Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Perche' il corpo, ha bisogno di meno energia sottoforma di cibo..?

..quando ci si trasforma alchemicamente , nel percorso spirituale?

Perche' le cellule del corpo, che cmq necessitano di energia, che ovviamente viene data, per quanto si sa, dal cibo, quando s'intraprende un percorso spirituale, necessitano di meno energia materiale?

Cosa accede?

Cosa dicono i testi dei Maestri, in proposito?

( domanda correlata a quella sul cibo fatta poc'anzi. Ma non e' stata data una spiegazione pratica, di cio' che accade dal punto di vista cellulare!)

Sono certa, che qualcuno di voi sa qualcosa...

La domanda correlata e' qui:

http://it.answers.yahoo.com/question/;_ylc=X3oDMTE...

Aggiornamento:

No Free..non l'ho letto( non ce la faccio a leggere tutti i libri che mi vengono consigliati..perche' sono troppi).

A quale libro di riferisci di Satprem? Anzi..chi e' Satprem? Anzi..metto la domanda, che facciamo prima! ;-) Angie

12 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'alimentazione è direttamente legata al livello evolutivo.

    Alla "pesantezza" del nostro essere.

    Sostanzialmente noi siamo luce e di luce dovremmo nutrirci.

    Chi ci riesce meglio? Le piante.

    Cosa dovremmo mangiare noi, per sopperire alla nostra incapacità? Vegetali, che hanno già fatto gran parte del lavoro per noi.

    Invece cosa mangiamo (mediamente)? Carne.

    Di quali animali? Erbivori (mica carnivori), perché anche loro fanno una parte del "lavoro" al posto nostro.

    E così introduciamo un ulteriore livello intermedio, che ci allontana sempre di più dal nutrimento originale.

    E noi siamo quello che mangiamo, dal punto di vista fisico.

    Perciò questo ha delle conseguenze, sia sulla nostra salute, che sulla nostra evoluzione.

    Una delle prime conseguenze di chi riesce a compiere un certo cammino spirituale, è che si riesce senza fatica a smettere di mangiare carne.

    Chi raggiunge livelli molto elevati, come alcuni illuminati, può fare a meno anche dei vegetali.

    E' un insieme di cose, tra le quali anche l'apprendimento di alcune tecniche per meglio assimilare l'energia cosmica (prahna) che riceviamo in sovrabbondanza.

    Solo respirando in un certo modo si può tranquillamente saltare un pasto al giorno (considerando poi lo stile di vita sedentario che mediamente facciamo...).

    Molti pensano che succeda il contrario: divento vegetariano così mi illumino... invece diventare vetegariano è la logica conseguenza della crescita spirituale, come smettere di fumare, di bere alcoolici, ecc. senza fatica, semplicemente accade, o addirittura ti accorgi che non riesci più a tollerare certi cibi.

  • 1 decennio fa

    L’arte del mangiare è ben diversa dall’arte del nutrirsi.

    Perfino il linguaggio comune lo riflette: “nutrimento” si riferisce anche a sostanze impalpabili come il rispetto, la stima, l’amore.

    Si dice ad esempio che un bel rapporto affettivo “ci nutre”. Possiamo quindi “mangiare” amore e gioia e sentirci bene, oppure avere “fame di affetto”, essere “a digiuno” di amore e stare male.

    E’ in questo senso che non mangiare significa “morire” e non nutrirsi significa, altrettanto pericolosamente, “morire dentro”.

    Considerare la Luce cibo non è veramente un concetto nuovo.

    Pratiche millenarie basate sul digiuno prolungato e' chiamato “nutrirsi di prana, di luce o d’amore”.

    Dall’austriaca Teresa Neuman, alla “Yogini che non mangia mai” (citata da Yogananda nella sua celebre Autobiografia di uno Yogi) al nostro Francesco d’Assisi,

    per non citare i numerosi asceti himalaiani.

    Questi personaggi sembrano confermare che il corpo umano e i processi fisiologici che sono alla base del suo funzionamento costituiscono un universo assai complesso e ancora poco noto che forse vale la pena di conoscere meglio.

    Comunque nutrirsi di prana e' una metodologia che e' possibile per tutti, io stessa l'ho ripresa da qualche tempo, dopo un'interruzione di qualche anno.

    E sto benissimo.

    Mangio solo per mantenere gli organi fisici preposti alla digestione attivi.

  • 1 decennio fa

    Ciao Angie, quando uno inizia un percorso spirituale, tende ad "elevarsi" ad ascendere e quindi tutto ciò che è fisico, materiale, che è "pesante" rimane in basso, mentre la persona che ha iniziato il percorso di ascesi sente il bisogno di andare in alto e quindi si stacca dalle cose materiali e si preoccupa di "nutrirsi" di energia sottile che assume da un'altra parte, cioè dalla meditazione, dalla preghiera,ecc. Un po' come l'aria calda e l'aria fredda.

    Ciao :-D

  • 1 decennio fa

    Il cervello è un ostacolo per lo spirito.

    Se mangiate meno, lo spirito è più libero.

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  • 1 decennio fa

    Credo che quando inizi un percorso spirituale sei più disposta a sentire il tuo corpo e gli alimenti che prima ingerivi non è che non ti facevano male ma semplicemente non lo sentivi...la "gente comune" ingurgita qualsiasi cosa pur di non sentire il propio corpo e le propie emozioni: coca cola a litri carni rosse etc...

    Chi medita di sicuro diventa più sensibile e si accorge subito che le carni rosse rendono aggressivi ..o è più facile sentire la giusta quantità di cibo di cui abbiamo bisogno senza ingozzarsi di alimenti che tanto poi espelliamo.

    Il corpo non ha bisogno di meno quantità di cibo ma della quantità giusta..poi può succedere che in degli spazi particolari dove il corpo è ben energizzato dal prana, si abbia meno bisogno di mangiare....poi, ancora, succede spesso di saltar qualche pasto per seguire il corpo che ha bisogno di disintossicarsi...cosa che non si farebbe se non ci si ascoltasse!

    Personalmente da quando medito ho smesso di mangiare carni rosse e mi vien più facile capire di cosa ha bisogno il corpo.....ma ogni tanto qualche birretta in più o un'abbuffata di pesce non me la toglie nessuno...sai per nutrire lo spirito...

  • 1 decennio fa

    E' difficile dare una risposta a questa tua domanda, anche perchè per poter capire cosa accade veramente bisognerebbe sottoporre una persona che medita e segue un percorso spirituale allo studio di un gruppo di medici ricercatori che ne dovrebbero prelevare e studiare campioni di cellule, nonchè fare la stessa cosa sistematicamente sul suo sangue per riscontrare e capire questi meccanismi cellulari. Dopodichè bisognerebbe avere ottime conoscenze di chimica e biologia per capire i risultati degli studi menzionati in precedenza e potersi fare così una propria opinione.

    Tutto quello che accade al corpo umano passa per il tramite del cervello e quindi della mente. Se veramente esiste un'anima che influenza il corpo e il funzionamento delle singole cellule, quest'anima utilizza il cervello come catalizzatore.

    Quando si medita e si prega ci si nutre di meno e si vive lo stesso senza alcun problema anche per diversi motivi.

    Anzitutto non è solo la meditazione che aiuta a digiunare, ma è anche il contario: si digiuna per poter meditare meglio, la circolazione del sangue è più regolare e più efficiente, ci sono meno grassi nel sangue e la pressione stessa è più regolare e tutto questo agevola l'attività del cervello che può meditare meglio.

    Tuttavia è anche vero che la meditazione e la preghiera rilassano i muscoli, rallentano il battito cardiaco nonchè l'attività muscolare e questo porta ad un minor consumo di energia e ossigeno da parte delle cellule e quindi minor bisogno di cibo.

  • 1 decennio fa

    Non hai letto il libro di Satprem che ti avevo consigliato? Lì c'è scritto tutto.

  • 1 decennio fa

    non è più o meno energia - il che è relativo ai singoli - quanto 'che tipo' di energia (qualità)

    le malattie, ad esempio, fanno parte di questo percorso, fornendo chiarissimi segnali ai proprietari di molti corpi fisici devastati da abuso di sostanze tossiche ;-)

  • Smell
    Lv 6
    1 decennio fa

    perchè durante qualsiasi tipo di meditazione, se ben fatta, rallentano il battito cardiaco e la respirazione , di conseguenza anche il metabolismo.

    La stessa cosa che accade quando si dorme.

  • 1 decennio fa

    Deutereonomio 8,3 : "l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore."

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