rivoluzione americana!!?

buon giorno....vorrei un breve riassunto sulla rivoluzione americana, non cose prese da wikipedia e anke qualcosa sulla pace di varsailles (se così si scrive)!!

grazie

Cinzia!

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Nel corso del 1600 nella fascia atlantica estesa dai grandi laghi alla Florida si erano formate dodici colonie inglesi che nel 1732. Con l’unione della Georgia, salirono a tredici. Queste però non rappresentavano un meccanismo unitario erano sorte in tempi e in modi molto diversi ed erano sempre pronte alla lite o alla zuffa armata. Da sempre avevano nemici esterni i Francesi ed i Pellirosse, ed erano convinte che, senza il legame con l’Inghilterra, sarebbero state travolte. A differenza delle colonie spagnole dell’America meridionale e di quelle francesi del Canada, le colonie inglesi ebbero una rapida crescita della popolazione per l’afflusso continuo d’immigrati dalle isole britanniche. Le maggiori città erano Filadelfia (24000 abitanti) New York (fondata dagli Olandesi nel 1632 con il nome di Nuova Amsterdam) e Boston. L’organizzazione politica era in mano ad un governatore il cui potere era controbilanciato dalle Assemblee rappresentative, elette dai coloni. Le diverse origini, convinzioni religiose e attività economiche creavano attriti e fratture tra le colonie che si possono dividere in tre gruppi:

    * Quattro colonie del nord (Massachussets, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island) che formavano il New England, a causa della maggioranza di colazione inglese; qui era forte la tradizione puritana (molti coloni erano arrivati nel 1600, durante la persecuzione da parte della dinastia cattolica degli Stewart). Prevalevano piccole fattorie famigliari, condotte con tecniche simili a quelle delle campagne europee; ma gli abitanti di queste regioni, coperte in gran parte da foreste, si dedicavano anche alla produzione di legname, resina, canapa e quindi alla costruzione delle navi, che erano utilizzate per la pesca, che era un’altra importante voce nel campo economico di queste colonie. I quattro stati del nord occupavano un territorio che non permetteva un grande sviluppo agricolo, ma che era favorevole alle attività manifatturiere e commerciali. I fiumi davano una forza motrice per mulini e segherie, le coste offrivano insenature per i porti, le foreste fornivano abbondante materiale per la costruzione di navi.

    * Quattro colonie del centro (New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware) che possedevano le città e i porti più importanti ed erano abitate da gente d’origine diversa: inglesi, Olandesi, Svedesi, tedeschi, Irlandesi e Scozzesi. Nonostante l’attività commerciale dei porti e delle città, queste colonie vivevano prevalentemente con l’agricoltura: la terra era suddivisa in molti appezzamenti dove numerosi piccoli proprietari coltivavano grano, con la forza delle proprie braccia e dei familiari. Inoltre i coloni praticavano la caccia d’animali da pelliccia nelle zone montuose più interne e intenso era il commercio delle pellicce comprate dai pellirossa, e per la loro posizione erano il luogo di scambio dei prodotti tra il nord ed il sud.. La tolleranza religiosa era massima e nelle colonie centrali si trovavano protestanti di chiese diverse (calvinisti, luterani, anglicani), cattolici ed ebrei.

    * Cinque colonie del sud (Virginia, Maryland, Carolina del nord, Carolina del sud, Georgia) che fondavano la loro economia sulle grandi piantagioni di tabacco, d’indaco (la pianta da cui si estraeva il colorante azzurro per tingere i tessuti) e di riso (il cotone, altro pilastro dell’economia americana, fu introdotto solamente in seguito). Qui dominava un’aristocrazia terriera d’origine inglese e di confessione anglicana, formata da un gruppo relativamente esiguo di grandi proprietari, i piantatori mentre i campi erano coltivati da schiavi.

    L’eguaglianza era il bene più ambito dagli abitanti delle colonie, tanto da essere superiore alla libertà. Infatti, nel 1700 legato a quest’amore per l’uguaglianza è lo spirito di tolleranza, cosicché le sette più disparate si abituarono a vivere armonicamente insieme. Se la storia anteriore ci mostra il popolo del Massachussets che caccia gli eretici quando non li uccide, se la legislatura più antica esclude rigorosamente dal diritto di voto chi non appartiene alla fede religiosa dominante in ogni singola colonia, ora invece il popolo è tutto per un uguale ed universale tolleranza. Ciò dipendeva anche dal fatto che fede robusta e fanatica della prima ora si era notevolmente temperata e che la lotta quotidiana per domare il nuovo continente e per raggiungere una condizione di vita accettabile legava fortemente gli uomini agli interessi materiali, suscitando quella tenace ricerca del benessere, che resterà come un’altra caratteristica silente del popolo americano. Tutto ciò non si accordava con le esaltazioni religiose che ancora negli ultimi decenni del 1600 faceva considerare a Congregazionisti del Massachussets “una distrazione seria, ma veramente piacevole” il mettere un po’ d’ordine tra i feretri deposti nelle cantine a Natale. Tuttavia lo spirito religioso non si spense.Quindi le colonie erano nate in modi assai diversi o per l’iniziativa di singoli individui per lo più ricchi borghesi e di società commerciali ai quali il sovrano aveva concesso, con un’apposita Carta, il diritto di proprietà e ampi poteri sui territori occupati: erano le colonie di proprietà. La maggioranza delle colonie erano sorte per l’emigrazione di comuni cittadini che avevano abbandonato la patria per semplice spirito d’avventura o perché perseguitati per motivi religiosi e politici: Inglesi, Scozzesi, Irlandesi e più tardi Olandesi e tedeschi avevano ricercato nel nuovo continente quella libertà che l’Europa non garantiva loro. Erano queste le colonie della corona, poiché era più diretta l’autorità del sovrano. Ogni colonia aveva con la madrepatria un rapporto duale.di svantaggio e di svantaggio. Per quanto riguarda i vantaggi, gli Americani non avevano un esercito ben organizzato né una flotta da guerra, erano protetti dall’armata inglese, nel caso di un attacco massiccio da parte dell’esercito francese o di un assalto marinaro delle flotte francesi od olandesi ai convogli diretti in Inghilterra. Per il resto ogni contadino difendeva i suoi campi dai pellirosse e dai bisonti, a colpi di fucile e ogni porto aveva la sua flottiglia da pesca. Inoltre, in quest’epoca, un inglese pagava mediamente 26 scellini d’imposte dirette, cioè di tasse direttamente versate allo stato, mentre i coloni americani versavano solo uno scellino e non era denunciato il contrabbando con le Antille. Di contro, anche le colonie americane, come tutte le colonie dell’Impero commerciale inglese dovevano contribuire alla ricchezza e allo sviluppo dell’Inghilterra, quindi dovevano produrre per la madrepatria: vino (che altrimenti bisognava importare dalla Francia) legname (importato dalla Svezia) spezie (Portogallo) e inoltre di tabacco, rum, cotone, canapa, catrame, pellicce e d’olio di balena. Le spedizioni dovevano avvenire solo con navi inglesi, i cui proprietari fissavano i prezzi più convenienti per loro e non si preoccupavano dello sviluppo colonico. Questo era un freno per lo sviluppo commerciale ed industriale perché le colonie potavano commerciale solo con la madrepatria e importare da questa tutti i prodotti necessari come manufatti e macchinari e nelle colonie non potevano essere organizzate quelle attività manifatturiere già presenti in Inghilterra, come la costruzione d’imbarcazioni o la produzione di tessuti di lana e cotone: le colonie dovevano quindi limitarsi a tagliare legname nelle foreste, estrarre minerali da qualche miniera, coltivare tabacco. Tutti questi obblighi tendevano a salvaguardare gli interessi dell’Inghilterra e limitavano fortemente la libera iniziativa economica dei coloni, i quali contrabbandavano le merci con le Antille, con il Canada e con gli spagnoli del Messico, oltre che con mercanti olandesi. Dopo la vittoria nella guerra dei sette anni contro la Francia (1756-1763) che Inglesi e coloni avevano combattuto a fianco a fianco, le attese delle due parti erano diverse, infatti, i coloni, che erano quasi due milioni, aspettavano da Londra il permesso di occupare i territori indiani dell’interno, essendo i francesi sconfitti ritornati in patria dopo il trattato di Parigi (1763) che li assegnava all’Inghilterra, come compenso del loro aiuto, mentre gli Inglesi ritenevano doveroso che i coloni pagassero le spese occorse per difenderli, come affermavano i parlamentari inglesi, spalleggiati dal re Giorgio III (1760-1820). Infatti, in una guerra che si era estesa dall’America all’India, aveva prosciugato le casse inglesi, nonostante l’Inghilterra ne fosse uscita vittoriosa. Pertanto nel 1764 il Parlamento impedì ai coloni di stabilirsi nei nuovi territori, per favorire gli interessi della società commerciale di Londra, che intendevano appropriarsene. Inoltre fu approvata una legge che modificava i dazi d’alcuni prodotti importati nelle colonie: caffè, zucchero, vino, melassa (importata dalle Antille) che serviva a produrre il rum, seta divennero più cari per i mercanti americani. Nel 1765 la legge del bollo (Stamp Act) impose una tassa su tutti gli articoli di carta: libri, giornali, almanacchi e soprattutto documenti legali, tra cui quelli necessari alla compravendita. Gli Americani non accettarono queste decisioni, che avvantaggiavano esclusivamente l’Inghilterra e si richiamarono ad un principio riconosciuto dalla Costituzione inglese: solo i rappresentanti dei cittadini potevano imporre tasse. I coloni riconoscevano questo compito alle Assemblee locali da loro elette, non al Parlamento inglese, nel quale non avevano nessun rappresentante. Anche la maggior parte degli Inglesi non prendeva parte alle elezioni dei membri della Camera dei Comuni, accettandone tuttavia le decisioni: gli Americani però oltre ad aver maturato una diversa idea di rappresentanza, avevano una gran paura, se avessero riconosciuto al Parlamento il diritto di tassarli, in fut

  • 1 decennio fa

    La Guerra di indipendenza americana è l'insieme di eventi che fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie americane.Nelle 13 colonie americane esistevano delle condizioni che non erano presenti in alcun territorio europeo (disponibilità di terre a basso prezzo, i bassi costi della manodopera, i canali di scambio).Tutte le colonie erano sottoposte a rigidi vincoli dalla Madre Patria, ma la situazione era di equilibrio perchè anche se i coloni potevano acquistare merce solo dalla Gran Bretagna i traffici illegali erano “consentiti”. La situazione cambiò con la fine della guerra dei sette anni che aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, ed i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. La Corona inglese pero pretendeva un risarcimento per le spese sostenute per la loro protezione e quindi si impossessarono della Louisiana che i coloni volevano occupare. A queste amarezze si aggiunse quella di imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero emanando norme impopolari, fra le quali possiamo ricordare la legge sullo zucchero e la legge sul bollo . I coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti. Dal momento che essere sottoposti a leggi che non si è contribuito a formare equivaleva per i coloni alla schiavitù, i coloni sentivano di essere trattati dall'Inghilterra come negri. Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma sostituita con una serie di imposte indirette. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, e nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè. Nel 1763 i coloni avanzarono più insistentemente le loro richieste e il primo episodio di violenza avvenne a seguito delle legge sul te. Il primo episodio di rivolta è quello ricordato come Tea Party, (1773) durante il quale un gruppo di coloni mascherati da indiani assalta una nave carica di tè gettando in mare una ventina di balle. La risposta inglese non si fece attendere è il porto di Boston venne chiuso, le assemblee locali sciolte. Il 5 settembre 1774 i coloni si riunirono nel primo congresso continentale di Filadelfia. Nel 1775 si ebbe uno scontro delle parti e dopo un mese venne convocato il secondo Congresso continentale che adotto la decisione di formare un esercito sotto il comando di George Washington. Il 17 giugno 1775 si ebbe il primo scontro armato di notevole importanza a Bunker Hill. Lo stesso anno il monarca inglese Giorgio III decretò che fossero interrotti i rapporti commerciali con le colonie. L’anno successivo l assemblea del Massachusetts proclamava il diritto alla resistenza. Il 4 luglio 1776 il Terzo congresso approvò una Dichiarazione d indipendenza. A seguito di ciò l’ Inghilterra riuscì formare un esercito numeroso rispetto quello dei coloni ma i coloni ottonerò una grande vittoria a Saratoga. Nel 1778 grazie a Benjamin Franklin venne stipulata una alleanza militare con la Francia e la Spagna. Nell’ autunno del 1781 l’esercito inglese fu bloccato nella penisola di Yorktown da quello franco-americano. Ad ottobre gli inglesi dichiararono la sconfitta. Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna, Minorca e Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille e il Senegal.

    ^__^ spero di esserti stata utile!

  • nn ti poxo proprio aiutare nn mi rikordo piu' niente delle medie mi disp ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sulla rivoluzione posso dirti che nasce da parecchi fattori. Uno (nn il principale) è anche che la madrepartia nn ci teneva troppo all'espansione verso Ovest, almeno fino a che in Canada ci furono i Francesi (1763), nn volendo irritare più di quanto nn lo fossero già da un secolo i pellirosse, da usarsi semmai contro i francesi. Il colono invece manifestava già il desiderio di andare ad ovest, il "go west" che da allora per 130 anni sarà il motto americano. Altre cose che il colono manifestava ed in madrepatria nn erano capite, erano modi di vivere e vedere diversi da quelli inglesi, e nati da 160 anni di vita coloniale del tutto differente da quella in patria, patria che nessuno ormai conosceva essendo quasi tutti nati in America. Inoltre nn va dimenticato che per certi versi le 13 colonie erano lo "scarico" di elementi un pò malvisti in Gb, come i puritani ed altre sette giudicati troppo rigidi e moralisti anche allora (elementi di moralismo e puritanesimo, contrastanti con l'eccesso di spregiudicatezza altrimenti dimostrato, emergono ancor oggi nella cultura americana che evidentemente in 300 anni nn ha ricucito gli estremismi): fra l'altro in America nn c'erano nobili, ovvero solo i cadetti, meno agiati dei fortunati primigeniti, quindi c'era uma mentalità di tipo borghese ed avulsa dai privilegi in uso in Europa al momento. Ecco la radice del feroce capitalismo americano: nasce dalla lotta per la sopravvivenza (o per la fortuna da farsi sfacciatamente), dalla mancanza o quasi di regole della vita di frontiera, dall'apparente eguaglianza intesa nn come fonte di diritti ma come equa base di partenza per la lotta economica senza quartiere. Fintanto che la Francia era un nemico alle porte (fino al 1763) le colonie erano in perenne stato di guerra, calda o "fredda". Accanto alle truppe regie, c'erano anche le milizie, ma i rapporti fra queste ed il governo erano sempre tesi. Finita la guerra, ci furono problemi fra chi voleva il ritiro delle truppe in quanto viste come un costo inutile, e chi invece voleva mantenerle. IN tutto questo si inserisce la vicenda delle milizie: protezione contro gli indiani o potenziale pericolo per la Corona? Si noti che fino alla Guerra di Secessione gli usa avranno un'aliquota federale di truppe accanto alle milizie di zona. Uno degli atti che farà esplodere la guerra di secessione, cento anni dopo, sarà il decreto sudista che passava ai singoli Stati secessionisti - quindi alle loro milizie - le fortificazioni costiere e gli arsenali fino ad allora considerati federali. Quindi, il probleme delle difesa delle colonie dagli indiani (o meglio: dalla reazione degli indiani alla spinta verso Ovest che nemmeno la Corona appovava del tutto) si unisce a quello politico della rappresentanza: chissà perchè, i coloniali non avevano diritto alla rappresentanza ai Comuni. Però, le tasse venivano pagate, anzi i coloniali lamentavano certe discriminazioni su determinati diritti di esportazione mentre dalla madrepatria i prodotti arrivavano "duty free",esentasse. Si chiedeva quindi "no taxation without representation", di nn essere tassati se nn si veniva considerati elettori ed eleggibili. Lord Philip Stanhope mise in guardia Londra:"per una bazzecola di 200.000 sterline di tasse perderemmo colonie che ne rendono almeno 2.000.000, oltre al danno strategico". Londra invece si impunta e alle provocazioni (le casse di tè gettate in acqua a Boston: sul tè c'era una accisa che i coloniali nn volevano più pagare e che invece a Londra rendeva parecchio) rispose inviando le truppe. All'inizio la guerra nn andò troppo bene per gli insorti: ma quando la Francia entrò nel conflitto sperando di estromettere la Gb dal controllo del nordamerica, Londra dovette scegliere se radicalizzare il conflitto o cedere. Nel 1783 gli usa divennero indipendenti. Le spese per le continue guerre contro la Gb furono uno dei componenti la crisi economica che spingerà la Francia alla Rivoluzione: da canto suo, la rivoluzione francese si ispirerà molto nei contenuti politici a quella americana.

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  • 1 decennio fa

    la fai facile...

    Comunque la rivoluzione americana ebbe inizio per due motivi principali:

    1 la madre patria ( l'inghilterra aveva 13 colonie in america) aveva aumentato i dazi come lo stamp act e lo sugar act che erano tasse sulle canne da zucchero e sulle carte da gioco;

    2 l'ingilterra vietava in modo tassativo la vendita di merci ad altri pesi quindi le colonie avevano un unico sbocco commerciale. Alle colonie finoa al 1732 andava bene perchè in cambio la madre patria forniva la difesa contro la Francia che premeva ed era situata in canada, ma quando cn la guerra dei sette anni la francia perse l'avamposto canadese, le colonie non avevano piu bisogno della madrepatria e si ribbellarono, inizalmente sul campo giuridico poi pero quando l'inghilterra diede il monopolio commerciale alla compagnia delle indie scoppiarono violente rivolte soprattutto a boston dove i " figli della libertà " che chiedevano la lotta armata contro l'inghilterra. Nel 1774 ci fu un congresso dove parterciparono 12 stati su 13 mancava la georgia,e qui si prese la decisione di iniziare la guerra. Le truppe americane erano guidate da george

    Fonte/i: woshington e dopo 2 sole battaglie l'inghilterra sancì la liberta delle colonie, l'america fu aiutata dalla francia che si voleva vendicare della sconfitta precedentemente impartitagli. spero di essere stato chiero ciaooo
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