Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

il pane e i greci?

mi serve urgentemente materiale sulla storia del pane in grecia...e tante immagini al riguardo...grz

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    IL PANE

    Peró, per diverse che fossero le usanze, in tutte queste cittá l'alimento base restó sempre il pane. Si trattava di pane che poteva sembrare diverso perché diverse erano le forme nelle quali esso veniva foggiato nelle diverse regioni, ma sempre pane era. In Grecia dato che ogni cittá aveva le sue varietá preferite ne esisteva un grandissimo numero di tipi tanto che se ne potevano contare ben 66 varietá. Oltre al pane comune esistevano infinite forme di pagnotte piú o meno attraenti, comprese quelle che si cuocevano per le feste religiose e venivano offerte a particolari dei. Tra queste, tanto per fare un esempio, quelle grandissime offerte a Demetra durante la festa della megalartia ossia dei grandi pani, le achenas, che venivano portate alla dea salmodiando la preghiera "una capra piena di lardo per la nostra signora addolorata." Evidentemente si dava la forma di tali animali a queste saporite pagnotte impastate con pezzi di lardo e probabilmente nel sacrificio esse sostituivano la ben piú costosa capra.

    Vi erano poi i pani commerciali destinati all'uso comune e quelli cucinati nelle case private. I Greci stimavano molto i pani di orzo. Il grande Archestrato di Gela, nella sua Hedyphagetica li chiamava alfita,e ne faceva l'elogio. Oltre il pane di orzo vi era naturalmente il pane di frumento e ve ne erano di diversi tipi e diversi nomi. I fornai si sbizzarrivano nel foggiare la pasta in forme attraenti e ad insaporirla in modo stuzzicante con semi aromatici. I migliori tra questi artigiani erano Lidii o Fenici, almeno secondo Archestrato, il quale prescriveva ai suoi lettori: "Assicurati di avere nella tua casa un fornaio lido o fenicio che sappia prepararti ogni giorno qualsiasi tipo di pane ti venga in mente di ordinargli".

    Vi erano poi talmente tanti tipi di pane tra i quali scegliere che i plutocrati dell'epoca non avevano che l'imbarazzo della scelta per dare i quotidiani ordini ai loro personali fornai. Si passava dal pane comune, l'aghelaios, per arrivare al boletinos , un pane a forma di fungo cosparso di semi di papavero. Oltre al seme di papavero per insaporire il pane si usavano anche altri semi come il cumino, il lino ed il sesamo citati da Alcmane: "Sette clinai ed altrettante tavole cariche con pane al papavero, pane al lino e pane al sesamo e nelle coppe la dolce e dorata pozione".

    Vi erano poi i panini fatti a forma di fiore come gli apaloi ed i krinoi, questi ultimi a forma di giglio; poi c'erano i panini a forma del pirolo della lira chiamati appunto come esso collabi senza contare le grandi pagnotte: i giganteschi sfilatini o le treccie confezionate con l'aggiunta di latte, olio, pepe e lardo. Si parla pure di un tipo di focaccia, la thridakisine, il cui nome deriva da quello della lattuga, probabilmente perché era una sfoglia larga e sottile. In contrapposizione si aveva poi il cubo , simile al nostro pane a cassetta, ma insaporito con anice e formaggio e condito con olio. Ne parla Eracleide nella sua Arte della cucina.

    Il pane si distingueva anche per i diversi metodi di cottura. Vi era il pane cotto nel clibano, forno portatile di origine piuttosto antica nel quale si preparavano i cribani, panini a forma di seno. Vi era poi il pane artopticeus del quale parla anche Plinio ed il pane di forno l'ipnite che veniva sfornato dalle panetterie senza contare il pane cotto sui carboni e quello posto sotto la cenere

    Una specialitá molto apprezzata era anche il pane di braciere, un pane piatto, molle e spugnoso che si mangiava inzuppandolo nel vino dolce come ci dice Antidoto nel Il primo ballerino : "Prese del pane caldo cotto sul braciere - e perché non doveva farlo? - e dopo averlo piegato in due lo inzuppó nel vino dolce". Linceo di Samo nelle sue lettere a Diagora paragona il cibo ateniese con quello di Rodi e dice: "Oltre a ció il pane che si vende nei loro mercati é rinomato ed essi lo passano senza limitazioni al principio ed a metá del banchetto. Quando poi sono stanchi di mangiare e sazi allora servono una splendida tentazione consistente in quel che essi chiamano "pane di braciere unto". E' un ghiotto e soffice impasto inzuppato in vino dolce, in modo talmente piacevole da produrre un effetto meraviglioso su coloro che lo assaggiano. Infatti, come spesso accade, chi lo mangia sente di colpo tornare il suo appetito." Questo pane caldo inzuppato nel vino veniva detto blema, parola che significa letteralmente "un tiro" o "un colpo" ed era evidentemente un antenato del moderno babá.

  • Anonimo
    4 anni fa

    .

  • 1 decennio fa

    io t consiglio d cercarlo su encarta enciclopedia....

  • Anonimo
    1 decennio fa

    shaas

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.