aiuto tesina!!!!!suggerimenti per tesina sul ruolo marginale dell artista nella società d fine800???

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ...la domanda è tropo generica per dare una risposta mirata (!):

    1) perché hai scritto "marginale"? Che significato dai a questo? Per definizione un artista è sempre "a margine di": di una società che non ritiene giusta; di una corrente filosofica che ritiene perfettibile; di una condizione politica che (solitamente) tende a limitare le libertà (di pensiero, di azione, di libertà individuale ecc). Alla fine dell' '800 c'è un tale fermento in tutta l'Europa, che dare una definizione unica per tutto sarebbe riduttivo se non improbabile. Ti ricordo che in soli 15 anni si arrivò alla 1a guerra mondiale.

    Volendo provarci, ci sono state due nazioni quali la Francia e la Germania, che hanno segnato il percorso artistico di tutto il '900; la Francia con l'arte figurativa e la Germania con l'architettura e il design. L'Italia ha dato il suo piccolo contributo con movimenti quali il Decadentismo in letterattura e piccoli movimenti figurativi come il Divisionismo che deriva dal Pointillisme francese (che poi sarà messo a fuoco meglio dal Futurismo).

    Forse ti servirà focalizzare un fenomeno come la grande indistrializzazione che ha riguardato tutta la società di fine 800; le città si popolano di una nuova classe sociale che non esisteva prima; lo sviluppo delle macchine, della tecnologia, delle scoperte scientifiche, investe tutti i campi. Nascono anche le nuove teorie evoluzionistiche (Darwin); i nuovi strumenti scientifici permettono di misurare quello che fino ad allora era immisurabile (batteri; virus; la terra stessa!). Nascono le ferrovie e i trasporti 'veloci' creano scambi altrettanto veloci (sia di merce che di cultura). In Francia nasce l'arte moderna; ai francesi si deve la nascita della fotografia (+-1863/74) e, come risposta, gli artisti sentono l'esigenza di non gareggiare contro quella scienza che riproduce esattamente la realtà con movimenti come l'impressionismo, che slega l'artista (per la prima volta) dall'imitazione pedissequa della realtà oggettiva, liberandolo delle regole pittoriche: i dipinti sono l'impressione di quello che vedono e sentono, cioè la rappresentazione di un sentimento, di uno stato d'animo... Anche i poeti si sentono liberi di esprimere sensazioni, stati d'animo (I "Maledetti" Verlaine, Rimbaud, Mallarmè...). Le città si popolano, crescono a dismisura, e con loro l'angoscia del nuovo uomo moderno. Nasce il movimento operaio e si capisce che quel destino ha poco a che fare con un vivere 'umano'. Molti artisti scoprono le altre culture: quella africana, quelle asiatiche orientali; si individuerà in quelle culture qualcosa di 'primitivo' che appaga ancora lo spirito libero dell'artista (Gauguin andrà in Polinesia e Rimbaud in Africa; Picasso scoprirà l'arte africana e la rappresenterà nei suoi lavori; le Arti Decorative useranno ideogrammi cinesi e disegni giapponesi investendo tutto con le cosidette 'chinoiserie' che hanno fatto nascere poi l'Art Nouveau ecc).

    Insomma: la cosa fondamentale è che per la prima volta si è coalizzati per affermare la propria individualità a dispetto dell'omologazione voluta dai soliti pochi che hanno avuto il potere; nascono la Pedagogia e le scienze sociali (anche in Italia la Montessori ha dato un ancor valido contributo); gli studi medicina si affinano, quelli della fisica e della chimica (se noti quasi tutte le scoperte rientrano in pochi decenni dalla metà dell' '800 ai prini del '900); le nuove scoperte si fanno gloria di loro stesse, magnificandosi nelle Grandi Esposizioni che si susseguono in tutta l'Europa per esaltare le nuove conquiste della scienza e della tecnica. La Belle Epoque impera e tutti finalmente possono farne parte. L'Uomo è travolto da sé stesso, si sente perso perché per la prima volta è Lui, il nuovo borghese appena nato, a segnare il passo della nuova vita (non un solo Napoleone, o un Luigi, o altro re o imperatore, ma solo l'Uomo). Ci volle poco a essere travolti da questa pesante investitura e quindi naquero le nuove malattie sociali non riportabili all sola origine fisiologica: non a caso proprio nel 1900, un signore che si chiama Sigmund Freud, dà alla stampa 'L'interpretazione dei sogni', dove per la prima volta si legge di questo smarrimento dell'Uomo contemporaneo.

    Bene: qual è il ruolo marginale? Di solito è l'artista il primo a rendersi conto di tutto; con la sua sensibilità che lo porta a vedere oltre, con la sua lungimiranza, la sua "visione visionaria" della realtà. Io preferirei dire che l'artista sta a margine, ma il suo lavoro non è marginale, anzi: esattamente il contrario!

    Spero ti sia utile tutta 'sta roba.. ;o)

    buon lavoro

    Fonte/i: cultura personale ^____^
  • Anonimo
    1 decennio fa

    il ruolo marginale dell'artista lo troviamo anche, anzi soprattutto, nella seconda meta del 1600 e inizio 1700 soprattutto con artisti chiamati i manieristi (pittori) , che dipingevano prorpio il dolore interno verso la societa che li stava emarginando. i manieristi stanno in tutta europa e tra i piu diffusi c'è annibale carracci. spero di esserti stata d'aiuto

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