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etcetera ha chiesto in SaluteSalute - Altro · 1 decennio fa

Ci si può fidare delle aziende farmaceutiche?

L’industria farmaceutica investe in marketing il doppio di quanto investa in ricerca, rende di più. I protocolli di verifica sui farmaci per misurarne gli effetti sono stabiliti dalle multinazionali stesse che pagano gli esperti di maggior fama: un nome una garanzia e chi controlla dipende dal controllato. Ultimamente ha fatto scalpore la vicenda del Vioxx un antidolorifico che procura anche infarti (gli effetti non erano emersi dalla sperimentazione calibrata per non farli emergere, al resto ci pensano le strategie di marketing). Poi ci sono gli antidepressivi da dare ai bambini che si è scoperto inducono al suicidio. Poi c’è stato il Premarin (si trova ancora su Internet) che contiene estrogeni da urine di cavalle incinta, un elisir per le donne e un tormento per le cavalle ingabbiate: gli effetti collaterali sono infarto, ictus e cancro.

Aggiornamento:

Se a proporci l’urina di cavalla come crema di bellezza fosse stato uno stregone forse ci si sarebbe creduto meno, purtroppo sono stati laboratori scientifici. Secondo voi si tratta di deviazioni scorrette del sistema o c’è qualcosa in questo sistema che non funziona alla radice?

9 risposte

Classificazione
  • House
    Lv 4
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    No, non ci si puo' fidare. E purtroppo non ci si puo' fidare nemmeno dei medici che, anche quando in buona fede, dipendono ormai per buona parte delle loro informazioni e della loro formazione, dalle case farmaceutiche.

    Naturalmente non tutti i farmaci sono inutili o dannosi e la medicina ha realmente fatto passi da gigante in molti campi. Ma la vicenda del vioxx è purtroppo solo uno dei tanti esempi possibili di come le strategie di marketing prevalgano sulla reale efficacia e sicurezza di tanti farmaci.

    Il marketing del farmaco, prevede anche l'invenzione e la pubblicizzazione martellante di malattie inesistenti: c'e' un bel libro "Gli inventori delle malattie" di Jorg Blech, che parla proprio di come a volte le case farmaceutiche in possesso del brevetto di un nuovo farmaco, cerchino di ideare una patologia curabile con esso e poi la promuovano cercando, tramite giornali e tv e testimonianze di vip, di convincere la gente di soffrire di questa presunta nuova malattia. Così, certi piccoli disturbi "naturali", i normali acciacchi dell'età che avanza, si trasformano per tante persone in patologie angoscianti da curare assolutamente e per le case farmaceutiche in occasioni di guadagni stratosferici.

    Dopo aver letto quel libro ho cominciato a guardare con sospetto certi programmi televisivi e articoli di giornale dedicati alla salute... ho cominciato ad accorgermi di cose che prima non notavo. Da qualche mese per esempio, c'e' in corso, secondo me, il tentativo di promuovere nuovi farmaci che dovrebbero "curare" il calo del desiderio sessuale nelle donne in età avanzata... Quella che prima era un normale passaggio ad una nuova fase della vita e ad un modo diverso di rapportarsi con gli altri, viene presentato come un problema, come un disturbo da curare con farmaci a base di ormoni o antidepressivi.

    Un'altra strategia di marketing è quella di cercare di denigrare le possibili cure alternative e oscurare le informazioni ad esse relative. Mi riferisco in particolare alla questione delle cure a base di vitamine ed integratori alimentari, tutte sostanze non brevettabili e su cui, di conseguenza, è difficile impiantare un business redditizio. Linus Pauling per esempio (vedi link) il due volte premio nobel (chimica e pace), ha dimostrato l'efficacia di alte dosi di vitamina C nella cura di innumerevoli malattie, dal comune raffreddore al cancro. Ma le sue scoperte e quelle dei medici che lo hanno seguito e hanno fondato la cosidetta medicina ortomolecolare, stentano a prendere piede nella considerazione dei medici ed in quella della comunità scientifica, nonostante le loro scoperte siano suffragate da innumerevoli prove ed esperimenti scientifici, regolarmente pubblicati (vedi secondo e terzo link, in inglese).

    Come esperienza personale, ti posso dire che ho risolto un problema di ansia, per il quale mi avevano prescritto degli psicofarmaci, con un semplice integratore di vitamina b3, magnesio e triptofano. Praticamente cibo, invece che droghe che creano assuefazione e hanno effetti collaterali estremamente fastidiosi.

    E ho risolto anche il problema, piccolo ma fastidioso, del raffreddore. Quest'inverno mi sono preso un solo raffreddore invece che i soliti 4 o 5, semplicemente prendendo 1,5 grammi di vitamina C al giorno.

    Praticamente ho detto addio all'aspirina e agli antistaminici.

    Insomma queste cose funzionano, al di là di ogni possibile effetto placebo e la loro efficacia è ampiamente dimostrata. Ma non vengono promosse dai medici, che spesso non ne sanno niente, né dai giornali e dalle TV, troppo impegnate a promuovere la sessualità drogata delle settantenni.

    Chissa perchè?

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Una volta leggendo il "bugiardino" di un farmaco che mi accingevo ad utilizzare mi spaventai per la quantità di effetti collaterali in cui si poteva incorrere utilizzando quel prodotto; telefonai al medico e dopo avergli chiarito le mie perplessità, lui mi disse "stia tranquillo, lo può assumere senza problemi", solo allora capì perchè si chiama bugiardino quel foglietto; alla fine della fiera esagerare con questi prodotti si può prendere il vizietto tipo come quello della roulette russa ne "Il cacciatore", stessa cosa, quando partirà il letal colpo ?

    Battute a parte, tirando le somme credo che bisogna usarle solo in caso di effettiva necessità e non al primo dolorino di testa o di pancino ... ciao e sempre ottima salute ;-)

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  • io i farmaci evito di prenderli per due motivi:

    1) non mi fido, basta leggere gli effetti collaterali

    2)ti inquinano l'organismo

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  • michi
    Lv 5
    1 decennio fa

    da una parte le aziende farmaceutiche "speculano" sulla salute, ma dall'altra se non ci fossero i farmaci la nostra vita sarebbe un cammino difficile...

    comunque so per certo, studiando farmacia ospedaliera, che solo un farmaco su 5000 in sperimentazione clinica viene autorizzato all'immissione in commercio e che nel 2006 sono stati introdotti nel mercato solo 56 farmaci nuovi...quindi mi sembra che ci sia una certa selezione nel commercializzare i farmaci e grandi costi di produzione da parte dell'industria farmaceutica...gli effetti collaterali dei farmaci possono essere molteplici ma le pilloline ci hanno permesso di allungare la vita di almeno 15 anni...poi è inevitabile che si riscontrino tossicità nuove quando il farmaco è testato sull'intera popolazione e questo perchè la sperimentazione coinvolge un numero limitato di persone...

    l'urina di cavallo ti scandalizza, ma se tu sei stato vaccinato è grazie ad un cavallo immunizzato..

    Fonte/i: non ho una farmacia mia nè un'industria, quindi non parlo per interesse..
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  • 1 decennio fa

    No, non ci si può fidare delle aziende farmaceutiche. In realtà credo non ci si possa fidare delle aziende. L'affermazione del marketing come primo elemento di produzione e la spettacolarizzazione di ogni tipo di merce hanno accelerato la deriva di un sistema basato esclusivamente sui consumi. Le aziende farmaceutiche sono la punta agghiacciante di un iceberg che non si cura affatto della salute individuale e collettiva, ma solo del proprio profitto. Se non fosse così, molte malattie che affliggono il terzo mondo sarebbero sulla via della sparizione.

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  • 1 decennio fa

    a mio parere sono i nuovi serial killer dell'umanità.

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  • 1 decennio fa

    Come al solito sempre belle domande cervellotiche.......ti consiglio : Guylaine Lanctot - La Mafia della Sanità - ed. Amrita.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Purtroppo gli scandali degli ultimi anni, ti costringono a rispondere con diffidenza!

    E' vero: c'e' un commercio scandaloso, che passa sopra i controlli scientifici e l'evidenza scientifica, che dovrebbe essere alla base di questo genere di necessita'!

    In qualche modo vince il Dio denaro e non importa se la gente muore!

    Questa e' realta'.

    E' scandaloso, che pur sapendo tutto cio', chi dovrebbe monitorare queste cose, non fa nulla! Quindi ci sono doppie responsabilita'!

    La regola cmq, per quanto riguarda i farmaci, e' affidarsi a fonti sicure, boicottare le Aziende farmaceutiche che hanno dimostrato di interessarsi solo al denaro, senza preoccuparsi della salute della gente e soprattutto..ricordarsi che I FARMACI non sono caramelle! Tutto quello che si puo' evitare di prendere , cercare di non prenderlo e ricorrere ai farmaci, di qualsiasi tipo solo se strettamente necessario e importante per la salute!

    L'importante e' fare delle ricerche...

    Per esempio: l'aulin! Era da anni che circolava la voce che provocava seri danni epatici..in altri paesi era stato eliminato e la notizia era risaputa anche dalla gente! Eppure..la gente ha continuato a comprarlo..un aulin e ti passa tutto!

    In questo caso...se il medico te lo prescriveva , tu dovevi rifiutarti di prenderlo e chiedere un farmaco sicuro!

    Molta superficialita' anche dall'utenza direi!

    E il Ritalin? Non e' uno scandalo? Era stato eliminato in Italia, ma le pressioni delle Aziende farmaceutiche hanno vinto ed e' di nuovo in commercio, pur sapendo i danni permanenti che provoca al Sistema nervoso dei bambini che sono costretti a prenderlo!

    L'unica difesa del consumatore e' l'informazione ed oggi, con internet, puoi accedere a tutta l'informazione che vuoi!

    Questo e' quello che ognuno di noi puo' fare, peraffossare il potere dei disonesti!

    P.S. Ti rispondo qui..perche' sono di corsa anche oggi: tu emani frequenze positivissime( aperto e posato nello stesso tempo..molto equilibrato)..e sei una persona di una cultura stupefacente( che ammiro molto..). Baci..Angie

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  • 1 decennio fa

    si ho visto anche io quel reportage..non usare medicinali pare l'unica....

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