danypic7 ha chiesto in SaluteSalute - Altro · 1 decennio fa

INVERTIRE i numeri è una forma di DISLESSIA? o si chiama in un altro modo?

Mi capita abbastanza spesso di leggere dei numeri e poi ripeterli o ricordarli invertendoli, esempio se trovo scritto 12,48 trasformarlo in 12,84.... con i numeri ho a che fare tutto il giorno per lavoro e a volte mi stupisco della frequenza di questo accaduto.

Sapete dirmi cosa può essere?

E' dislessia? Un' altra malattia? o semplicemente capita?

Vi ringrazio

9 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) che ha la sua maggiore manifestazione nella difficoltà dei soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte ad insufficienti capacità intellettive, a mancanza d'istruzione o a deficit sensoriali.

    Dato che leggere è un complesso processo mentale, la dislessia ha svariate espressioni. Questa sindrome sembra strettamente legata alla morfologia stessa del cervello. La dislessia non è una malattia o un problema mentale. La definizione più recente, approvata dall'International Dyslexia Association ([1]) è la seguente:

    "La dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di una adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale".

    Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento.

    Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei Disturbi dell'Apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell'infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l'abilità di lettura, per poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti. Anche se la diagnosi di Dislessia può essere fatta solo in classe seconda o terza della scuola primaria, i segnali del disturbo possono essere colti molto prima (quando il bambino affronta l'apprendimento della lettura e della scrittura) ed è opportuno intervenire subito; aspettando, la difficoltà aumenta. I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a depressione, ansia, a crisi d'identità e, purtroppo, molto spesso a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando, in questo modo, a molte possibilità che la loro intelligenza non standard gli consentirebbe.

    Indice

    [nascondi]

    * 1 Come si manifesta la dislessia

    * 2 Possibili ripercussioni sulla scrittura

    * 3 Possibili ripercussioni sull'apprendimento logico - matematico

    * 4 Dislessia e difficoltà semplici della lettura

    * 5 Alcune proposte per la terapia

    * 6 Dislessia e disagio psicologico

    o 6.1 Possibili atteggiamenti del bambino dislessico

    o 6.2 Possibili atteggiamenti dei familiari del bambini dislessico

    * 7 Comorbilità

    * 8 Recenti ricerche

    * 9 Il mondo della scuola

    * 10 Legislazione

    * 11 Linee Guida

    * 12 Dislessici noti

    * 13 Bibliografia

    * 14 Voci correlate

    * 15 Collegamenti esterni

    Come si manifesta la dislessia [modifica]

    La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto; di seguito le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

    * Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio:

    Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la "b" e la "d"... Nell'alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura.

    * Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari:

    Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...

    * Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori:

    Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo – uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

    F V

    T D

    P B

    C G

    L R

    M N

    S Z

    * Difficoltà di decodifica sequenziale:

    Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra - destra e dall'alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura, ma, con l’affinarsi della tecnica e con l'uso della componente intuitiva la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico talvolta ci troviamo di fronte, invece a un vero e proprio ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza gli errori di seguito descritti:

    o Omissione di grafemi e di sillabe:

    Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”...) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma” ...) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”)

    o Salti di parole e salti da un rigo all’altro:

    Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

    o Inversioni di sillabe:

    Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”...) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...).

    o Aggiunte e ripetizioni

    La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra - destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall'aggiunta di un grafema o di una sillaba ( ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”...).

    * Prevalenza della componente intuitiva:

    Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica; l’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba e procede “inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine o completamente diverso.

    Possibili ripercussioni sulla scrittura [modifica]

    * Difficoltà di copiatura dalla lavagna a causa della lenta o scorretta decodifica

    Possibili ripercussioni sull'apprendimento logico - matematico [modifica]

    * Difficoltà di decodifica del testo del problema

    Dislessia e difficoltà semplici della lettura [modifica]

    La dislessia si riconosce per la presenza di caratteristiche, più o meno presenti, sopra descritte, che impediscono o ostacolano fortemente il processo di decodifica.

    Le difficoltà semplici di lettura si riconoscono per la presenza di uno o di alcuni degli elementi di riconoscimento sopra descritti, ma gli ostacoli alla conquista di adeguate tecniche di lettura risultano superabili attraverso l’esercizio graduato, la proposta di attività coinvolgenti e stimolanti, la sollecitazione delle curiosità del soggetto, lo sviluppo di capacità di base talvolta non adeguatamente interiorizzate all'ingresso della scuola elementare.

    Le difficoltà semplici di lettura sono dovute, quasi sempre, a un ritardo maturazionale, a lievi difficoltà percettivo - motorie, a un inadeguato bagaglio di esperienze, a scarso investimento motivazionale, ma anche ad errori didattico - pedagogici che i docenti compiono sia nelle prime proposte didattiche relative all'approccio alla lingua scritta che, successivamente, negli itinerari di recupero conseguenti all'accertamento delle difficoltà stesse.

    Alcune proposte per la terapia [modifica]

    Come già affermato, il soggetto dislessico necessita di un intervento specialistico, in quanto, difficilmente, il recupero effettuato in ambito scolastico può, da solo, rimuovere le difficoltà.

    Nel corso di anni si è parlato molto di dislessia e, da un punto di vista diagnostico, grazie agli studi

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  • 3 anni fa

    e una forma di dislessia

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si tratta di discalculia ed è una forma di dislessia;

    non preoccuparti, non è una "malattia" è solo un disturbo dell'apprendimento e trovo strano che te ne sia accorto solo ora.

    Ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo in modo tale che possa consigliarti.

    La "cura" della dislessia consiste nell'imparare un nuovo modo di apprendere, in modo tale che possa evitare confondere i numeri.

    Vedrai, ti sembrerà tutto più facile!

    • Accedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa

    leggi qui...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto; di seguito le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

    Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio:

    Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la "b" e la "d"... Nell'alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura.

    Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari:

    Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...

    Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori:

    Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo – uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

    F V

    T D

    P B

    C G

    L R

    M N

    S Z

    Difficoltà di decodifica sequenziale:

    Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra - destra e dall'alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura, ma, con l’affinarsi della tecnica e con l'uso della componente intuitiva la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico talvolta ci troviamo di fronte, invece a un vero e proprio ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza gli errori di seguito descritti:

    Omissione di grafemi e di sillabe:

    Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”...) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma” ...) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”)

    Salti di parole e salti da un rigo all’altro:

    Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

    Inversioni di sillabe:

    Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”...) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...).

    Aggiunte e ripetizioni

    La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra - destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall'aggiunta di un grafema o di una sillaba ( ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”...).

    Prevalenza della componente intuitiva:

    Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica; l’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba e procede “inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine o completamente diverso.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    secondo me è un tipo meno grave di dislessia ma nn credo k sia grave ma per sicurezza è meglio parlarne con uno che ne capisce

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    è dislessia se:

    difficoltà di leggere e scrivere correttamente. Non è causata da deficit intellettivi, infatti la storia ci ha regalato dislessici celebri come Leonardo da Vinci, Einstein e Picasso. Ne soffe il 2,5 % della popolazione. Si manifesta attraverso errori come invertire i numeri, ad esempio il 21 e 12 o le lettere: la M con la N , la V con la F, la P con la B.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    t consiglio un medico....

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  • 1 decennio fa

    si chiama discalcolia, è l'analogo della dislessia per i numeri

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