Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

Aiuto....mi aiutate??? 10 pt al +veloce!?

mi spiegate brevemente l'arte del carolingio e dell'ottaniano??

doma ho l'interog di arte sull'arte paleocristiana,cristiana,romana,bizantina,l'epocA comunale e il carolingio e l'ottoniano

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il feudalesimo dopo l'impero Carolingio Le strutture politiche e militari dell'Impero Carolingio furono incapaci di opporre un'adeguata resistenza agli attacchi di Normanni, Saraceni ed Ungari, poiché, in mancanza di un potere centrale organizzato che fosse in grado di coordinare le trenta signorie territoriali che costituivano l'Impero nel 900, la crisi fu presto imminente. Nonostante la presenza di Conti e Marchesi, i veri attuatori della difesa del territorio furono i “signori locali” minori che diedero origine ad una corsa alla fortificazione che vide, tra il IX sec e il X sec, la nascita di centinaia di castelli. Queste non erano vere e proprie costruzioni in muratura, ma palizzate in legno che circondavano il borgo con un edificio principale che sorgeva su un' altura ed era chiamato “motta”. Le motivazioni di queste costruzioni non erano solo la difesa di territorio e popolazione, ma anche strumento di offesa contro altri signori terrieri, questo fenomeno fu detto Incastellamento. Il suddetto fenomeno diede origine ad una indipendenza vera e propria dei vassalli, che furono poi chiamati “signorie bannali”, e fu chiamato dagli storici attuali “mutazione feudale” per sottolineare la sua importanza. Inoltre esse ottennero poi, con il Capitolare di Quierzy, il riconoscimento dell'ereditarietà dei loro feudi. Lo strumento giuridico di questo periodo fu l'immunità che garantiva a chi la possedeva la capacità di impedire ai funzionari del re di esercitare il loro pubblico potere all'interno del proprio territorio e che divise questo in migliaia di parti autonome. La rinascita dell'Impero di Germania Nel 911 morì l'ultimo discendente del ramo orientale dei Carolingi, e i duchi tedeschi elessero re per primo Corrado, duca di Franconia, e in seguito Enrico, duca di Sassonia. Enrico combatté contro gli Ungari ma solo il figlio, Ottone I, suo erede li sconfisse definitivamente a Lechfeld nel 955. Ottone I dovette fronteggiare le rivolte dei duchi, per sottrarsi al loro controllo egli, incoronato imperatore dal Papa Giovanni XII, governò il suo regno servendosi di conti scelti fra vescovi e abati. I vescovi-conti ricevevano sia il potere spirituale (anello e pastorale), sia quello temporale (la spada). Così Ottone aveva tre risultati importanti: 1° la chiesa tedesca era subordinata all'impero e coinvolta nella sua difesa; 2° evitava la formazione di dinastie di conti (alla morte dei vescovi i poteri tornavano all'imperatore); 3° utilizzava come collaboratori gli uomini culturalmente più preparati de regno. In Italia Ottone riuscì a sottomettere i feudatari del Nord, nell'intento di ridare prestigio al pontificato, ma anche per esercitare un controllo sulla chiesa, Ottone emanò un atto, il privilegium Othonis. Con questo trattato Ottone affermava di possedere il diritto di confermare la carica del Papa e che quest'ultimo era obbligato ad incoronare imperatori

    L'ARTE BARBARICA E LE COSIDDETTE “ARTI MINORI” Per arte barbarica s'intende la creazione artistica tra i popoli non romanizzati, tra i barbari, per l'appunto. Essi erano ancora nomadi prima di conoscere il mondo romano e quindi era difficile per genti nomadi adoperare pietra o mattoni per le costruzioni. Infatti, queste genti adoperavano il carro e le tende come casa come luogo di culto, che erano molto più maneggevoli rispetto alle irremovibili costruzioni in pietra o in metalli. I materiali quindi più usato da queste popolazioni fu sicuramente il legno, più maneggevole e leggero, anche se meno resistente. Come le costruzioni in pietra, non esistevano affreschi o dipinti troppo pesanti perché fossero trasportati, quindi i nomadi usarono sempre oggetti piccoli, leggeri e poco ingombranti. L'arte barbarica era limitata alle decorazioni, che riprendevano motivi naturali (le foglie e gli arbusti, ma anche motivi animali, fantastici o reali). L'arte barbarica si restringeva all'oreficeria, alle piccole sculture in legno e alla decorazione, alle cosiddette, cioè, “arti minori”. I LONGOBARDI A CIVIDALE DEL FRIULI Il ricordo di Bisanzio e la “paura del vuoto” Nel 568 d.C. la penisola italiana fu invasa da una popolazione barbarica, proveniente dall'Europa Sud-Orientale, i Longobardi. Essi riuscirono a conquistare quasi tutta l'Italia sotto il re Alboino e fondarono un grande regno, che aveva come capitale Pavia, ma il regno stesso era diviso in piccoli ducati governati dai duchi, che erano autonomi, com'era da sempre stato nella tradizione barbarica. Le presenze più importanti d'arti longobarde si trovano a Cividàle del Friuli, dove però sono rimaste solo spoglie o rovine di tutto ciò che c'era prima. La più importante testimonianza è la Majestas Domini (= maestà del Signore), un bassorilievo che vede la figura del Cristo sovradimensionata, di fronte, con accanto due angeli. Il tutto è circondato da un'aureola leggermente schiacciata sui lati, che in ogni caso mantiene il significato di gloria e maestà divine. L'aureola, detta mandorla è formata da quattro rami, sorretti da altrettanti angeli, i quali hanno stranamente delle mani molto grandi, le quali sottolineano l'azione che i soggetti stanno compiendo. L'anatomia delle figure è del tutto abbozzata, ma sono le numerose decorazioni che danno vita alla scultura. I punti vuoti sono riempiti con fiori o croci, disposte senza uno schema o una simmetria. Questo fenomeno è detto horror vacui, ossia “paura del vuoto”. Un altro importante monumento è il Tempietto di Santa Maria in Valle, risalente al VIII secolo. Esso è una chiesetta a pianta rettangolare, con presbiterio coperto di tre volte a botte. Il tempietto ha tuttora un'ampia decorazione di stucchi, un impasto di acqua, sabbia, polvere di marmo e calce che veniva inciso a secco. L'ARTE DELLA RINASCENZA CAROLINGIA E OTTONIANA Il sogno della grandezza romana I Franchi, erano guidati da Carlo Magno

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