Anonimo
Anonimo ha chiesto in Relazioni e famigliaFidanzamento e matrimonio · 1 decennio fa

Perchè?!??

Perchè quando ci emozioniamo arrossiamo in viso???

Aggiornamento:

sì... ma perchè diventa rosso solo il viso???

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    i vasi capillari si dilatano permettendo una maggore affluenza di sangue,ke determina di consegueza un colorito più rosso nelle zone ricchè di vasi sanguigni(come appunto le guance)ed anke un aumento della temperatura

  • 1 decennio fa

    perchè aumenta il battito cardiaco che pulsa più sangue e più velocemente alla testa...

  • 1 decennio fa
  • 1 decennio fa

    il meccanismo preciso nn lo so.. so solo che è una questione psicologica quindi centra tutto con il cervello.. quando si è emozionati il cuore aumenta il battito e il colore rosso magari lo posso assoggettare al maggior afflusso di sangue nelle guance

    baci

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  • 1 decennio fa

    Questa è una particolare forma di fobia, detta anche "ereutofobia", dal greco éruthros, cioè "rossore". Il rossore delle guance è un fenomeno alquanto comune, e pertanto non patologico. Viene provato dalla maggior parie delle persone in determinate circostanze, non sempre spiacevoli, ma comunque un po' imbarazzanti (oltre che la vergogna, anche un complimento o una battuta di spirito possono causare improvvisi rossori). La pelle è l'ultima zona di confine del nostro Io. Mentre i pensieri sono del tutto invisibili a un occhio esterno, ciò che accade sulla pelle e perfettamente constatabile anche da un osservatore piuttosto lontano o disattento. Quando la pelle delle guance, del viso e del collo diventa rossa e accaldata è impossibile negare che si è in quel momento francamente emozionati. Il rossore di una persona può essere non notato dagli altri o può divenire oggetto di scherno e di derisione. Il vissuto della persona emozionata e' quello di sentirsi improvvisamente catapultata al centro dell'attenzione sociale, come se i confini del proprio Io fossero diventati permeabili e trasparenti. Dato l'imbarazzo provato, le persone particolarmente sensibili che soffrono di questo disagio sono portate frequentemente a una ossessiva auto-osservazione critica. Ciò e' negativo e per risolvere il problema la prima cosa da fare è sbarazzarsi della crudezza e severità di giudizio del nostro censore interno. Quando la coscienza di sé è eccessiva, può divenire paralizzante nelle situazioni sociali e instaurare dei perversi meccanismi che conducono alla dipendenza acritica dagli altri; a forti sentimenti di auto-svalutazione e a volte di depressione. Chi diventa rosso viene normalmente giudicato un timido, cioè un individuo privo di carattere, che si spaventa o si scoraggia facilmente e si mostra goffo e impacciato nei rapporti con gli altri: per questo a lungo andare finisce per provare la sensazione di essere, a causa di questa manifestazione emotiva, quasi impossibilitato a offrire di sé un'immagine più obiettiva, meno vulnerabile. In realtà non sempre il rossore può essere considerato sinonimo di timidezza: anche una persona non particolarmente timida, ma ansiosa e profondamente emotiva, può avere frequentemente delle reazioni fisiologiche difficili da controllare. Per contro, vi possono essere delle persone timidissime, inibite e addirittura socialmente disadattate che non conoscono affatto il fenomeno del rossore: la loro inibizione e il loro disagio possono infatti esprimersi in sintomatologie meno "visibili", quali il tremore alle mani e alle gambe, la deglutizione difficile, la voce flebile e cosi via. Anche chi non fosse originariamente un timido, ma solo un individuo troppo emotivo, corre il rischio di diventare timido in seguito a queste ripetute manifestazioni somatiche, che causano in lui la spiacevole sensazione di essere ridicolo, nudo nell'anima, con conseguenti vissuti di vergogna e di disagio, quando è in mezzo agli altri. Il pregiudizio sociale vuole infatti che il tipo che diventa spesso rosso sia anche inadeguato, fragile, incapace di autocontrollo e privo di risorse. L 'ipersensibilità e l'ansietà legata alle possibili reazioni della comunità e il timore di essere sottovalutato a causa dei propri rossori può scatenare un comportamento fobico: la paura di diventare rossi diventa allora un'ossessione, un'idea penosa, presente alla mente in modo continuo e causa di grande angoscia. L'ereutofobico grave teme in ogni momento di diventare rosso, con qualsiasi persona e per qualsiasi motivo. Particolarmente, dopo un episodio importante di rossore insorge la paura che l'evento potrebbe ripetersi, e a quel punto, qualsiasi decisione prenda, di evitamento o di ricerca della situazione temuta, proverà sempre un forte stato di ansia anticipatoria. Nella pratica, per non esporsi a situazioni imbarazzanti si finisce per rimanere sempre più spesso in casa, rinunciando alle relazioni sociali. Si evita perfino di far valere i propri diritti o esprimere le proprie opinioni, specie se ciò comporta parlare in pubblico; si preferisce sempre parlare al telefono, frequentare ambienti poco luminosi, passeggiare di sera anziché di giorno. Altissimi sono i costi sociali della fobia, specie quando, stremati dalla continua lotta compiuta contro se stessi per riuscire a raggiungere un migliore autocontrollo, questi soggetti si devono assentare dal luogo di lavoro o dalla scuola. Le reazioni al disagio possono essere anche del tutto opposte: ciò avviene quando si mettono in atto comportamenti deliberatamente provocatori, alternativi, che abbiano, nelle intenzioni, il potere di far dimenticare al più presto e a tutti il proprio momento di imbarazzo, in favore di un atteggiamento eroico o comunque carico di valenze positive. Per questo motivo molte persone che soffrono di questo disagio si fanno forza e affrontano (spesso con successo) le situazioni più difficili, socialmente pericolose o comunque considerate attuabili solo dai più forti temperamenti. Dietro il successo di molte persone dello spettacolo o della politica si nascondono dei timidi che hanno intrapreso e vinto una difficile battaglia con se stessi. Questo sforzo va sempre incoraggiato, a meno che non degeneri in esagerati autocompiacimenti e inadeguati esibizionismi dal sapore piuttosto infantile, che non fanno che confermare agli altri il proprio vissuto di inferiorità.

  • 1 decennio fa

    io no!!

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