Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

mi potete aiutare???????

mi sapete dire qualcosa sull'architettura etrusca??? cm le fortificazioni, costruzioni dei ponti e delle strade??? x favore...

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    L'Architettura etrusca

    Quando si parla di Etruschi, si pensa istintivamente alla loro civiltà e alla loro particolare attenzione per il mondo dei morti. Se non molto, in fondo, si è riusciti a sapere riguardo all'arte etrusca ancora meno purtroppo si sa delle loro espressioni architettoniche. In architettura, gli etruschi furono portatori di un noto sistema costruttivo di probabile derivazione mesopotamica, l'arco, che sarà poi recuperato e portato alla perfezione dall'audacia costruttiva dei Romani.

    A supporto della possibile derivazione delle popolazioni etrusche dalle zone orientali, poterebbe essere utile la tesi che sostiene che essi ricorrevano ad una tecnica per la “divinazione”, simile a quella adoperata in Mesopotamia: la lettura del fegato degli animali. Questo giustificherebbe pertanto anche l'utilizzo dell'arco. Eccetto i pochi resti di mura e porte di città non abbiamo testimonianze di templi etruschi o edilizia comune come le case, segno che la maggior parte di tali costruzioni era realizzata con materiali piuttosto deperibili nel tempo.

    Gli Etruschi hanno prelevato spunti dalla cultura greca per la realizzazione delle loro opere architettoniche naturalmente elaborandole con elementi originali, specie nell'apparato decorativo, che tuttavia conserverà sempre uno spiccato carattere artigianale. Grazie a Vitruvio e al suo noto Trattato, possiamo ricostruire l'immagine di un antico Tempio Etrusco.

    Altro importante aiuto per la ricostruzione delle forme del Tempio è costituito dalle urne fittili a forma di tempio. I templi etruschi, dei quali pochi resti si trovano ad es. Veio, Fiesole, Orvieto, (per ciò che riguarda muri di fondazione e terrecotte decorative), presentavano un ampio sviluppo della parte frontale e venivano eretti su alti basamenti lapidei. Ad essi si accedeva da una scalinata posta sul lato anteriore. La pianta era composta di due parti: il pronao, con più file parallele di quattro colonne di tipo tuscanico, - con base, fusto liscio, capitello a echino e abaco circolare- e la cella, che poteva essere ad un unico ambiente, o presentare tre ambienti, dei quali quello centrale poteva essere il più ampio. I tetti erano a doppio spiovente, di legno e coperti da coppi e tegole, sostenuti da travi decorate da lastre di terracotta policrome impreziosite da bassorilievi. Delle antefisse venivano poste al termine delle file di per trattenere la copertura. Il frontone, gli spioventi e il colmo erano decorati con acroteri. Gli acroteri inizialmente ornati con motivi semplici, si sono poi evoluti in vere e proprie statue: vedi ad es. l'Apollo del tempio di Veio del 500 a.C., attribuito a Vulca. Verso il VII secolo le città vengono munite da mura costruite a blocchi squadrati di forma rettangolare, dove si aprivano le porte di accesso alle città, generalmente in numero corrispondente alle tre vie principali (note quelle di Perugia e Volterra).

    Altre testimonianze costruttive di rilievo sono le necropoli che posseggono raggruppamenti di tombe che ci mostrano sommariamente l'organizzazione dei centri urbani etruschi. Le tombe di Cerveteri ne rappresentano un eloquente esempio: si tratta di un insieme di tumuli, molti dei quali realizzati su basamenti scavati nella roccia. Sotto ogni tumulo vi sono più tombe che possono essere articolate in vari ambienti. A partire dal VI secolo a.C. nelle tombe completamente scavate nella roccia come le tombe di Tarquinia, la camera presenta un soffitto piano o a due spioventi o a cassettoni, che poteva essere anche sostenuto da pilastri o colonne. La copertura ad arco e a volta, basata sul principio dell'incastro e del reciproco sostegno dei blocchi, rappresenta il maggiore apporto all'evoluzione dell'architettura dato dagli Etruschi. Questo sistema poi sarà ripreso dai Romani, che ne faranno un elemento fondamentale di tutta la loro architettura.

  • 1 decennio fa

    Per arte etrusca si intende l'arte relativa agli Etruschi, popolo inizialmente stanzato nel terriotorio chiamato Etruria, triangolo compreso tra l'Arno a Nord, il Tevere a Sud e il Mar Tirreno a Ovest. Gli Etruschi si formarono nel 500 e cadderò nel 295 a.C.

    L'arte etrusca è fortemente connessa a esigenze di carattere religioso.

    Dei templi etruschi e, più in generale dell'architettura religiosa, sono giunte sino a noi solo poche testimonianze, a causa del fatto che i templi erano costruiti con materiali deperibili. Le informazioni che abbiamo su di essi ci provengono dai testi di Vitruvio, che li classificava sotto un nuovo ordine, quello tuscanico. Solo tramite documenti di epoca romana, quindi, si riesce a ricostruire con buona approssimazione il modo in cui erano fatti. Il tempio era accessibile non tramite un crepidoma perimetrale, ma attraverso una scalinata frontale. L'area del tempio è divisa in due zone:

    una antecedente o pronao con otto colonne disposte in due file da quattro,

    una posteriore costituita da tre celle uguali e coperte, ognuna dedicata ad una particolare divinità.

    A differenza dei templi greci ed egizi, che si evolvevano assieme alla civiltà e alla società, i templi etruschi rimasero sostanzialmente sempre uguali nei secoli, forse a causa del fatto che nella mentalità etrusca essi non erano la dimora terrena della divinità, bensì un luogo in cui recarsi per pregare gli dei (e sperare di essere ascoltati). Frequenti erano gli omaggi da portare nei templi, solitamente consistenti in statuette votive in terracotta o bronzo, oppure in offerte sacrificali (agnelli, capre, ecc...). Gli unici elementi decorativi del tempio etrusco sono gli acroteri e le antefisse, solitamente in terracotta dipinta. Un esempio è l'antefissa con la testa di Gorgone nel tempio del Portonaccio a Veio, oggi conservato al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma.

    I primi villaggi etruschi erano costruiti da capanne a pianta quadrata, rettangolare o tonda con un tetto molto spiovente (generalmente in paglia o argilla). Le città etrusche si differenziavano dagli altri insediamenti italici perché non erano disposte a caso, ma seguivano una logica economica o strategica ben precisa. Ad esempio, alcune città erano poste in cima a delle alture, cosa che rendeva possibile il controllo di vaste aree sottostanti, sia terrestri che marittime. Altre città, come Veio e Tarquinia, sorgono in un territorio particolarmente fertile e adatto all'agricoltura. La città etrusca veniva fondata dapprima tracciando con un aratro due assi principali fra loro perpendicolari, detti cardo (nord-sud) e decumano (est-ovest), in seguito dividendo i quattro settori così ottenuti in insulae (dal latino, isole), tramite un reticolo di strade parallelle al cardo e al decumano. Questa precisa disposizione urbanistica è visibile ancora oggi in alcune città dell'antica Etruria, corrispondente grossomodo all'attuale Toscana, Umbria e parte del Lazio. Non è, in ogni caso, una novità etrusca, in quanto l'idea di fondare le città partendo da due strade perpendicolari era di uso comune in Grecia e fu ripresa in epoche successive anche dai Romani per fondare accampamenti e città (come ad esempio Augusta Praetoria e Augusta Taurinorum, le attuali Aosta e Torino). Le città sono cinte da mura, molto spesso ciclopiche, le quali rappresentano l'unica testimonianza, assieme a tombe e basamenti di templi, di archittettura etrusca in pietra. I materiali usati erano l'argilla, il tufo e la pietra calcarea; il marmo invece era pressoché sconosciuto. L'ingresso alla città avviene attraverso le porte, che erano solitamente sette o quattro (ma si hanno testimonianze di alcune città a cinque e sei entrate), le più importanti in corrispondenza delle estremità del cardo e del decumano. Inizialmente erano delle semplici architravi, ma a partire dal V sec. a.C. le porte assunsero caratteristiche imponenti a forma di arco, costruite incastrando a secco tra loro enormi blocchi di tufo, a loro volta inseriti nelle mura. Le porte di epoca tardo-etrusca, come ad esempio la Porta all'Arco di Volterra, erano inoltre decorate con fregi e bassorilievi nelle loro parti principali (la chiave di volta e il piano d'imposta). Con la crescita della potenza militare di Roma, le città etrusche vennero progressivamente conquistate e assimililate dal mondo e della mentalità romana, nei confronti dei quali erano in posizione di svantaggio (economico, sociale, militare e politico), per cui da cuore pulsante dei commerci mediterranei si ridussero a semplci centri abitati con una classe dirigente etrusco-romana che, di fatto, provocò la fine di qualsiasi produzione artistica e architettonica indipendente.

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