Vi è mai capitato di pensare:"Adesso basta, mollo tutto e vado via"?

All'estero per stress e non per povertà. Su Internet le nuove vie degli emigranti

ELISABETTA PAGANI

Mollare tutto. Voltare pagina. Andare via, lontano, all’estero. Cambiare, lavoro, vita, tutto. Sulle rotte della nuova emigrazione si muove un’Italia non povera ma stressata, non miserabile ma sfiduciata. Partono quelli che un lavoro ce l’hanno già, e magari è anche socialmente rispettabile e ben retribuito, ma ne sono stufi. Quelli che hanno visto travolta una relazione sentimentale che speravano stabile. Quelli che non ci credono più. Nel Belpaese e in fondo un po’ anche in se stessi.

Le valigie di cartone, ormai, sono finite in soffitta. Oppure in qualche teca per turisti e vecchi nostalgici con gli occhi lucidi. Come tutto l’armamentario dell’emigrazione del Novecento, quella del film Nuovomondo. Al loro posto set di bagagli a matrioska o moderni e comodi trolley. Accessori più adeguati per chi si trasferisce oltreoceano e smette di farsi inghiottire da ritmi alienanti.

La moda è cambiata ma a distanza di poco meno di un secolo il sogno è sempre l’America, solo che questa volta un po’ più a Sud. Vicino ai Tropici, dove il sole splende sempre, i giovani sono ancora il doppio degli anziani, la gente balla e sorride e le donne...

Nel popolo degli «emigranti consapevoli» a far scattare la molla sono mille e una ragione anche se, di base, tutti lamentano un’insofferenza crescente verso lo stress da vita occidentale.

Non vogliono scappare - spiegano - ma solo concedersi la possibilità di vivere in un mondo migliore. In maggioranza si tratta di gente di mezz’età, fra i 40 e i 50 anni, ma non mancano giovani e anziani, ben contenti di far finire la pensione in una villetta caraibica vista mare piuttosto che in un appartamento ai bordi di periferia. C’è il manager stressato dai ritmi di una vita che inizia sempre dopo le 22, ma anche chi taglia i ponti dopo una delusione amorosa, o ancora chi guarda all’Italia come a un Paese in decadenza in cui non vale la pena di far crescere i propri figli.

Navigando in rete, molti di loro sono approdati sul sito www.menevado.com, la pagina web dei bolognesi (ma ormai solo d’origine) Fabio Tatini e Marco Picinelli. Due amici di lunga data, rispettivamente ex tassista ed ex gestore di negozi d'usato sotto le Due Torri. Anni fa, quasi per gioco, hanno iniziato a sfruttare agganci in alcuni Paesi del Centro America per dare consigli ad amici che volevano cambiare vita.

Quando però hanno scoperto che la lista dei conoscenti in cerca di consulenze aumentava, hanno deciso di farne un business e hanno aperto il sito www.menevado.com, che ora viaggia sui 3.000 contatti mensili.

«Da anni siamo specializzati in Cuba, Costa Rica e Nicaragua - spiega Marco Picinelli, 46 anni - ma stiamo prendendo contatti anche con Santo Domingo, Brasile e Argentina».

L’isola della revolución «la proponiamo ai pensionati perché è tuttora poco dinamica e poco aperta ad affari con l’estero. È ottimale per chi ha messo da parte un gruzzoletto e decide di passare la vecchiaia in un posto che ha angoli da sogno e con prezzi accessibili per un europeo».

Per gli intraprendenti caldeggiano Nicaragua e Costa Rica. «Si possono fare investimenti interessanti, soprattutto nell’ex patria dei sandinisti, perché si sta aprendo al turismo e ha bisogno di ogni tipo di figura, dal calzolaio all’imprenditore». Paesaggi mozzafiato, gente affettuosa e soprattutto quell’atmosfera briosa di un Paese che si sente all’inizio del riscatto.

«E poi - sottolinea Marco - il Nicaragua non è saturo. Già in Costa Rica è diverso e il governo ha messo dei paletti per prendere la cittadinanza, come avere depositato nella banca nazionale 150.000 dollari. Il Nicaragua inizia ora a tutelarsi da questo punto di vista e chiede allo straniero di mettere in banca l’equivalente del prezzo del biglietto verso il suo Paese, così da poterlo rimpatriare a sue spese se fosse necessario».

Da due anni Fabio Tatini e Marco Picinelli hanno trasformato in lavoro la loro passione. Negli anni Ottanta hanno iniziato a fare viaggi in Centro America e ormai si sono accreditati agli occhi degli internauti. Sul loro sito ci sono anche offerte immobiliari per chi decide di investire i suoi risparmi nel «nuovomondo». Con 160 mila euro si compra una villa di quattro camere e piscina a San Josè, in Costa Rica. Chi vuole avviare un’attività imprenditoriale, può scegliere un albergo o una fazenda da gestire, oppure un terreno da coltivare. Un piccolo ristorante ad Antigua (50 coperti scarsi), capitale del Guatemala, garantisce un profitto mensile di almeno 4 mila euro.

«Ci contattano centinaia di persone - raccontano i fondatori del sito internet - alcuni chiamano per spillarci consigli gratis, altri per lamentarsi della loro vita fra privazioni e stress. Quelli che hanno il coraggio di andare fino in fondo non sono tanti». Per loro il primo passo è compilare il form sul sito, poi scatta il contatto telefonico per sondare quanto la voglia di partire sia un vezzo o una scelta consapevole. «Spieghiamo loro le condizioni e, se sono davvero convinti, fissiamo un appuntamento per una consulenza di 1-2 giorni».

Il prezzo oscilla fra i 150 e i 300 euro. A quel punto il grande salto. C’è chi, forte dei contatti con imprenditori, avvocati e ambasciate, parte da solo e chi, invece, preferisce essere affiancato da Marco o Fabio per il primo periodo. In questo caso la tariffa è di 200 euro al giorno (più volo, vitto e alloggio di entrambi a carico del cliente). «Tanti italiani vivono schiacciati dai prezzi, con stipendi da fame, e devono correre di qua e di là tutto il giorno senza godersi la vita. Non ne possono più, vogliono un mondo a misura d’uomo, e il nostro lavoro consiste nell’aiutarli a pianificare un nuovo inizio».

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ci penso praticamente tutti i giorni!

  • Anonimo
    4 anni fa

    Le parole di mio marito, dette a mia suocera, il giorno prima della sua morte: "Non dite a M. (cioè io) che sono alla positive. Non voglio più vederla soffrire according to me". Io ero fuori dalla stanza ed ho sentito tutto.

  • .....
    Lv 7
    1 decennio fa

    sì, è capitato anche a me di dire basta, sono stufa, me ne vado! E mi concedo una bella vacanza, poi mi passa xd. In genere però se non posso fuggo nella mia mente, nei miei pensieri, e mi isolo da tutto quello che mi circonda...quanto a trasferirsi permanentemente all'estero, lo farei solo se trovassi un lavoro che mi piace in una città che adoro, tipo Londra o Parigi...perché in effetti anche a me sembra che l'Italia non funzioni bene da un pò di tempo, per quanto per me rimanga bellissima! Buona giornata a tutti.

  • 1 decennio fa

    a volte mi capita di pensare x ore intere di scappare da qst italia (scusate il termine) di merd@ e fuggire in USA...chissa'..sara' forse un utopia ma mi da l'idea ke la' le cose andrebbero meglio.....ci andrei anche solo x una breve vacanza..

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