mi sapete dire dove posso leggere dei temi sulla natura?????

Aggiornamento:

la seconda risposta non si addice a un tema da seconda media

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    te ne do un paio io:

    La difesa dell'ambiente

    Tra le esigenze più sentite dall'uomo contemporaneo c'è quella di vivere in un ambiente salubre ed esteticamente piacevole.

    Si tratta di soddisfare i bisogni di sopravvivenza e di conservazione, ma anche di placare il proprio desiderio spirituale di bellezza.

    La rivoluzione industriale, se da un lato ha migliorato il tenore di vita di strati sociali altrimenti esclusi dalla fruizione di tutta una serie di beni e servizi, ha dall'altro creato degli squilibri nell'ecosistema globale. E il liberismo sfrenato, da molti auspicato in economia come catalizzatore di sicuro progresso, minaccia di produrre danni ancora più terribili.

    Le metropoli, troppo densamente abitate, sono già oggi invivibili; i centri urbani del mondo sviluppato sono soffocati da un traffico ingovernato e folle, dallo smog che impedisce di respirare, dalle esalazioni industriali che a volte minacciano da vicino i cittadini; le acque, spesso usate senza razionalità e rispetto cominciano già a scarseggiare, quando non sono avvelenate da ogni sorta di veleno prodotto dalle lavorazioni industriali e dai consumi domestici o inquinate da microrganismi patogeni, il cui sviluppo è dovuto ad uno sviluppo produttivo non armonioso.

    Il disastro ecologico determinato dal cambiamento radicale della produzione e dell'economia, ha determinato come reazione, un movimento di idee critico verso la civiltà industriale. Il filone principale di questa ideologia antindustriale è rappresentato dal marxismo e da tutte le sue ramificazioni ideologiche novecentesche. Il movimento ecologista, che oggi raccoglie in qualche modo l'eredità di questo pensiero critico radicale, ha rinunciato beneficamente a molti massimalismi e fondamentalismi ideologici (e ad altri sarebbe bene rinunciasse) e si è andato invero stemperando in un un movimento variegato, dalle molte anime, ma con un obiettivo comune: garantire all'uomo la vita nell'ecosfera, la più armoniosa e salubre possibile.

    Qualsiasi intervento parziale, settoriale, locale sull'ambiente ha, secondo me, scarse probabilità di successo.

    Sempre più va profilandosi la necessità di intervenire sul modo di produrre, nell'impedire quelle lavorazioni che, come sottoprodotti generano veleni pericolosi per l'uomo, nel cercare delle fonti di energia il più pulite possibile.

    Non si tratta di predicare un'austerità ideologica fine a se stessa; tutti, credo, vogliamo continuare a godere degli agi e delle comodità che il mondo contemporaneo ci offre copiosamente. Si tratta, però, di modulare meglio, in maniera più concertata e razionale, lo sviluppo.

    Il ruolo di regolatore deve essere ripreso dallo Stato o da quegli organismi sovranazionali che ne hanno l'autorità. E' necessario che le istituzioni riacquisiscano il loro ruolo, cui troppo frettolosamente avevano abdicato, di arbitri del mercato e della vita economica, con troppa euforia e superficialità lasciati nelle mani della pur necessaria iniziativa, intelligenza e lungimiranza dei singoli.

    Lo Stato, o chi per lui, deve fissare delle regole da rispettare e stabilire con chiarezza cosa è lecito e cosa è illecito.

    La cosiddetta "mano invisibile", benefica regolatrice di ogni cosa, è ormai un'utopia a cui credono in pochi.

    Sull'uomo contemporaneo urgono e incombono, inoltre, le gravi responsabilità nei confronti delle generazioni future.

    Superare il narcisismo egotista del massimo piacere e divertimento da realizzare nel presente immediato significa dirigere il nostro pensiero al benessere dei nostri figli e nipoti, consegnare loro, in una ipotetica e ideale staffetta, un pianeta vivibile.

    Non solo; significa tutelare il patrimonio urbanistico, architettonico e artistico delle nostre città, così piene di storie e di cultura.

    Soddisfare il nostro senso estetico e permettere che le testimonianze più alte delle civiltà che ci hanno preceduto siano accessibile anche alle generazioni future.

    Per ottenere questi importanti obiettivi, c'è bisogno si diffonda in maniera sempre più capillare, e massimamente in coloro che amministrano e governano, una sensibilità e una cultura che anziché alla quantità, siano orientate alla qualità.

    I disastri ambientali

    Probabilmente causeranno la fine dell'Uomo?

    Gli ultimi anni sono stati agghiaccianti per quanto riguarda i disastri ambientali; si è iniziato con il grande tsunami nell’oceano indiano, proseguito con l’uragano Katrina che è riuscito a mettere in ginocchio perfino gli Stati Uniti seguito in ordine di tempo dal catastrofico terremoto nel Kashimir e via così.

    Mentre ascoltiamo e leggiamo queste notizie viene da chiedersi come sia possibile che ormai riusciamo a mandare un robot su Marte o a fabbricare organi di ricambio per il corpo umano, e non sappiamo difenderci da questi pericoli ambientali ormai vecchi come il mondo.

    Probabilmente potremmo farlo benissimo, si possono prevedere gli tsunami prima che raggiungano la costa, sappiamo dove i terremoti possono colpire, e con quale forza, siamo anche in grado di costruire case ed addirittura grattacieli in grado di resistergli e si scoprono gli uragani nel momento stesso in cui si formano.

    Nell’oceano indiano non c’era però però un sistema di allarme contro gli tsunami, in Pakistan non esistevano edifici antisismici e la città di New Orlweans si era addirittura estesa in aree sotto il livello del mare dove era chiaro che non si sarebbe mai dovuto costruire.

    Allora di chi è la colpa?, probabilmente della nostra memoria corta, i disastri del passato non ci hanno insegnato niente, mentre, invece il Giappone è riuscito ad organizzarsi e premunirsi ottimamente, molti paesi, passata la bufera si convincono che le spese preventive siano inutili; il nostro territorio ad esempio, è notoriamente esposto ai rischi del terremoto e di eruzioni vulcaniche, eppure anche in città come Messina e Catania, già duramente colpite da sismi catastrofici o a Napoli che in un lontano passato è stata semidistrutta da eruzioni vulcaniche , negli ultimi cinquant’anni si è costruito come se tali avvenimenti non dovessero mai più succedere, sulle pendici del Vesuvio e dell’Etna e negli immediati dintorni, vivono migliaia di famiglie.

    E’ vero che fortunatamente in Italia abbiamo una Protezione Civile che tutto il mondo ci invidia, ma anche questa non può fare miracoli e, perciò non illudiamoci, pensandoci bene si capisce che serve solo ai sopravvissuti, perciò occorre ricordare che la tecnologia aiuta moltissimo ma gli elementi determinanti restano la volontà umana ed il buon senso.

    spero di esserti stata di aiuto

  • 1 decennio fa

    f

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