Come ci si riesce a comprendere quando si parla di religione?

A volte in questa sezione incontro talvolta atei militanti e fervidi credenti di vario tipo che annunciano le loro perle tra squilli di fanfara di invettive, oppure, con le orecchie ben tappate, ripetono come un disco rotto gli stessi indiscutibili enunciati: "Dio non esiste!" Oppure "Dio dice solo quello che so io quando mi si è rivelato, o quello che dice il papa, o che sta scritto nel suo libro" (peccato che Dio non abbia pensato alla SIAE per tutelarsi da tutti i fervidi e suscettibili lettori del benedetto Libro!).

Può essere divertente scaldarsi i cuori al sacro furore, al grido di “te la do io la verità!”, ma ci dobbiamo accontentare solo di questo? A che serve? Certo né a discutere né a far cambiare idea, anzi, a incavolarsi di più contro il vile denigratore! invece di esaltarsi al grido delle proprie convinzioni deridendo gli altri è possibile pensare di comprendersi anche in materia di religiosità o il rischio è eccessivo?

Aggiornamento:

Hembra: comprendere significa comprendere l'uomo che esprime un sentimento di religiosità o irreligiosità, comprenderlo attraverso questo sentimento che è solo umano (per gli animali non si pone il problema ovviamente, un animale non è né credente né ateo, è e basta). Il rispetto per l'uomo viene una volta che lo si è compreso nelle sue espressioni, altrimenti è parola vuota.

Aggiornamento 2:

A che scopo gli sfottò Bertrand? Gli sfottò vanno bene tra amici reali di lunga data, non funzionano granché nel virtuale, a meno che tu non ti senta molto amico di chi sfotti.

Ma la tua risposta è molto buona, perché il sentimento religioso o non religioso quando sia espresso in modo autentico e non come pretesto per farsi valere possono rivelarci la persona e su questa base penso che la comprensione sia possibile.

14 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    In questa sezione ho incontrato e letto di tutto...

    lascio che si infervoriscano in dibattiti che lasciano il tempo che trovano...

    spesso sorrido alla quantità di tempo perso dai più, in diatribe che sfociano in teatrini.

    Ho il mio concetto di verità che mi guardo bene dall'usare come arma e spesso come violenza verso il pensiero altrui...con maggior frequenza lo tengo per me. Ognuno tanto resta della propia, prima lo si accetta, meglio è.

    Non mi aspetto nulla se non di trascorrere qualche ora in serenità, divertendomi, le stupidaggini le lascio a chi ha voglia di prenderle in considerazione.

    Maral, sarebbe tutto possibile se lo volessimo, il problema è: lo vogliamo davvero? O preferiamo chiuderci con la nostra verità in tasca e arrogarci il diritto di essere i migliori?

    Saluti

    ***Troppo buono Bert, la cosa è reciproca.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    la religione non può essere argomento di discussione, se lo fosse tutte le guerre in passato si sarebbero potute evitare discutendo. così non è stato per il semplice motivo che o credi o non credi, di cosa vuoi discutere? si può accettare l'altrui pensiero pur ritenendolo errato e limitarsi a gli sfottò come a volte mi riesce di fare, ma molti non comprendono. generalmente con i credenti parlo di tutto fuorchè di religione e capita di conoscere belle e interessanti persone come la splendida clode di qui sopra.

    saluti

    *****gli sfottò per dare all'argomento un clima gioviale e poco serio. per me la cosa meno sopportabile nei religiosi è l'approccio serioso alla vita.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ma qui non è una questione di idee differenti, ma di nature differenti: un ateo e un credente sono diversi per natura, non per idee. E' ovvio che non possono capirsi, perchè per farlo dovrebbero accettare la natura altrui, e questo significherebbe ammettere che la propria stessa natura non è assoluta, ma relativa.

    E ammettere la relatività della propria natura è durissimo.

  • 1 decennio fa

    Non credo sia la diversa religione il motivo del contendere ma nella natura umana. Esiste la presunzione di essere nel giusto e non si accetta la diversa opinione altrui e ciò vale per la religione come per la scienza od altro.

    Le guerre di religione passate o attuali nascondono ben altri interessi. I bigotti (cattolici) ed i fanatici (islamisti) credono di essere nel giusto ma estremizzano, Papa Giovanni XXIII riconobbe gli altri credi religiosi mentre Benedetto XVI asserì che quella Cattolica era l'unica vera religione attirandosi le ire dei credenti in altre fedi religiose e per questo poi ritornò in parte sui suoi passi . Perchè? Presunzione, interessi economici. Poprio come tanti scienzati fermi sulle loro teorie e ottusi alle teorie di altri.

    Io non ho mai cercato di convincere altri del mio credo religioso ritenendo che ciascuno nel proprio trovi il suo modo di essere in pace con se stesso e anche con gli altri, ho sempre discusso trovando interesse a quanto mi veniva riferito, ma non ho mai tollerato l'imposizione (vedi es. Testimoni di Jeova). Ritengo altresì che la fede, in senso ampio, si trasmetta più con l'esempio che con le parole, vedi Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio, ed anche Martin Luther King, Gandhi.

    Sarebbe squallido pensare (e a volte ho tale sensazione) che si possa fare anche del razzismo religioso. Per chi crede in Dio sa bene che predicava l'uguaglianza non la differenza.

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  • anna
    Lv 4
    1 decennio fa

    Credo che sarebbe possibile se tutti risotterrassimo le asce da guerra e imparassimo a rispettarci reciprocamente, e imparassimo che si possono imparare moltissime cose anche nei confronti anche tra "fazioni" che si trovano agli antipodi. Ma bisogna prima di tutto imparare il rispetto. Da entrambe le parti.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io trovo la religione argomento di discussione. Non sono d'accordo col discorso di Bertrand. D'altra parte ciò non riguarda solo la religione, ma tutti i saperi che hanno sempre costituito dogmatismi spesso considerati infallibili.

    Per quanto mi riguarda, io discuto di religione, pongo e rispondo a domande, pronto ad ascoltare. Avrai potuto constatarlo.

    Ma sai, non è tanto la religione in sè che provoca autoritarismi, quanto l'ottusità di cervelli pacati che non comprendono l'importanza del dialogo.

    Buona serata

    __

    Fantastico il primo utente che dice che ateo e credente sono diversi per natura.

  • 1 decennio fa

    Per me è singolare come un credente non riesca ad accettare le altre persone. Se sei credente, non credi che Dio accolga presso di lui tutti quanti? Se credi in Dio, non è un paradosso che tu credente elimini una fetta di popolazione dal suo infinito abbraccio?

    E gli atei hanno qualche difficoltà anche loro, perchè dall'alto della loro ragione dovrebbero facilmente comprendere come il bisogno di un dio sia un esperienza tutt'altro che irrazionale, ma nasca da certi sentimenti. Ma soprattutto come si fa a innervosirsi per una cosa che non esiste? Se uno ti dice che Topolino è un detective migliore di Dylan Dog, tu che fai, ti innervosisci?

    In questa sezione un semplice scambio di esperienze sarebbe molto più piacevole e produttivo, perchè qua non si tratta di capirsi, ma di accettarsi e sia il credente quanto l'ateo se non si accettano a vicenda entrano in contraddizione con quanto affermano

  • Anonimo
    1 decennio fa

    x gli atei; attenzione che avete il tempo massimo x pentirvi ed abbracciare la vera religione il 31/12/08 alle 24:00 gmt dopo non troverete nessun sacerdote di qualsiasi chiesa che vi farà diventare credente.....augh....

  • 1 decennio fa

    sarebbe possibile se la gente non fosse convinta della necessità di dover convertire chi la pensa in modo diverso.

  • 1 decennio fa

    comprendere non è necessario solo il rispetto lo è.sarei un ipocrita buonista se dicessi che da credente comprendo il non credente(e in tutta sincerita mi meraviglierei se qualcuno mi credesse anche!) io non capisco come si possa vivere senza credere in un essere superiore e nemmeno comprendo come si riesca a vivere cosi ma lo rispetto e non lo giudico.la passione nel parlare di cristo o nel non credere in un Dio è un bene non un male l unica condizione è farlo nel rispetto.

    maral io non capisco la maggior parte delle espressioni dell uomo eppure ne ho rispetto

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