Anonimo
Anonimo ha chiesto in Bellezza e stileModa e accessori · 1 decennio fa

Ragazze ma e' vero ke i motorini a pedali come il si e il ciao erano apprezzati soprattutto da noi ragazze??

Aggiornamento:

giorgi tua mamma ne avev a uno anke lei?

Aggiornamento 2:

giorgi e come lo metteva in moto tua mamma il motorino??

Aggiornamento 3:

solo semplice curiosita' nn preoccuparti. il si o il ciao invece come lo metteva in moto??

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Piaggio Ciao

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    Piaggio Ciao

    Un Ciao

    Costruttore: Piaggio Descrizione generale

    Tipo Ciclomotore

    Inizio produzione 1968

    Sostituisce la: [[]]

    Fine produzione [[]]

    Sostituita da: [[]]

    Della stessa famiglia

    Concorrenti

    Note

    Il Ciao è uno dei ciclomotori più venduti in Italia, in produzione da parte della Piaggio sin dal 1968.

    Sin dalla sua presentazione si è sempre particolarmente distinto per la semplicità meccanica, dotato di un motore da 49cc a due tempi (funzionante con miscela benzina/olio al 2%) per consentirne l'uso ai quattordicenni, era dotato di pedali, come le biciclette, su cui si doveva fare sforzo per ottenerne l'avviamento.

    Dotato di un telaio molto semplice in lamierato d'acciaio le cui forme richiamavano le biciclette "da donna" del tempo e al cui interno era ricavato anche il serbatoio del carburante (da meno di 3 litri di capacità), di trasmissione automatica e di impianto frenante a tamburo, divenne in breve tempo un veicolo di successo al pari dell'altra famosa creazione della casa, la Vespa.

    Nella fabbricazione si era cercato di ridurre al massimo i costi e tutto era improntato alla massima semplicità, a partire dall'impianto delle sospensioni che, per quanto riguarda il posteriore, era addirittura inesistente e il comfort per il guidatore era affidato a delle molle sottostanti al sellino. Questa politica fece però in modo di poter presentare, alla fine del 1967, al pubblico un prodotto il cui prezzo di listino era di sole 55.000 lire del tempo.

    Uno dei suoi punti di forza era certamente il basso peso, oltre al ridotto consumo di carburante e alla manutenzione particolarmente semplificata. Il suo successo sul mercato indusse varie aziende specializzate nella produzione aftermarket a predisporre accessori ed elaborazioni specifiche per questo modello; tra le più note naturalmente quelle di Malossi, Polini e Pinasco.

    Il suo successo non fu limitato al mercato italiano ed ottenne un buon riscontro anche sul mercato tedesco dove veniva venduto in due versioni di cui una (Mofa) con velocità massima ulteriormente ridotta a 25km/h rispetto a quella di 40km/h ammessa dal Codice della strada italiano di quel periodo.

    Durante i quasi 40 anni di produzione, in cui ne sono stati venduti oltre 3 milioni di pezzi, la sua linea è rimasta pressoché invariata, le modifiche hanno riguardato principalmente il propulsore che, nella versione più recente, ha ottenuto l'omologazione Euro 2, l'aggiunta del variatore automatico di velocità e il miscelatore collegato all'albero motore (entrambi i componenti sono presenti nei moderni scooter).

    Data anche l'importanza storica del modello è stato da poco istituito, a cura di Giancarlo Catarsi in collaborazione con la Piaggio, un Registro storico dedicato.

    Indice [nascondi]

    1 Il Ciao e la "Sardomobile"

    2 Note

    3 Altri progetti

    4 Collegamenti esterni

    Il Ciao e la "Sardomobile" [modifica]

    Vista lateraleSardomobile è il termine metaforico con in quale, negli anni '70, veniva definita l'automobile dagli appassionati dei veicoli a due ruote.

    In quegli anni, molti erano ancora i sostenitori della supremazia del mezzo a due ruote per la mobilità autonoma urbana ed extraurbana che, con il termine "sardomobili", intendevano sottolineare il grande senso di libertà della moto, in rapporto al viaggiare in auto tra anguste pareti di lamiera, quasi come sardine in scatola.

    Tale definizione venne presa da una fortunata e martellante campagna pubblicitaria della Piaggio che, tra i diversi slogan, recitava:"Le sardomobili hanno cieli di latta. Liberi chi Ciao"[1]..

    Il termine ebbe grande diffusione, soprattutto tra i giovani motociclisti, e rimase in uso fino agli anni '80, quando le maggiori dimensioni interne delle automobili utilitarie prodotte in quel decennio, resero meno implicita la condizione di "inscatolamento" degli occupanti

  • Fefè
    Lv 4
    1 decennio fa

    è vero...mia mamma e le sue amiche andavano matte x il ciao!!!ciaooooooo

  • 1 decennio fa

    Ciao sono apprezzati da tutti...soprattutto dalle donne perchè sono leggeri come motorini e facili da spostare e la cosa bella è che toccando il tasto nero che si trova nel retro vicino ai pedali.... il motorino si trasforma in una bicicletta :D io ho sia un si che un ciao e sono davvero carini :) ovvio vanno piano ma per passeggiare vanno bene :D

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sono bellissimi! Dalle ragazze xkè sono più leggeri!

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  • 1 decennio fa

    Si verissimo, ricordo quando avevo 14-15 anni era un cult tra le signorine.... poi sono arrivati gli scooter........ la sfera se non ricordo male è stato uno dei primi sul mercato.....

  • 1 decennio fa

    si è verissimo! mia mamma ora a 42 anni e mi dice sempre che ai suoi tempi andava moltissimo! un altro motorino molto di moda era il vespone.

    Si li ha avuti tutt'e due! è un pò come l' Sh adesso!

    e di macchine andavano moltissimo la renault 4 e la innocenti,come adesso vanno la c1 e le altre macchine piccoline

    Credo che spingesse con il piede una levetta...in questo momento non è in casa,ma quando torna glielo chiedo

    è tornata! il ciao lo metteva in moto con i pedali

  • 1 decennio fa

    erano apprezzati da tutti...ancora adesso ci sono.

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