Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneEducazione - Altro · 1 decennio fa

ragazzi aiutatemi ve lo chiedo con il cuore?

avrei bisogno del riassunto di piccola borghesia e di viaggio in sardegna di elio vittorini. tra 2 settimane ho l'esame

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
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    LA PICCOLA BORGHESIA:

    La rivoluzione industriale del XIX secolo introdusse alcuni dei mutamenti più significativi nella storia economica: lo sviluppo dell'energia meccanica e del sistema industriale con la conseguente crescita dei centri urbani. A livello sociale, allora, la classe borghese, numericamente già aumentata, sviluppò al proprio interno notevoli diversificazioni tra i capitalisti e il crescente numero di piccoli borghesi, negozianti, tecnici e impiegati. I capitalisti tendevano a possedere e dirigere le industrie e ad associarsi con le classi superiori.

    Fu in questo periodo che Karl Marx sviluppò la teoria della lotta di classe. Marx identificò la borghesia con la classe capitalista – cioè con il padronato – e la considerò una forza reazionaria che per mantenere la propria supremazia impediva l'avanzamento del proletariato, cioè la classe lavoratrice. Egli predisse che questa sarebbe un giorno insorta impossessandosi dei mezzi di produzione per sostituire la borghesia quale classe economica dominante.

    Tempi moderni

    Oggi il termine "borghesia" viene usato raramente nel suo significato originario, tranne che dagli storici dell'economia. È generalmente intercambiabile con il termine classe media. Nella società moderna questo gruppo è composto da professionisti, impiegati, agricoltori e da figure sociali analoghe, tutti lontani dalla classe capitalista della teoria marxista.

    VIAGGIO IN SARDEGNA ELIO VITTORINI:

    Vittorini, Élio

    scrittore italiano (Siracusa 1908-Milano 1966). Tresferitosi dalla natia Sicilia a Firenze nel 1924,

    collaborò a Solaria, entrando in contatto con la società letteraria borghese. I racconti Piccola

    borghesia, scritti tra il 1929 e il 1931, stemperano in un'atmosfera crepuscolare l'aggressività

    della sua prima e breve fase di ribellismo antiborghese. Nel 1933 iniziò la pubblicazione a

    puntate su Solaria de Il garofano rosso, primo deciso tentativo di usare la letteratura in funzione

    del suo discorso politico: in esso appaiono però anche innovazioni strutturali in senso

    antirondiano e un netto superamento del realismo sociologico o psicologico. Interessanti dal

    punto di vista di tale sperimentazione sono Giochi di ragazzi, scritto tra il 1934 e il 1936.Fu la scelta antifascista, il ruolo profetico attribuito

    all'intellettuale e un nuovo progetto di conoscenza si traducono in una prosa in cui le antinomie

    lirismo-realismo e mito-storia vengono saldate in un discorso simbolico e profetico. Sangue a

    Parma e Storia dei Mussulmani in Sicilia(1942) sviluppano, parallelamente, i suoi interessi

    storici. Oltre alle traduzioni di testi di Poe, Faulkner, Steinbeck, Caldwell, Saroyan, ecc., pubblicò

    nel 1942 Americana, in cui la storia letteraria statunitense è vista come proiezione della propria

    poetica.Egli volle proporre la Resistenza, cui aveva partecipato. Con Il

    Sempione strizza l'occhio al Fréjus(1947) torna l'accento sulla forza della parola poetica, mentre

    Le donne di Messina(1947-49) rappresentano il recupero di strutture narrative tradizionali. La

    Garibaldina(1956) conferma la volontà di attestarsi sul fronte della scrittura, per muoversi dalla

    profezia al progetto, senza che la sua forza visionaria e allegorica si perda. La sua ultima opera

    narrativa, Le città del mondo, a cui lavorò tra il 1952 e il 1955, rimase incompiuta. Nel 1957

    raccolse i suoi scritti critici in Diario in pubblico e trovò spazio l'ultimo approdo della sua ricerca sulle funzioni dell'intellettuale e sul suo

    ruolo nella nuova civiltà industriale, aprendo la polemica contro l'egemonia umanistica, pur

    senza porre in discussione l'ideologia della letteratura come istituzione.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Grazie Pink. Serviva anche a me :D

  • 1 decennio fa

    ho trovato VIAGGIO IN SARDEGNA solo qst

    Elio Vittorini andò in Sardegna nel 1932, in occasione di un viaggio nell’isola organizzato dalla rivista “Italia letteraria”: curiosamente abbinato a un concorso di letteratura e di giornalismo (della piccola giuria faceva parte Grazia Deledda), il viaggio gli fruttò un premio di tremila lire. Solo nel 1936 Vittorini, che nel frattempo, dopo la raccolta di racconti "Piccola borghesia", si era segnalato con il romanzo "Il garofano rosso", uscito a puntate sulla prestigiosa rivista “Solaria”, pubblicò le impressioni che il viaggio in Sardegna gli aveva suggerito: una serie di brevi prose liriche, legate in un unico volume con un’altra opera, Nei Morlacchi. Di qui il doppio titolo “Nei Morlacchi - Viaggio in Sardegna”: solo nel 1952 le pagine dedicate all’isola sarebbero state pubblicate a sé col nuovo e definitivo titolo “Sardegna come un’infanzia”. E’ un reportage e insieme un libro composito: un po’ poema in prosa, un po’ “recensione” di paesaggi e figure come nel gusto del tempo, un po’ aneddotica di racconto, un po’ (è il tono dominante) lirica moralità. <>, dice la prima frase di Sardegna come un’infanzia. Questo è il sentimento che, pure in qualche capriccioso sbalzo d’umor nero, domina questa quasi-cronaca d’un rapido tour sulle strade, nei paesi e nelle città d’un’isola anche a quel tempo del tutto inedita. La Sardegna diventa quindi pretesto e occasione per esprimere una profonda ansia e frenesia di conoscenza. L'incontro tra Vittorini e le cose, la natura, i villaggi o le città, gli uomini, si realizza sempre con l'entusiasmo di chi vive proiettato fuori di sé, con un'apertura totale alle novità, con lo sguardo dei bambini e dei poeti.

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