Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 decennio fa

analisi del personaggio don Lollò la Giara di Pirandello?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Don Lolò Zirafa, il protagonista della vicenda, è ricco e taccagno. Vede nemici dappertutto che vogliono depredarlo della sua roba, ed essendo di carattere litigioso, non perde occasione di citare in giudizio i suoi presunti avversari spendendo una fortuna in liti e facendo spesso perdere la pazienza al suo consulente legale, che non vede l'ora di toglierselo di torno.

    Dopo l'acquisto di una nuova enorme giara per conservare l'olio della nuova raccolta, accade un fatto strano: per ragioni misteriose, la giara viene infatti ritrovata perfettamente spaccata in due pezzi; fatto che fa montare Zirafa su tutte le furie.

    La giara potrà comunque essere riparata da Zi' Dima, un artigiano del posto, il quale si vanta di avere inventato un mastice miracoloso. Zirafa, alquanto scettico, insiste comunque affinché Zi' Dima usi anche dei punti di fil di ferro per eseguire l'intervento e rendere più sicura la saldatura: il che offende ed innervosisce profondamente l'artigiano che ritiene che il suo prodigioso mastice sia più che sufficiente a fare un buon lavoro e che i meriti della sua invenzione siano sottovalutati.

    In preda all'ira, Zi' Dima messosi all'interno della giara per eseguire più comodamente la riparazione, si distrae dimenticando che la giara ha un collo parecchio stretto. Il risultato sarà che resterà bloccato all'interno della grande giara.

    Ne nasce subito un contrasto tra Zi' Dima, che vuole comunque essere pagato per la perfetta riparazione che ha eseguito e Zirafa, che si dichiara disposto a pagarlo ma che in cambio vuole essere risarcito poiché per liberarlo bisognerà rompere la giara.

    Don Lolò paga il conciabrocche per il suo lavoro, non per senso di giustizia ma per non stare in torto di fronte alla legge ma, non sapendo come risolvere la situazione, si rivolge per l'ennesima volta al suo avvocato che gli consiglia di liberare Zi' Dima, altrimenti correrà il rischio di essere accusato di sequestro di persona.

    Questo non piace affatto a Don Lolò Zirafa, che ritiene responsabile Zi' Dima del fatto che egli balordamente si è imprigionato da solo nella giara e che, una volta rotta per liberarlo, non sarà più possibile riparare.

    Il cocciuto conciabrocche, a sua volta, si rifiuta di risarcirlo affermando che egli è entrato nella giara proprio per mettere i punti che don Lolò aveva preteso. Se si fosse fidato del suo mastice miracoloso ora avrebbe la giara come nuova e comunque, piuttosto che pagare egli preferisce restare dentro la giara; e lì infatti passerà tranquillamente e allegramente la notte, fra canti e balli dei contadini ai quali, servendosi proprio del denaro ricevuto da Don Lolò, ha offerto vino e cibarie.

    In preda alla rabbia, per il danno e la beffa, Don Lolò Zirafa finisce per tirare un poderoso calcio alla giara che si rompe definitivamente e Zi' Dima, così involontariamente liberato, avrà partita vinta.

    Fine della trama.

    Tematiche pirandelliane [modifica]

    Nella novella come nella commedia, traspare chiaramente la tematica della roba, ripresa dal Verismo verghiano, descritta con il morboso attaccamento di Don Lolò ai beni materiali: la sua funzione nella commedia, comunque, supera la visione del realismo verista, creando invece un effetto tragicomico.

    Alla figura di Don Lolò viene contrapposta quella di Zi' Dima, privo di poteri e risorse materiali, ma consapevole della dignità del suo lavoro che egli esegue con onestà e scrupolo e che considera unico per l'uso di quello che egli ritiene come una sorta di bene intellettuale: il suo miracoloso mastice.

    Nel rapporto antitetico tra due figure completamente diverse, entrambe poco conscie dei propri limiti, ma accomunate dalla stessa cocciutaggine contadina e mosse dai loro istinti, Pirandello riesce a creare una comicità basata sulla situazione grottesca, nella quale uno diventa al contempo debitore e creditore dell'altro.

    Dato che nessuno dei due contendenti può o vuole adempiere al suo dovere nei confronti dell'antagonista, si arriva ad una situazione di stallo dove non è più possibile distinguere chi ha torto e chi ragione come ne Il giuoco delle parti pirandelli

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