Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneEducazione - Altro · 1 decennio fa

x favore è urgente!?

mi servirebbe entro stasera la parafrasi e il commento della poesia "padre se anche tu non fossi il mio" di camillo Sbarbaro...

help me

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Parafrasi:

    A mio padre A mio padre Padre, se anche tu non fossi mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, per te stesso egualmente t'amerei. Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno che la prima viola sull'opposto muro scopristi dalla tua finestra e ce ne desti la novella allegro. Poi la scala di legno tolta in spalla di casa uscisti e l'appoggiasti al muro. Noi piccoli stavamo alla finestra. E di quell'altra volta mi ricordo che la sorella mia piccola ancora per la casa inseguivi minacciando (la caparbia aveva fatto non so che). Ma raggiuntola che strillava forte dalla paura ti mancava il cuore; ché avevi visto te inseguir la tua piccola figlia, e tutta spaventata tu vacillante l'attiravi al petto, e con carezze dentro le tue braccia l'avviluppavi come per difenderla da quel cattivo ch'era il tu di prima. Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, fra tutti quanti gli uomini già tanto pel tuo cuore fanciullo t'amerei. Camillo Sbarbaro. Spiegazione in prosa della poesia. Questa poesia, scritta da Camillo Sbarbaro, narra dell'amore verso suo padre che sembrava un ragazzo come lui e che se fosse stato un estraneo l'avrebbe amato ugualmente. Si ricorda che un mattino d'inverno sul muro di fronte, gli diede un fiore che rappresentava la bellissima notizia (cioè che era iniziata la primavera). Poi si ricordava che una volta suo padre aveva cercato di picchiare sua sorella più piccola (per un motivo che il poeta non ricorda) poi però vedendola piangere la strinse forte tra le sue braccia per rassicurarla e per difenderla da quella piccola persona cattiva che si trovava in lui. Questo mi fa capire quanto è importante la figura di un padre per un bambino. ...

    Fonte/i: Una lirica semplice, d'amore e di profondo affetto, quella di Camillo Sbarbaro. Il sentimento che egli prova nei confronti di suo padre prelude da quell'indissolubile legame di sangue, perché:"padre, se anche tu non fossi il mio, per te stesso egualmente t'amerei". L'affetto è rivolto all'uomo innanzitutto, a quella persona che egli amerebbe e ammirerebbe comunque. Dolci sono i ricordi d'infanzia legati al genitore, come quando comunicò ai figli di aver trovato una viola. Un piccolo gesto, questo, carico d'amore e di sensibilità. Il poeta riscopre il padre, e lo riscopre più che nella sua veste di genitore, nella sua veste di uomo. Una persona con sentimenti puri e sinceri, descritta da Sbarbaro in profondità. Gli episodi d'infanzia raccontati servono a rendere l'immagine di un uomo ricco di umanità. Il padre del poeta viene descritto sensibile e dolce quando non trova il coraggio di punire la figlia per una malefatta:"l'avviluppavi come per difenderla da quel cattivo che eri tu prima". Ecco così che la bambina viene rassicurata dalle forti braccia paterne, piuttosto che essere punita dallo stesso. La lirica ha la struttura di un colloquio con il padre, versi confidenziali e sinceri, sentimenti puri manifestati apertamente. Tutto ruota attorno ad una ferma e vera convinzione:"Anche se fossi a me un estraneo, per te stesso egualmente t'amerei". Sbarbaro usa degli endecasillabi sciolti, raggruppati in tre strofe di diversa lunghezza. "Padre, se anche tu non fossi il mio" appartiene alla raccolta di poesie Pianissimo (1914).
  • Anonimo
    1 decennio fa

    parafrasi??? sono il mio incuboo...xò prova a cercare con google....buona fortuna

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