Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCitazioni · 1 decennio fa

romeo e giulietta?

Mi dite perfettamente cosa dice Mercutio riguardo ai sogni???

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ROMEO -Stanotte ho fatto un sogno.

    MERCUZIO -Anch'io.

    ROMEO -Davvero. E che cosa hai sognato?

    MERCUZIO -Che quei che sognano spesso soggiacciono...

    ROMEO -Che soggiacciono! Giacciono. A dormire. Sognando cose vere.

    MERCUZIO -Ah, ho capito: da te c'è stata la regina Mab.

    ROMEO - Regina Mab? Chi diavolo è costei?

    MERCUZIO - La mammana del regno delle fate; e si presenta sempre in una forma non più grossa d'una pietruzza d'agata al dito indice di un assessore; viaggia su un equipaggio trainato da una muta di piccoli esserini, e si posa sul naso di chi dorme; i raggi delle ruote di quel traino sono formati da zampe di ragno, il mantice dall'ali di locuste, le briglie da sottili filamenti d'esili ragnatele; i pettorali dai rugiadosi raggi della luna; la frusta ha il manico d'osso di grillo e la sferza d'un filo sottilissimo; il cocchiere, a cassetta, è un moscerino tutto grigio-vestito, non più grande della metà d'uno di quei vermetti che si tolgono fuori con lo spillo dal dito d'una pigra fanciulletta; il cocchio è un guscio cavo di nocciola lavorato così da uno scoiattolo falegname o da qualche vecchio tarlo; son essi i carrozzieri delle fate l'uno e l'altro, da tempo immemorabile. In questo arnese, Mab va cavalcando, la notte, pei cervelli degli amanti, e allora questi sognano d'amore; o per le rotule dei cortigiani che sognan subito salamelecchi; o sulle dita d'uomini di legge che sognan subito laute parcelle; talvolta sulle labbra delle dame, e queste sognano d'esser baciate, e spesso sulle loro labbra Mab irritata dai loro fiati guasti pei troppi dolci, lascia delle pustole. Talvolta anche galoppa su pel naso d'un sollecitatore di favori a pagamento, e quello, allora, in sogno, sente l'odore d'una petizione; talvolta va a solleticare il naso col crine d'un porcello della decima, ad un prevosto e quello allora sogna un altro benefizio parrocchiale. Talora passa con il suo equipaggio sul collo d'un soldato militare, e allora questi sogna a tutto spiano di tagliar gargarozzi di nemici, brecce, imboscate, lame di Toledo, brindisi con bicchieri senza fondo; poi, d'improvviso, gli rulla all'orecchio il tamburo e lui salta su di botto, si sveglia, e dopo avere smoccolato per la paura un paio di bestemmie, se ne ricade giù, morto di sonno. È quella stessa Mab che nella notte intreccia le criniere dei cavalli e fa dei loro crini sbarruffati, unti e bisunti, dei magici nodi che a districarli portano disgrazia. È lei la maga che quando le vergini giacciono a letto con la pancia all'aria, le preme perché imparino a "portare" e le fa donne di "buon portamento". È lei che...

    ROMEO -Basta, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla!

    MERCUZIO - Sì, di sogni, che sono i figli d'un cervello pigro, fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l'aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all'improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud

    spero di esserti stata d'aiuto...baci

  • 1 decennio fa

    ROMEO -Stanotte ho fatto un sogno.

    MERCUZIO -Anch'io.

    ROMEO -Davvero. E che cosa hai sognato?

    MERCUZIO -Che quei che sognano spesso soggiacciono...

    ROMEO -Che soggiacciono! Giacciono. A dormire. Sognando cose vere.

    MERCUZIO -Ah, ho capito: da te c'è stata la regina Mab.

    ROMEO - Regina Mab? Chi diavolo è costei?

    MERCUZIO - La mammana del regno delle fate; e si presenta sempre in una forma non più grossa d'una pietruzza d'agata al dito indice di un assessore; viaggia su un equipaggio trainato da una muta di piccoli esserini, e si posa sul naso di chi dorme; i raggi delle ruote di quel traino sono formati da zampe di ragno, il mantice dall'ali di locuste, le briglie da sottili filamenti d'esili ragnatele; i pettorali dai rugiadosi raggi della luna; la frusta ha il manico d'osso di grillo e la sferza d'un filo sottilissimo; il cocchiere, a cassetta, è un moscerino tutto grigio-vestito, non più grande della metà d'uno di quei vermetti che si tolgono fuori con lo spillo dal dito d'una pigra fanciulletta; il cocchio è un guscio cavo di nocciola lavorato così da uno scoiattolo falegname o da qualche vecchio tarlo; son essi i carrozzieri delle fate l'uno e l'altro, da tempo immemorabile. In questo arnese, Mab va cavalcando, la notte, pei cervelli degli amanti, e allora questi sognano d'amore; o per le rotule dei cortigiani che sognan subito salamelecchi; o sulle dita d'uomini di legge che sognan subito laute parcelle; talvolta sulle labbra delle dame, e queste sognano d'esser baciate, e spesso sulle loro labbra Mab irritata dai loro fiati guasti pei troppi dolci, lascia delle pustole. Talvolta anche galoppa su pel naso d'un sollecitatore di favori a pagamento, e quello, allora, in sogno, sente l'odore d'una petizione; talvolta va a solleticare il naso col crine d'un porcello della decima, ad un prevosto e quello allora sogna un altro benefizio parrocchiale. Talora passa con il suo equipaggio sul collo d'un soldato militare, e allora questi sogna a tutto spiano di tagliar gargarozzi di nemici, brecce, imboscate, lame di Toledo, brindisi con bicchieri senza fondo; poi, d'improvviso, gli rulla all'orecchio il tamburo e lui salta su di botto, si sveglia, e dopo avere smoccolato per la paura un paio di bestemmie, se ne ricade giù, morto di sonno. È quella stessa Mab che nella notte intreccia le criniere dei cavalli e fa dei loro crini sbarruffati, unti e bisunti, dei magici nodi che a districarli portano disgrazia. È lei la maga che quando le vergini giacciono a letto con la pancia all'aria, le preme perché imparino a "portare" e le fa donne di "buon portamento". È lei che...

    ROMEO -Basta, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla!

    MERCUZIO - Sì, di sogni, che sono i figli d'un cervello pigro, fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l'aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all'improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud.

  • 1 decennio fa

    ROMEO -Stanotte ho fatto un sogno.

    MERCUZIO -Anch'io.

    ROMEO -Davvero. E che cosa hai sognato?

    MERCUZIO -Che quei che sognano spesso soggiacciono...

    ROMEO -Che soggiacciono! Giacciono. A dormire. Sognando cose vere.

    MERCUZIO -Ah, ho capito: da te c'è stata la regina Mab.

    ROMEO - Regina Mab? Chi diavolo è costei?

    MERCUZIO - La mammana del regno delle fate; e si presenta sempre in una forma non più grossa d'una pietruzza d'agata al dito indice di un assessore; viaggia su un equipaggio trainato da una muta di piccoli esserini, e si posa sul naso di chi dorme; i raggi delle ruote di quel traino sono formati da zampe di ragno, il mantice dall'ali di locuste, le briglie da sottili filamenti d'esili ragnatele; i pettorali dai rugiadosi raggi della luna; la frusta ha il manico d'osso di grillo e la sferza d'un filo sottilissimo; il cocchiere, a cassetta, è un moscerino tutto grigio-vestito, non più grande della metà d'uno di quei vermetti che si tolgono fuori con lo spillo dal dito d'una pigra fanciulletta; il cocchio è un guscio cavo di nocciola lavorato così da uno scoiattolo falegname o da qualche vecchio tarlo; son essi i carrozzieri delle fate l'uno e l'altro, da tempo immemorabile. In questo arnese, Mab va cavalcando, la notte, pei cervelli degli amanti, e allora questi sognano d'amore; o per le rotule dei cortigiani che sognan subito salamelecchi; o sulle dita d'uomini di legge che sognan subito laute parcelle; talvolta sulle labbra delle dame, e queste sognano d'esser baciate, e spesso sulle loro labbra Mab irritata dai loro fiati guasti pei troppi dolci, lascia delle pustole. Talvolta anche galoppa su pel naso d'un sollecitatore di favori a pagamento, e quello, allora, in sogno, sente l'odore d'una petizione; talvolta va a solleticare il naso col crine d'un porcello della decima, ad un prevosto e quello allora sogna un altro benefizio parrocchiale. Talora passa con il suo equipaggio sul collo d'un soldato militare, e allora questi sogna a tutto spiano di tagliar gargarozzi di nemici, brecce, imboscate, lame di Toledo, brindisi con bicchieri senza fondo; poi, d'improvviso, gli rulla all'orecchio il tamburo e lui salta su di botto, si sveglia, e dopo avere smoccolato per la paura un paio di bestemmie, se ne ricade giù, morto di sonno. È quella stessa Mab che nella notte intreccia le criniere dei cavalli e fa dei loro crini sbarruffati, unti e bisunti, dei magici nodi che a districarli portano disgrazia. È lei la maga che quando le vergini giacciono a letto con la pancia all'aria, le preme perché imparino a "portare" e le fa donne di "buon portamento". È lei che...

    ROMEO -Basta, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla!

    MERCUZIO - Sì, di sogni, che sono i figli d'un cervello pigro, fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l'aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all'improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud.

    ....

    William Shakespeare, Romeo e Giulietta, Atto I, Scena IV

  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' vero, io parlo dei sogni, che sono figli di un cervello ozioso, generati da nient'altro che da una vana fantasia, la quale è di una sostanza sottile come l'aria, e più incostante del vento, che in questo momento carezza il gelido grembo del settentrione, e, corrucciato, se ne va via sbuffando, e volta la faccia verso il mezzogiorno stillante di rugiada.

    da queste parole capiamo che lui dice ke i sogni sono originati dal cervello e dalla fantasia. la fantasia ha una forma invisibile come l aria e come il vento, che un giorno può essere freddo e il giorno dopo può essere caldo.

    tutto qua =) ciai

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    ROMEO -Stanotte ho fatto un sogno.

    MERCUZIO -Anch'io.

    ROMEO -Davvero. E che cosa hai sognato?

    MERCUZIO -Che quei che sognano spesso soggiacciono...

    ROMEO -Che soggiacciono! Giacciono. A dormire. Sognando cose vere.

    MERCUZIO -Ah, ho capito: da te c'è stata la regina Mab.

    ROMEO - Regina Mab? Chi diavolo è costei?

    MERCUZIO - La mammana del regno delle fate; e si presenta sempre in una forma non più grossa d'una pietruzza d'agata al dito indice di un assessore; viaggia su un equipaggio trainato da una muta di piccoli esserini, e si posa sul naso di chi dorme; i raggi delle ruote di quel traino sono formati da zampe di ragno, il mantice dall'ali di locuste, le briglie da sottili filamenti d'esili ragnatele; i pettorali dai rugiadosi raggi della luna; la frusta ha il manico d'osso di grillo e la sferza d'un filo sottilissimo; il cocchiere, a cassetta, è un moscerino tutto grigio-vestito, non più grande della metà d'uno di quei vermetti che si tolgono fuori con lo spillo dal dito d'una pigra fanciulletta; il cocchio è un guscio cavo di nocciola lavorato così da uno scoiattolo falegname o da qualche vecchio tarlo; son essi i carrozzieri delle fate l'uno e l'altro, da tempo immemorabile. In questo arnese, Mab va cavalcando, la notte, pei cervelli degli amanti, e allora questi sognano d'amore; o per le rotule dei cortigiani che sognan subito salamelecchi; o sulle dita d'uomini di legge che sognan subito laute parcelle; talvolta sulle labbra delle dame, e queste sognano d'esser baciate, e spesso sulle loro labbra Mab irritata dai loro fiati guasti pei troppi dolci, lascia delle pustole. Talvolta anche galoppa su pel naso d'un sollecitatore di favori a pagamento, e quello, allora, in sogno, sente l'odore d'una petizione; talvolta va a solleticare il naso col crine d'un porcello della decima, ad un prevosto e quello allora sogna un altro benefizio parrocchiale. Talora passa con il suo equipaggio sul collo d'un soldato militare, e allora questi sogna a tutto spiano di tagliar gargarozzi di nemici, brecce, imboscate, lame di Toledo, brindisi con bicchieri senza fondo; poi, d'improvviso, gli rulla all'orecchio il tamburo e lui salta su di botto, si sveglia, e dopo avere smoccolato per la paura un paio di bestemmie, se ne ricade giù, morto di sonno. È quella stessa Mab che nella notte intreccia le criniere dei cavalli e fa dei loro crini sbarruffati, unti e bisunti, dei magici nodi che a districarli portano disgrazia. È lei la maga che quando le vergini giacciono a letto con la pancia all'aria, le preme perché imparino a "portare" e le fa donne di "buon portamento". È lei che...

    ROMEO -Basta, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla!

    MERCUZIO - Sì, di sogni, che sono i figli d'un cervello pigro, fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l'aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all'improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Romeo - stanotte ho fatto un sogno!

    Mercuzio - e così io!

    Romeo - ebbene, il tuo qual'era?

    Mercuzio - che spesso i sognatori mentono.

    Romeo - a letto addormentati, quando sognano cose vere.

    Mercuzio - Oh, vedo ke è venuta da te

    La Regina Mab. è la levatrice delle fare e viene in forma non più grossa d'una pietra d'agata sull'indice di un assessore, tirata da un equipaggio di piccoli atomi sui nasi degli uomini mentre sono addormentati. La sua carrozza è un guscio di nocciola lavorato da uno scoiattolo o da un vecchio lombrico, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. I raggi del cocchio sono fatti di lunghe zampe di ragno; il mantice, di ali di cavallette; le redini, della più lieve ragnatela; i finimenti, degli umidi raggi della luna; la frusta, d'osso di grillo; la sferza, d'una pellicola. Il cocchiere è un minuscolo moscerino dal manto grigio, grosso meno della metà d'un verme nato dal dito pigro di una fanciulla. E in questo stato ella galoppa tutta la notte dentro i cervelli degli amanti, ke poi sognano amore; sopra le ginocchia dei cortigiani, che subito sognano riverenze; sulle dita degli avvocati, che subito sognano parcelle; sulle labbra delle signore, che subito sognano baci e che Mab adirata copre spesso di bolle perché il loro fiato sa troppo di dolci. A volte va galoppando sul naso di un cortigiano e poi lui sogna il profumo d'una supplica. E a volte viene a titillare il naso d'un parroco addormentato con la coda di un porcellino della decima e lui sogna, allora, un altro benefizio. A volte corre sul collo d'un soldato, al che lui sogna di tagliare gole straniere, e imboscate, e brecce, lame di Spagna e brindisi profondi cinque tese; e poi di colpo lo tambureggia sull'orecchio e lui sobbalza e si sveglia e, così atterrito, sacramenta una preghiera o due e cade di nuovo addormentato. Questa è la stessa Mab che di notte arruffa la criniera dei cavalli e nei luridi e sporchi crini impasta riccioli d'elfo che, una volta sdipanati, portano sfortuna. Questa è la strega che quando le fanciulle giacciono sulla schiena ci monta sopra in tal modo insegnando loro come si fa e rendendole donne di buon portamento. Questa...

    Romeo - Basta, basta, Mercuzio, basta!

    Tu parli di niente.

    Mercuzio - è VERO. IO PARLO DI SOGNI, CHE SONO I FIGLI DI UN CERVELLO PIGRO, DA NIENTE GENERATI SE NON DALLA VANA FANTASIA: CHE è DI SOSTANZA SOTTILE COME L'ARIA, E PIù INCOSTANTE DEL VENTO, CHE ORA CORTEGGIA IL PETTO GELATO DEL NORD E POI, IRRITATO, SBUFFA VIA DI Lì E VOLGE IL LATO AL RUGIADOSO SUD.

    Ero già arrivata a scrivere più di metà e poi mi è venuto il dubbio ke tu ti riferissi solo all'ultima parte in cui Mercuzio si riferisce ai sogni. Te l'ho scritta in maiuscolo la parte più importante. baci e spero d esserti stata d'aiuto

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.