Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

le cose importanti di questo quadro???aiuto??xfavore....?

ki puo dirmi le cose + importanti di questo quadro? di piero della francesca il quadro si chiama:nn lo so ma è quello con l'uovo apeso sopra....

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ti copio qui la prima parte della mia tesina del corso universitario di inconografia e iconologia, ti risparmio la parte tecnica dell'iconografia, le note generali di descrizione, inquadramento storico e culturale dovrebbero esserti sufficienti.

    TITOLO Pala di San Bernardino

    MISURE 2,48 x 1, 70 m

    SUPPORTO tavola

    DATAZIONE 1472 - 74

    COLLOCAZIONE Pinacoteca di Brera, Milano

    INQUADRAMENTO STORICO Rinascimento

    La composizione è inserita all’interno di un organismo architettonico, che vuole rappresentare l’incrocio tra il transetto e la navata centrale di un edificio con la pianta a croce.

    La parte a noi visibile, che fa da sfondo al gruppo di figure, è quella della parete absidale. La volta a botte è cassettonata, di gusto bramantesco, e poggia su una trabeazione traversata da una fascia di marmo rosso.

    La parete è ritmata da specchiature marmoree e lesene di gusto classico. Nel catino absidale, da una struttura marmorea a conchiglia, appeso ad una catenella apparentemente d’oro, pende un uovo di struzzo.

    Un forte fascio di luce proveniente da destra illumina l’abside, si ha il raggiungimento della fusione della prospettiva con le ricerche di luce e colore.

    Alcune manomissioni nel corso dei secoli hanno compromesso la lettura del dipinto, ed è venuto così a cambiare il rapporto tra le figure e lo spazio studiato in cui erano state inserite.

    Secondo una prima fonte la pala è stata decurtata ai lati e nella parte inferiore, dove è stata mutilata di una tavola orizzontale che doveva fungere da gradino, “d’obbligo in una composizione quattrocentesca”, perché utilizzato per stabilire la distanza tra la scena e lo spettatore, che invece si trova ad osservare i personaggi così sbalzati in primissimo piano, quasi incombenti.

    Secondo una seconda fonte la pala è invece stata ridotta ai lati e nella parte superiore : lo spazio si sarebbe quindi dovuto aprire in direzione dello spettatore, “secondo un processo tipicamente fiammingo”. Inoltre, secondo questa ricostruzione, l’uovo, carico di significati simbolici, avrebbe dovuto coincidere con il centro della composizione, perfettamente simmetrica.

    La figura centrale della composizione è il gruppo formato dalla Madonna seduta su una “sella plicatilis”, al centro di un piano rialzato rivestito da un tappeto di gusto fiammingo, col Bambino dormiente in grembo. Il bimbo porta al collo un pendente di corallo.

    A circondare la Vergine è un gruppo di sei santi scalzi e quattro angeli. Alla nostra sinistra possiamo vedere :

    Giovanni Battista: indica con la mano destra il bastone che reca nella sinistra.

    Bernardino: volto anziano che si affaccia alle spalle di Giovanni Battista e Gerolamo

    Gerolamo: indossa una tunica sdrucita chiusa da una funicella e si batte il petto con una pietra

    Sulla destra abbiamo :

    Francesco : con la mano destra mostra una croce preziosissima, mentre con la sinistra mostra la

    ferita al costato scostando un lembo del saio

    Pietro martire : il suo capo ferito si affaccia alle spalle di Francesco e Giovani Evangelista

    Giovanni Evangelista : anziano barbuto, reca in mano un libro

    Alle loro spalle, su un pavimento rialzato di marmo nero, vediamo i quattro arcangeli, disposti a gruppi di due alle spalle della Vergine, riccamente adorni.

    Davanti al gruppo di personaggi disposti a semicerchio (così da seguire l’andamento del catino absidale) vediamo, in primo piano, il committente: Federico da Montefeltro, in armi e in preghiera, inginocchiato di profilo. Indossa una splendida armatura, e dallo spallaccio si può notare un prezioso particolare : il metallo della corazza riflette una finestra centinata dell’ambiente chiuso in cui si trovano. Nell’elmo, posto in primo piano insieme alle manopole ai piedi della Madonna, si riflette invece l’immagine deformata di Federico stesso.

    Il restauro condotto sull’opera nel 1980 da Pinin Brambilla da Barcilon ha rivelato che, oltre a non avere più il formato originario, l’opera non è stata terminata. Infatti, probabilmente a causa della cecità che opprimeva l’artista negli ultimi anni della sua vita, alcune parti hanno la campiture di colore appena accennate, e altre lasciano ancora scoperta l’imprimitura.

    INQUADRAMENTO STORICO

    La personalità di Piero della Francesca si sviluppa nel contesto del Rinascimento italiano, del quale diverrà figura di spicco, estendendo la propria statura artistica anche nei secoli successivi.

    Egli nasce intorno al 1420, nel pieno di un’epoca di risveglio culturale che fa del valore e del potere dell’uomo una profonda convinzione, una certezza assoluta che vede la ragione porre l’uomo al di sopra del mondo e della natura. Tale convinzione diviene un preciso atteggiamento filosofico, un movimento culturale che prende il nome di “Umanesimo”, la cui finalità è ridestare la coscienza dell’uomo, e operare un recupero dei valori della realtà umana che fecero grande la civiltà antica.

    L’Umanesimo considerava quindi la civiltà classica una meravigliosa interprete della grandezza dell’uomo, e per questo guida per la nuova dottrina.

    Gli artisti divennero figure di rilievo nella società, l’arte assunse un ruolo fondamentale come mai prima, e venne affiancata a letteratura, musica, matematica come elevata manifestazione spirituale comprensiva di poesia, pensiero e scienza. Proprio nel Rinascimento nacquero una prima dottrina estetica generale e la trattatistica specifica.

    Caratteristica primaria dell’arte rinascimentale fu la piena rivalutazione della forma, considerata il presupposto fondamentale per il contenuto : l’arte divenne quindi invenzione e creatività, e gli artisti, facenti parte della élite intellettuale, vennero apprezzati per le loro capacità individuali.

    Tra il 1420 e il 1430 artisti fiorentini quali Brunelleschi, Donatello, Masaccio, stabilirono i principi per la nuova forma di rappresentazione, che si fonda su una visione originale e moderna della realtà, rispondente alle esigenze di razionalità che caratterizzavano una società improntata sull’Umanesimo.

    Si arriva quindi ad avere un rapporto concreto sia tra le singole figure, sia tra le figure e lo spazio in cui sono inserite ; la composizione si sviluppa spazialmente in profondità e permette così una giusta collocazione degli oggetti che conservano la loro tridimensionalità. Mezzo di rappresentazione dello spazio fu la prospettiva, ottenuta tramite valori cromatici e chiaroscurali, e intesa come metodo di indagine scientifica per ricostruire con assoluta certezza la realtà visibile.

    Al valore plastico della figura umana si aggiunge anche quello espressivo, quello proprio dell’individualità del personaggio con una propria forza morale.

    AMBIENTE CULTURALE

    In seguito alla pace di Lodi del 1454 l’assetto del territorio italiano presentava stati maggiori quali Ducato di Savoia, Ducato di Milano, Repubblica di Venezia, Repubblica di Firenze, Stato Pontificio, Regno di Napoli e di Sicilia, a cui si aggiungevano numerose città-stato, con domini territoriali assai modesti, e che sopravvivevano ponendosi sotto la protezione di una potenza maggiore : un esempio sono i Gonzaga a Mantova, gli Estensi a Ferrara, i Malatesta a Rimini e i Montefeltro a Urbino.

    Gli artisti in questo periodo viaggiavano per le corti, e personalità come Lorenzo il Magnifico li usavano persino come strumento diplomatico. Gli spostamenti di tali artisti furono determinanti per la diffusione della cultura rinascimentale che si andava mano a mano ad innestare sulle radici delle varie tradizioni locali, assumendo così molteplici aspetti e arrivando a noi nella ricchezza che conosciamo.

    La pala di San Bernardino può essere vista come la sintesi di un percorso compiuto da Piero della Francesca all’interno di un contesto culturale che vede come riferimenti principali le dottrine rinascimentali, ma che in realtà attua una propria crescita autonoma in uno dei panorami artistici più ricchi e singolari del 1400 : quello urbinate.

    L’ascesa di Urbino a “capoluogo” di una delle più raffinate interpretazioni rinascimentali è stata auspicata dal Duca Federico da Montefeltro, personalità di rara preparazione culturale, che con la propria ricchezza artistica e scientifica nutrì il proprio territorio, richiamando alla propria corte personalità che ne fecero un vero e fervido focolare artistico.

    Abbiamo quindi una compresenza e collaborazione di artisti quali Alberti, Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Paolo Uccello, Baccio Pontelli (realizzatore delle tarsie dello studiolo del duca), e lo stesso Piero della Francesca.

    Federico da Montefeltro riesce a mettere in comunicazione il linguaggio rinascimentale italiano con il linguaggio fiammingo( chiamando alla propria corte artisti di tale corrente), tra i quali si creerà una sinergia, di cui possiamo osservare i frutti proprio nelle opere pierfrancescane.

    La sete di cultura del Duca si estende anche alla letteratura, cura infatti l’allestimento di una ricca biblioteca in cui sono conservati pregevoli codici miniati.

    Si ha quindi un continuo affluire di artisti e di opere nobilissime da ogni parte, un concentrarsi di forze varie che si intensifica e diviene più imponente proprio nel periodo in cui Piero realizza La Flagellazione, Il dittico dei Duchi di Montefeltro, La Madonna di Senigallia, e la Pala di Brera.

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