Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

il ruanda tesina?????10 PUNTI AL MIGLIORE!!!!!!!!!?

ciao nella tesina in geografia devo fare il ruanda.e solo ke ho visto già su wikipedia e su msn encarta xò sn lunghissime io cerko una kosa un po' korta TIPO di 2 pagine .mi dite dove poxo trovarle?????GRZ 1000 10 punti al migliore!!!!!!!!!!!!

5 risposte

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    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il Ruanda (in inglese Rwanda) è uno Stato (26.338 km²; 7.954.013 ab.; capitale Kigali) dell'Africa Orientale. Esso confina a ovest con la Repubblica Democratica del Congo, a nord con l'Uganda, a est con la Tanzania e a sud con il Burundi. Il Ruanda non ha sbocchi sul mare.

    Il territorio è prevalentemente montuoso (l'altitudine media è di 1700 m s.l.m.). I rilievi si sono sviluppati nell'era cenozoica, con la formazione della Rift Valley africana. La principale catena è quella dei monti Virunga (altezza media 2700 m), situati nel nordovest del Paese, a cui appartiene la vetta più alta (Karisimbi, 4507 m); nella catena sono presenti diversi vulcani attivi. La catena fa da spartiacque fra i bacini dei due maggiori fiumi dell'area, il Nilo e il Congo. La zona più pianeggiante è quella orientale, caratterizzata da numerosi laghi e acquitrini paludosi.

    Idrografia

    Il Ruanda è attraversato da numerosi fiumi a carattere stagionale, la cui portata d'acqua dipende dalle piogge. Il più importante è il Kagera, che lambisce i confini orientali del Paese e da cui ha origine il Nilo. A ovest scorrono il Ruzizi, che sfocia nel lago Tanganica, e il Luguka, un affluente del fiume Congo. Il lago più esteso è il Kivu (2650 km², 1459 m s.l.m.).

    Clima

    Il Ruanda si trova nella fascia equatoriale, ma, a causa della sua altitudine, presenta un clima temperato, considerato fra i più salubri dell'intero continente africano. La temperatura media è di 20 °C. Le precipitazioni non sono molto abbondanti (fra i 1000 e i 1400 mm annui, con valori maggiori sui Virunga) e sono concentrate in due stagioni delle piogge (marzo-maggio e ottobre-dicembre). Occasionalmente il paese viene colpito da periodi di siccità.

    Demografia

    Ci sono 7.954.013 abitanti in Ruanda (stima 2004). La densità di popolazione (281 ab./kmq) è tra le più elevate del continente africano a causa della salubrità del clima. Le zone maggiormente urbanizzate sono le alte terre vicino alla catena montuosa occidentale, dove la densità di popolazione raggiunge i 350 ab./kmq, e le regioni vicine al Lago Kivu. Benché modificata dal genocidio del 1994, la dinamica demografica è in aumento, tanto che si prevede che la popolazione raggiunga i 12,5 milioni di abitanti nel 2025 e i 16,9 entro il 2050.

    Gli insediamenti urbani sono costituiti da villaggi di capanne, diffusi soprattutto nelle regioni più elevate dell'altopiano. L'unico centro che ha la struttura di una vera e propria città è la capitale Kigali. Nyanza e Butare sono altri villaggi importanti per l'economia e per la burocrazia. La popolazione urbana raggiunge il 16,7% (2002).

    Religione

    Le religioni più diffuse sono il Cattolicesimo (65%), l'animismo (25%), il Protestantesimo (9%) e l'Islam (1%).

    Istruzione

    L' analfabetismo è ancora alto (30,8%, secondo i dati del 2002), ma si tenta di combatterlo grazie alla presenza di scuole statali e cristiane, al diritto all'istruzione gratuita e all'obbligo scolastico dai 7 ai 14 anni.

    Settore primario

    La base economica del Paese è costituita dall' agricoltura di piantagione, che occupa la maggior parte della forza lavoro e che è stata introdotta in epoca coloniale prima dai Tedeschi e poi dai Belgi. Attualmente è oggetto dei piani governativi di sviluppo, finanziati con gli aiuti esteri, che hanno come obiettivi:

    l'aumento della produttività;

    l'estensione della superficie coltivabile (che comunque rimane esigua rispetto alla popolazione);

    l'intensificazione dei rapporti commerciali.

    Sono coltivati per il mercato interno la batata, la manioca, la patata, il sorgo, il mais e prodotti agricoli come i legumi. Sono coltivati per l'esportazione il caffè, il tè, il piretro, il tabacco, le arachidi, la soia e altre piante per l'estrazione di oli. La coltivazione del riso e della canna da zucchero ha dato risultati insoddisfacenti.

    L' allevamento è favorito dai vasti spazi a prateria e a savana, da un adeguato livello di precipitazioni e da una limitata diffusione delle zanzare tse-tse. Sebbene l'allevamento sia condotto con metodi arretrati, soddisfa le richieste interne. Sono allevati soprattutto bovini e caprini, specialmente per il latte. La pesca commerciale è un'attività di modesta importanza, praticata soprattutto nel Lago Kivu.

    Settore secondario

    Il settore estrattivo è in sviluppo sin dal periodo della dominazione belga e riguardano la cassiterite (da cui si estrae poi lo stagno), il tungsteno, la columbite, la tantalite, l'oro, il berillio e il gas naturale. Quest'ultimo si trova in particolare sotto il Lago Kivu, in una di quelle che è considerata una delle riserve più consistenti del pianeta (28,3 miliardi di metri cubi), ma l'estrazione è ostacolata dalla carenza di denaro.

    Il settore metallurgico ha visto nel 1982 la creazione del primo impianto, destinato alla produzione di stagno. Altre forme di industria prevedono piccoli stabilimenti per la trasformazione di prodotti agricoli, per la produzione di cemento e per la manifattura del tabacco.

    Commercio

    Il commercio interno è poco sviluppato a causa della povertà della popolazione.

    I commerci con l'estero sono più vivaci: le importazioni (soprattutto di macchinari, veicoli, combustibili, prodotti alimentari e manufatti vari; dal Kenya e dall'Unione Europea) superano le esportazioni (caffè, piretro, tè, pelli, cuoi, cassiterite, tungsteno).

    QUESTE SONO LE COSE PIù IMPORTANTI!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    scusami ti do la stella ho bisogno anch'io di iauto

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Al...

    ciaociao

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  • 1 decennio fa

    Repubblica (Republika y'u Rwanda; République Rwandaise; Republic of Rwanda) dell'Africa centrale. Superficie: 26.338 km 2 . Popolazione: 7.733.000 abitanti. Capitale: Kigali . Lingua: ufficiali il Kinya Rwanda, il francese e l'inglese. Religione : cattolici 65%, animisti 25%, protestanti 9%, musulmani 1%. Unità monetaria: franco del Ruanda. Confini: confina a nord con l'Uganda, a ovest con la Repubblica democratica del Congo, a sud col Burundi e a est con la Tanzania . Ordinamento: Repubblica presidenziale. Nell'aprile 1994, per iniziativa degli estremisti Hutu, gli endemici contrasti tra etnie Hutu e Tutsi precipitano in uno spaventoso bagno di sangue che causa un milione di morti e due milioni di profughi. Il Fronte Patriottico Ruandese (FPR, a maggioranza Tutsi) e gli Hutu moderati assumono il potere dopo aver vinto la guerra civile, creando un'Assemblea legislativa provvisoria.

    GEOGRAFIA FISICA

    Morfologia. Prevalentemente montuoso, il territorio del Ruanda occupa nel cuore dell'Africa equatoriale una regione di alte terre, con livello medio tra i 1.200 e i 2.000 m, che strutturalmente si ricollega agli altopiani dell'Africa orientale. Nell'insieme il Ruanda corrisponde a una zolla archeozoica, che lascia ancora scorgere la superficie originaria dell'imbasamento cristallino; essa fu sollevata nell'Era Cenozoica dalle potenti dislocazioni che determinarono il progressivo aprirsi della Rift Valley, la gigantesca fossa tettonica che attraversa l'Africa dal Lago Malawi ( Niassa) al Golfo di Aden proseguendo, oltre il Mar Rosso, sino in Siria. La formazione di tale fossa ha dato vita a un'imponente attività vulcanica; nei Monti Virunga (massima vetta è il Karisimbi, 4.507 m), all'estremità nord-occidentale del Paese, si hanno vulcani ancora attivi. Il territorio si presenta come un vasto altopiano dal profilo in genere maturo; esso si eleva rapidamente dal Lago Kivu (sezione della Rift Valley al confine con la Repubblica Democratica del Congo) verso un'imponente catena montuosa, orlo rialzato della fossa orientale africana, che attraversa il Ruanda occidentale collegandosi ai Virunga; si abbassa infine lentamente verso est in un'area dolcemente ondulata occupata in parte da laghi e depressioni paludose.

    Clima e flora. Nonostante la posizione astronomica, in piena area equatoriale, la considerevole altitudine determina nel Paese un clima temperato, giustamente ritenuto uno dei più salubri di tutta l'Africa. Le piogge sono abbondanti ma non eccessive (in media da 1.000 a 1.400 mm all'anno, con massimi sui Monti Virunga), distribuite in due distinti periodi, da marzo a maggio e da ottobre a dicembre; le temperature medie si aggirano sui 20 °C. L'intenso sfruttamento dei fertili suoli vulcanici (reso necessario dall'elevata densità della popolazione) ha spogliato gran parte del territorio dell'originaria copertura forestale, oggi per lo più degradata a savana, soprattutto erbacea. Fitte foreste pluviali si ritrovano ancora sui versanti dei Virunga, mentre si hanno formazioni di papiri nelle aree orientali più basse, dove i fiumi tendono a ristagnare. Al confine con la Tanzania si stende il Parco Nazionale Kagera, con interessi soprattutto faunistici.

    Idrografia. L'altopiano è solcato da una fitta rete di corsi d'acqua dal regime però assai variabile, dipendendo la loro alimentazione dalle piogge stagionali; l'idrografia è piuttosto complessa, in quanto la dorsale occidentale rappresenta lo spartiacque tra il bacino del Congo e quello del Nilo. La maggior parte del Ruanda però tributa al Kagera, ramo sorgentifero del Nilo; solo l'estrema porzione occidentale convoglia le acque attraverso il fiume Rusizi al Lago Tanganica e di qui tramite il fiume Lukuga al Congo.

    GEOGRAFIA UMANA

    Popolamento e gruppi etnici. La salubrità del clima, oltre a favorire direttamente l'insediamento umano, ha costituito anche, in certa misura, una difesa contro molte malattie epidemiche tipiche dell'Africa equatoriale, fatto che spiega l'elevata densità demografica del Paese, tra le massime del continente. Le condizioni climatiche e ambientali hanno inoltre svolto un ruolo di primaria importanza nel determinare le vicende storiche del popolamento del Ruanda. Abitato originariamente da genti pigmoidi, i Twa (Tatwa, Batua), nomadi cacciatori e raccoglitori delle foreste, oggi ridotti allo 0,4% della popolazione e in via di progressiva assimilazione e sedentarizzazione (gruppi nomadi vivono ancora nelle foreste dei Virunga), il Paese fu successivamente testimone di una massiccia immigrazione di agricoltori bantu, gli Hutu (BaHutu), che oggi costituiscono l'80% degli abitanti. Il clima assai adatto anche alla pastorizia attrasse però più tardi i Tutsi (WaTutsi), un popolo niloto-camitico, originario dell'Etiopia e giunto nel Ruanda, attraverso l'Uganda, si ritiene verso il XIII secolo, con le loro mandrie di bovini dalle lunghe corna. I Tutsi (19%), alti di statura, ottimi guerrieri armati di lunghe lance, apparvero come esseri superiori agli Hutu, che si lasciarono soggiogare e diventarono loro schiavi, ultimi in una complessa scala gerarchica di tipo feudale, al cui vertice era il mwami (re). Questa situazione perdurò sostanzialmente sino all'indipendenza, quando gli Hutu, imposta la loro maggioranza numerica nel referendum che abolì la monarchia, ne approfittarono per sfogare il loro secolare risentimento, uccidendo forse 20.000 Tutsi e costringendone altri all'esodo in Uganda.

    Il regime militare che guidò poi il Paese dal 1973 al 1990 fece capo al partito unico denominato Movimento Rivoluzionario Nazionale, in mano hutu. Nel 1990 esuli tutsi provenienti dall'Uganda invasero il Ruanda provocando una guerra civile che è degenerata nel 1994 in un reciproco massacro tra le due etnie. Parte della popolazione ha abbandonato il Paese cercando rifugio nelle nazioni limitrofe e stanziandosi in immensi campi profughi.

    Insediamenti. La popolazione, fino alla guerra civile, si raccoglieva soprattutto nelle alte terre a ridosso della catena montuosa occidentale. L'unico centro che ha l'aspetto di una cittadina è Kigali , la capitale, cresciuta soprattutto dopo l'indipendenza; è sede delle principali attività commerciali del Paese, dotata altresì di un aeroporto internazionale. Per il resto si hanno solo grossi villaggi con funzioni commerciali o amministrative. Alcuni di essi si sono sviluppati intorno alle residenze del mwami come Nyanza, a sud-ovest della capitale, sulla strada che porta al Burundi; sulla medesima arteria è anche Butare (già Astrida) il centro principale all'epoca dell'amministrazione belga.

    GEOGRAFIA ECONOMICA

    Profilo generale. Il Ruanda si colloca tra i più poveri Stati del mondo; l'elevatissimo peso demografico ha in larga misura vanificato gli sforzi governativi tesi al miglioramento delle vie di comunicazione e al potenziamento delle strutture produttive di un Paese già gravemente svantaggiato dalla mancanza di sbocchi diretti al mare.

    A questa situazione di base si sono aggiunti gli ingentissimi danni materiali provocati dalla guerra civile che ha portato all'abbandono delle campagne da parte dei contadini e a forti spese di guerra, mentre mancano i fondi economici necessari a restaurare le infrastrutture primarie, favorire il rientro dei rifugiati e porre fine al dissesto finanziario ed economico.

    Agricoltura. L'agricoltura, nonostante detenga nettamente il primo posto nell'economia ruandese e impieghi buona parte della popolazione attiva (arativo e colture arborescenti coprono oltre il 44,4% della superficie territoriale), registra uno sviluppo assai lento per l'arretratezza delle strutture produttive. Praticata in prossimità dei villaggi su piccoli appezzamenti (in media 1-2 ha), è per lo più un'agricoltura di sussistenza, insufficiente al fabbisogno della popolazione. Principali prodotti destinati all'alimentazione locale sono la batata, la manioca, la patata, il sorgo, tipico cereale africano cui si è affiancato da tempo il mais, e vari prodotti orticoli come fagioli, piselli ecc. Tra le colture commerciali ha un posto di particolare rilievo il caffè, principale prodotto d'esportazione, seguito dal tè, dal piretro (coltura un tempo piuttosto rilevante, ora costantemente in regresso), dal tabacco e da talune oleaginose, quali le arachidi e la soia; la produzione delle colture di piantagione globalmente intesa rimane sempre limitata, risentendo gravemente della carenza di capitali. Poco sfruttati sono boschi e foreste, che d'altronde coprono ormai poco più del 10% della superficie territoriale; il legname viene impiegato quasi esclusivamente come combustibile.

    Allevamento e pesca. Il Ruanda presenta condizioni favorevoli all'allevamento: questa attività, pur condotta con metodi arretrati e scarsamente produttivi, provvede in misura rilevante alle necessità alimentari della popolazione. Prevalgono i bovini e i caprini, entrambi utilizzati prevalentemente per il latte. Molto modesta è la pesca, praticata nel Lago Kivu.

    Industria. Un certo sviluppo presenta il settore estrattivo; l'attività mineraria ebbe inizio con la dominazione belga e sfrutta i discreti giacimenti di cassiterite, tungsteno, columbite, tantalite, oro ecc. La costruzione di alcune centrali idroelettriche ha avviato una sia pur limitata industria, la quale però lavora quasi esclusivamente i prodotti agricoli locali (piccole aziende tessili, complessi molitori, birrifici, oleifici, zuccherifici, saponifici ecc.).

    Comunicazioni e commercio. Il ritardo nello sviluppo economico del Paese deriva ancora per gran parte dall'insufficiente sistema della rete delle comunicazioni; mancano le ferrovie e attualmente le strade sono limitate a poche arterie (lo sviluppo comples

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