jolly
Lv 4
jolly ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

parere su qst poesia ke amo moltissimo.. dedicata alla moglie miope dopo la sua morte **?

ho sceso dandoti il braccio - Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue....

7 risposte

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  • Risposta preferita

    Montale è Montale...

    Mi permetto di postarti un'altra poesia, tematicamente affine a "Ho sceso..."(Mosca fisiologicamente cieca che vede e la mancanza dei suoi occhi che vedono-forse rimpanto per non aver approfittato di quei occhi quando lei era in vita)...è poco conosciuta perchè contenuta in un quaderno donato ad un privato da Montale e uscita in volume solo un paio di anni fa ("La casa di Olgiate e altre poesie):

    Quando entro nel Cimitero

    di S. Felice a Ema

    debbo attraversare molte lapidi

    e addirittura calpestare quella

    di Enrico Nencioni

    insigne letterato di cui conosco poco.

    Non mi lusinga questo viaggio a due

    mia cara pur sapendo che poche ossa

    conservano di noi meno che il nulla.

    Resta quasi impossibile immaginare

    la polvere di un duetto che non ebbe

    nel melodramma della vita un posto di rilievo.

    La parte mia, pazienza: non fu avara

    di mentecatti o peggio; ma non priva

    di un peso corporale. Ma la tua

    quasi invisibile da chi non possedeva

    i soli occhi che contano e che meno

    vedono però distanze e strade.

  • 1 decennio fa

    l'ho studiata al liceo....veramente bella..anche io l'avevo dimenticata.ogni tanto un pò di poesia specie di questi livelli fa bene all'anima...grazie anche da parte mia :)

  • Mara
    Lv 5
    1 decennio fa

    meravigliosa, non la ricordavo più ma è splendida!

    amore trasformato in perole...bellissima! grazie per averla condivisa!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Carina...

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  • 1 decennio fa

    semplicemente stupenda...ti confesso k nn la conoscevo(forse perke sono solo in terzo liceo)......montale è davvero un poeta magnifico...mi ha fatto commuovere leggere qst poche righe dedicate alla defunta moglie miope...deve averla amata davvero tanto...nn si è mai stancato di scendere quelle scale cn lei dandole il suo braccio cm appoggio...k grande uomo! e poi il fatto di ver riconosciuto k tra loro due i veri occhi erano quelli della moglie nn è da tutti...nn tutti sanno k le persone nn vedenti hanno molta più anima delle altre...loro vedono cn gli occhi della mente k è molto più vera e sincera...bellissima poesia. complimenti a te x la scelta e grazie x aver condiviso cn noi qst emozioni! un bacio

  • 1 decennio fa

    questa mi era rimasta impressa dai tempi della scuola, a quei tempi mi faceva sorridere l'immagine che creavo con la fantasia dentro di me, ma rileggendola mi ricordo anche quanta dolcezza e quanta tenerezza lascia dentro di me , difficile da spiegare che una poesia così semplice faccia provare molte emozioni quali commuovenza dolcezza sorrisi malinconia

  • 1 decennio fa

    Bella, ma in un certo senso molto triste

    Una persona veramente innamorata non ricorderebbe la propria amata attraverso le sue imperfezioni, anzi... non le dovrebbe nemmeno vedere, tantomeno dopo la sua morte.

    Per esempio, questa frase: "Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio".

    Nota bene, …DANDOTI... Ciò, sottolinea una concessione, poteva scegliere tanti altri modi per dire la stessa cosa, ma… Non esiste una concessione senza che ci sia una privazione.

    Ahimè… si vede… gli mancava tanto la persona della quale si prendeva cura, ma non chi amava. Il vero protagonista di questa poesia è il poeta – in quanto suscita nel lettore una sensazione di solidarietà sentimentale - e non la persona alla quale l'ha dedicata.

    Da esuberante mi diletto a decifrare i poeti attraverso le loro poesie.

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