inserita nei giochi di svago della truppa.

    L'U.R.S.S. è colpita da una vera e propria epidemia; la Pallavolo, in pochi anni diviene lo sport nazionale dell'Unione Sovietica.

    Nel periodo tra le due guerre, tuttavia, la Pallavolo è considerata un passatempo più che un autentico sport.

    Dopo il secondo conflitto, essa riesce a darsi la struttura organizzativa necessaria a trasformare uno svago "dopolavoristico" in una vera e propria disciplina sportiva,

    capace in cinquanta anni di attività, di insidiare da vicino il primato del gioco del Calcio.

    La pallavolo è stata ammessa per la prima volta alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964.

    La nazionale italiana maschile di pallavolo è oggi una delle squadre più forti al mondo, avendo vinto tutte le gare internazionali degli ultimi anni tranne le Olimpiadi.

    In Italia la pallavolo è rappresentata nel CONI dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo). Tra i più forti giocatori si ricordano Andrea Zorzi e Lorenzo Bernardi.

    La Pallavolo è uno sport di squadra che si gioca normalmente su una superficie liscia in legno o in materiale sintetico; l'area di gioco è di forma rettangolare suddivisa in settori da linee bianche, parallele ai lati più corti del campo.

    Ogni metà campo è divisa, a sua volta, in due parti: la prima, più vicina alla rete, è lunga 3 m (area d'attacco); la seconda è lunga 6 m (area di difesa). Le due metà campo sono separate da una rete, alta metri 2.43 (atleti) o metri 2.24 (atlete), sostenuta da due montanti laterali.

    La partita ha inizio con la battuta, effettuata da dietro la linea di fondo campo, con la quale si manda la palla nel campo avversario senza che venga toccata dai compagni.

    Il giocatore in battuta mantiene il servizio sino a quando la propria squadra non commette un errore.

    In questo caso la battuta passa agli avversari che, prima di riprendere il gioco, devono effettuare una rotazione in senso orario della loro posizione sul campo.

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  • 1 decennio fa

    Già nell'antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. In Italia una specie di pallavolo era giocata nel Medioevo e le sue origini possono essere ricercate addirittura in antichi giochi greci e romani. In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato Faustball, ma il merito della costruzione della pallavolo in forma moderna va riconosciuto a William G. Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts (USA).

    In effetti, se è vero che si possono trovare similitudini fra la Faustball e il gioco ideato da Morgan, è anche vero che differivano in alcune caratteristiche di base: nella Faustball, per esempio, la palla poteva toccare il terreno anche due volte, mentre nella versione di Morgan la palla doveva essere giocata al volo. Il 6 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport, da lui chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia). Con l'aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il Sindaco e il comandante dei Vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di un nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.

    Una caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive: la forza. La minonette era quindi destinata ad atleti non più massicci e pesanti, bensì agili, con una buona elevazione, capaci di destreggiarsi nel gioco acrobatico. Fu però Alfred T. Halstead a cambiare il nome di mintonette, un po' troppo femminile, in Volleyball (letteralmente palla sparata). Egli riuscì ad imporre questo sport nei college YMCA sparsi un po' in tutti gli Stati Uniti. Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America del Sud (Brasile, Argentina, Uruguay).

    Fonte/i: wikipedia
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  • 1 decennio fa
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  • Anonimo
    1 decennio fa
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  • 1 decennio fa

    È presente nel programma dei Giochi Olimpici estivi dal 1964.

    La storia della pallavolo

    Già nell'antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. In Italia una specie di pallavolo era giocata nel Medioevo e le sue origini possono essere ricercate addirittura in antichi giochi greci e romani. In Germania fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato Faustball, ma il merito della costruzione della pallavolo in forma moderna va riconosciuto a William G. Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts (USA).

    In effetti, se è vero che si possono trovare similitudini fra la Faustball e il gioco ideato da Morgan, è anche vero che differivano in alcune caratteristiche di base: nella Faustball, per esempio, la palla poteva toccare il terreno anche due volte, mentre nella versione di Morgan la palla doveva essere giocata al volo. Il 6 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport, da lui chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia). Con l'aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il Sindaco e il comandante dei Vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di un nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.

    Una caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive: la forza. La minonette era quindi destinata ad atleti non più massicci e pesanti, bensì agili, con una buona elevazione, capaci di destreggiarsi nel gioco acrobatico. Fu però Alfred T. Halstead a cambiare il nome di mintonette, un po' troppo femminile, in Volleyball (letteralmente palla sparata). Egli riuscì ad imporre questo sport nei college YMCA sparsi un po' in tutti gli Stati Uniti. Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell'America del Sud (Brasile, Argentina, Uruguay).

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