Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteMalattie e disfunzioniMalattie - Altro · 1 decennio fa

otomastoidite cronica colesteatomatosa.....?

in parole semplici chi me la sa spiegare????

grazie.........

Aggiornamento:

grazie carlito...sei un mito!!

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

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    Labirintite

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    La labirintite è una infiammazione del labirinto, i canali circolari dell'orecchio medio, provocata da infezioni batteriche o virali. Si tratta di una malattia frequente nelle infezioni purulente dell'orecchio medio che si trasmette per via ematica. Le cause non sono sempre facilmente individuabili, poiché la labirintite può manifestarsi anche in seguito alla parotite, a un'infezione delle alte vie respiratorie o provocata da herpes (virus isolato nei casi di una patologia simile alla labirintite, la neurite vestibolare). Come conseguenza dell'infiammazione, si può verificare l'erosione del canale semicircolare laterale, specie nella forma di otomastoidite cronica purulenta colesteatomatosa.

    I sintomi della labirintite - I principali sintomi sono l'alterazione dell'equilibrio, causata dalla modifica della disposizione del liquido contenuto nei canali auricolari, che serve a far percepire dal cervello la posizione del corpo nello spazio. Inoltre si possono avere cali transitori o permanenti delle capacità uditive (ipoacusia percettiva di grado variabile) e la percezione di fischi e suoni (acufeni). Nel caso di labirintite purulenta si ha a una grave flogosi auricolare e si determina una lesione irreversibile dell'orecchio interno con sordità grave. La labirintite cronica presenta piccole crisi vertiginose subentranti, con ipoacusia (neurosensoriale) progressiva a iniziare dai toni alti. Le crisi di vertigine possono essere accompagnate anche da nausea e vomito.

    La diagnosi - La diagnosi si effettua sui dati anamnestici (piccole crisi vertiginose, ipoacusia, acufeni) e obbiettivi (ipoacusia percettiva; piccoli segni di scompenso vestibolare). La compressione di aria nel condotto provoca una tipica crisi vertiginosa oggettiva e la comparsa di nistagmo oculare. Si può eseguire anche una risonanza magnetica o una TAC per valutare lo stato dell'orecchio interno, e un esame audiometrico per misurare la perdita di capacità uditiva e compararla con quella dell'altro orecchio.

    La terapia - La terapia può essere farmacologica o chirurgica; la prima cerca di controllare i sintomi attraverso diversi tipi di farmaci: anticolinergici per nausea e vomito, antistaminici, ma anche sostanze ipnotiche e ansiolitiche (benzodiazepine). Generalmente l'infezione si risolve in poche settimane, ma in alcuni casi può essere utile una terapia antibiotica mirata o antivirale (acyclovir). Le terapie chirurgiche hanno lo scopo di rimediare ai danni permanenti alla struttura dell'orecchio interno, con paracentesi timpanica o timpanoplastica (nei casi di otite purulenta acuta) e interventi di mastoidectomia (mastoidite acuta).

    Precauzioni durante gli attacchi di vertigini - Durante gli attacchi di vertigini, occorre evitare i movimenti bruschi restando il più possibile immobili. Quando cessano, occorre riprendere gradualmente l’attività, possibilmente in un ambiente con bassa luminosità. Risulta utile evitare per qualche ora la lettura. Naturalmente occorre evitare di guidare o fare lavori manuali in cui si richiede particolare attenzione.

    Cure alternative e alimentazione - Le motivazioni alla base dei suggerimenti delle varie discipline della medicina alternativa e di molte indicazioni generiche di dieta associano gli organi di equilibrio (come l'orecchio) alla funzionalità renale e al microcircolo. Per questo motivo la fitoterapia suggerisce di utilizzare il Gingko biloba per sue capacità di migliorare la circolazione dei capillari, e l'agopuntura cinese prevede interventi per migliorare la circolazione e la funzionalità dei reni. Anche le indicazioni alimentari insistono sul privilegiare alimenti ricchi di antiossidanti in grado di migliorare il microcircolo (frutta e verdura). Tuttavia questa spiegazione ha ben poco a vedere con la natura infiammatoria della malattia, quindi le soluzioni proposte sono molto opinabili. Nelle diete consigliate per la labirintite si suggerisce inoltre di evitare alcol e sostanze eccitanti come caffè o contenenti caffeina.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ti accendo la stellina...è l' unico modo che ho x aiutarti!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    azz

  • Anonimo
    1 decennio fa

    L'otomastoidite cronica deriva da una otite media sierosa o da una otomastoidite acuta non trattatate o non responsive farmacologicamente.

    In addizione all'ipoacusia trasmissiva poco comune nelle infezioni acute, l'orecchio con infezione cronica ha una aumentata incidenza di rischio di ipoacusia neurosensoriale.

    La patologia dell'otomastoidite cronica è caratterizzata da una mucosa ispessita ed edematosa con obliterazione del lume delle cellule mastoidee, fibrosi perivascolare e osteite.

    L'ostruzione cronica dell'antro mastoideo conduce a variazioni irreversibili della mucosa e dell'osso della mastoide.

    Il granuloma polipoide composto da mucosa iperplastica può riempire l'antro mastoideo, estendersi nell'orecchio medio ed estrudere attraverso la perforazione della membrana timpanica nel condotto uditivo esterno.

    Epitelio squamoso cheratinizzato (colesteatoma) può invadere l'orecchio medio e altre e altre cavità pneumatizzate dell'osso temporale attraverso una perforazione cronica della membrana timpanica.

    Il termine colesteatoma non è corretto in quanto non contiene né colesterolo né si tratta di una neoplasia.

    Il colesteatoma spesso si sviluppa nella regione epitimpanica dopo essere penetrato attraverso una perforazione della pars flaccida della membrana timpanica.

    Da qui si estende posteriormente verso l'antro e verso la porzione centrale della mastoide, oppure inferiormente verso la porzione intermedia dell'orecchio erodendo gli ossicini e il labirinto osseo, determinando così un quadro di ipoacusia trasmissiva o mista e vertigini.

    Il meccanismo con cui il colesteatoma erode il tessuto osseo non è perfettamente chiaro, ma non si tratta di una semplice necrosi causata dalla pressione sul tessuto.

    Studi al microscopio elettronico negli umani ed esperimenti di laboratorio sugli animali hanno suggerito che il riassorbimento osseo è causato soprattutto dalla attivazione di osteoclasti multinucleati.

    Talvolta il colesteatoma può erodere l'osso temporale e passare in fossa cranica, danneggiando il sistema nervoso centrale con un quadro neurologico che può essere anche molto importante.

    I colesteatomi sono in grado di determinare delle infezioni ricorrenti a causa del contenuto di detriti di cheratina al loro interno che può essere facilmente infettato da batteri.

    I batteri visti nelle forme di colesteatoma cronico sono differenti da quelli che accompagnano le infezioni otogene acute presentando un quadro misto sia di germi aerobi che anaerobi.

    In corso di infezione acuta, il colesteatoma può rapidamente causare distruzione ossea e si può venire così a creare una fistola nel labirinto osseo che produce una comunicazione anomala tra la perilinfa e l'orecchio medio.

    La fistola può essere causata sia da rarefazione del tessuto osseo che dall'erosione da parte del colesteatoma.

    I pazienti con fistola perilinfatica lamentano episodi di vertigine quando si soffiano il naso, starnutiscono o tossiscono a causa dell'improvviso aumento di pressione nell'orecchio medio che si trasmette direttamente all'orecchio interno.

    DIAGNOSI

    I pazienti con otomastoidite cronica presentano tipicamente otorrea purulenta senza dolore.

    L'esame otoscopico della membrana timpanica può evidenziare una perforazione, soprattutto a livello della pars flaccida, e un colesteatoma o un granuloma può essere visibile nella regione epitimpanica dell'orecchio medio.

    L'immagine otoscopica di un colesteatoma può essere alquanto variabile.

    Nella tipica retrazione atticale, il colesteatoma appare come una formazione dell'aspetto di una perla in corrispondenza della porzione supero-posteriore della membrana timpanica.

    In altri casi il colesteatoma si sviluppa al margine della perforazione e migra all'interno dell'orecchio medio.

    Talvolta il colesteatoma appare all'interno o oltre la membrana timpanica che appare integra, e si parla allora di colesteatoma primitivo.

    Solo raramente il colesteatoma non viene visto otoscopicamente e viene identificato durante l'intervento chirurgico.

    Una fistola perilinfatica può essere diagnosticata mediante transienti variazioni di pressione a livello dell'orecchio medio (segno della fistola) che determinano vertigini e nistagmo di durata variabile tra i 10 e 20 secondi.

    Il nistagmo può manifestarsi in entrambe le direzioni, ma spesso è nella stessa direzione di dove è stata fatta variare la pressione.

    La TC dell'osso temporale può evidenziare una mastoide per nulla o scarsamente pneumatizzata, opacizzazione degli spazi aerei, l'erosione ossea del colesteatoma o osteite.

    Si può anche evidenziare erosione della parete ossea del canale semicircolare orizzontale o del canale del faciale.

    TERAPIA

    Il trattamento iniziale è diretto alla terapia medica dell'infezione cronica.

    Se vi è un'otomastoidite cronica non responsiva alla terapia farmacologica o un colesteatoma che sta erodendo il tessuto osseo circostante è necessario ricorrere a una eradicazione chirurgica di tutto il tessuto patologico.

    Una fistola ossea richiede un intervento di microchirurgia con rimozione della lesione e chiusura con pericondrio o fascia.

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  • 1 decennio fa

    Sintomi

    Otorrea cronica talvolta fetida, otalgia, ipoacusia Complicanze di un'otite media cronica colesteatomatosa sono: paralisi del faciale, complicanze endocraniche, sordità improvvise, crisi vertiginose

    Segni

    Perforazione della membrana timpanica (soprattutto a livello del pars flaccida) con presenza o meno di pus nel condotto uditivo esterno; erosione dell'anello osseo; colesteatoma o granuloma a volte visibili nella regione epitimpanica dell' orecchio medio

    Diagnosi

    Esame audio-impedenzometrico: ipoacusia trasmissiva, timpanogramma ridotto d'ampiezza o piatto, assenza del riflesso stapediale Audiometria vocale precisa il grado e la quantità del danno TC: mastoide non pneumatizzata o scarsamente pneumatizzata, opacizzazione degli spazi aerei mastoidei, erosione ossea da parte del colesteatoma. Esame colturale positivo dei secreti prelevati a livello dell'orecchio esterno o medio e a livello nasale

    Terapia

    Approccio combinato medico-chirurgico; terapia antibiotica basata sull'esame colturale e sull'antibiogramma; rimozione chirurgica del granuloma o del colesteatoma combinata con la mastoidectomia, timpanoplastica e ossiculoplastica quando necessario

    Fonte/i: + SEMPLICE DI COSì?!
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