Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

aiuto?????vi prego subito''''''''''''?

mi servono le caratteristiche delle poesie di ungaretti e dell'ermetismo....................grazie!!in aanticipo!!

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
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    POETICA UNGARETTI

    Ungaretti concepisce la poesia come strumenti di conoscenza della realtà; infatti egli ritiene che la conoscenza della realtà interiore ed esteriore della coscienza non si raggiungono per via razionale o scientifica, ma per via analogica; questa via appunto consente di scoprire le relazioni esistenti tra gli esseri umani e perviene alla coscienza di sentirsi in armonia con l’universo alla percezione dell’assoluto e alla fede di Dio.

    Quindi la sua poesia contiene la storia dell’itinerario del poeta: dall’angoscia esistenziale, che deriva dal senso di dolore, alla fede in Dio; dalla condizione di “uomo di pena” alla condizione di “uomo di fede”.

    Questa sua ideologia spiega il titolo “Vita di un uomo” che egli assegnò alla raccolta delle sue opere.

    Naturalmente per poter ricercare l’autenticità dell’essere, egli necessitava di un’espressione adeguata, che la individuò nella parola nuda, scabra ed essenziale, che riconduceva alla purezza e freschezza delle origini dell’uomo.

    ERMETISMO

    Espressioni decadentistiche si riconoscono non solo nella difficile poesia "essenziale" degli Ermetici; ma anche nelle deformazioni stilistiche e contenutistiche di altri scrittori, oscillanti fra spregiudicato erotismo e inquietudine esistenziale, calligrafismo e capriole sintattiche, fino al gusto del primitivo, del violento, dell’eslege in Pier Paolo Pasolini.

    Cifra comune dei poeti Ermetici è il contrasto fra il mondo reale e quello che l’artista sente pulsare dentro di sé, e del quale può appagarsi. Un tale contrasto si risolve nella "assenza", che non è inerzia, ma attesa della verità da parte del poeta e stupore della sua scoperta, nella escavazione interiore, nel ripiegamento sulle proprie inquietudini spirituali. Le vicende visibili non entrano in questo mondo, in cui spazio e tempo scompaiono, traducendosi in dimensioni psichiche. Carattere costante è la ricerca di una poesia essenziale, nella quale la parola abbia una sua assolutezza nuda e la espressione rifugga da ogni abbandono alla retorica, alla discorsività, al sentimentalismo, profilandosi come dettata da improvvisa illuminazione. La parola, insomma, assume un valore enorme, totalitario ed è strumento catartico, liberatorio. Il poeta ermetico rifiuta la parola come "scambio" (da ciò deriva la oscurità di significato per colui che, accostandosi a questo tipo di lirica, voglia leggere la parola in tale senso). Essendo creazione e rivelazione, la parola è allusiva, imprevedibile, non sempre rispondente al senso lessicale e spesso iperbolica, più adatta a smaterializzare il dato di fatto che a renderlo nella sua concretezza. Una tale parola non potrà naturalmente essere inserita in costrutti rispettosi di regole tradizionali, quali che siano. L’aggettivo inoltre non ha valore descrittivo, ma varrà a sfumare l’oggetto in dimensione non realistica con la sinestesìa (dal greco = percezione contemporanea), cioè con l’unione di termini appartenenti a campi sensoriali diversi: voce striata, oscurità melodiosa, bianco silenzio, odore biondo. I nessi tra le immagini non ripetono quelli della realtà e della logica della lingua parlata; ma insorgono fra le parole rapporti nuovi e invisibili, accostamenti imprevisti, in una successione di forme ellittiche. Queste forme trovano la loro espressione più alta nella analogia, la quale elimina la tradizionale figura della similitudine, e quindi l’uso del come tra termini distanti.

    spero d esserti stato d'aiuto

  • Anonimo
    1 decennio fa
  • Anonimo
    1 decennio fa

    ungaretti nella maggior parte delle poesie fa risaltare i problemi della guerra... ( "raccolta allegria"). l'ermetismo è caratterizzato da tendenze poetiche di carattere chiuso, difficile e aristocratico. l'ermetismo fa coincidere la poesia con la "vita", intesa come raltà più intima e raccolta dell'uomo, al di fuori di ogni superficiale confusione con atteggiamenti e pose esteriori.gli ermetici usano molto l'analogia in modo da cogliere la realtà misteriosa, trasferendo i dati dell'esperienza su un piano interiore e spirituale.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Lo stile è scarno, ermetico e sintetico poiché fa della parola il centro espressivo della poesia, un esempio è dato dalla poesia intitolata Mattino. La metrica è libera, non ci sono rime e il verso è spesso brevissimo. Tramite analogie tra oggetti e sentimenti Ungaretti è capace di comunicare sinteticamente intuizioni altrimenti indecifrabili. Queste caratteristiche lo avvicinano molto ai poeti ermetici. Attraverso flash e frasi scomposte, Ungaretti riesce a descrivere un ambiente con parole che hanno un significato più profondo di quanto si possa superficialmente avvertire. Un esempio è la poesia Fratelli, nella quale il poeta descrive come i suoi compagni di trincea, ma anche i suoi nemici, siano per lui fratelli, dato che una cosa li accomuna, sono tutti uomini che subiscono e percepiscono allo stesso modo le atrocità portate dalla guerra.

    emetismo

    Movimento italiano che nacque negli anni anni '20 e raggiunse l'apice negli anni fra il 1930 e il 1940.

    l tecucumine, coniato da Francesco Flora, rimanda all'idea di una magia della parola poetica. Alla base di questo movimento, che ebbe come modello i grandi del decadentismo francese come Mallarmé, Rimbaud e Valéry, si trova un gruppo di poeti, chiamati ermetici, che seguirono gli insegnamenti di Giuseppe Ungaretti e di Eugenio Montale.

    Il termine prende nome da Ermete Trismegisto e da ermes, filosofo greco vissuto tra il II e III secolo D.C., il quale nei suoi libri descrive alcune pratiche intrise di mistero e magia. Con questo termine, nei primi anni del '900 si vollero indicare sia l'oscurità, a volte enigmatica, della nuova poesia, sia il suo carattere selettivo, cioè di messaggio riservato a poche persone.

    I poeti ermetici perseguono l'ideale di una “poesia libera pura” da ogni finalità pratica, senza scopo educativo. Il tema centrale della poesia ermetica è il senso della solitudine disperata dell'uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivistica e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente. Egli vive in un mondo incomprensibile sconvolto dalle guerre e offeso dalle dittature per tanto il poeta ha una visione della vita sfiduciata, priva di illusioni. Costoro rifiutano la parola come atto di comunicazione per lasciarle solo il carattere evocativo. La poesia degli ermetici è una poesia di stati d'animo, di ripiegamento interiore espresso in un tono raccolto e sommesso, con un linguaggio raffinato ed evocativo che sfuma ogni riferimento diretto all'esperienza in un gioco di allusioni.

    Gli ermetici si servono della forma dell'analogia per rappresentare la condizione tragica dell'esistenza umana isolandosi in uno spazio interiore a difesa dalla retorica fascista.

    Appartiene al movimento ermetico il poeta Giuseppe Ungaretti. Possiamo considerare Ungaretti come ermetico nella sua raccolta "Sentimento del tempo", successiva alla sua conversione al cattolicesimo, ma questo non fa di lui un ermetico a tutti gli effetti. .

    Nel campo della critica ermetica autorevole fu la figura di Carlo Bo che, con il suo discorso La letteratura come vita del 1938, scrisse il vero manifesto ermetico parlando di poesia intesa come momento dell'assoluto. Tra gli altri teorici e critici dell'ermetismo si ricordano Oreste Macrì, Giansiro Ferrata, Luciano Anceschi e lo stesso Mario Luzi.

    Nella seconda metà degli anni trenta maturarono a Firenze, intorno alla rivista Il Frontespizio e Solaria, un vero gruppo di ermetici che, prendendo come riferimento Ungaretti, Quasimodo e Onofri, si rifacevano direttamente al simbolismo europeo e si affacciavano alle più recenti esperienze di quegli anni, come al surrealismo e all'esistenzialismo.

    Lo stile difficile e chiuso nella ricerca della forma analogica, insieme all'approfondimento di una nascosta esperienza interiore, contraddistinse questo gruppo che, rifiutando in modo diretto ogni impegno politico e sociale , cercava di staccarsi dalla cultura fascista. Tra questi giovani intellettuali, alcuni assunsero posizioni antifasciste come Romano Bilenchi, Elio Vittorini, Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. La tradizione è la migliore alleata dell'ermetismo.

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