Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Qualcuno è capace di spiegarmi questo passo della Bibbia? Il contesto storico e altre informazioni?

[1] Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.

[2] Vanità delle vanità, dice Qoèlet,

vanità delle vanità, tutto è vanità.

[3] Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno

per cui fatica sotto il sole?

[4] Una generazione va, una generazione viene

ma la terra resta sempre la stessa.

[5] Il sole sorge e il sole tramonta,

si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

[6] Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;

gira e rigira

e sopra i suoi giri il vento ritorna.

[7] Tutti i fiumi vanno al mare,

eppure il mare non è mai pieno:

raggiunta la loro mèta,

i fiumi riprendono la loro marcia.

[8] Tutte le cose sono in travaglio

e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

Non si sazia l'occhio di guardare

né mai l'orecchio è sazio di udire.

[9] Ciò che è stato sarà

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c'è niente di nuovo sotto il sole.

[10] C'è forse qualcosa di cui si possa dire:

"Guarda, questa è una novità"?

Proprio questa è già stata nei secoli

che ci hanno preceduto.

[11] Non resta più ricordo degli antichi,

ma neppure di coloro che saranno

si conserverà memoria

presso coloro che verranno in seguito.

[12] Io, Qoèlet, sono stato re d'Israele in Gerusalemme.

[13] Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo. È questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino.

[14] Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.

[15] Ciò che è storto non si può raddrizzare

e quel che manca non si può contare.

[16] Pensavo e dicevo fra me: "Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza".

[17] Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento,

[18] perchè

molta sapienza, molto affanno;

chi accresce il sapere, aumenta il dolore

6 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ciao Luce,

    Il libro biblico di Eccesiaste è stato terminato di scrivere prima del 1000 a.E.V.

    Questo è l'altro nome del libro, lo scrittore è il re Salomone figlio di Davide.

    Il libro di Ecclesiaste fu scritto per uno scopo nobile. Salomone, in qualità di condottiero di un popolo dedicato a Javhè, aveva la responsabilità di mantenerlo unito e fedele alla propria dedicazione. Egli cercò di adempiere questa responsabilità mediante i saggi consigli di Ecclesiaste.

    In Ecclesiaste al cpitolo 1il verso 1 Salomone si definisce il “congregatore”. In ebraico il termine è Qohèleth, e nella Bibbia ebraica il libro ha questo nome. La Settanta greca usa il titolo Ekklesiastès, che significa “membro di un’ecclesia (congregazione; assemblea)”, da cui deriva l’italiano Ecclesiaste. Comunque, Qohèleth è più appropriatamente tradotto “Il congregatore”, e questa è anche una designazione più adatta a Salomone. Indica lo scopo per cui egli scrisse il libro.

    Se vogliamo essere sintetici, i brani da te esposti contengono una verità assoluta che per il semplice uomo tutto è vanità; una generazione prende il posto di un’altra, e persino i cicli naturali sono ripetitivi e tediosi.

    La vita vista da questa ottica è pessimista, ma non era questo che il congregatore voleva trasmettere.

    Lo scopo di questo scritto è informare le generazioni future del percorso della vita, e siccome quest'ultima ha una fine, e non è neppure tanto lunga,l'obbiettivo dell'uomo dovrebbe essere quella di ricercare l'equilibrio fra se stesso e gli altri.

    I passi da te citati hanno un denominatore comune, che sono gli estremi:

    "Il troppo lavoro",

    "il troppo svago"

    "il troppo avere", e via dicendo, l'insegnamento che ci vuole trasmettere?

    Innanzi tutto Ecclesiaste rispecchia la sapienza divina, che influì sul cuore e sulla mente di Salomone. Avendo il tempo, le risorse e la perspicacia necessari, Salomone esaminò “ogni cosa che si [era] fatta sotto i cieli”. Vide che per la maggior parte “era vanità e un correr dietro al vento”, ci fa valutare bene a tenere conto quando riflettiamo sullo scopo della nostra vita, versi13, 14, 16) Salomone fu franco, realista.

    Un altro insegnamento lo danno i versi 15, 18.Per esempio,

    Nel corso dei secoli l’uomo ha provato varie forme di governo, a volte nel sincero tentativo di risolvere i problemi e di migliorare le condizioni della gente. Ma è riuscito qualche governo a raddrizzare tutte le cose “storte” dell’attuale sistema imperfetto?

    Fa poi notare che più conoscenza si ha, più ci si rende conto dell’impossibilità di correggere veramente le cose nel breve arco di una vita. Questa consapevolezza è per molti causa di frustrazione, ma non dev’esserlo necessariamente per noi.

    Per concludere, questi passi hanno il potere di valutare la nostra vita per quello che è, e di utilizzarla al meglio.

    La conclusione del libro di Ecclesiaste è significativa, perchè dice:

    "La conclusione dell’argomento, avendo udito ogni cosa, è: Temi il [vero] Dio e osserva i suoi comandamenti. Poiché questo è l’intero [obbligo] dell’uomo."

    Cose buone db.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    [1] Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.

    Sono parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme:

    [2] Vanita` delle vanita`, dice Qoe`let,

    vanita` delle vanita`, tutto e` vanita`.

    = E' tutto futile

    [3] Quale utilita` ricava l'uomo da tutto l'affanno

    per cui fatica sotto il sole?

    = Perche' l'uomo si affanna?

    [4] Una generazione va, una generazione viene

    ma la terra resta sempre la stessa.

    = Nulla cambia

    [5] Il sole sorge e il sole tramonta,

    si affretta verso il luogo da dove risorgera`.

    = I giorni passano.

    [6] Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;

    gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.

    = Il vento soffia di qua e di la'.

    [7] Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non e` mai pieno:

    raggiunta la loro meta, i fiumi riprendono la loro marcia.

    = I fiumi scorrono e io che pure sono figlio del re di Gerusalemme, non capisco proprio come facciano.

    [8] Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

    Non si sazia l'occhio di guardare ne´ mai l'orecchio e` sazio di udire.

    = Il mondo e' difficile e non so il perche' quindi nessuno potrebbe spiegarlo, se non lo so io.

    [9] Cio` che e` stato sara` e cio` che si e` fatto si rifara`;

    non c'e` niente di nuovo sotto il sole.

    = La vita continua.

    [10] C'e` forse qualcosa di cui si possa dire:

    "Guarda, questa e` una novita`"?

    Proprio questa e` gia` stata nei secoli che ci hanno preceduto.

    = Non c'e' niente di nuovo, perfino i miei vestiti sono stati gia' indossati da mio fratello.

    [11] Non resta piu` ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conservera` memoria presso coloro che verranno in seguito.

    = La gente non ha memoria.

    [12] Io, Qoelet, sono stato re d'Israele in Gerusalemme.

    = Sono un gran figo

    [13] Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto cio` che si fa sotto il cielo. E` questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perche´ in essa fatichino.

    = Mi sono messo a studiare pur non avendo capito un bel nulla. E' un lavoro, mica uno svago per cui non ridere.

    [14] Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto e` vanita` e un inseguire il vento.

    = Ho studiato molto e ritengo che sia tutto fine a se' stesso, come inseguire il vento.

    [15] Cio` che e` storto non si puo` raddrizzare

    e quel che manca non si puo` contare.

    = Non possiamo mica cambiare le cose come ci pare, ci mancano infatti le basi di fisica.

    [16] Pensavo e dicevo fra me: "Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e piu` vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza".

    = Passo il tempo a vantarmi di come sono intelligente.

    [17] Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo e` un inseguire il vento,

    = Dopo tanto osservare ho capito che anche studiare non serve a nulla, tanto vale essere stupidi.

    [18] perche` molta sapienza, molto affanno;

    chi accresce il sapere, aumenta il dolore

    = Piu' scopro e piu' non capisico, per cui questa indagine mi porta solo frustrazioni, meglio tornare a fare il re che almeno come despota mi divertivo.

    Riflessione.

    In questi passi, si legge tutto lo sconforto di una persona che ha cercato di capire le cose, ma non ci arriva. Ovvio che sia tutto futile, credeva di trovare uno scopo al mondo? Se ha davvero osservato il mondo, la conclusione ce l'ha gia', ha compreso che non c'e' un perche', per cui tutto il discorso si potrebbe concludere al primo passo. Poi i successivi ripetono grossomodo le stesse cose, il tempo passa, nulla cambia, bla bla bla, i fiumi, il vento, i criceti, un discorso che non lo porta da nessuna parte, se ne accorge e allora cambia argomento con uno piu' interessante per lui e si mette a parlare di se' stesso, senza immaginare che ce ne importa assai poco.

  • 6 anni fa

    ...e molto semplice... LA TERRA NON SARA MAI DISTRUTTA DALL UOMO PERCHE DIO NON LO PERMETTERA . LA TERRA E STATA CREATA PER ESISTERE IN ETERNO.... QUESTO E IL SIGNIFICATO ALLA LUCE DI TUTTA LA SCRITTURA ISPIRATA DALLO SPIRITO DI DIO...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ti rispondo sinceramente... non penso troverai davvero qualcuno che ti rispondera'....

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    Lv 5
    1 decennio fa

    L'Ecclesiaste è un brano di grande effetto,

    controverso e misterioso, probabilmente criptico.

    Non è accertato se faccia o meno, parte della Bibbia Ufficiale...

    Il messaggio principale è manifesto: Niente di nuovo è sotto il sole.

    Uno dei grandi misteri per l'uomo è la comprensione e la 'gestione' del Tempo. Un carcere psichico, che lega l'essere su una Monorotaia a senso unico, concatenata e parallela a tanti altri percorsi, di milioni di altri individui, legati come te, e proiettati a gran velocità, verso ...il Nulla.

    Eppure, sia ai grandi spiriti eletti (gli artisti), sia all'uomo della strada, è capitato di provare la sensazione di 'svelare l'opera compiuta'.

    Cioè quella sensazione che prova l'esecutore, che crea e mette in opera un progetto di essere arrivato, alla fine di questo, al risultato finale ( in gene re il migliore, almeno in quel contesto) e aver realizzato, con aggiusti e rifacimenti e correzioni, l'Opera giusta...

    per assurdo si ha la sensazione che quello e solo quello, sarebbe potuto essere il giusto punto di arrivo.

    Mi spiego:

    Michelangelo, posto davanti a un pezzo di marmo il giorno X,

    decide di cominciare un opera scultorea, la vita continua, i giorni si susseguono, gli umori e gli affari di M. si concatenano ad altri e si evolvono.

    L'Artista in un mese o in dieci anni, compie l'opera, aggiusta il tiro, opera rifacimenti, rimaneggiamenti e ridecisioni:

    eppure, quando l'Opera è compiuta ha la netta sensazione, che quello e solo quello era il risultato da raggiungere.

    Sente che nel pezzo di marmo iniziale c'era il 'desiderio' di trasformarsi in quella Statua.

    Questa sensazione è un mistero, e potrebbe rappresentare uno degli inganni del tempo: un tempo circolare, ciclico, già vissuto e caratterizzato in certi spiriti da potenti 'dejavu'.

  • 1 decennio fa

    Ed invece, una risposta c'è.

    Segui il link. :)

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