L'autonomia dell'infermiere: dov'è??

Ciauz, sono uno studente di scienze infermieristiche. Volevo un consiglio: volevo incentrare la mia tesi sull'autonomia dell'infermiere che è quasi nulla nonostante ci martellino tanto (ovviamente critica). Uno di questi giorni abbiamo parlato della contenzione del malato, pensate che persino mettere le sbarre al letto per evitare che l'utente cada ci va la prescrizione del medico!!!! Qua, dov'è l'autonomia dell'infermiere?? Non parliamo poi del consenso informato o dei prelievi ematici.... Potete darmi qualche consiglio??? Grazie, Luca

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    sono infermiera neolaureata, è vero, l'autonomia dell'infermiere c'è, ma purtroppo ancora non si vede...questo per il retaggio culturale che la sanità, i pazienti e anche il personale ospedialiero italiano si porta dietro da moltissimo tempo che vede la figura del medico ancora sotto una chiave paternalistica (ne è anche un esempio a parere mio parte della risposta di tod che definisce il medico come "capo" per la quale io non sono d'accordo: il medico non è il capo, è vero le conoscenze del medico sono obiettivamente superiori e piu approfondite di quelle dell'infermiere, ma medico e infermiere sono 2 figure professionali ben distinte tra loro, il medico è responsabile dell'assistenza medica, l'infermiere, come dice il DM 739/94 Profilo Professionale "è la figura professionale RESPONSABILE DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA" e in questo sta la competenza, l'autonomia e le responsabilità dell'infermiere che ne conseguono ). Credo che la tua tesi sia un valido argomento anche come punto di partenza per una presa di coscienza della realtà nella quale la nostra figura professionale si trova a dover lavorare, finchè gli infermieri continueranno a sottostare all'idea che il medico è il "capo" e l'infermiere un mero esecutore di "ordini" specialmente di natura pratica, l'autonomia che la nostra professione ha acquistato soprattutto in questi ultimi anni verrà meno, anche perchè di questa presunta autonomia noi ne rispondiamo anche in ambito legale (e non frega a nessun giudice se l'errore compiuto dall'inferm. è stato fatto a seguito di un ordine del medico, perchè oggi l'infermiere dovrebbe conoscere il proprio ruolo, le proprie responsabilità e di conseguenza cosa ci si aspetta dalla propria figura professionale).

    Per quanto riguarda la contenzione fisica: la contenzione necessita dell'approvazione del medico poichè è un atto inteso come come "atto terapeutico" nel senso che ha lo scopo di tutelare l'incolumità del pz o prevenire che il pz stesso nuoci a sè stesso e/o ad altri, di fatti, per legge, prevede una prescrizione medica che indichi lo scopo dell'atto, la durata della contenzione stessa, e anche il parere positivo del pz stesso o dei parenti per esso( tranne in pz con TSO)...se vengono meno questi elementi si rischia una denuncia per sequestro di persona, abusi di mezzi di correzione e disciplina, matrattamenti e lesioni personali, delle quali l'infermiere risponde personalmente in quanto sono sentenze di condanna a livello penale.

    In bocca al lupo per la tesi che ripeto secondo me, è un ottimo argomento.

  • 1 decennio fa

    Il primo consiglio che ti do,è quello di cambiare l'argomento della tua tesina,poichè si limiterebbe a 4 righe,compresa la firma.Da quello che scrivi è evidente la tua inesperienza poichè,chi decide di porre le sbarre al letto,o di contenere il paziente,non è il medico,ma i familiari i quali devono,peraltro,fornire un consenso scritto.I lager non esistono più!Addirittura vorresti fare un prelievo ematico o somministrare farmaci al paziente,senza che ne sia informato,quasi che si trattasse di una persona interdetta!In ogni caso,ricordatelo sempre,devi soggiacere al medico:ubi maior minor cessat!Alessandro.

  • 1 decennio fa

    Pollice in su per Alessandro, la prima cosa che deve sapere un professionista, sono i suoi limiti professionali.

    Benché l' esperienza a volte possa portare a decisioni personali anche giuste o addirittura più giuste della visione medica, queste comunque devono essere discusse col medico, lui è il capo, anche se poi la responsabilità (ahi me!)cade su tutte le figure.

    Lavoro di equipe non vuol dire mettere tutte le figure professionali sullo stesso piano a livello di autorità, è solo un invito al dialogo tra le parti.

    La fiducia del medico va conquistata giorno per giorno, una volta acquisita vedrai che le tue soddisfazioni le avrai.

    Nella libera professione qualcosa cambia ma ti assicuro che il peso della responsabilità che ti prendi senza saperlo è molto grande.

    Fonte/i: Paramedico da 12 anni, diplomato, poi laureato ora iscritto ad un ulteriore scuola in via di riconoscimento, convinto che i 6 anni di differenza tra una "laurea" paramedica ed una in medicina a qualcosa (non a tutto) servano
  • 1 decennio fa

    ho studiato seppur per un anno solo infermieristica e capisco bene di cosa parli, l'autonomia però credo non esista più che altro per colpa degli infermieri che lavorano già da anni e che anno ancora idee vecchie, del resto a loro sono state inculcate così.

    In ogni caso l'autonomia dell'infermiere sta nelle pratiche infermieristiche che gli competono quali medicazioni programmate cateterismo ecc..

    Per il resto l'infermiere non è un medico e in effetti tutto quello studiare per il lavoro che si va poi ad eseguire ha anche poco senso, una certa autonomia esiste nel caso di pericolo di vita nel quale in mancanza di un medico e se non c'è altra possibilità può somministrare determinati tipi di farmaci nella speranza che tutto vada bene.

    Secondo me la tua tesi è molto interessante ma la trasformerei più in una denuncia della situzione attuale.

    So di non poterti essere molto d'aiuto ma se hai qualche idea e vuoi scambiare qualche opinione sarei anche felice di aiutarti magari scrivendomi in privato ciao.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    forse potresti cambiare argomento e incentrarlo sulle possibilità di specializzazione offerte dei master

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