Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeBotanica · 1 decennio fa

come curare un bonsai?

ciao a tutti ho ricevuto da qualche giorno in regalo una carmona e essendo abbastanza ignorante su come si cura un bonsai volevo sapere un po' d cose...ogni quanto va concimata e come?la potatura?non avendo mai avuto a che fare con una piantina cosi' delicata sono un po' in acido...mi hanno detto ke finche' nn fara' + caldo é maglio tenerla in casa...insomma se potete aiutarmi e darmi le maggiori informazioni(anke quelle piu' banali tipo innaffiala ogni...) ve ne sarei grato...10 punti al piu' specifico ciaaoooo

Aggiornamento:

ehm...io preferirei un parere personale d un esperto piuttosto ke un copia incolla...le informazioni su internet le so trovare anke da solo...grazieee

Aggiornamento 2:

ma qualcuno ha per caso letto la domanda??queste cose le so gia' xké si trovano su internet...il problema é ke nn tutte le piante bonsai si curano allo stesso modo ed il mio é una CARMONA capitooo??qualcuno sa dirmi qualcosa d piu'?

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Gli alberi più adatti a diventare bonsai sono quelli decidui a lenta crescita, come le querce e gli aceri, ma si prestano anche alcune conifere e arbusti sempreverdi, come cotoneaster e agazzini. La pianta può essere coltivata da seme, raccolta allo stato selvatico oppure ottenuta per talea da un altro bonsai. Una volta scelto il tipo di pianta e lo stile che si vuole realizzare, il piccolo albero va impiantato in un contenitore, che favorisca lo sviluppo delle radici in orizzontale, e sottoposto alla prima potatura.

    Il periodo di “educazione” del bonsai, detto seishi, è quello in cui viene data forma all’albero mediante la potatura dei germogli, delle foglie e dei rami. Oltre che con la potatura, la forma del bonsai viene ottenuta mediante l’applicazione di fili metallici variamente ritorti intorno al fusto. Inoltre, nel caso si voglia irrobustire il tronco alla base per conferirgli un aspetto più antico, si lega un filo di alluminio appena sopra il livello del terreno, in modo che la porzione immediatamente superiore si inturgidisca e si rigonfi, apparendo più robusta. Esistono inoltre diverse tecniche di invecchiamento artificiale, che consistono nello scortecciamento parziale del tronco e dei rami, o nella creazione di rami vecchi scortecciati lasciati ad arte sul tronco. Inoltre, per abbassare i rami vi si possono appendere dei pesi, che alterino l’orientazione naturale.

    In qualità di pianta particolarmente delicata, il bonsai ha bisogno di condizioni ambientali piuttosto stabili, con temperature moderate e intensa illuminazione. In genere deve crescere all’aperto, ma non in presenza di temperature troppo basse (inferiori allo 0 °C). Esistono tuttavia bonsai specifici da interno, ricavati da piante tropicali e subtropicali, come alcune specie di Ficus a foglia piccola. Di tanto in tanto, per assecondare la crescita del bonsai, deve essere eseguito un travaso in un contenitore leggermente più grande, che comunque conservi le caratteristiche geometriche descritte.

    ciao

  • 1 decennio fa

    primo i bonsai sn delle piante ke in natura sn magari esemplari enormi riportate in miniatura attraverso metodi di riproduzione diverse..... 1° guarda la pianta cm in natura, 2° essendo in vaso circa ogni 2 anni va cambiano cn uno + grande e aggiunta della terra cn Ph nn inferiore al 6 e nn superiore al 7 e dv essere composto da torba terra di coltura e concime azotato ad esempio il nitrophoska (15-9-15) è adatto (nn troppo altrimenti la bruci e nn a contatto diretto cn le radici) poi durante l'inverno se è una pianta delicata va ritirata in casa o in luogo caldo e cm dv avere sempre luce ed H2O almeno 1-2 volte alla settimana assolutamente nn va potato.

    assolutamente nn si vaporizza nessuna pianta da noi sopratutto le orchidee, da noi nn essendo umido l'ambiente l'aria secca presente da noi fa seccare radici e chiome (es le labbra bagnate cn il vento)!!!! senti studio agraria e meglio di cs nn so cs dirti!!! spero ti abbia soddisfatto!!!

  • 1 decennio fa

    allora mai sole diretto ha bisogno di temperature sopra i 15-20 gradi quindi ora tienila in casa in estate mettila fuori all'obra poi va inaffiata una volta ogni 2-3 giorni ma mai esaferare meglio poca ma spesso........inoltre una volta al giorno vaporizzala con uno spruzzino con acqua distillata la concimazione va fatta con il concime specifico di solito va dato una volta ogni 15 giorni o una volta al mese se non ricordo male cmq c'è scritto sull'etichetta.........poi vediamo che c'è da dire ..... la potatura va fatta o una o 2 volte all'anno una volta a marzo e una a settembre poi durante l'anno devi farle mantenere la forma tagliando i rami che escono dalla forma...........il vaso va cambiato una volta ogni 3 anni...........consiglio che vale anche per le orchidee se hai poco tempo e non vuoi vaporizzare tutti i giorni prndi un sottovaso grande o una ciotola la riempi di arglilla espansa la bagni e metti sopra il vaso di bonsai o di orchidea e la lasci sempre li ....... questo metodo serve per aumentare l'umidità fondamentale per queste piante.........

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ESPOSIZIONE

    L’ambiente adatto.

    La scelta del luogo dove vivono i bonsai è estremamente importante; eppure ci sono pochi Bonsaisti che hanno a disposizione un ambiente adatto. I Bonsai “metropolitani”, come li definiscono, soffrono di una carenza cronica: la mancanza di luoghi adatti alla coltivazione; questa mancanza è dovuta al fatto che in città tutto lo spazio è utilizzato dalla popolazione.

    Anche se non si possiede un luogo ideale per la coltivazione dei Bonsai , si sceglierà un ambiente che soddisfi tutte le principali esigenze della pianta (sole, una buona ventilazione, rugiada, ecc..). Con un pizzico di ingegnosità ed abilità si può così sopperire all’inadeguatezza del posto dove far crescere i Bonsai.

    Se c’è una buona esposizione, ci sarà molta fotosintesi, favorevole alla crescita delle piante: gli internodi (lo spazio tra una foglia e l’altra) saranno più corti ed è probabile che si avranno degli ottimi Bonsai.

    Le gemme e le nuove crescite saranno robuste, le foglie saranno piccole e turgide, i fiori sbocceranno e il frutto spunterà con più facilità; sarà anche più difficile che l’albero sia attaccato dalle malattie e dai parassiti.

    L’importanza del sole.

    Una buona esposizione al sole è la cosa più importante (tra tutte le esigenze) per una crescita vigorosa.

    Un’area di esposizione abbastanza soleggiata gioverà agli alberi anche se il coltivatore non li ruoterà: difatti, luogo ideale è quello che ha il sole per tutta la durata del giorno e dell’anno. Non è facile possedere un tale spazio, ma sarebbe preferibile questa esposizione perlomeno da maggio ad ottobre.

    Se nell’area di cui si dispone vi è il sole durante le ore mattuttine e fino alle prime ore del pomeriggio in primavera, in estate e in autunno e metà giornata di sole in inverno, questi raggi saranno sufficienti per le piante.

    Si possono anche farle crescere laddove vi è meno sole, a condizione che vi sia almeno una mezza giornata di luce solare.

    Il sole mattutino e quello pomeridiano si differiscono.

    Se si osservano le gemme sugli aghi dei pini giapponesi si deduce che quelle che si trovano su un albero che cresce riscaldato dal sole mattutino si apriranno una settimana prima di quelle di un albero che cresce riscaldato dal sole pomeridiano.

    Buona ventilazione.

    Le radici, il tronco e i rami si sviluppano molto bene in un sito ventilato .Un albero così esposto difficilmente sarà attaccato da insetti o malattie; i luoghi che hanno una buona esposizione al sole sono, in genere, anche ben ventilati.

    Quindi, quando si sceglie un luogo dove far crescere i Bonsai, bisogna pensare per prima cosa all’esposizione ai raggi del sole.

    Lo spazio intorno ai vasi.

    Tra un vaso e l’altro dovrebbe esserci uno spazio pari all’altezza delle piante, che permetta il passaggio di luce ed aria.

    L’altezza dei ripiani.

    I ripiani dovrebbero avere un’altezza di circa 80 centimetri, così da tenere i bonsai lontani dai parassiti che potrebbero circolare a terra. Inoltre, a questa altezza i bonsai rimangono meglio arieggiati e rendono maggiormente sul piano estetico.

    Sempre “a vista”.

    La cosa a cui bisogna pensare, quando si posizionano i Bonsai, è quella di scegliere un posto facilmente visibile per poterli osservare costantemente e sopratutto per scoprire in tempo eventuali attacchi di insetti e il propagarsi di malattie.

    Importanza della rotazione.

    Se di tanto in tanto si ruotano le piante,facendo assumere loro una posizione differente, queste saranno esposte al sole in modo uniforme.Sopratutto nelle aree di crescita che hanno una parziale esposizione al sole, è importante ricordarsi di ruotare i Bonsai per far si che essi possano ricevere sole da tutti i lati. Si dovrebbe cercare di esporre ogni singolo ramo al sole del mattino una volta ogni tre giorni.

    CONCIMAZIONE

    Perché concimare.

    Per compiere il “magico” processo della fotosintesi clorofilliana, attraverso il quale le piante trasformano la materia inorganica in materia organica, è indispensabile che nel terreno siano presenti gli elementi nutritivi in quantità idonea e bilanciata.

    Il bonsai, vivendo in un piccolo contenitore, impoverisce in breve tempo anche il terriccio più ricco, perciò si rende necessaria una costante concimazione che mantenga nel substrato il giusto equilibrio di sostanze nutritive, necessarie ad una adeguata alimentazione.

    Che cosa è l’N. P. K.

    Gli elementi nutritivi vengono classificati in:

    MACRO-ELEMENTI

    azoto (N), fosforo (P), potassio (K)

    e MICRO-ELEMENTI

    calcio (Ca) zolfo (S) magnesio (Mg) boro (B) manganese (Mn) rame (Cu) ferro (Fe) molibdeno (Mo) zinco (Zn) ecc.

    I macro-elementi sono quelli di cui la pianta ha bisogno in quantità maggiore, quindi, sulla confezione vengono indicati con il loro simbolo (N P K) e la percentuale relativa al peso totale.

    Ad esempio, se l’etichetta riporta l’indicazione N P K 5,5 - 6,5 - 3,5 significa che nel prodotto sono presenti il 5,5% di azoto, il 6,5% di fosforo e il 3,5% potassio.

    I micro-elementi, invece, sono necessari alle piante in misura minore ed in genere sono indicati a caratteri più piccoli con il nome per esteso.

    I diversi tipi di concime.

    Per concimare i bonsai, come per tutte le altre piante, esistono tre diversi tipi di concimi: ORGANICI, MINERALI e ORGANO-MINERALI.

    I concimi organici, sono quelli in cui gli elementi nutritivi sono di origine animale o vegetale. La loro composizione organica, fornisce un'alimentazione equilibrata e costante; inoltre, creando le condizioni ottimali per la vita dei microorganismi utili, mantiene “vitale” il substrato.

    I concimi minerali, composti da elementi inorganici o di sintesi, hanno in genere una titolazione più alta (es: N P K 14-20-26) e sono quindi più “potenti”, anche se tendono ad impoverire il terreno.

    I concimi organo-minerali sono composti sia da elementi organici, sia da elementi minerali e, teoricamente, fruiscono dei vantaggi degli uni e degli altri.

    Fluidi o solidi?

    I concimi fluidi hanno il vantaggio di essere assimilati velocemente dalle radici (concimi a pronto effetto) perciò consentono di verificare il loro effetto in pochi giorni. Di contro, necessitano di una somministrazione più frequente, ogni 1 o 2 settimane.

    I concimi solidi, in genere, cedono i loro elementi nutritivi in modo graduale e continuativo (concimi a lenta cessione) alimentando le piante in modo costante ed equilibrato con pochi interventi nell’arco dell’anno.

    Quando concimare

    Il momento giusto per la concimazione è durante il periodo vegetativo, che corrisponde ai mesi da marzo a giugno e da settembre a ottobre.

    Quando la temperatura è troppo bassa (inverno) o troppo alta (estate) non è consigliabile alimentare le piante poiché, trovandosi in stasi vegetativa, non riescono ad assimilare il concime.

    La frequenza degli interventi dipende dal tipo di concime: in genere, i prodotti liquidi vanno somministrati ogni 7-15 gg., mentre i concimi solidi a lenta cessione, vanno somministrati ogni 40-50 giorni.

    Da ricordare.

    Non superare le dosi consigliate: la carenza di concime provoca, nel bonsai, una sofferenza facilmente curabile con un’appropriata concimazione; invece, un eccesso di concime provoca quasi sempre la morte della pianta.

    Concimare sul terriccio bagnato: per evitare un effetto caustico a carico delle radici, effettuare le concimazioni sul terriccio precedentemente inumidito.

    Usare prodotti specifici: i concimi per l’agricoltura o per il giardinaggio, anche se di qualità, sono da sconsigliare: i primi perché cedono gli elementi molto velocemente e questo provoca la “bruciatura” delle radici; i secondi perché essendo particolarmente ricchi di azoto, provocano una crescita abnorme delle foglie e un allungamento smisurato dei rami; caratteristiche che rendono il bonsai poco gradevoli dal punto di vista estetico.

    IRRIGAZIONE

    SEMBRA FACILE...

    L'irrigazione dei bonsai è un’operazione apparentemente banale che, invece, nasconde pericolose insidie. Una irrigazione sbagliata può compromettere gravemente la crescita e la sopravvivenza di un bonsai, provocando l’insorgere di varie patologie.

    CARENZA D'ACQUA

    Si riconosce dall’aspetto sofferente della pianta che presenta foglie sbiadite e rivolte verso il basso. La carenza d’acqua indebolisce il bonsai che diventa facile preda dei parassiti, sia animali (insetti) sia vegetali (funghi).

    ECCESSO D'ACQUA

    È più pericoloso della carenza: un bonsai annaffiato troppo, all’inizio vegeta rigogliosamente con foglie di un bel colore intenso, poi, improvvisamente “passa a miglior vita”, a causa del marciume che ha divorato tutto l’apparato radicale.

    COME ANNAFFIARE

    Irrigazione a pioggia: il sistema più indicato per innaffiare le piante.

    Si effettua con la lancia o con l’annaffiatoio e riproduce quello che accade in natura, quando la pioggia bagna prima la chioma, poi entra nel terreno sciogliendo i sali minerali che vengono così assorbiti dalla pianta e, infine, porta via l'eccesso di salinità e le tossine che le piante producono durante il processo di assimilazione.

    Immersione: solo ogni tanto.

    Si effettua immergendo il vaso nell’acqua, fin sotto al bordo. È un sistema che permette di bagnare con sicurezza tutto il substrato ed è molto utile nella prima irrigazione subito dopo il rinvaso. Non è consigliabile innaffiare tutte le volte in questa maniera poiché, non essendoci fuoriuscita d’acqua, le tossine ed i residui salini rimangono nel terreno.

    Nebulizzazione: da non confondere con l’irrigazione.

    Spruzzare con acqua la chioma del bonsai fa sicuramente bene, ma per bagnare il terriccio non basta nebulizzarlo: è un sistema che può facilmente trarre in inganno perché anche se lo s

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    La luce

    La luce è indispensabile ai bonsai, come a tutte le piante.

    Le specie da interno vanno collocate vicino ad una finestra luminosa, ma mai al sole diretto. Con la luce artificiale, accesa per almeno 12 - 16 ore al giorno, il bonsai può vivere bene anche negli ambienti senza luce naturale.

    La temperatura

    L'eccesso di calore può essere fatale al bonsai.. Le specie tropicali necessitano di temperature costanti tutto l'anno con valori compresi tra i 18° e i 24°.

    Le subtropicali amano le medesime temperature d'estate per poi scendere intorno ai 10°-12° durante l'inverno.

    Per tutte le specie è opportuno che la temperatura si abbassi di 5°-7° durante la notte. Se questo balzo non si verifica normalmente, si consiglia di spostare le piante in altro ambiente nelle ore notturne.

    L'umidità

    Il grado igrometrico dell'ambiente deve oscillare fra il 40% e il 50%. Un'umidità relativa più bassa determinerebbe una traspirazione superiore rispetto all'acqua che le radici sono in grado di assorbire.

    Sono consigliate le nebulizzazioni e le doccie (dentro un catino o nella vasca da bagno) ogni 2-3 settimane.

    Si consiglia anche di spruzzare un buon antitraspirante sulle foglie e di collocare il vaso in un vassoio colmo di argilla espansa bagnata.

    L'annaffiatura deve essere regolata in base al tipo di pianta..

    Si consiglia di non lasciare essiccare troppo il substrato, ponendo però molta attenzione alle annaffiature eccessive.

    L'acqua deve essere a temperatura ambiente, meglio se preventivamente bollita per diminuire la durezza ed eliminare l'eventuale presenza di cloro.

    A causa della ridotta dimensione del substrato del bonsai, è fondamentale una costante e corretta concimazione.: concimazione, bonsai, bonsai cura, bonsai olmo, bonsai ficus, potatura bonsai, coltivare bonsai, creare bonsai, bonsai foto, bonsai vasi.

    La distribuzione dei rami deve essere densa, ma ben equilibrata. A volte è opportuno togliere i germogli che crescono con eccessivo vigore per consolidare altri alla base; altre volte sono necessarie delle vere e proprie potature.: Si consiglia di proteggere con un buon mastice cicatrizzante..

    Il rinvaso è opportuno tutti gli anni per le piante giovani e ogni 3-4 anni per i bonsai di forma consolidata. L'operazione va fatta in primavera impiegando un terriccio specifico per bonsai.: rinvaso, bonsai, rinvaso bonsai, rinvaso piante da vivaio, da piante raccolte in natura, da "pre-bonsai", coltivare bonsai, creare bonsai, bonsai foto, bonsai vasi

    Curare un bonsai non è poi così difficile come normalmente si crede. Bisogna innanzitutto non dimenticare mai che non ci troviamo di fronte ad un oggetto sconosciuto, creato chissà come e che abbisogna di chissà quali cure, ma ad una semplice pianta che, per presentarsi nella sua attuale bellezza, ha avuto bisogno di numerosi e pazienti interventi di formazione, spesso della durata di molti anni, che l'hanno trasformata in un albero in miniatura. Ma comunque pur sempre una pianta. Evitiamo dunque di farci assalire dal timore di far morire il nostro bonsai perché non sappiamo come curarlo: ricordiamo che in linea di massima esso ha bisogno delle stesse cure normalmente prestate alle altre piante, solo molto più attente, costanti e rispettose delle esigenze della specie alla quale appartiene. I classici decessi dei bonsai, infatti, sono solitamente dovuti al fatto di aver dimenticato di annaffiarli o, altrettanto spesso, alla errata esposizione: bonsai da esterno si vedono morire in casa, magari sistemati su di un termosifone, e bonsai da interno si vedono congelare sul balcone. E allora? Allora seguiamo questi consigli.

    La prima cosa da fare è trovare la giusta collocazione al bonsai. Se è un'essenza da interno, va ovviamente sistemato in casa, ma facendo attenzione a non posizionarlo vicino ad una fonte di calore (come un termosifone) né ad esporlo a correnti d'aria. Inoltre, sceglieremo un luogo molto luminoso ma non attaccato ad una finestra dove batte il sole, perché il vetro funzionerebbe come una lente e rischierebbe di bruciare il nostro benamato. Poi, in primavera/estate quando la temperatura supera i 15°, potremo, anzi dovremo, sistemarlo all'esterno in modo da permettergli di rinvigorirsi. Le essenze da esterno dovranno necessariamente essere collocate all'aperto, pena un forte indebolimento o la morte. Ma anche in questo caso conviene stare attenti a sistemarle in pieno sole o a mezz'ombra come richiesto dal singolo tipo di pianta e, in ogni caso, in un luogo dove vento forte, grandine ed eventuali animali non possano danneggiarlo.

    Scelta la nuova dimora del nostro pargoletto, ora dobbiamo imprimere nella mente la magica e fondamentale regola del bonsaista perfetto: non dimenticare mai di annaffiare il bonsai!! L'annaffiatura è, infatti, fondamentale per il bonsai più che per le piante, perché il vaso che lo contiene dispone di ben poca terra che, soprattutto d'estate, si asciuga molto in fretta pregiudicandone la vita. Non bisogna, però, neppure esagerare, dal momento che alcune specie non gradiscono molta acqua, ma attenersi a quanto precisato nella scheda informativa. Vale comunque la regola di toccare il terriccio con le dita per capire se è umido o asciutto e quindi, se asciutto, annaffiare. Sconsigliamo nel modo più assoluto di annaffiare il bonsai immergendolo nell'acqua per alcuni minuti, poiché questa operazione lava via dalla terra le sostanze nutritive che contiene. Questo, se il terriccio del bonsai in questione dispone di un buon drenaggio (nel caso di alcuni bonsai - soprattutto d'importazione cinese - che hanno un terriccio fortemente argilloso e quindi non drenante, è invece necessaria l'annaffiatura ad immersione, nell'attesa di effettuare, appena possibile la rinvasatura della pianta con un terriccio migliore e ben drenante). Utilizziamo invece un annaffiatoio munito di diffusore a getto fine, in modo da bagnare il terriccio uniformemente e senza smuoverlo. È altresì molto utile nebulizzare la chioma del bonsai, soprattutto per le essenze da interno che sono costrette in ambienti chiusi e secchi. In ogni caso, non preoccupatevi!! Perché col tempo sarete in grado di capire "ad occhio" le esigenze idriche, e non solo, del nostro prediletto.

    Altra cosa importante, spesso dimenticata, è che il bonsai, non essendo un soprammobile, come ogni essere vivente ha bisogno di nutrirsi, e non solo di bere!! Dobbiamo, quindi, provvedere a fertilizzarlo periodicamente, di solito dall'inizio della primavera all'autunno inoltrato, escludendo i mesi più caldi dell'estate e seguendo le esigenze della specie in questione. Come tipo di concime, bisogna utilizzare quello consigliato per il tipo di pianta, ma, se non ne disponiamo o non sappiamo quale usare, possiamo anche adoperare un generico fertilizzante commercializzato come specifico per bonsai, o un normale concime bilanciato minerale (meglio se arricchito di oligoelementi) di quelli normalmente in commercio. In tutti questi casi ricordiamo, però, di non esagerare con le dosi, ma di seguire attentamente le istruzioni della casa produttrice, magari diluendolo un po’ più di quanto scritto, perché un eccesso di concime può addirittura essere letale per il nostro bonsai.

    Un ultimo consiglio riguarda la potatura ed il rinvaso. La prima è necessaria per contenere il bonsai nella sua forma attuale ed evitare che perda la linea che tanto faticosamente si era impostata. Il rinvaso è altresì necessario, di solito ogni due o tre anni, dal momento che le radici, avendo a disposizione pochissimo spazio, finiscono per intasare tutto il vaso e devono quindi essere potate, oltre al fatto che il terriccio sfruttato va sostituito. Entrambe queste operazioni hanno bisogno di una mano esperta, per evitare danni irreparabili. Per questo consigliamo, nel caso vogliate provarci, una attenta lettura di testi specializzati e, nel caso non vogliate arrischiarvi, di contattare un centro bonsai o comunque uno specialista del settore.

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