Jeel ha chiesto in Scuola ed educazioneEducazione - Altro · 1 decennio fa

aiutatemi...e x dei compiti...viaggio papa!!!!?

ciao ragazzi...aiutatemi pleaseeeeeee...la mia prof di italiano ci ha dato da fare la relazione del viaggio in america del papa...mi potete dare le tappe????please...e le cose principali ke ha fatto(es...incontro cn bush)...aiutatemi!

2 risposte

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  • lara
    Lv 7
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Ti mando un articolo tratto dal corriere canadese

    Si lascia alle spalle un’Italia che si risveglia da un voto dove la Chiesa cattolica ha fatto sentire la sua voce, e sbarca a Washington per cominciare un viaggio in cui religione e politica finiranno per intrecciarsi sul grande palcoscenico mediatico americano.

    Papa Ratzinger parte domani per una visita di sei giorni negli Stati Uniti, con tappe nella capitale e a New York, segnate da appuntamenti importanti: dai colloqui alla Casa Bianca all’intervento davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, dagli incontri con i vescovi e il clero, per chiudere lo scandalo della pedofilia, alla visita alla sinagoga di East Manhattan, dopo le polemiche con gli ebrei sulla preghiera del venerdì santo, fino all’invocazione di pace nel cratere di Ground Zero, insieme ad un gruppo di superstiti.

    Sarà il primo ospite a essere accolto da George W. Bush ai piedi della scaletta dell’aereo: un privilegio motivato dal presidente americano con il fatto che nel Papa vede “Dio”. Benedetto XVI sarà anche il primo pontefice a visitare Washington nel pieno della campagna per le presidenziali di novembre. Anche se le intenzioni di Ratzinger sono di dedicare la sua missione al tema “Cristo, nostra speranza”, ogni sua parola finirà per essere letta e interpretata per le ripercussioni che potrà avere sull’elettorato cattolico.

    Il 16 aprile, giorno del suo 81esimo compleanno, Ratzinger comincerà la sua giornata pubblica sul prato della Casa Bianca, dove sarà salutato ancora dai coniugi Bush, onorato da 21 salve di cannone, e festeggiato da una folla di 5mila persone. Quello nello Studio Ovale, sarà poi l’ultimo incontro ufficiale tra il Papa e il presidente uscente.

    Nel colloquio i due leader proseguiranno il loro dialogo su “fede e ragione” e sui loro “scopi comuni”: su aborto, famiglia, coppie gay, ricerche sulle staminali, Benedetto XVI e Bush la pensano alla stessa maniera. L’altro evento di grande rilievo del viaggio statunitense sarà a New York il 18 aprile, quando il Papa parlerà dal podio dell’assemblea generale dell’Onu. Tra gli incontri con i religiosi statunitensi, il più atteso è quello del 19 aprile con il clero della East Coast nella cattedrale di St. Patrick a Manhattan. Per la prima volta il Papa parlerà dello scandalo dei preti pedofili negli Usa e chiederà una purificazione collettiva. E poi ci saranno messe con decine di migliaia di fedeli, gadget e curiosità di ogni tipo, fino a una cena di gala organizzata dai Bush la sera del 16 aprile alla Casa Bianca per il compleanno di Ratzinger. Il Papa ha ringraziato, ma ha fatto sapere di preferire il riposo in nunziatura. Niente paura: il party si terrà lo stesso, anche senza il festeggiato.

    Questo articolo è di oggi :

    scuse per i preti pedofili. e sui nativi americani: «hanno pagato un prezzo altissimo»

    Per il Papa messa «oceanica» allo stadio

    Benedetto XVI celebra davanti a 45mila persone: «Crollo dei valori evangelici che investe anche alcuni cattolici»

    WASHINGTON - Benedetto XVI ha celebrato messa sul campo del Nationals Stadium di baseball di Washington (guarda il video): presenti 45mila fedeli che hanno riempito tribune e sedie dopo essere passati attraverso i severissimi controlli all'ingresso. Migliaia di persone sono rimaste fuori dallo stadio, appena inaugurato, per mancanza di posti. I biglietti erano stati distribuiti dalle parrocchie americane diverse settimane fa e la struttura si è riempita fin da prima dell'alba, con fedeli arrivati da tutte le diocesi degli Stati Uniti.

    1.300 PRETI - Dopo il giro in papamobile nello stadio insieme a Donald William Wuerl, arcivescovo della capitale statunitense, Benedetto XVI ha stretto la mano al sindaco Adrian M. Fenty e al proprietario del complesso sportivo, Theodore Lerner. Poi tra le acclamazioni e gli applausi dei fedeli, indossati i paramenti rossi, è salito all'altare. Con lui 14 cardinali, 250 vescovi e 1.300 preti, accompagnati dai canti di quattro cori. Tra i cantanti, il soprano Denyce Graves e il tenore Placido Domingo. L'altare, il leggio e il trono papale sono stati disegnati dagli studenti di architettura della Catholic University di Washington, altra tappa del viaggio americano del Papa.

    PRETI PEDOFILI - Durante l'omelia Benedetto XVI è tornato a parlare del dolore e della vergogna per lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto dal 2001 la Chiesa statunitense. «Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno arrecati da tali abusi. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un'amorevole attenzione pastorale - ha detto Benedetto XVI davanti alle migliaia di fedeli -. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini possano crescere in un ambiente sicuro».

    CROLLO VALORI - Ratzinger ha poi denunciato «un crollo preoccupante» dei valori negli stessi fondamenti della società statunitense, un fenomeno che riguarda la stessa Chiesa cattolica e sopratutto «tanti battezzati, inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo»: «Vediamo segni di alienazione, rabbia, contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio».

    MITO USA - Elogiato il mito dell'America come terra di libertà e opportunità, il Papa ha però esortato a non dimenticare le «ingiustizie» compiute dai colonizzatori nei confronti degli indiani e nel commercio degli schiavi dall'Africa. «Gli americani sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti. Certo questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese: basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi».

    ISPANICI - Il Papa ha infine salutato in spagnolo i fedeli di origine latinoamericana presenti in gran numero. «La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola - ha detto Benedetto XVI -. Solo se rimarrete uniti a Cristo e tra di voi, la vostra testimonianza evangelizzatrice sarà credibile e si esprimerà in copiosi frutti di pace e di riconciliazione in mezzo a un mondo molte volte segnato da divisioni e scontri. La Chiesa attende molto da voi. Non la deludete nel vostro generoso impegno».

    17 aprile 2008

    Fonte/i: Questo è un'altro altre notizie le trovi sul sito dell'Ansa La Casa Bianca, l’Onu, Ground Zero: sono le tappe principali del prossimo viaggio del Papa negli Stati Uniti, dal 15 al 21 aprile, sul tema “Cristo nostra speranza”. Ma tra gli appuntamenti più attesi sono entrati anche i due incontri con la comunità ebraica - in scaletta da qualche giorno, dopo le polemiche per la preghiera del Venerdì Santo - e l’incontro con i sacerdoti, occasione per Benedetto XVI di affrontare anche il tema degli abusi sessuali, che negli ultimi hanni scosso la Chiesa cattolica americana, come ha annunciato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Sarà quest’ultimo il discorso da cui si attendono i contenuti più nuovi: per la prima volta da Papa, Joseph Ratzinger parlerà di fatti che ha conosciuto bene da prefetto della Congregazione della dottrina della fede, su cui spesso lo si accusa di avere taciuto, e soprattutto ne parlerà davanti a chi ha vissuto in prima persona quegli avvenimenti, i sacerdoti americani, su cui ancora si allunga l’ombra del sospetto. Dirà parole “di fiducia e di speranza” e “inviterà l’intera Chiesa, sacerdoti e fedeli laici, alla riconciliazione, cosìcché possa iniziare un futuro di giustizia e fiducia reciproca” ha detto il numero due della Santa Sede. Il Papa incontrerà i sacerdoti a New York, seconda tappa del viaggio dopo Washington. Non toccherà invece Boston, dove lo scandalo è scoppiato nel 2001, allargandosi poi a macchia d’olio in tutto il Paese, tanto che l’arcivescovo, cardinale Bernard Law, ha dovuto dimettersi nel 2002, in quanto ritenuto responsabile di aver coperto i casi di abuso sessuale dei suoi sacerdoti. Attualmente arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, Law è l’unico dei tre cardinali statunitensi della Curia romana che non farà parte del seguito papale per questo viaggio. Il viaggio è stato organizzato in due tappe per non frammentarlo troppo, per non affaticare il Papa oltre che per intuibili motivi legati alla sicurezza. Washington era d’obbligo: qui è la Casa Bianca, dove il presidente George W. Bush accoglierà Benedetto XVI nel giorno, tra l’altro, del suo 81esimo compleanno. E d’obbligo anche New York, sede dell’Onu. Proprio la visita al Palazzo di Vetro è stata la scintilla del viaggio, e cadrà il 18 aprile, a un anno esatto dall’udienza in Vaticano del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. L’incontro alla Casa Bianca, primo appuntamento del viaggio, è in programma per la mattina del 16 aprile. Un incontro nel segno della “continuità” ha sottolineato recentemente l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon. Lo stesso annuncio dato dalla Casa Bianca è significativo: in esso si dice che il Papa e il presidente “continueranno il dialogo che avevano iniziato in merito al ruolo della fede e della ragione, in funzione degli scopi comuni che si sono prefissati di raggiungere” e anche la sottolineature del tema “fede e ragione” non è usuale nel linguaggio della Casa Bianca. Quanto agli “interessi comuni”, essi possono essere identificati con il valore della religione anche nella vita pubblica, la difesa dei diritti umani fondamentali - tra cui il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale e la protezione della famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna - e il dialogo tra religioni e culture. Significative sono in questo senso le parole che Bendetto XVI ha rivolto alla Glendon nell’udienza per la presentazione delle lettere credenziali. In quell’occasione si è soffermato sulla “difesa della dignità e dei diritti inviolabili” di ogni persona, sulla necessità di “uno sviluppo integrale della persona” come “primo e più importante” passo per “costruire un futuro più sicuro per l’umanità” e sul dialogo interreligioso e interculturale quale “forza positiva per costruire la pace” e voce importante nel dibattito pubblico. Il Papa e George W. Bush avranno un incontro privato nello Studio Ovale; contemporaneamente il cardinale Bertone, incontrerà il Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice. I due parleranno anche di Cuba, dove il porporato si è recato recentemente, e dell’embargo Usa all'isola, che Bertone ha apertamente condannato. Il 17 aprile il Papa incontrerà i rappresentanti delle università e college cattolici e i rappresentanti delle religioni non cristiane. In particolare, al termine di questo secondo incontro si soffermerà con i rappresentanti della comunità ebraica, che da lì a qualche giorno festeggerà la Pasqua (20 aprile). Anche il giorno seguente Benedetto XVI avrà un incontro con la comunità ebraica, a New York, nella sinagoga di Park East. Ma soprattutto il 18 aprile è il giorno del discorso all’Onu. Bendetto XVI è il terzo Pontefice a parlare davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, dopo Paolo VI (nel 1965, quando i paesi membri erano 117) e Giovanni Paolo II (nel 1979, all’epoca gli stati membri erano 152, e nel 1995 quando l’Onu si era allargata a 185 stati). Attualmente gli stati membri dell’Onu sono 192. Nel 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il messaggio del Papa sarà centrato soprattutto “sull’unità e sull’indivisibilità dei diritti umani fondamentali, che affondano le loro radici nella natura dell’uomo creato ad immagine di Dio” ha detto Bertone in un’intervista a Fox news channel. Spesso, ha aggiunto, “si considerano i diritti umani come atti puramente legali, che derivano dalla volontà di un legislatore o di una autorità umana, dimenticando che le Nazioni Unite sono nate proprio come organizzazione mondiale dopo la triste esperienza della onnipotenza di dittatori e, quindi, proprio per cercare di stroncare la frammentazione dei diritti e la debolezza dei diritti, facendoli quasi derivare soltanto da chi comanda o da chi con assoluta discrezionalità decide quali sono”. Il Papa, ha detto Bertone, “toccherà anche gli obblighi della Comunità internazionale a tutelare i diritti dei più deboli e non i diritti dei più forti. La Comunità internazionale e quindi il concerto delle Nazioni Unite, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, deve tutelare i diritti dei più deboli. Questo è un problema in cui la Chiesa è impegnata in prima linea con tutte le sue organizzazioni umanitarie”. Prima del discorso all’Assemblea generale dell’Onu, il Papa salirà al 38esimo piano del Palazzo di Vetro per un incontro privato con Ban Ki-Moon. Dopo il discorso all’Assemblea, il Papa avrà un incontro ristretto con il presidente dell’Assemblea, il presidente del Consiglio di Sicurezza e 60 alti funzionari. A seguire, Benedetto XVI tornerà nell’Aula dell’Assemblea e terrà un discorso per i dipendenti del Palazzo Vetro. Il viaggio del Papa si concluderà domenica 20 aprile a Ground Zero, il sito in cui fino all’11 settembre 2001 sorgevano le Torri Gemelle. Alle 9.30 del mattino (ora locale) Benedetto XVI sosterà per un momento di raccoglimento ma non pronuncerà alcun discorso. Sarà un omaggio silenzioso alle vittime, cui seguirà un inontro con 24 persone in rappresentanza di cinque “categorie”. Saranno presentati al Papa alcuni superstiti degli attentati terroristici, alcuni parenti delle vittime e raprpesentanti della polizia, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Seguirà, ultimo appuntamento, la grande Messa allo Yankee Stadium, il principale stadio di baseball di New York, oltre 50mila posti. Qui celebrarono anche Paolo VI nel 1965 e Giovanni Paolo II nel 1979. (ban) 10 apr 2008 Infine questo: POL - Papa-Bush: Rifiuto terrorismo. A tema anche M.O. e immigrazione Roma, 16 apr (Velino) - La Santa Sede e la Casa Bianca hanno diffuso un comunicato congiunto sull’incontro privato tra il Papa e il presidente George W. Bush, che si è tenuto alle 17 di oggi (le 11 a Washington) nello Studio Ovale della residenza presidenziale. “Il presidente Bush, a nome di tutti gli americani, ha dato il benvenuto al Santo Padre – si legge nella nota -, gli ha augurato buon compleanno, e lo ha ringraziato per la sua guida spirituale e morale che offre all’intera famiglia umana. Ha augurato al Papa il miglior successo del suo viaggio apostolico e del suo intervento alle Nazioni Unite, e ha espresso il suo apprezzamento per la prossima visita del Papa a Ground Zero”. Durante il loro incontro, “il Papa e il presidente hanno affrontato una serie di argomenti di comune interesse per la Santa Sede e gli Stati Uniti, comprese considerazioni morali e religiose su cui entrambe le parti sono impegnate: il rispetto della dignità della persona umana, la difesa e la promozione della vita, del matrimonio e della famiglia, l’educazione dei giovani, diritti umani e libertà religiosa, sviluppo sostenibile e la battaglia contro povertà e malattie, specialmente in Africa. Riguardo a quest’ultimo tema, il Papa ha auspicato sostanziosi contributi economici da parte degli Stati Uniti in questo continente”. Il Papa e Bush “hanno riaffermato il loro totale rifiuto del terrorismo così come dell’uso della religione per giustificare azioni immorali e violente contro innocenti” e poi “hanno anche menzionato il bisogno di affrontare il terrorismo con mezzi appropriati che rispettino la persona umana e i suoi diritti”. Benedetto XVI e Bush “hanno dedicato gran parte del loro incontro a parlare di Medio Oriente, in particolare della soluzione del conflitto israelo-palestinese, in linea con la visione di due stati che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, dell’impegno comune per la sovranità e indipendenza del Libano, e della loro comune preoccupazione per la situazione in Iraq e in particolare la situazione precaria delle comunità cristiane nel paese e ovunque nella regione”. Il Papa e il presidente “hanno espresso il loro au
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  • 1 decennio fa

    La prima cosa che mi viene in mente è che ha viaggiato con Alitalia: ottima mossa per incontrare il consenso generale visto il periodo che sta attraversando la compagnia aerea.

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