enrikobboy ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

una poesia di eugenio Montale ke parli del fascismo o della seconda guerra mondiale??

3 risposte

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  • Risposta preferita

    Prova con "La Primavera Hitleriana" (che non posto perché è lunga-la trovi nel link)

    http://www.geocities.com/Paris/LeftBank/5739/prima...

    Oppure "La bufera":

    La bufera che sgronda sulle foglie

    dure della magnolia i lunghi tuoni

    marzolini e la grandine,

    (i suoni di cristallo nel tuo nido

    notturno ti sorprendono, dell'oro

    che s'è spento sui mogani, sul taglio

    dei libri rilegati, brucia ancora

    una grana di zucchero nel guscio

    delle tue palpebre)

    il lampo che candisce

    alberi e muro e li sorprende in quella

    eternità d'istante - marmo manna

    e distruzione - ch'entro te scolpita

    porti per tua condanna e che ti lega

    più che l'amore a me, strana sorella, -

    e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere

    dei tamburelli sulla fossa fuia,

    lo scalpicciare del fandango, e sopra

    qualche gesto che annaspa...

    Come quando

    ti rivolgesti e con la mano, sgombra

    la fronte dalla nube dei capelli,

    mi salutasti - per entrar nel buio.

    Infine "Gli Orecchini":

    Non serba ombra di voli il nerofumo

    della spera. (E del tuo non è piú traccia.)

    È passata la spugna che i barlumi

    indifesi dal cerchio d'oro scaccia.

    Le tue pietre, i coralli, il forte imperio

    che ti rapisce vi cercavo; fuggo

    l'iddia che non s'incarna, i desiderî

    porto fin che al tuo lampo non si struggono.

    Ronzano èlitre fuori, ronza il folle

    mortorio e sa che due vite non contano.

    Nella cornice tornano le molli

    meduse della sera. La tua impronta

    verrà di giú: dove ai tuoi lobi squallide

    mani, travolte, fermano i coralli.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Montale non ha scritto nulla sul fascismo

    L'unica cosa che puoi collegare è OSSI DI SEPPIA , in quanto parla del MAL DI VIVERE , e il fascismo per molti lo è stato ...

    ecco un riassuntino

    Il primo momento della poesia di Montale rappresenta la felice affermazione del motivo lirico. Montale, in Ossi di seppia (1925) editi da Piero Gobetti, attinge l'impossibilità di dare una risposta all'esistenza: nella lirica "Non chiederci la parola"(introduzione in Ossi di Seppia), egli afferma che è possibile dire solo "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo", sottolineando la negatività della condizione esistenziale. Lo stesso titolo dell'opera,designa l'esistenza umana, logorata dalla natura, e che ormai si è ridotta ad un oggetto inanimato, privo di vita. In tal modo Montale capovolge l'atteggiamento fondamentale della poesia: il poeta non può trovare e dare risposte o certezze; sul destino dell'uomo incombe quella che il poeta, nella lirica " Spesso il male di vivere ho incontrato", definisce "Divina Indifferenza", che non mostra alcuna partecipazione emotiva nei confronti dell'uomo. La prima raccolta di Montale,usci nel giugno del 1925 e comprende poesie scritte tra il 1920 e il 1925.Il libro si presenta diviso in quattro sezioni:Movimenti,Ossi di seppia,Mediterraneo e Meriggi;al tutto è preposta una poesia In limine(sulla soglia)che fa da traduzione.Il titolo vuole evocare i relitti che il mare abbandona sulla spiaggia,come gli ossi di seppia che le onde portano a riva;qualcosa di simile,vuole dirci il poeta,sono le sue poesie,sono le sue poesie;in un epoca che non permette più ai poeti di lanciare messaggi,di fornire un'interpretazione compiuta della vita e dellUomo,le poesie sono frammenti di un discorso che esta sottinteso e approdano alla riva del mare come per caso,frutto di momentanee illuminazioni.Le poesie di questa raccolta traggono lo spunto iniziale da una situazione,da un episodio della vita del poeta,da un paesaggio,come quello della Liguria,per esprimere temi più generali:la rottura tra individuo e mondo,la difficoltà di conciliare la vita con il bisogno di verità,la consapevolezza della precarietà della condizione umana.Si affollano in queste poesie oggetti,presenze spesso umili che non compaiono solitamente nel linguaggio dei poeti,alle quali Montale affida,in toni dimessi,la sua analisi negativa del presente ma anche la non rassegnazione,l'attesa di un miracolo.

  • 1 decennio fa

    mmm ma penso spesso il male di vivere ho incontrato...ke tra l'altro è bellissima!

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