McNasty2007 ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Il mondo com'è in verità? Sono i nostri occhi a colorare tutto?

Salve a tutti ho sentito dire che è il nostro occhio a colorare tutto ciò che vediamo, grazie a un gioco di colori.

Ma allora...Di che colore sarebbero le cose non viste da un occhio umano o da qualcosa che NON lo emuli?Tutto in bianco e nero?

7 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le cose che ti riporterò riguardo alla visione dei colori, sono la premessa a quella che è (o potrebbe essere...) la risposta alla tua domanda, perché quello che tu ti chiedi è il risultato (direi filosofico) di una teoria scientifica, ovvero la conseguenza -o la riflessione- filosofica di un fenomeno ottico-scientifico ben preciso, e per capire bene questo c'è bisogno di una discreta conoscenza di scienze quali la fisica e la chimica, senza le quali è difficile capire. Spero che abbia le conoscenze di queste due discipline, almeno una infarinatura che ti permetta di capire...

    Innanzi tutto chiariamo che il nostro occhio "non colora niente": l'occhio è uno strumento complesso e preciso che acquisisce 'dati' che invia al cervello per poi essere elaborati. L'elaborazione di tali dati dipende da tanti fattori come la cultura, il livello di conoscenza in rapporto all'età, alla formazione (sia essa culturale, geografica, scientifica ecc), quindi anche l'interpretazione di tali dati è relativa a tanti fattori. Per farti capire questo, posso farti l'esempio banale di un qualsiasi dipinto (il dato), facciamo la Gioconda di Leonardo (non per bellezza ma per l'enorme popolarità). Se lo facessimo vedere a tre persone diverse, con vissuti diversi, con culture diverse, avremo pressapoco un risultato del genere: per un europeo è l'opera d'arte di un genio del Rinascimento; per un buddista sarebbe il dipinto di una donna; per un aborigeno dell'Australia probabilmente l'immagine di una donna piuttosto bruttarella e basta. Eppure è la stessa cosa per tutte e tre le persone, ma l'elaborazione del dato 'Gioconda', avrebbe tre significati.

    A parte il problema dell'interpretazione di quello che vediamo, ci sono delle costanti che riguardano la visione fisilogica del nostro occhio. Affinché noi vediamo c'è bisogno della luce, senza questa non c'è visione (neanche il bianco e nero che credi tu). La luce il prodotto dell'oscillazione (frequenza) della composizione della materia; ogni elemento in natura (meglio sarebbe del cosmo...) ha delle oscillazioni misurabili e differenti per ogni elemento. La loro frequenza (cioè il numero degli elettroni che compongono la struttura di ogni elemento) genera un valore a sé. La luce che noi consideriamo tale, cioè quella del sole -la stella più vicina a noi- è l'insieme di tante frequenze dovute alla combustione di tanti elementi. Ogni raggio di luce è composto di questo insieme di frequenze, che noi chiamiamo colori, che va dall'infrarosso (la frequenza più bassa) all'ultravioletto (la frequenza più alta); questo si chiama spettro solare. Newton scoprì che la luce che noi percepiamo bianca poteva essere scomposta ed è l'insieme di tanti colori (7) che la compongono.

    Quello che noi vediamo assorbe la luce è 'appare' in realtà colorato del colore che quel determinato corpo non assorbe, ad esempio: se vediamo una cosa rossa, quella cosa è tale perché quel determinato materiale del quale è composta respinge il colore rosso, e così via per tutti i colori, cioè: noi vediamo i corpi colorati in base al colore che non assorbono, al colore che respingono.

    Ogni corpo presente in natura ha una composizione rapportabile a qualche elemento naturale (proprio tutti, ad esempio la plastica, anche se è un prodotto 'artificiale', è sempre il prodotto della lavorazione di una parte del petrolio (elemento naturale), e viene colorata con pigmenti derivati da minerali ecc), quindi ogni corpo presente in natura (al mondo) ha la capacità di assorbire o respingere alcuni colori, che fisicamente sono frequenze, cioè oscillazioni di elementi chimici presenti in natura. Quando il corpo è bianco o nero, si dice che non assorbe nessun colore e li respinge tutti. Per dare completezza a questa tua curiosità, aggiungo che proprio con la spettrometria, la scienza che si occupa dello studio degli elementi, siamo riusciti a stabilire di cosa sono composti gli altri astri, i pianeti del sistema solare, le stelle come il sole, o le altre stelle e le altre galassie; non perché siamo andati fin lassù, ma perché dallo spettro luminoso abbiamo dedotto in base alla frequenza, di quali elementi sono composti questi corpi celesti che ci danno come un'impronta digitale della loro composizione.

    Ora capisci che le cose senza la luce non sono di nessun colore; le cose sono colorate solo se c'è la luce che le illumina (le 'svela', e qui inzio a insinuare il dato filosofico interessante: le cose esistono solo se appaiono?, se c'è la luce? Cioè: per esistere, abbiamo bisogno della luce che ci rivela? ;o)

    Per farti rendere conto di questo fenomeno, fai un esperimento semplice: di notte, lontano dalle città, prova a guardare il paesaggio o quello che ti sta intorno e noterai che, anche se tu sai che le cose che ti circondano hanno i colori che conosci, ti appariranno incolori, nere, come in ombra (oppure prova al buio della tua stanza, vivrai lo stesso l'esperienza dell'assenza di colore).

    Quindi senza luce non esistono i colori? Si, senza la luce non esistono i colori. Le cose non viste da occhio umano non sarebbero colorate di nessun colore se la luce non le illumina, cioè non le svela (...ma poi: se non c'è l'occhio umano che vede, le cose, esistono?!?).

    Ho letto la risposta di un altro answerino riguardo il blu; quello che lui scrive è solo un dettaglio linguistico; il nome dato ai vari colori è un problema che l'uomo ha affrontato col tempo, con l'evoluzione della lingua ecc. Essendo il globo terrestre ricoperto per la maggior parte di acqua, in uno scambio fra il buio del cosmo e il riflesso di questa nell'atmosfera, fa sì che noi percepiamo blu il colore della galassia nella quale siamo, ma in realtà è proprio nera.

    E ora la riflessione filosofica: quante volte ti è capitato di sentire termini come 'apparire', 'svelare', la 'luce che rivela' ecc. Tutte queste speculazioni filosofiche (teologiche, scientifiche ecc) hanno come fondamento questa considerazione che sta alla base della visione fisiologica dell'uomo. Perché la luce è da sempre quel termine di paragone con il quale si usa affiancare un fondo di verità? Generalmente per verità intendiamo sempre qualcosa che inequivocabilmente appare ai nostri occhi, quindi chi meglio della luce che ci fa apparire le cose, potrebbe essere usata come metafora per la verità? Tutti i popoli che ci hanno preceduto hanno venerato il sole come il dio più grande, il più potente, e io aggiungo non a caso: il sole fa apparire (quindi esistere) tutto; senza di lui non si avrebbe vita (tralasciando l'importanza della stella come fonte di vita per gli esseri viventi, tutti, non solo l'uomo); senza il sole non esiteremo proprio, né come essenza, né come apparenza.

    Riparto dalla tua domanda perché c'è qualcosa che "non funziona" nella formulazione e rispondo così: il mondo "non è in verità"; il mondo "è" in quanto noi tutti diciamo che "è"; ma questa non è "la verità", è quello al quale noi diamo il significato linguistico di quello che conosciamo.

    Una "verità" univoca non può essere tale perché, per citare un padre dello studio scientifico, Einstein, tutto è relativo, quindi la verità del mondo -per esempio- per un cattolico cristiano è la creazione di un demiurgo divino; per un astronomo il frutto del big bang cosmico, per un musulmano la volontà di Allah e per un buddista il risultato della proiezione (effimera) della sua volontà transitoria (il corpo terreno).

    In un certo qual modo tutti hanno ragione, anche se non tutte le ragioni hanno il fondamento scientifico, ma è innegabile che per ciascuna di queste persone, "il mondo in verità" sia una cosa diversa dall'altra: tu quale mondo intendevi "in verità"? ;o)

    Spero che questa riflessione ti sia utile ^__^

    un saluto

    INTEGRAZIONE!!!!!:

    mi corre l'obbligo di un'ulteriore chiarificazione perché leggo dalle altre risposte che si fa un po' di confusione fra uomo e animali, fra percezione del colore e non.

    La risposta a questa domanda è più semplice di quanto non sembri: nel nostro occhio esistono degli organi atti a reagire allo stimolo elettromagnetico; sono subito dietro la retina, al principio del nervo ottico che va al cervello. Si chiamano "coni" e "bastoncelli": a quello che noi vediamo, reagiscono e si muovono creando impulsi da inviare al cervello che poi elabora i dati come colori. I coni reagiscono ad alte frequenze dall'ultravioletto al verde, i bastoncelli alle basse frequenze, dal verde all'infrarosso. Per convenzione diciamo che i bastoncelli sono i responsabili della visione notturna (ma anche alla visione in assenza di luce o con poca luce) e i coni a quella diurna. A seconda degli impulsi elettromagnetici che il cervello registra, siamo noi ad elaborare quei dati attribuendo loro il significato colore. Negli animali manca questa elaborazione del dato colore quindi per loro si tratta di tonalità più o meno elevate di luce, più o meno elevate di buio. Come poco su ti avevo detto che dipende tutto dall'elaborazione del dato, che dipende a sua volta dal grado di conoscenza di chi elabora questo dato, diciamo che la "cultura" dell'animale non gli permette di elaborare il dato colore, non potendo stabilire diferenze logiche, linguistiche e culturali del dato 'colore'. Capito? :o)

    Ad esempio è falso che i tori reagiscono al colore rosso, ma reagiscono perché sono solamente infastiditi di chi gli sventola sul muso la 'muleta' (il drappo); è falso pure il fatto che le api si posano solo sui fiori colorati: loro hanno

    Fonte/i: anni e anni....e anni di studio! ;o) Per quanto riguarda l'aspetto filosofico, un testo fondamentale sarebbe "Il mondo come volontà di rappresentazione" di Arthur Schopenhauer; è tosto, ma aiuta...
  • Anonimo
    1 decennio fa

    non so risp ma me lo sono sempre chiesta anche io!! io so una curiosità a riguardo...nell antichità e ti parlo di 4000 mila anni fa o roba simile che FORSE il blu "non esisteva", e il cielo loro lo vedevano di colore verde o simile(verde acqua)..questo dubbio è provato anche dal fatto che nei testi antichi la parola blu l hanno introdotta solo dopo una certa età..insomma prima di 4000 anni fa non esisteva la parola blu ..ORA TE LO SPIEGO IN MODO MOLTO IGNORANTE DATO CHE QUESTA COSA L HO LETTA MOLTI ANNI FA E NON MI RICORDO MOLTO BENE...questo era dovuto al fatto che nell atmosfera terrestre c era qualche sostanza che la luce del sole faceva percepire all occhio umano un colore diverso da quello che noi vediamo ora...scusa ma meglio non lo spiegare!

  • 1 decennio fa

    per me il mondo è di per se colorato.. diciamo a tinte pastello..

    sono poi i ns occhi che gli danno la brillantezza giusta, quella che vogliamo vedere noi..

  • 1 decennio fa

    io penso che ttt quello che ci circonda sia come una nostra illusione creata dai nostri sensi.......provateci a pensare: un oggetto è colorato se i nostri occhi ce lo vogliono far vedere colorato!!la stessa cosa x la forma...grazie al tatto....insomma per me potrebbe essere ttt diverso il mondo!!!....ki lo sa???

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non sappiamo com'è il mondo al di fuori di noi. Per noi, che abbiamo il sistema visivo strutturato in un determinato modo, ci appare colorato. Alcuni animali non vedono i colori e quindi per loro è in bianco e nero. I daltonici hanno il loro sistema visivo strutturato in una maniera leggermente diversa dalle persone "sane" e vedono il mondo colorato in maniera diversa. Ciò non vuol dire che lo vedano in maniera errata...lo vedono in un altro modo. Se si potesse chiedere ad un animale com'è il mondo farebbe una descrizione diversa da come la faremmo noi. E sarebbe una descrizione comunque corretta.

  • 1 decennio fa

    da quel che so la verità è che l' oggetto che noi vediamo non a il colore che percepiamo proprio perché lo respinge( l' oggetto respinge le certe frequenze elettromagnetiche della luce che noi percepiamo con l' occhio, le altre frequenze elettromagnetiche invece vengono assorbite dall'oggetto,che quindi comporrebbero il suo "vero" colore che perciò è quello che noi non vediamo perché assorbito dall'oggetto stesso. Con il bianco tutte le frequenze delle radiazioni elettromagnetiche vengono respinte,( il vero colore dell'oggetto sarebbe nero, assenza di colori e luce) al contrario il nero assorbe tutte le frequenze (e quindi il vero colore dell' oggetto sarebbe bianco).

  • 1 decennio fa

    ankio ci ho pensato a volte,ma per me è kosì kome lo vediamo....mentre gli animali vedono solo in bianko e nero...

    Ciao!

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