Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeBotanica · 1 decennio fa

urgente, mi serve sapere su che parti della pianta agiscono potassio azoto ferro e fosforo?

su che parti dela pianta e cosa comporta (rigogliosità, fertilità ecc.) per favore qualcosa di conciso e nn troppo dettagliato grazie in anticipo

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    AZOTO

    Nel terreno l'azoto è generalmente scarso e quindi costituisce un elemento limitante alla crescita del vegetale. Il sintomo più evidente quando manca l'azoto è la clorosi delle foglie; quelle vecchie in particolare perdono il colore verde caratteristico. L'eccesso di azoto determina foglie molto verdi e scarsità di radici.

    FOSFORO

    La carenza di fosforo dà un aspetto e una crescita stentata alla pianta e le foglie assumono un colore verde molto scuro. La carenza di fosforo inoltre rallenta la maturazione della pianta: nel caso del bonsai ovviamente un adeguato apporto di fosforo è raccomandabile proprio per ottenere questa maturazione, questo invecchiamento.

    POTASSIO

    La carenza di potassio provoca la clorosi non soltanto delle foglie vecchie ma anche di quelle basse in genere, accompagnato poi da forme di necrosi a macchie scure dove il tessuto degenera.

    FERRO

    La mancanza di ferro provoca clorosi tra le nervature delle foglie giovani. Finora si è parlato di danni soprattutto nelle foglie vecchie, ma nel caso del ferro, e anche in parte nel calcio, i danni si manifestano soprattutto nei tessuti giovani.

    se vuoi qualcosa di più dettagliato di come avviene l'utilizzazione dei minerali da parte delle piante clicca quì

    http://www.arcobonsai.com/Atti-93Poli.htm

    o quì

    http://it.wikipedia.org/wiki/Concime

  • 1 decennio fa

    AZOTO

    Non agisce su qualcosa di particolare, ma serve in generale per la crescita della pianta, in quanto costituente di molecole biologiche essenziali. Viene assimilato sotto forma di NO3-, NO2- e NH4+ presenti nella biosfera in seguito al ciclo dell’azoto stesso. Il primo passaggio che modifica l’azoto molecolare è la fissazione dell’azoto, che consiste nella riduzione, tramite la nitrogenasi, dell'azoto molecolare (N2) in ammoniaca (NH3). Questa è successivamente resa disponibile per molte importanti molecole biologiche quali gli amminoacidi, le proteine, le vitamine e gli acidi nucleici attraverso i processi di nitrificazione e nitratazione.

    La presenza equilibrata di azoto mostra piante di un bel colore verde intenso; quando, invece, l’azoto è carente le foglie hanno apici e nervature giallastre.

    POTASSIO

    Assorbito dal suolo come ione K+; svolge un fondamentale ruolo nella regolazione del potenziale osmotico delle cellule vegetali. Il bilancio osmotico controlla l’estensione cellulare e quindi controlla anche la crescita della pianta stessa. È un attivatore di numerosi enzimi coinvolti nella fotosintesi e nella respirazione. Non tutti sanno che il potassio è direttamente coinvolto nella traspirazione delle piante perché controlla l'apertura degli stomi delle foglie (in pratica sono come i pori della pelle, da cui fuoriesce il vapore acqueo). Inoltre questo elemento regola la concentrazione della linfa per rendere le piante meno soggette al congelamento, migliora la lignificazione dei tessuti, irrobustisce le piante e conferisce maggiore resistenza agli effetti di vento, caldo e malattie fungine.

    Sulle piante da appartamento, giardino e orto, gli effetti di una buona concimazione potassica sono evidenziati da piante ricche di profumati fiori, dalla colorazione intensa e brillante, con germogli robusti e meno sensibili ad attacchi di patogeni.

    FOSFORO

    È uno dei pochi elementi che rimane sempre in forma ossidata, sotto forma cioè di fosfato, forma in cui viene anche assorbito dal terreno.Svolge diverse funzioni:

    1) Strutturale: è un componente degli acidi nucleici e dei fosfolipidi di membrana.

    2) Trasferimento di energia: serve per formare esteri fosforici con legami P-P ad alta energia (ATP, GTP, etc..). I gruppi fosfato sono fondamentali poi per le reazioni di fosforilazione.

    3) Ruolo nella regolazione metabolica. Es: nel metabolismo del carbonio il fosforo serve per la sintesi dell’amido, la saccarogenesi, la glicolisi.

    Gli effetti che il fosforo determina su una pianta si manifestano in modo più evidente con lo stimolo alla formazione dei fiori e delle radici e nella maggiore elasticità dei germogli.

    Se nel terreno c’è carenza di fosforo, si ha diminuzione della crescita della pianta, e i cloroplasti risultano pieni di amido primario  La nutrizione fosforica della pianta può essere migliorata con la micorrizazione delle radici. I funghi micorrizici agiscono infatti come veri e propri fertilizzanti naturali (o meglio ancora come fosforo-fissatori) aumentando nello stesso tempo la resistenza della pianta contro i fitopatogeni.

    FERRO

    Il ferro ha uno specifico ruolo redox attivo (trasportatore di elettroni); può essere incorporato nel gruppo porfirinico eme e trovarsi quindi nelle proteine emiche oppure può essere associato allo zolfo nelle proteine Fe-S.

    Nelle piante il ferro è presente soprattutto nelle foglie, accumulato in prevalenza nei cloroplasti dove partecipa alla sintesi della clorofilla, il pigmento importantissimo che colora le piante di verde e nella fotosintesi clorofilliana dove trasforma l'energia luminosa in energia chimica. Legato com'è alla clorofilla si capisce subito come in sua assenza tutti gli organi verdi, segnatamente le foglie si decolorano per aclorofillia, vale a dire scarsa o mancata formazione di clorofilla. Il ferro è parte integrante di vari enzimi (catalasi, perossidasi, vari citocromi, citocromossidasi, ferrodossina e flavoproteine): questi intervengono nelle reazioni di ossidoriduzione della fotosintesi, del metabolismo dei carboidrati, della riduzione dei nitrati e dei nitriti, della respirazione. Il ferro, inoltre, partecipa attivamente nel processo di fissazione biologica dell'azoto atmosferico essendo anche nel centro attivo della nitrogenasi dei noduli radicali in forma non ematica associato al molibdeno.

    L'impossibilità della pianta di assorbire dal suolo un quantitativo sufficiente di ferro determina molti squilibri metabolici, primo tra tutti l'incapacità di sintetizzare clorofilla, la qual cosa fa sì che le foglie della pianta, cioè gli organi principalmente deputati allo svolgimento della fotosintesi clorofilliana, oltre a non poter svolgere il loro compito, appaiano di un colore giallo, più o meno intenso e, spesso, virante verso il bianco.

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