Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

qualcuno mi da un aiutino??

per gli esami di 3^ devo portare il colonialismo...qualcuno sa dirmi dove posso trovare informazioni sempilici ma mirate?perchè sul mio libro è un megapapirissimo è non si capisce prorpio un ca.zz.o...

grazie in anticipo!

Aggiornamento:

forza...10 pt in palio subitissimo!

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il Colonialismo

    Colonialismo Termine con cui si designa la politica di conquista di territori d’oltremare e risorse (materiali e umane) attuata dalle potenze europee a partire dal XV secolo. Indica inoltre l’insieme dei principi a sostegno di tale politica e, infine, l’organizzazione del sistema di dominio.

    Lo sviluppo del colonialismo può essere distinto in due fasi: una prima, che parte dal XV secolo per giungere fino alla metà del XIX secolo; una seconda, che parte dagli ultimi decenni del XIX secolo e termina a metà degli anni Settanta del Novecento con il crollo del sistema coloniale portoghese.

    2. NASCITA DEL COLONIALISMO

    Compagnia britannica delle Indie Orientali

    Costituita nel 1600, la Compagnia britannica delle Indie Orientali si assicurò, grazie alle navi della marina mercantile e alle numerose stazioni commerciali in tutti i continenti, il monopolio degli scambi con l'Asia, l'Africa e l'America. Nel Settecento acquisì anche potere politico, ma all'inizio dell'Ottocento, perduto il monopolio del commercio con l'India, la Compagnia conobbe un graduale declino che si accentuò quando, nel 1857-1858, le rivolte in India persuasero il governo di Londra ad assumere direttamente l'amministrazione del paese. La Compagnia cessò la sua attività nel 1874. L'illustrazione mostra una veduta di Port St George a Madras (India). Il colonialismo si sviluppò a partire dal Quattrocento, a seguito delle esplorazioni geografiche, e coinvolse soprattutto i territori asiatici e americani, fondando in Africa, in un primo tempo, solo delle stazioni commerciali (per l’approvvigionamento di oro, avorio e schiavi) e portuali, di supporto per le spedizioni marittime verso l’Asia. Nella prima fase, l’Europa occidentale, guidata da Spagna e Portogallo, attuò una politica espansionistica nelle Indie Orientali e in America centrale e meridionale. Nella seconda fase, la Gran Bretagna e la Francia guidarono l’espansione europea in America settentrionale, Asia, Africa e nell’oceano Pacifico.

    1. Le colonie asiatiche

    I portoghesi, grazie alla stabilità politica interna, alla favorevole posizione geografica e alle esplorazioni marittime, verso la fine del XV secolo furono i primi ad avventurarsi oltre il capo di Buona Speranza. Interessati principalmente al controllo del commercio delle spezie, crearono stazioni commerciali e piazzeforti. Verso la fine del XVI secolo il predominio portoghese fu però minacciato da inglesi e olandesi, che stabilirono una fitta rete di scambi commerciali (vedi Compagnie commerciali privilegiate).

    Agli inizi del XIX secolo il sistema di stazioni commerciali si era trasformato in un controllo politico del territorio, che, amministrato inizialmente tramite le Compagnie, passò in seguito sotto il diretto controllo degli stati europei. Nell’Ottocento gli olandesi controllavano Giava, Sumatra, le Molucche e il Borneo meridionale; gli inglesi controllavano l’India, l’Australia, le Maldive, le Seychelles, la Tasmania e Ceylon (l’attuale Sri Lanka), tolta agli olandesi; i francesi controllavano il Sud-Est asiatico, fuso in un’unica colonia denominata Indocina francese.

    2. Le colonie americane

    il Nuovo Mondo (Nord e Sud America e Caraibi) circondato dalle effigi degli esploratori e dei geografi che lo scoprirono e lo conquistarono: Cristoforo Colombo (in alto a sinistra), Amerigo Vespucci (in alto a destra), Ferdinando Magellano (in basso a sinistra) e Francisco Pizarro (in basso a destra). Diversi sono i motivi che portarono alla colonizzazione delle Americhe: l’ansia di esplorare e conquistare nuovi territori sui quali estendere il proprio dominio; il desiderio di accrescere la potenza personale, dinastica e statale appropriandosi delle risorse naturali e dei metalli preziosi di cui si favoleggiava esistessero sterminati giacimenti (il famoso Eldorado spagnolo); infine, la ricerca della libertà dalle persecuzioni religiose che devastavano il Vecchio Continente. Grazie a massicci flussi migratori, la colonizzazione stanziale presto finì per prevalere su quella temporanea, basata sugli empori costieri e, una volta istituite, le colonie furono soggette a rapporti commerciali esclusivi con le rispettive madrepatrie in Europa.

    L’impero spagnolo fu il più vasto del Nuovo Mondo, estendendosi sulla maggior parte dell’America centrale e meridionale; i portoghesi si stabilirono in Brasile (vedi Trattato di Tordesillas). Inglesi e francesi si insediarono prevalentemente nell’America del Nord; gli olandesi occuparono piccole aree nell’America del Sud.

    3. Il declino dei sistemi coloniali nelle Americhe

    Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo gli imperi coloniali europei in America crollarono. Al Nord, le colonie britanniche si emanciparono dalla madrepatria con una guerra d’indipendenza che si concluse nel 1783 con la formazione degli Stati Uniti d’America; la maggior parte delle colonie spagnole ottenne l’indipendenza attraverso una lotta decennale, culminata nel 1825 con la cacciata definitiva delle truppe spagnole dal continente (vedi Guerre d’indipendenza latinoamericane). Il Brasile dichiarò la propria indipendenza dal Portogallo nel 1822; solo il Canada rimase sotto il diretto controllo britannico fino al 1867, quando ottenne lo status di dominion e una maggiore autonomia.

    La Gran Bretagna restò tuttavia una grande potenza coloniale: oltre al controllo dell’India, mantenne a scopi strategici alcune delle colonie sottratte alla Francia durante le guerre napoleoniche, come Tobago e le dipendenze nell’oceano Indiano.

    3. LA SECONDA FASE DEL COLONIALISMO

    Impero britannico

    Costituitosi a partire dal XVI secolo, in seguito alle grandi esplorazioni geografiche, quello britannico fu il più esteso impero coloniale. Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX raggiunse la sua massima potenza e i suoi territori erano sparsi per tutti i continenti.

    Dopo la metà del XIX secolo iniziò la seconda fase dell’espansione coloniale. La spinta venne sia dagli interessi europei già radicati nelle periferie degli imperi – come in Australia, dove i coloni erano penetrati sempre più profondamente nell’entroterra alla ricerca di terre coltivabili e di nuove risorse – sia dalle esigenze poste dallo sviluppo del sistema industriale, cioè quelle di trovare materie prime a buon mercato e sbocchi per le merci.

    1. Le colonie africane

    Spartizione dell'Africa

    L'occupazione dell'Africa da parte delle potenze europee inizia nel XV secolo; i portoghesi, per agevolare la rotta delle proprie navi per le Indie orientali, creano infatti diverse basi commerciali sulle coste occidentali e orientali del continente. Insieme con gli arabi, i portoghesi avviano anche la tratta negriera, che ha il suo apice nel XVII secolo, quando intervengono nella lucrosa attività anche gli spagnoli, gli inglesi e gli olandesi. Limitato per molto tempo alle coste, il dominio europeo si estende all'interno del continente a partire dalla fine del XVIII secolo, quando il commercio delle materie prime sostituisce quello degli schiavi. La cartina illustra la spartizione del continente africano tra le potenze europee sancita dalla conferenza di Berlino (1884-85). Alla vigilia della prima guerra mondiale l'Africa è interamente colonizzata, a eccezione della Liberia e dell'Etiopia; quest'ultima sarà conquistata dall'Italia nel 1936. Con l’abolizione della schiavitù si aprì il periodo del commercio cosiddetto “legittimo”, che da una parte vide l’esportazione di manufatti dai paesi industrializzati verso le colonie, dall’altra lo sfruttamento di risorse (minerali, legname, cotone ecc.) indispensabili alla produzione industriale. In questo periodo le postazioni commerciali stabilite nel corso dei secoli precedenti furono utilizzate dalle potenze coloniali come basi per la conquista militare dei territori interni e si andò definendo il sistema amministrativo coloniale.

    Colonizzazione e decolonizzazione dell'Africa

    In seguito al congresso di Berlino del 1884-85 l’Africa fu suddivisa tra Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Portogallo (vedi Africa: L’imperialismo europeo). Nel 1914 la rete coloniale racchiudeva tutto il globo. Quello britannico era di gran lunga l’impero più più vasto, ma altri paesi – tra cui la Francia, il Belgio, la Germania, gli Stati Uniti e il Giappone – erano diventati ragguardevoli potenze coloniali (vedi Imperi coloniali).

    2. La fine del colonialismo

    Conferenza dei leader africani, 1967

    La conferenza dei capi di stato dell’Africa orientale e centrale – che si tenne nel dicembre 1967 a Kampala, Uganda – radunò alcune delle più rilevanti figure della scena politica africana postcoloniale. Diversi furono i destini politici dei leader ritratti in questa fotografia. Alcuni vennero rovesciati da colpi di stato; altri instaurarono regimi dittatoriali; pochi riuscirono ad affrontare con qualche successo gli enormi problemi ereditati dalla colonizzazione. Nel Novecento, il crollo degli equilibri di potere in Europa e le due guerre mondiali segnarono comunque la fine del colonialismo. La crescita di una coscienza nazionalista nelle colonie, il declino dell’influenza politica e militare europea, l’erosione delle giustificazioni morali che per secoli avevano sostenuto l’espansione coloniale contribuirono infine a una rapida decolonizzazione dopo il 1945.

    4. LE CAUSE DEL COLONIALISMO

    Le ragioni della corsa alle colonie sono molteplici e controverse. Per quanto riguarda la prima fase del fenomeno, quella avviatasi nel XV secolo in seguito alle grandi esplorazioni, i motivi sono vari: il prestigio delle monarchie e delle nazioni; la possibilità di impadronirsi, attraverso il controllo di territori vergini, di immense risorse; l’intento di diffondere la propria civiltà

  • Anonimo
    1 decennio fa

    VAI SU WIKIPEDIA

  • 1 decennio fa

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