cova diamanti mandarini?

ho una coppia di diamanti mandarini hanno fatto le uova (4) e li covano tranquillamente da qualche giorno. quando una volta al giorno pulisco la vaschetta della gabbia e controllo il mangiare chi è nel nido ovviamente esce impaurito per poi comunque ritornarci puo' portare conseguenze questa interruzione temporanea di cova? se così è come posso fare? devo pur pulire la gabbia o no? grazie

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Diamanti australiani

    Scheda e fotografie

    Penso che tutti coloro che allevano uccelli esotici prima o poi si siano cimentati con questi piccoli gioielli. In questo gruppo eterogeneo sono infatti compresi uccelli coloratissimi e ricercati, alcuni molto rari, altri veramente comuni, che sono diventati popolari quanto il canarino e il pappagallino ondulato.

    Di questo gruppo fanno parte ad esempio il comunissimo Diamante mandarino, il ricercatissimo Diamante di Gould, i meno comuni Diamanti di Bichenov, Coda Rossa, Mascherato, Coda Lunga ecc.

    Un po’ di tassonomia: tutti i Diamanti fanno parte della famiglia Estrildidae che comprende una buona parte degli uccelli esotici allevati e soprattutto quelli provieniti dall’Africa e dall’Oceania. La famiglia delle Ploceidae, filogenicamente molto vicina, raggruppa invece uccelli provenienti dal continente africano e da quello asiatico.

    Questo accenno di sistematica lo faccio non tanto in tono accademico, ma piuttosto perchè credo sia fondamentale conoscere almeno succintamente la classificazione di questi uccelli, e perchè spero che -prima o poi- si diffonda anche tra gli ornitologi e simpatizzanti la consuetudine di identificare un animale con il nome scientifico, che è lo stesso in tutto il mondo, piuttosto che con il nome comune, spesso molto fantasioso e diverso, in alcuni casi, da negozio a negozio!

    Comunque i generi di Diamanti che più spesso si trovano in commercio sono:

    Poephilia con le specie P. guttata (D. mandarino), P. bichenovii (D. di Bichenov) e il gruppo dei Diamanti mascherato / codalunga e specie correlate (rispettivamente P. personata e P. acuticauda),

    Neochmia con l’unica specie N. ruficauda, il Diamante coda rossa,

    Chloebia con l’unico genere C. gouldiae: il coloratissimo Diamante di Gould,

    Erythrura, quelli che sono conosciuti all’estero come Diamanti verdi, che in Italia si ritrovano solo presso le esposizioni ornitologiche,

    Un altro genere monospecifico è quello di Emblema, con la specie E. guttata (D. guttato o passero diamante), abbastanza comune tra gli allevatori, che si alleva però sporadicamente tra i privati.

    Finita la parte tassonomica passiamo all’allevamento di questi uccellini, comuni, economici, ma non sempre facili da stabulare.

    Gabbia: l’alloggio per questi animali deve essere abbastanza spazioso anche se la taglia dell’uccellino non supera i 15 cm (d. codalunga).

    I diamanti, infatti, sono abbastanza attivi, compiono continui voli da un posatoio all’altro, e si dimostrano molto agili: non è, infatti, difficile scorgere questi animali appesi a testa in giù alle sbarre della gabbia.

    Le dimensioni minime per una coppia, secondo me, sono di 60 cm x 25 cm x 35 cm: la dimensione da privilegiare è sicuramente la lunghezza, non vanno quindi bene le “gabbie da pappagallo” (più alte che lunghe), a meno che non abbiano la lunghezza pari a quella sopra citata, nè tanto meno quelle tonde, o con i tetti che occupano spazio e quindi diminuiscono lo spazio per l’attività di questi uccelli.

    L’ideale sarebbe acquistare delle gabbie di “tipo inglese”, con tutti i lati chiusi, eccetto quello frontale e a volte quello superiore: riparano dalle correnti d’aria e permettono all’uccellino di stare tranquillo.

    Soprattutto per i diamanti verdi (gen. Erythrura) è consigliabile l’allevamento in voliera: sono animali molto vivaci, a volte addirittura turbolenti, piuttosto selvatici e che hanno bisogno di privacy per allevare correttamente i piccoli.

    Un piccolo consiglio per quello che riguarda le condizioni ambientali, spesso non prese in considerazione dal neofita che alleva uccelli: il fattore cruciale non è tanto la temperatura, che in ogni caso non dovrebbe essere inferiore ai 10 °C, quanto la presenza di correnti d’aria, molto dannose, e l’umidità, che almeno per il diamante di Gould dovrebbe essere intorno al 60-70 %.

    Evitate quindi di mettere la gabbia in cucina o in bagno, dove sia l’umidità che la temperatura subiscono degli sbalzi anche notevoli, e davanti a finestre: possono essere presenti degli spifferi e quando esposte al sole la temperatura potrebbe aumentare notevolmente.

    Dalla primavera al tardo autunno questi uccelli possono essere allevati all’esterno, meglio in voliera, stando attenti a non lasciare comunque l’alloggio sotto il sole nelle ore più calde. Se la gabbia rimane permanentemente all’esterno bisogna essere sicuri che almeno una parte sia coperta per lasciare agli animali la possibilità di avere un po’ d’ombra e una zona riparata in caso di pioggia.

    Per gli animali che svernano all’esterno, situazione possibile solo per i diamanti mandarini, bisogna anche porre dei teli di plastica, tipo quelli usati per le serre, per proteggere la voliera dai venti dominanti.

    Nonostante tutto ritengo questi uccellini i più resistenti tra gli esotici, almeno dopo un adeguato ambientamento.

    Per quello che riguarda l’arredamento degli alloggi dico subito che sono del tutto inutili, se non dannosi, tutti i giochini, altalene e scalette, che normalmente sono in vendita nei negozi: non sono usati da questi animali e tolgono spazio al volo. Se proprio si vuole mettere “qualche svago” nella gabbia possiamo mettere dei pezzi di corda di materiale naturale (es. juta) appesi al soffitto della gabbia o delle frasche verdi che daranno inoltre un senso di sicurezza agli animali.

    Un altro consiglio: spesso le gabbie sono vendute con un numero esagerato di posatoi, che spingono l’animale a spostarsi a piccoli balzi, mettete solo quelli indispensabili, per una gabbia di 60 cm ne bastano due, messi magari ad altezze differenti.

    Sempre riguardo ai posatoi, secondo me, i migliori sono quelli di plastica scanalati: sono i più facili da pulire, permettono una buona presa della zampa degli uccelli e sono economici.

    Le mangiatoie dovrebbero essere esterne perchè si possono prendere senza creare disturbo agli animali, soprattutto nel periodo riproduttivo, e preferibilmente in materiale plastico trasparente, perchè sono più facili da pulire e si può controllarne il contenuto anche senza estrarle dalla gabbia.

    Per l’acqua vanno bene i beverini a sifone possibilmente con il beccuccio non troppo profondo.

    Alimentazione l’alimento base è costituito da una miscela di semi, vanno bene quelle vendute appositamente per piccoli granivori esotici. Sono da preferire quelle di soli semi, senza integrazioni: infatti, le vitamine e i minerali sono presenti in questi mangimi sotto forma di piccole sfere dure che quasi sempre sono ignorate dagli uccellini.

    Fino a poco tempo fa questi uccelli erano alimentati solo con semi di panico… lascio immaginare con che risultati, ora, per fortuna le miscele che si trovano in commercio, sia in scatola che sfuse, sono più ricche e bilanciate.

    Io ho allevato questi uccelli con una miscela di semi in base alla seguente composizione:

    Scagliola 30%

    Panico 25%

    Miglio 25%

    Cardo 5%

    Lino 5%

    Avena 5%

    Canapa 5%

    Semi di niger nel pastone di allevamento

    Semi della salute sempre a disposizione.

    Comunque una dieta a base di soli semi secchi, anche se comoda, non è assolutamente sufficiente.

    Giornalmente bisogna aggiungere frutta e soprattutto verdure: tra queste ultime soprattutto radicchio, cicoria e tarassaco. Se gli animali non li gradiscono bisogna continuare ad insistere, magari presentandogliele tritate con la mela o nel pastone all’uovo.

    Per la frutta, solitamente molto gradita, bisogna dare la preferenza a tutta la frutta estiva e agli agrumi, somministrando solo saltuariamente mele e pere.

    La verdura va prima lavata ed asciugata e non deve essere mai fredda di frigorifero. La frutta è meglio somministrarla sbucciata e anche in questo caso a temperatura ambiente.

    Tra gli alimenti integrativi sono da ricordare:

    il pastone, meglio se senza uovo,

    il grit, graniglia a base di carbonato di calcio indispensabile per la digestione e come apporto di questo sale, da somministrare in un’apposita mangiatoia, e, quando possibile,

    semi appena germogliati ottenibili sia da erbe selvatiche, se vi è possibile trovarle in aree sicure lontano da scarichi e strade, sia dai semi che compongono la normale dieta descritta sopra. Per ottenere i semi germogliati bisogna lasciarli a bagno per 48h, sciacquandoli ogni tanto, e poi pulirli e asciugarli con un panno.

    Riproduzione: la riproduzione della maggior parte di questi uccellini non è difficile, per altri è un po’ più problematica, per pochi molto difficile.

    La riproduzione è senz’altro facile per il diamante mandarino: i sessi si riconoscono facilmente, la femmina cova assiduamente, i piccoli si svezzano velocemente e non abbisognano di cure particolari.

    Per i diamanti di Bichenov e codarossa la difficoltà consiste nella nervosità delle femmine durante la cova (abbandonano il nido appena sono disturbate) e nel fatto che i piccoli, per crescere bene hanno bisogno di una dieta molto equilibrata e di un blando apporto di proteine.

    Molto più difficile la riproduzione dei diamanti di Gould per due motivi fondamentali:

    1. tendono a riprodursi in autunno,

    2. le femmine non covano, quasi mai, le uova e quindi necessitano di balie.

    Il riconoscimento dei sessi è molto evidente in quasi tutte le specie: i maschi di diamanti mandarini hanno le “guance rosse” e soprattutto il becco di un rosso molto acceso (elemento distintivo anche nella varietà bianca), nel diamante codarossa i maschi hanno la maschera rossa molto più estesa che nelle femmine, nei diamanti di Gould i maschi hanno un collare blu molto evidente e nelle varietà a petto viola il colore è molto più intenso nei maschi che nelle femmine. E' invece molto difficile distinguere il sesso dei diamanti di Bichenov: l’unica differenza è l’intensità del colore.

    Comunque in tutte le specie la differente forma della cloaca nel periodo riproduttivo permette la di

  • marco
    Lv 5
    1 decennio fa

    assolutamente NO

    Loro si spaventano per molto poco, e se abbandonano il nido per un attimo non accade proprio nulla!

    considera che un uovo può resistere fino ad un paio d'ore senza esser covato, quindi stai tranquillo

  • Anonimo
    1 decennio fa

    vai tranquilla,brevi interruzioni non comportano danni,al limite un piccolo ritardo nella schiusa.ma la pulizia si deve pur fare.spesso dipende dal carattere,ci sono uccelli che non si scompongono e ti lasciano fare,altri piu "timidi" che subito schizzano via.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.