Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Perchè per imparare bisogna passare attraverso la sofferenza?

12 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ecco una bella domanda!

    risposta? molto... troppo lunga per esaurirsi qui.

    ma lo stesso mi vorrei esporre in un, per quanto possibile, breve riassunto.

    innanzitutto è lecito chiedersi cosa sia mai la "sofferenza". è un'emozione? ne esistono 4 di base: rabbia, tristezza, gioia, paura. quali di queste? o forse è un mix, un bel cocktail di queste? lasciando aperta questa domanda passiamo a concentrarci sulla dinamica della sofferenza e, dunque, sulla successiva domanda: quando si soffre? risposta: quando si sente la differenza tra ciò che si è e ciò che si "dovrebbe" essere secondo un personale punto di vista. questo include anche che non è necessario soffrire se il punto di vista cambia, se l'aspettativa cessa di esistere.

    la sofferenza, dunque, essendo quel quid che ci fa capire che "non siamo ancora", ci sprona al cambiamento (nel migliore dei casi) per cui non solo è utile, ma, all'atto effettivo delle cose "la sofferenza non è sofferenza". almeno non necessariamente, non se cominciamo a pensarla in altro modo.

    mi spiego meglio? ok, allora analizziamo i perchè della sofferenza.

    le cose della vita avvengono secondo una logica di causa ed effetto per noi esseri umani. ovvero, facendo un esempio: se ti do un calcio è perchè sto soffrendo, tu che lo ricevi soffri a tua volta. questo implica che la sofferenza non è un processo solitario ma nasce da un'interazione: la sofferenza deriva da "qualcosa" o da "qualcuno". almeno questo è il comune modo di pensare (ma non è necessariamente così...).

    per cui, se soffrire ci porta a capire che dobbiamo fare qualcosa per cambiare, comprendere che il danno ci è stato recato e che, se noi lo rechiamo a qualcun altro proprio "perchè soffriamo" porta a nuova sofferenza, in una catena infinita di cause ed effetti, possiamo, fin d'ora, dentro noi stessi, cambiare volontariamente l'accezione di sofferenza. badiamo bene, oggi è ancora: "la sofferenza fa soffrire".

    ebbene, trasformiamo la sofferenza da oggi pensando in questo nuovo modo: soffrire "conduce alla gioia". sembra una presa per il .... ma in realtà è il miracolo che si avvera, da questo momento si smette di soffrire e si "impara senza soffrire".

    in questo modo si arresta la catena "di causa effetto, di calcio e contro-calcio" e si vive l'emozione, qualsiasi essa sia, solo come via per la comprensione di sè e del nostro ambiente.

    questa si chiama libertà di essere. senza più dimostrarsi schiavi di una corrente concatenata che è fuori di noi e a cui quasi nessuno riesce a frapporsi. infatti, di solito, se qualcuno "mi da un calcio" io non vedo l'ora di ridarglielo!

    se cambi il "significato" del soffrire da subito intuisci che la domanda che hai posto potrebbe facilmente essere tradotta in:

    perchè per imparare bisogna passare attraverso la gioia dello sperimentare?

    questo perchè non si impara soffrendo ma convertendo il significato della sofferenza in un'accezione più matura ed evoluta che si rende conto di tutto il contesto nel quale questa sofferenza sta nascendo e del "perchè".

    la sofferenza, come emozione vissuta in sè, è fine a se stessa infatti. c'è chi ci vive dentro da sempre e per sempre continuerà a soffrire, proprio perchè non sta imparando dall'"errore". chi impara lo fa perchè trova nella sofferenza un mezzo, uno strumento utile, una via per la felicità. per cui, sofferenza=felicità. sempre! (se lo si vuole...ndr)

    per questo esistono quattro emozioni di base di cui una sola è gioia e le altre... pure!

    hola!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè la felicità monopolizza i pensieri e rende difficile l'introspezione.

    __________________________________________

    Questo non vuol dire che si debba solo soffrire...

    Chiariamo...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Quoto Insane angel al 100 % . Non è concepibile però che alcune persone cerchino le sofferenze corporee in maniera volontaria . Per imparare occorre saper vivere le normali sofferenze che la vita INEVITABILMENTE ci mette davanti , occorre avere il necessario spirito di introspezione per imparare dai propri errori e non dire sempre : E' COLPA SUA O E' COLPA TUA . Se non sono presenti queste caratteristiche anche tramite le sofferenze difficilmente si può imparare qualcosa .

  • Luca
    Lv 5
    1 decennio fa

    Perchè spesso quando le cose ci vanno bene non siamo inclini ad apprendere.

    Pensiamo che se le cose ci vanno bene non abbiamo bisogno di niente e di nessuno, siamo capacissimi da soli.

    Per questo Dio permette la sofferenza, anche se ce la vorrebbe risparmiare, affinchè noi possiamo i nostri limiti:

    5 Ecco, tu hai ridotto la mia esistenza alla lunghezza di qualche palmo, la mia durata è come nulla davanti a te;

    certo, ogni uomo, benché saldo in piedi, non è che vanità. (Salmi 39)

    E che senza di Lui non possiamo fare nulla di buono:

    Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15:5)

    Che Dio ti dia la grazia di comprendere queste cose, senza necessariamente passare attraverso una sofferenza

    Dio ti benedica!

    Fonte/i: Sacra Bibbia http://sacrabibbia.wordpress.com/
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Per lo stesso motivo per cui l'esperienza di un padre o di una madre non serve mai ai propri figli....loro ci devono sbattere il naso, è la sofferenza che fà diventare grandi...., è allora che ti rendi conto che avresti potuto risparmiarti delle sofferenze ascoltando chi ci era già passato....ma non serve,

    ci si deve sbattere il muso....allora si impara !

  • 4 anni fa

    io non ci credo a quelli che dicono di essere felici o che non hanno mai sofferto per quello che mi riguarda ho sofferto e soffro ancora ma mi ci sono talmente abituato che non ci faccio più caso o almeno ci provo e a dirti l. a. verità credo di avere smarrito anche l. a. ragione di questa sofferenza, riguardo l. a. paura quella no subito ho combattuto le mie paure non lo so se per coraggio o per incoscienza ma non si può vivere nella paura e alla wonderful bisogna buttarla by way of fuori dalla nostra vita l. a. forza che ti viene dal muoverti sicuro tra gli altri e dalla capacità di sostenere qualsiasi sguardo senza mai abbassare l. a. testa è enorme combatti prima l. a. paura e poi tutto il resto

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Manca la definizione della sofferenza. La fatica che si fa per imparare p.es. a sciare,giocare a scacchi ecc, deve essere catalogata come sofferenza ?

    Per altri casi, la cosa diviene soggettiva. Studio di materie che per

    certi costituisce sofferenza per altri e` un piacere se non un divertimento.

    Vi e` poi il giudizio condizionato allo scopo. Sapendo che imparando la tal cosa si diventerà ricchi e` sofferenza per modo di dire.

    Se si semplifica pero e si identifica la sofferenza con la fatica, la risposta e` SI.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La sofferenza è solo la nostra ignoranza e quando con la tua consapevolezza trovi la strada di uscita, da quella sofferenza, già hai fatto un passo giusto.

    Fonte/i: Spiritualità
  • Penso che la sofferenza ci segni così profondamente che poi sia impossibile dimenticare la lezione. Così come tutte le sensazioni forti, ci lasciano un segno indelebile addosso, così tanto che dobbiamo combattere contro noi stessi per cancellarli dala memoria. Anche se credo che non ci si dimentichi mai del tutto...E poi no sempre la lezione si impara: io, per esempio, appartengo a gruppo di persone che non impano mai...ho un cuore testardo, anche se pieno di cicatrici...XD

  • Anonimo
    1 decennio fa

    eh io noj dormo tra una sett e mi sveglio con l ansia.e comunque le cose difficili comportano sempre sofferenze

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