Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

qual'è il significato della poesia?

è urgente... qual'è lo scopo della poesia..che scopo ha la sua importanza.... per un tema..tempo 10 minuti... aiutooo

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La poesia è l'arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.

    Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.

    A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato per esempio nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone.

    Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall'originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un'approssimazione dell'originale.

    Come disse anche E. Montale nel discorso tenuto presso l'Accademia di Svezia nel 1975, in occasione del conferimento del Premio Nobel, probabilmente la poesia è nata dalla necessità di aggiungere un suono vocale al ritmo martellante delle musiche primitive. Solo molto tempo più tardi, a seguito dell'invenzione della scrittura, parola e musica poterono scriversi in qualche modo e differenziarsi. Fece dunque la sua comparsa, la poesia scritta. Tuttavia la comune parentela con la musica si fa ancora sentire.

    Se vogliamo avere un punto di riferimento cronologico, per quanto concerne almeno la nostra letteratura occidentale, possiamo dire che in Grecia, intorno all'VIII sec. a. C. - e cioè con l'introduzione della scrittura alfabetica - si cominciò a mettere per iscritto i versi cantati dagli aedi ("Iliade" e "Odissea"). [Poesia lirica: da lira, strumento musicale].

    Oltre che all'origine della letteratura occidentale (si pensi anche al teatro greco), l'accompagnamento musicale della poesia risulta fondamentale in altre epoche ed in altre occasioni, come nella poesia provenzale e trobadorica in età medievale, o in molte forme di poesia popolare, come quella dei cantastorie, o degli odierni cantautori. [Forse, bisognerebbe a questo punto far presenti le differenze tra una "poesia colta" e una "poesia popolare" o "popolareggiante", ma il discorso ci porterebbe lontano.]

    La poesia ha cominciato ad essere autosufficiente rispetto alla musica, con la diffusione del libro a stampa (inventata da Gutenberg intorno alla metà del XV sec.); in questa fase la lettura si fa progressivamente silenziosa, visiva, e diviene un fatto privato e nel contempo un fenomeno di massa. Attraverso la cultura tipografica, si passa da un pubblico di ascoltatori ad un pubblico di lettori; e la lettura si fa sempre meno a voce alta, divenendo un processo interiore, silenzioso.

    Alla luce di quanto affermato prima, sullo stretto rapporto tra musica e parole, si può ritenere che i cantautori, non siano una novità della seconda metà del Novecento. E il fatto che nelle antologie di letteratura in uso nelle scuole, già da vari anni (o decenni), troviamo alcuni testi di cantautori, rinverdisce in qualche modo, l'antico legame tra musica e poesia.

    2. Cosa s'intende per poesia

    Come si insegna a scuola, Roman Jacobson individuò nella lingua varie funzioni: “emotiva” (esprime stati d’animo, emozioni), “referenziale” (informa), “persuasiva” (convince, esorta, comanda), “di contatto” (stabilisce un contatto con l’interlocutore), “metalinguistica” (riflette sulla lingua stessa come fa, ad esempio una grammatica). Accanto a queste funzioni ne riscontrò un’altra, che ha lo scopo di porre l’accento sul messaggio in quanto tale, ovvero sulla lingua stessa e sulle sue caratteristiche FORMALI. Si tratta appunto della FUNZIONE POETICA, per la quale le parole hanno valore non tanto per il contenuto che esprimono, ma essenzialmente per l’armonia, il suono che generano quando s’incontrano, dopo essere state scelte e avvicinate dall’autore. Ciò ovviamente non significa che i testi poetici siano privi di contenuti; vuol dire semplicemente che nella comunicazione poetica, la forma è importante almeno quanto il contenuto. Ma su questo punto torneremo più avanti.

    Dobbiamo comunque considerare che nel linguaggio comune riferendoci al termine “poesia”, solitamente intendiamo due cose. Nel senso più tecnico, abbiamo in mente un pensiero o un discorso, un messaggio, che rispetta regole e consuetudini definite, nel quale si impongono musicalità, ritmo, simmetrie, corrispondenze, misura, e acquista concretezza la possibilità di forzare il significato consueto delle parole che si arricchiscono di un senso nuovo. D’altro canto, possiamo usare il termine "poesia" in senso figurato, e ci riferiamo in questo caso a qualcosa di incantevole, splendido, importante, elevato, emozionante, confortante, fantastico, in grado magari di aprirci una via di evasione dalla monotona realtà quotidiana grigia e a volte dolorosa. (Ad esempio: “la poesia di un tramonto”, “la poesia di un incontro...”, etc.)

    In questa sede, parlando di poesia ci riferiamo naturalmente alla prima interpretazione. E possiamo dunque affermare che, da un punto di vista formale, una poesia è un testo, in genere relativamente breve, il quale presenta una struttura piuttosto complessa, organizzata in righe che spesso s’interrompono prima del margine della pagina (e ci riferiamo ai versi). Tali unità, amalgamate da rime, assonanze, allitterazioni etc., vengono riunite in gruppi che danno vita a composizioni ritmiche, che sono ripetute più volte (le cosiddette strofe che impariamo a conoscere fin dalla scuola elementare).

    3. Che cos'è una poesia

    Schematizzando, si possono utilizzare due termini della linguistica: significante e significato.

    Significante (l'"immagine acustica": ritmo, musicalità, metrica).

    Significato (il concetto che il significante esprime).

    Per metrica s'intende l'insieme delle leggi che governano la composizione e la struttura dei versi. Non dobbiamo pensare che la metrica, sia qualcosa di completamente artificioso. Difatti un certo ritmo che è alla base di un determinato verso (ad es. l'endecasillabo, il più usato nell'italiano: "Divina Commedia", poemi epico-cavallereschi, i sonetti di Petrarca, l'Infinito di Leopardi, ecc.) è qualcosa di connaturato nella lingua. Non si tratta dunque di un artificio della poesia colta. Si pensi ai poeti popolari estemporanei (improvvisatori) [tra i più famosi: Benigni, Riondino, Guccini] che si sfidano nelle osterie a colpi di endecasillabi strutturati in ottave, rispondendosi "per le rime". Non è necessario saper leggere e scrivere per apprendere l'arte di improvvisare ottave, e questo tipo di poesia popolare, ci riconduce all'oralità degli aedi, degli antichi cantori greci che operarono in un'epoca precedente all'introduzione della scrittura alfabetica.

    Intendiamoci, la poesia consiste nella fusione di significante e significato, di forma e contenuto. E una poesia si può dire riuscita quando esiste una perfetta corrispondenza tra questi due elementi.

    Vi sono poesie dove il contenuto sembra avere un'importanza maggiore (ciò avviene quando il messaggio è più chiaro, diretto, facilmente comprensibile), rispetto ad altre poesie in cui è la forma a farla da padrone. Per essere più chiaro ricorrerò alla mia modesta esperienza di autore. D'altronde, Alberto Moravia in una intervista affermò qualcosa del genere: credo che, a prescindere dal talento, dalle qualità letterarie, dal successo e dalla fortuna, che separano un grande e famoso scrittore da un altro piccolo e ignoto, le sensazioni, il metodo, il percorso creativo, le emozioni, la cosiddetta "ispirazione", possono essere molto simili; fermo restando le peculiarità caratteriali, del modo di essere e quant'altro, che caratterizzano ciascun individuo e dunque ogni scrittore.

    A me è capitato di scrivere componimenti di facile comprensione, limpidi, cristallini. Questo è successo particolarmente in un periodo in cui sostenevo (e non a torto, credo ancora) che la poesia per tornare ad essere fruita ed apprezzata dal lettore medio, avrebbe dovuto essere, appunto, chiara, di facile approccio, comprensibile. In un'altra fase, mi è capitato di sentire l'esigenza di abbandonarmi quasi ad un flusso onirico, di ascoltare dei messaggi che provenivano forse dal subconscio, dall'inconscio… (chissà?). E allora, questi ultimi testi, forse non si riescono a cogliere a pieno attraverso un'interpretazione logica; in ogni caso credo che siano ugualmente fruibili, grazie alla loro sonorità, al ritmo, alle evocazioni.

    Possiamo ancora dire, tornando al parallelo MUSICA/POESIA, che una poesia si compone di tre elementi: PENSIERO, EMOZIONI, MUSICALITA': la musica non può esprimere dei pensieri. E' forse LA POESIA l'arte più elevata, più completa?...

    Se escludiamo le arti multimediali (cinema, CD multimediali, ecc.) probabilmente lo è. Teniamo però presente la povertà dei mez

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ho fatto questo tema all'esame di maturità...lo scelsi perchè adoro la poesia. ebbi il massimo del punteggio.

    cmq......la poesia ha lo scopo di eternare ( rendere eterne) istanti e cose che il tempo cancellerebbe.

    e poi cm dice Foscolo: la poesia vince di mille secoli il silenzio....

    spero t sia d'aiuto....

    kiss

  • 1 decennio fa

    la poesia riflette il pensiero e l'anima del poeta lo stesso vale per un quadro dove il pittore con l'utilizzo anche solo delo colore manifesta il suo stato d'animo.ciao

  • 1 decennio fa

    la poesia, è il modo in cui l'artista riesce ad estraniarsi dal mondo, e si trova li in un posto dove c'è solo la sua emozione a fargli compagnia, e trovandosi li dovunque si gira trova metodi e termini giusti per definire quello che lui prova in quel momento, perche sa che quel momento non potrà più ripetersi

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