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aiuto veloce mi serve entro sta sera!!!!!!!!!!!!!?

riassunto della guerra civile americana... per l'esame orale

vi prego aiutatemi

12 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Allora ti ho fatto un piccolo riassunto con gli avvenimenti principali. Spero ti possa andare bene.

    Guerra civile Americana

    Conflitto scoppiato in America settentrionale in seguito alla tentata secessione degli stati del sud dagli Stati uniti. Quando nel 1861 la rivalità tra gli stati agricoli del sud, in prevalenza liberisti, e quelli industriali del nord, favorevoli al protezionismo che era nei programmi del neoeletto presidente repubblicano A. Lincoln, fece sì che la schiavitù, uno degli elementi su cui si fondava la prosperità degli stati meridionali, divenisse causa della secessione, la sproporzione fra i due contendenti era enorme: 22 milioni di abitanti e 990 mila soldati al nord, contro nove milioni di abitanti, di cui tre e mezzo schiavi, e 690 mila soldati al sud. L'elezione di Lincoln spinse il South Carolina a indire una convenzione per staccarsi dall'Unione. Georgia, Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana fecero altrettanto e l'8 febbraio 1861 fu approvata la costituzione degli Stati confederati d'America, di cui fu eletto presidente Jefferson Davis. All'indomani della presa confederata di Fort Sumter (12-13 aprile 1861), che diede inizio alla guerra, altri quattro stati (Virginia, North Carolina, Tennessee e Arkansas) aderirono alla Confederazione, che fissò la capitale a Richmond, in Virginia. La Casa bianca assunse allora una posizione intransigente: il sud era uscito dall'Unione per non sottomettersi alla volontà della maggioranza. Come tali i "sudisti" erano ribelli, quindi con la forza delle armi sarebbero stati costretti a rientrare nell'Unione, la cui restaurazione costituiva l'unico scopo di guerra del governo centrale. Inizialmente non fu messa in discussione l'istituzione della schiavitù dei neri negli stati del sud, anche se da anni agiva nel nord un movimento abolizionista. Lo stesso Partito repubblicano di Lincoln durante la campagna elettorale aveva sconfessato l' abolizionismo. Ben tre dei principali stati schiavisti (Kentucky, Delaware e Maryland) si erano schierati con l'Unione, mentre il Missouri era ancora incerto. Ma il Partito repubblicano si era formalmente opposto a ogni espansione della schiavitù nei territori dell'ovest, per chiuderli ai contadini del sud e spalancarli a quelli del nord. Ciò avrebbe portato a una proliferazione di nuovi stati filonordisti, isolando il sud e privandolo di ogni influenza sul governo centrale. Il quadro delle posizioni mutò nel 1863. Il Proclama di emancipazione, dello stesso anno, maturò come misura di guerra civile: gli schiavi appartenenti a proprietari che al 1° gennaio 1863 si fossero trovati in stato di rivolta contro l'Unione, sarebbero stati dichiarati liberi senza indennità. Il principio dell'emancipazione, divenuto la bandiera del nord, fu successivamente trasformato in un emendamento alla costituzione che, tuttavia, negli stati fedeli all'Unione sarebbe entrato in vigore solo gradualmente. Il sud invocò il diritto all'autodecisione, il diritto cioè, per una minoranza conscia delle sue tradizioni, delle prerogative che ne fanno una nazione, a rivendicare in ogni momento la propria indipendenza. Scoppiate le ostilità, il generale Robert E. Lee, alla testa dei confederati, conseguì iniziali vittorie a est, ma venne fermato dal generale George B. McClellan al comando dell'armata dell'Unione ad Antietam Creek (Sharpsburg) il 17 settembre 1862. Dopo aver tentato invano di entrare nel Maryland settentrionale, Lee invase la Pennsylvania meridionale attraversando la valle dello Shenandoah, ma fu bloccato dal generale George G. Mead a Gettysburg (1-3 luglio 1863). Questa nuova sconfitta capovolse le sorti della guerra. Anche a ovest gli eserciti dell'Unione ottenevano significativi successi. Il generale Ulysses Grant vinse la battaglia di Shiloh (6-7 aprile 1862) nel Tennessee, e l'anno seguente (1863) prevalse a Vicksburg e a Chattanooga, rispettivamente sui fiumi Mississippi e Tennessee. Nell'aprile del 1862 la flotta dell'Unione, al comando dell'ammiraglio David G. Farragut (1801-1870), conquistò il porto di New Orleans, acquisendo il controllo della parte meridionale del fiume Mississippi e poi dell'intero corso. Nel 1864 Grant, nominato comandante in capo dell'Unione, tra maggio e giugno spinse i confederati verso sud, in direzione di Richmond; mentre William T. Sherman avanzò in direzione est raggiungendo Atlanta, che mise a ferro e fuoco, e quindi procedette alla volta di Savannah in un'inarrestabile marcia verso il mare allo scopo di tagliare a metà il sud. Presa Savannah (21 dicembre 1864), Sherman si ricongiunse, verso nord, al generale Grant. Richmond cadde nelle mani dell'Unione. Le ultime forze confederate, accerchiate in Virginia dagli eserciti dell'Unione, si arresero ad Appomattox il 9 aprile 1865. Pochi mesi dopo, il 18 dicembre 1865, venne approvato il tredicesimo emendamento alla Costituzione americana che aboliva definitivamente la schiavitù. Scoppiata per costringere il sud a sottomettersi e a rientrare nell'Unione, la guerra civile ridusse tutto il sud a un campo di cenere e provocò complessivamente circa 600 mila morti e 400 mila feriti. Le novità del conflitto, per molti aspetti definibile guerra totale, con ricorso sistematico a tecnologie e metodi organizzativi modernissimi, furono apprezzate solo in parte dai contemporanei. Viceversa molti vi colsero immediatamente tutta la gravità degli esiti sociali, al nord come al sud. La Ricostruzione del sud durò circa dieci anni e gli undici stati secessionisti furono riammessi separatamente nell'Unione: l'ultimo, l'Alabama, nel 1871. Il sud emerse dalle conseguenze devastatrici della guerra civile con tre aspetti che conservò per decenni: monopolio politico del Partito democratico, persistenza della segregazione razziale, arretratezza economica e civile. Contemporaneamente, la guerra civile contribuì a rinsaldare il primato del nord e a forgiare un'America nuova: aprì la strada alla rivoluzione industriale; unificò tutto il paese sotto il controllo del governo centrale; modificò l'economia e diede alle imprese uno slancio inedito; risolse il problema dei territori dell'ovest spalancandoli all'immigrazione dei piccoli contadini del nord e dei coloni europei, gettando così le basi per il sorgere di nuovi stati.

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  • 1 decennio fa

    The civil War

    After the victorious end of the War of Independence , the Americans had to solve many serious problems. They lived in a vast savage land. Only a few states in the East and in the South were civilized. The first pioneers began to conquer the Wild West fighting bloody battles with the Indians and forcing them to live on reservations.

    In the middle of the 19th century and after the industrial revolution there was one of the worst crisis in all the United State's history. A great economic difference divided the North and South of U:S: The North was highly industrialized and modern, the South was mainly agricultural. But it was the question of slavery that caused the war; the settlers in the South used over 3.000.000 negro slaves from Africa to work on their cotton and tobacco plantations. The southern planters regarded the slavery as necessary while the norther planters were for an anti-slavery cause. Abraham Lincoln who became President in 1860 made the emancipation of the slaves his personal aim. South Carolina withdrew form the Union of States and together with several other southern states formed the Confederate state of America led by Jefferson Davis. Eventually war broke out and the Union led by General Grant was victorious in most battles, although Robert E, Lee and Jackson won others. The turning point was the defeat of the Confederate Army at Gettysburg. Peace was signed in 1895 and in the same year Lincoln was shot by a fanatic. The war caused the death of about one million people and ended with the abolition of slavery.

    spero di esserti stata d'aiuto...baci

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  • 1 decennio fa

    (1861-1865). Conflitto scoppiato in America settentrionale in seguito alla tentata secessione degli stati del sud dagli Stati uniti. Quando nel 1861 la rivalità tra gli stati agricoli del sud, in prevalenza liberisti, e quelli industriali del nord, favorevoli al protezionismo che era nei programmi del neoeletto presidente repubblicano A. Lincoln, fece sì che la schiavitù, uno degli elementi su cui si fondava la prosperità degli stati meridionali, divenisse causa della secessione, la sproporzione fra i due contendenti era enorme: 22 milioni di abitanti e 990 mila soldati al nord, contro nove milioni di abitanti, di cui tre e mezzo schiavi, e 690 mila soldati al sud. L'elezione di Lincoln spinse il South Carolina a indire una convenzione per staccarsi dall'Unione. Georgia, Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana fecero altrettanto e l'8 febbraio 1861 fu approvata la costituzione degli Stati confederati d'America, di cui fu eletto presidente Jefferson Davis. All'indomani della presa confederata di Fort Sumter (12-13 aprile 1861), che diede inizio alla guerra, altri quattro stati (Virginia, North Carolina, Tennessee e Arkansas) aderirono alla Confederazione, che fissò la capitale a Richmond, in Virginia. La Casa bianca assunse allora una posizione intransigente: il sud era uscito dall'Unione per non sottomettersi alla volontà della maggioranza. Come tali i "sudisti" erano ribelli, quindi con la forza delle armi sarebbero stati costretti a rientrare nell'Unione, la cui restaurazione costituiva l'unico scopo di guerra del governo centrale. Inizialmente non fu messa in discussione l'istituzione della schiavitù dei neri negli stati del sud, anche se da anni agiva nel nord un movimento abolizionista. Lo stesso Partito repubblicano di Lincoln durante la campagna elettorale aveva sconfessato l' abolizionismo. Ben tre dei principali stati schiavisti (Kentucky, Delaware e Maryland) si erano schierati con l'Unione, mentre il Missouri era ancora incerto. Ma il Partito repubblicano si era formalmente opposto a ogni espansione della schiavitù nei territori dell'ovest, per chiuderli ai contadini del sud e spalancarli a quelli del nord. Ciò avrebbe portato a una proliferazione di nuovi stati filonordisti, isolando il sud e privandolo di ogni influenza sul governo centrale. Il quadro delle posizioni mutò nel 1863. Il Proclama di emancipazione, dello stesso anno, maturò come misura di guerra civile: gli schiavi appartenenti a proprietari che al 1° gennaio 1863 si fossero trovati in stato di rivolta contro l'Unione, sarebbero stati dichiarati liberi senza indennità. Il principio dell'emancipazione, divenuto la bandiera del nord, fu successivamente trasformato in un emendamento alla costituzione che, tuttavia, negli stati fedeli all'Unione sarebbe entrato in vigore solo gradualmente. Il sud invocò il diritto all'autodecisione, il diritto cioè, per una minoranza conscia delle sue tradizioni, delle prerogative che ne fanno una nazione, a rivendicare in ogni momento la propria indipendenza. Scoppiate le ostilità, il generale Robert E. Lee, alla testa dei confederati, conseguì iniziali vittorie a est, ma venne fermato dal generale George B. McClellan al comando dell'armata dell'Unione ad Antietam Creek (Sharpsburg) il 17 settembre 1862. Dopo aver tentato invano di entrare nel Maryland settentrionale, Lee invase la Pennsylvania meridionale attraversando la valle dello Shenandoah, ma fu bloccato dal generale George G. Mead a Gettysburg (1-3 luglio 1863). Questa nuova sconfitta capovolse le sorti della guerra. Anche a ovest gli eserciti dell'Unione ottenevano significativi successi. Il generale Ulysses Grant vinse la battaglia di Shiloh (6-7 aprile 1862) nel Tennessee, e l'anno seguente (1863) prevalse a Vicksburg e a Chattanooga, rispettivamente sui fiumi Mississippi e Tennessee. Nell'aprile del 1862 la flotta dell'Unione, al comando dell'ammiraglio David G. Farragut (1801-1870), conquistò il porto di New Orleans, acquisendo il controllo della parte meridionale del fiume Mississippi e poi dell'intero corso. Nel 1864 Grant, nominato comandante in capo dell'Unione, tra maggio e giugno spinse i confederati verso sud, in direzione di Richmond; mentre William T. Sherman avanzò in direzione est raggiungendo Atlanta, che mise a ferro e fuoco, e quindi procedette alla volta di Savannah in un'inarrestabile marcia verso il mare allo scopo di tagliare a metà il sud. Presa Savannah (21 dicembre 1864), Sherman si ricongiunse, verso nord, al generale Grant. Richmond cadde nelle mani dell'Unione. Le ultime forze confederate, accerchiate in Virginia dagli eserciti dell'Unione, si arresero ad Appomattox il 9 aprile 1865. Pochi mesi dopo, il 18 dicembre 1865, venne approvato il tredicesimo emendamento alla Costituzione americana che aboliva definitivamente la schiavitù. Scoppiata per costringere il sud a sottomettersi e a rientrare nell'Unione, la guerra civile ridusse tutto il sud a un campo di cenere e provocò complessivamente circa 600 mila morti e 400 mila feriti. Le novità del conflitto, per molti aspetti definibile guerra totale, con ricorso sistematico a tecnologie e metodi organizzativi modernissimi, furono apprezzate solo in parte dai contemporanei. Viceversa molti vi colsero immediatamente tutta la gravità degli esiti sociali, al nord come al sud. La Ricostruzione del sud durò circa dieci anni e gli undici stati secessionisti furono riammessi separatamente nell'Unione: l'ultimo, l'Alabama, nel 1871. Il sud emerse dalle conseguenze devastatrici della guerra civile con tre aspetti che conservò per decenni: monopolio politico del Partito democratico, persistenza della segregazione razziale, arretratezza economica e civile. Contemporaneamente, la guerra civile contribuì a rinsaldare il primato del nord e a forgiare un'America nuova: aprì la strada alla rivoluzione industriale; unificò tutto il paese sotto il controllo del governo centrale; modificò l'economia e diede alle imprese uno slancio inedito; risolse il problema dei territori dell'ovest spalancandoli all'immigrazione dei piccoli contadini del nord e dei coloni europei, gettando così le basi per il sorgere di nuovi stati.

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  • 1 decennio fa

    Eccolo; anche se un pò lunghetto:

    Guerra civile Americana

    Conflitto scoppiato in America settentrionale in seguito alla tentata secessione degli stati del sud dagli Stati uniti. Quando nel 1861 la rivalità tra gli stati agricoli del sud, in prevalenza liberisti, e quelli industriali del nord, favorevoli al protezionismo che era nei programmi del neoeletto presidente repubblicano A. Lincoln, fece sì che la schiavitù, uno degli elementi su cui si fondava la prosperità degli stati meridionali, divenisse causa della secessione, la sproporzione fra i due contendenti era enorme: 22 milioni di abitanti e 990 mila soldati al nord, contro nove milioni di abitanti, di cui tre e mezzo schiavi, e 690 mila soldati al sud. L'elezione di Lincoln spinse il South Carolina a indire una convenzione per staccarsi dall'Unione. Georgia, Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana fecero altrettanto e l'8 febbraio 1861 fu approvata la costituzione degli Stati confederati d'America, di cui fu eletto presidente Jefferson Davis. All'indomani della presa confederata di Fort Sumter (12-13 aprile 1861), che diede inizio alla guerra, altri quattro stati (Virginia, North Carolina, Tennessee e Arkansas) aderirono alla Confederazione, che fissò la capitale a Richmond, in Virginia. La Casa bianca assunse allora una posizione intransigente: il sud era uscito dall'Unione per non sottomettersi alla volontà della maggioranza. Come tali i "sudisti" erano ribelli, quindi con la forza delle armi sarebbero stati costretti a rientrare nell'Unione, la cui restaurazione costituiva l'unico scopo di guerra del governo centrale. Inizialmente non fu messa in discussione l'istituzione della schiavitù dei neri negli stati del sud, anche se da anni agiva nel nord un movimento abolizionista. Lo stesso Partito repubblicano di Lincoln durante la campagna elettorale aveva sconfessato l' abolizionismo. Ben tre dei principali stati schiavisti (Kentucky, Delaware e Maryland) si erano schierati con l'Unione, mentre il Missouri era ancora incerto. Ma il Partito repubblicano si era formalmente opposto a ogni espansione della schiavitù nei territori dell'ovest, per chiuderli ai contadini del sud e spalancarli a quelli del nord. Ciò avrebbe portato a una proliferazione di nuovi stati filonordisti, isolando il sud e privandolo di ogni influenza sul governo centrale. Il quadro delle posizioni mutò nel 1863. Il Proclama di emancipazione, dello stesso anno, maturò come misura di guerra civile: gli schiavi appartenenti a proprietari che al 1° gennaio 1863 si fossero trovati in stato di rivolta contro l'Unione, sarebbero stati dichiarati liberi senza indennità. Il principio dell'emancipazione, divenuto la bandiera del nord, fu successivamente trasformato in un emendamento alla costituzione che, tuttavia, negli stati fedeli all'Unione sarebbe entrato in vigore solo gradualmente. Il sud invocò il diritto all'autodecisione, il diritto cioè, per una minoranza conscia delle sue tradizioni, delle prerogative che ne fanno una nazione, a rivendicare in ogni momento la propria indipendenza. Scoppiate le ostilità, il generale Robert E. Lee, alla testa dei confederati, conseguì iniziali vittorie a est, ma venne fermato dal generale George B. McClellan al comando dell'armata dell'Unione ad Antietam Creek (Sharpsburg) il 17 settembre 1862. Dopo aver tentato invano di entrare nel Maryland settentrionale, Lee invase la Pennsylvania meridionale attraversando la valle dello Shenandoah, ma fu bloccato dal generale George G. Mead a Gettysburg (1-3 luglio 1863). Questa nuova sconfitta capovolse le sorti della guerra. Anche a ovest gli eserciti dell'Unione ottenevano significativi successi. Il generale Ulysses Grant vinse la battaglia di Shiloh (6-7 aprile 1862) nel Tennessee, e l'anno seguente (1863) prevalse a Vicksburg e a Chattanooga, rispettivamente sui fiumi Mississippi e Tennessee. Nell'aprile del 1862 la flotta dell'Unione, al comando dell'ammiraglio David G. Farragut (1801-1870), conquistò il porto di New Orleans, acquisendo il controllo della parte meridionale del fiume Mississippi e poi dell'intero corso. Nel 1864 Grant, nominato comandante in capo dell'Unione, tra maggio e giugno spinse i confederati verso sud, in direzione di Richmond; mentre William T. Sherman avanzò in direzione est raggiungendo Atlanta, che mise a ferro e fuoco, e quindi procedette alla volta di Savannah in un'inarrestabile marcia verso il mare allo scopo di tagliare a metà il sud. Presa Savannah (21 dicembre 1864), Sherman si ricongiunse, verso nord, al generale Grant. Richmond cadde nelle mani dell'Unione. Le ultime forze confederate, accerchiate in Virginia dagli eserciti dell'Unione, si arresero ad Appomattox il 9 aprile 1865. Pochi mesi dopo, il 18 dicembre 1865, venne approvato il tredicesimo emendamento alla Costituzione americana che aboliva definitivamente la schiavitù. Scoppiata per costringere il sud a sottomettersi e a rientrare nell'Unione, la guerra civile ridusse tutto il sud a un campo di cenere e provocò complessivamente circa 600 mila morti e 400 mila feriti. Le novità del conflitto, per molti aspetti definibile guerra totale, con ricorso sistematico a tecnologie e metodi organizzativi modernissimi, furono apprezzate solo in parte dai contemporanei. Viceversa molti vi colsero immediatamente tutta la gravità degli esiti sociali, al nord come al sud. La Ricostruzione del sud durò circa dieci anni e gli undici stati secessionisti furono riammessi separatamente nell'Unione: l'ultimo, l'Alabama, nel 1871. Il sud emerse dalle conseguenze devastatrici della guerra civile con tre aspetti che conservò per decenni: monopolio politico del Partito democratico, persistenza della segregazione razziale, arretratezza economica e civile. Contemporaneamente, la guerra civile contribuì a rinsaldare il primato del nord e a forgiare un'America nuova: aprì la strada alla rivoluzione industriale; unificò tutto il paese sotto il controllo del governo centrale; modificò l'economia e diede alle imprese uno slancio inedito; risolse il problema dei territori dell'ovest spalancandoli all'immigrazione dei piccoli contadini del nord e dei coloni europei, gettando così le basi per il sorgere di nuovi stati. Ciao.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    La guerra di secessione americana, detta anche guerra civile americana, venne combattuta dal 12 aprile 1861 al 26 maggio (la guerra in mare continua fino al 6 novembre) 1865 fra gli Stati Uniti d'America e gli Stati Confederati d'America (CSA), entità politica sorta dalla riunione confederale di Stati secessionisti dall'Unione (USA).

    L'indicazione dei contendenti sopra riportata è puramente formale, in quanto la reale composizione delle entità contrapposte fu molto più complessa ed inoltre subì delle modificazioni nel corso del conflitto: si verificò persino il caso di due Stati che per un certo tempo appartennero formalmente ad ambedue le entità politiche.

    Alcuni Stati dichiararono inizialmente la loro neutralità, anche se poi le vicende del conflitto finirono per coinvolgerli ugualmente.

    Vi è infine da ricordare come numerose formazioni di volontari provenienti dagli Stati dell'Unione abbiano combattuto nei ranghi confederati e viceversa.

    Nell'uso comune e nella vasta letteratura dedicata a questa guerra ci si riferisce ai contendenti con le espressioni più varie, tra le quali citeremo le più comuni:

    Unione, Unionisti, Nord, Nordisti, Giacche blu, Federali o Yankees per gli Stati Uniti;

    Confederazione, Confederati, Sud, Sudisti, Giacche grigie, Secessionisti, Ribelli o Dixies per gli Stati Confederati.

    Da citare anche la pittoresca espressione Gentlemen of the Deep South ("Gentiluomini del Profondo Sud"), che gli abitanti degli Stati già Confederati utilizzano ancor oggi per definire se stessi.

    Il pensiero dei patrioti italiani [modifica]

    Garibaldi, contattato da Abraham Lincoln che gli offrì il comando di un corpo d'armata delle forze armate dell'Unione nel momento in cui cominciò a dubitare delle capacità di George B. McClellan, rifiutò la proposta con una precisa logica: egli, così come tutti i patrioti repubblicani italiani, incluso Mazzini, sosteneva il liberismo dei paesi del sud e non condivideva l'eccessivo accentramento politico ed economico perseguito dagli Stati nordisti.

    Questo non impedì a volontari italiani di partecipare alla guerra con due battaglioni, uno per il Nord ed uno per il Sud.

    Eventi determinanti della guerra civile americana

    Introduzione alle cause sostanziali della guerra [modifica]

    Studiando le ragioni della guerra civile americana si nota che esse sono più complesse e più profonde di quanto non si possa immaginare. La guerra non ha come origine la questione della schiavitù; è stato un conflitto sanguinoso in cui lo scontro è avvenuto per la supremazia economica e politica, al di là dei pur nobili ideali antischiavistic. Il Nord non entrò in conflitto col Sud per una propria visione del mondo liberale e particolarmente moderna per l'epoca (anche se i Sudisti si ritenevano i veri rappresentanti del liberalismo, e proprio sulla base delle proprie idee liberali pretendevano di fare quello che volevano della loro proprietà – gli schiavi –, senza alcuna interferenza dello Stato centrale[1]).

    La guerra trova la sua origine nella rivoluzione industriale. Prima del 1830 gli Stati Uniti erano una nazione senza industrie e l'insieme della popolazione viveva secondo un modello semplice e antico: auto-sussistenza e commercio minimo con l'Europa (nell'ideale di Thomas Jefferson). Gli Stati vivevano come all'epoca dell'Impero britannico e delle Tredici Colonie. Il Sud era il gioiello di questa giovane nazione e le imponeva la sua volontà: i «gentiluomini del Sud» mantenevano il potere economico grazie alla ricchezza creata dalle esportazioni verso l'Europa di materie prime, e il potere politico anche grazie alla regola dei tre quinti, per cui gli schiavi, pur non avendo diritto di voto, venivano conteggiati nella popolazione degli Stati nel calcolo dei rappresentanti che spettavano a ciascuno.[1] Ma il progresso tecnico portò una parte della società a progredire e a industrializzarsi. Il Nord esplose economicamente e demograficamente. Durante questa transizione il Sud conservò il suo potere politico ma il Nord progressivamente lo rivendicò.

    Fu uno scontro di interessi. La questione della schiavitù seguì come fattore non strutturalmente necessario. Non fu un problema morale quello posto dalle popolazioni del Nord, ma economico: se gli uomini politici desideravano tanto "liberare" gli schiavi (che anche dopo l'emancipazione rimasero sottomessi, discriminati e sfruttati) era perché essi rappresentavano una concorrenza e un freno alla liberalizzazione del commercio e all'industrializzazione, come aveva spiegato del resto già Adam Smith, secondo cui il progresso collettivo dipende dal libero perseguimento individuale del proprio interesse, impossibile per gli schiavi.

    La guerra di secessione non fu una guerra romantica, come ce la si può figurare in Europa, ma una guerra americana e moderna, nel senso che dietro lo schermo delle idee difese c'erano interessi economici che attizzarono il fuoco delle passioni. La guerra fu lanciata da un'America moderna ed industriale in nome di una dottrina che governa ancora la politica estera americana. Con le sue azioni politiche il Sud mise in pericolo gli interessi economici e industriali del Nord: questo pericolo doveva essere messo a tacere.

    Elezione di Lincoln [modifica]

    Nel novembre 1860 il candidato repubblicano Abraham Lincoln fu eletto con solo il 39,8% dei voti. Gli Stati del Sud, che avevano annunciato la loro secessione se Lincoln fosse stato eletto, vissero il fatto come una vera e propria dichiarazione di guerra e iniziarono subito un processo di secessione dall'Unione per formare gli Stati Confederati d'America, eleggendo un proprio presidente, Jefferson Davis. Un complotto per assassinare il nuovo presidente prima della sua investitura, preceduto da numerose lettere minatorie, venne scongiurato il 23 febbraio 1861 a Baltimora.

    Lincoln era un abolizionista molto tiepido: più che altro, si opponeva all'espansione della schiavitù, e non aveva particolari sentimenti egualitari; anzi, uno dei maggiori difetti dello schiavismo era a suo parere la mescolanza che provocava fra bianchi e neri, e la quantità di mulatti che produceva, facilitando il concubinaggio. Lincoln, infatti, pensava anche, per risolvere il problema, alla deportazione di tutti i neri ad Haiti o in Africa, soluzione proposta da taluni.[1]

    Gli Stati Confederati d'America raggruppavano la Carolina del Sud, il Mississippi, la Florida, l'Alabama, la Georgia, la Louisiana, il Texas, la Virginia, l'Arkansas, il Tennessee e la Carolina del Nord.

    La scelta dei nuovi Stati e territori dell'Ovest divenne determinante. Il Sud sperava di espandersi verso Ovest per evitare l'accerchiamento economico e per assicurarsi ricchi territori. Il Nord non voleva accettare lo stato di fatto, che considerava un tradimento della Costituzione. La guerra di secessione era pronta a scoppiare.

    Si è accennato al tradimento della Costituzione: inizialmente, Lincoln «conduce la guerra di Secessione come una crociata contro la ribellione e il separatismo, non già per l'abolizione della schiavitù, che può continuare a sussistere negli Stati leali nei confronti del governo centrale».[1] Ciò che realmente era inaccettabile era il rifiuto di una minoranza di adeguarsi alla decisione della maggioranza, che avrebbe scardinato il sistema politico dell'Unione.[2]

    L'abolizionismo, che non aveva mai goduto di grande favore nell'ambiente liberale, specie in quello statunitense, e non era nelle motivazioni principali della guerra, divenne una bandiera soprattutto quando gli unionisti arruolarono nell'esercito i neri; fu solo allora che la guerra si trasformò in una rivoluzione,[1] in una guerra totale.

    Il sistema politico degli Stati Uniti e il problema della schiavitù [modifica]

    Negli Stati Uniti della prima metà dell'Ottocento la schiavitù influenza ripetutamente e fortemente la crescita della società civile americana, nonché lo sviluppo del suo sistema politico ed economico.

    Agli inizi dell'Ottocento la società americana si trovò divisa tra favorevoli e contrari allo schiavismo, un sistema sociale ed economico che prevede l'asservimento di una popolazione (di origine africana ma in alcuni casi anche di aborigeni americani) da impiegare come manodopera a basso costo per la produzione agricola negli stati del Sud del paese in modo tale da garantire un elevato profitto per i loro proprietari. La divisione ideologica crebbe e si rafforzò anno per anno generando atteggiamenti via via sempre più estremisti, evidenti soprattutto a partire dagli anni '30. Una parte della società ritenne inevitabile per questa istituzione peculiare una progressiva estinzione negli anni futuri di pari passo con lo sviluppo socio-economico degli Stati Uniti, non immaginando ancora uno scontro violento con la parte favorevole alla schiavitù. Del resto l'argomento per anni rimase un tabù su cui le forze politiche del paese difficilmente avevano interesse a confrontarsi.

    Negli Stati del Nord industrializzati la schiavitù era per lo più già stata abolita ed è grazie a ciò che si era creata una manodopera mobile, disponibile e a buon mercato (come consigliato da Adam Smith). Qui, infatti, gli schiavi fuggitivi venivano accolti e trovavano impiego nell'industria come manodopera a basso costo.

    Nel sud del paese, che mantenne prevalenti scambi economici con la Gran Bretagna, lo schiavismo si dimostrò indispensabile al sostentamento e allo sviluppo del modello di sistema economico, in cui la produzione agricola dipende da coltivazioni quali il cotone in particolar modo, ma anche la canna da zucchero ed il tabacco; produzioni che necessitano di ampi territori e quindi di una forza lavoro molto numerosa che non poteva essere fornita soltanto d

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  • 1 decennio fa

    aiutooooooooo

    io domani faccio l'esame e non so ancora un cazzoooooooooooooooooo

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    A GUERRA DI SECESSIONE LA GUERRA DI SECESSIONE Nel 1861 i repubblicani portarono alla presidenza Abraham Lincoln di origini umili ma arrivato in alto grazie alla sua intelligenza, umanità. Lincoln si dichiarò contrario alla schiavitù, questo portò gli stati del sud a rendersi indipendenti per proteggere i propri interessi. Nel marzo 1861 sette stati del sud si proclamarono indipendenti organizzandosi in una confederazione separata, sotto la presidenza di Jefferson Davis. La guerra scoppiò quando ci fu un attacco sudista a un forte nordista (1961) che scatenò subito una micidiale guerra civile ricordata come la più sanguinosa verificatosi tra le guerre napoleoniche e la I Guerra Mondiale. Furono usate ingenti masse di soldati e una grandiosa quantità di unità tecnologiche. La confederazione sudista riportò subito grandi vittorie grazie alla preparazione e tradizione militare. La superiorità industriale del Nord e la determinazione di Lincoln sopperirono alla deficienza del Nord, infatti se il Sud doveva importare i prodotti e i rifornimenti, il Nord altamente industriato era autosufficiente. Nella guerra fu importante l'agire dell'Europa; le corti europee si schierarono con i sudisti poiché erano per la schiavitù e poi perché potevano offrire all'Europa materie prime a buon prezzo. L'Inghilterra diede l'appoggio alle truppe sudiste nella speranza di una fornitura di lana e cotone a buon prezzo. Intanto Lincoln dichiarò liberi tutti gli schiavi negli stati del nord e questo gli portò i favori degli stati europei democratici ma quest'ultimi non appoggiarono con truppe il Nord per problemi interni. Un importante successo ottenuto dai nordisti con la presa di Vicksburg li portò a controllare il Mississippi isolando la confederazione e non facendogli arrivare gli approvvigionamenti. Intanto gli attacchi dei sudisti a Gerrysburg fallirono. Le truppe nordiste avanzarono verso la Georgia distruggendo i campi di cotone per fiaccare le risorse della confederazione. Nel 1865 i sudisti si arresero e Lincoln volle riconciliare i vincitori e i vinti con una politica di generosità ma fu subito dopo assassinato da un fanatico sudista e i suoi successori furono incapaci di gestire la situazione perché usarono una politica di repressione. La liberazione degli schiavi nel sud inasprì il rapporto tra bianchi e neri. L'America superò questa guerra guardando al futuro con la conquista del Far West favorita da una legge che facilitava l'insediamento dei veterani della guerra civile nei luochi prima selvaggi. Questo portò alla costruzione della enorme ferrovia transoceanica

    La guerra di secessione americana, detta anche guerra civile americana, venne combattuta dal 12 aprile 1861 al 26 maggio (la guerra in mare continua fino al 6 novembre) 1865 fra gli Stati Uniti d'America e gli Stati Confederati d'America (CSA), entità politica sorta dalla riunione confederale di Stati secessionisti dall'Unione (USA).

    L'indicazione dei contendenti sopra riportata è puramente formale, in quanto la reale composizione delle entità contrapposte fu molto più complessa ed inoltre subì delle modificazioni nel corso del conflitto: si verificò persino il caso di due Stati che per un certo tempo appartennero formalmente ad ambedue le entità politiche.

    Alcuni Stati dichiararono inizialmente la loro neutralità, anche se poi le vicende del conflitto finirono per coinvolgerli ugualmente.

    Vi è infine da ricordare come numerose formazioni di volontari provenienti dagli Stati dell'Unione abbiano combattuto nei ranghi confederati e viceversa.

    Nell'uso comune e nella vasta letteratura dedicata a questa guerra ci si riferisce ai contendenti con le espressioni più varie, tra le quali citeremo le più comuni:

    Unione, Unionisti, Nord, Nordisti, Giacche blu, Federali o Yankees per gli Stati Uniti;

    Confederazione, Confederati, Sud, Sudisti, Giacche grigie, Secessionisti, Ribelli o Dixies per gli Stati Confederati.

    Da citare anche la pittoresca espressione Gentlemen of the Deep South ("Gentiluomini del Profondo Sud"), che gli abitanti degli Stati già Confederati utilizzano ancor oggi per definire se stessi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Conflitto scoppiato in America settentrionale in seguito alla tentata secessione degli stati del sud dagli Stati uniti. Quando nel 1861 la rivalità tra gli stati agricoli del sud, in prevalenza liberisti, e quelli industriali del nord, favorevoli al protezionismo che era nei programmi del neoeletto presidente repubblicano A. Lincoln, fece sì che la schiavitù, uno degli elementi su cui si fondava la prosperità degli stati meridionali, divenisse causa della secessione, la sproporzione fra i due contendenti era enorme: 22 milioni di abitanti e 990 mila soldati al nord, contro nove milioni di abitanti, di cui tre e mezzo schiavi, e 690 mila soldati al sud. L'elezione di Lincoln spinse il South Carolina a indire una convenzione per staccarsi dall'Unione. Georgia, Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana fecero altrettanto e l'8 febbraio 1861 fu approvata la costituzione degli Stati confederati d'America, di cui fu eletto presidente Jefferson Davis. All'indomani della presa confederata di Fort Sumter (12-13 aprile 1861), che diede inizio alla guerra, altri quattro stati (Virginia, North Carolina, Tennessee e Arkansas) aderirono alla Confederazione, che fissò la capitale a Richmond, in Virginia. La Casa bianca assunse allora una posizione intransigente: il sud era uscito dall'Unione per non sottomettersi alla volontà della maggioranza. Come tali i "sudisti" erano ribelli, quindi con la forza delle armi sarebbero stati costretti a rientrare nell'Unione, la cui restaurazione costituiva l'unico scopo di guerra del governo centrale. Inizialmente non fu messa in discussione l'istituzione della schiavitù dei neri negli stati del sud, anche se da anni agiva nel nord un movimento abolizionista. Lo stesso Partito repubblicano di Lincoln durante la campagna elettorale aveva sconfessato l' abolizionismo. Ben tre dei principali stati schiavisti (Kentucky, Delaware e Maryland) si erano schierati con l'Unione, mentre il Missouri era ancora incerto. Ma il Partito repubblicano si era formalmente opposto a ogni espansione della schiavitù nei territori dell'ovest, per chiuderli ai contadini del sud e spalancarli a quelli del nord. Ciò avrebbe portato a una proliferazione di nuovi stati filonordisti, isolando il sud e privandolo di ogni influenza sul governo centrale. Il quadro delle posizioni mutò nel 1863. Il Proclama di emancipazione, dello stesso anno, maturò come misura di guerra civile: gli schiavi appartenenti a proprietari che al 1° gennaio 1863 si fossero trovati in stato di rivolta contro l'Unione, sarebbero stati dichiarati liberi senza indennità. Il principio dell'emancipazione, divenuto la bandiera del nord, fu successivamente trasformato in un emendamento alla costituzione che, tuttavia, negli stati fedeli all'Unione sarebbe entrato in vigore solo gradualmente. Il sud invocò il diritto all'autodecisione, il diritto cioè, per una minoranza conscia delle sue tradizioni, delle prerogative che ne fanno una nazione, a rivendicare in ogni momento la propria indipendenza. Scoppiate le ostilità, il generale Robert E. Lee, alla testa dei confederati, conseguì iniziali vittorie a est, ma venne fermato dal generale George B. McClellan al comando dell'armata dell'Unione ad Antietam Creek (Sharpsburg) il 17 settembre 1862. Dopo aver tentato invano di entrare nel Maryland settentrionale, Lee invase la Pennsylvania meridionale attraversando la valle dello Shenandoah, ma fu bloccato dal generale George G. Mead a Gettysburg (1-3 luglio 1863). Questa nuova sconfitta capovolse le sorti della guerra. Anche a ovest gli eserciti dell'Unione ottenevano significativi successi. Il generale Ulysses Grant vinse la battaglia di Shiloh (6-7 aprile 1862) nel Tennessee, e l'anno seguente (1863) prevalse a Vicksburg e a Chattanooga, rispettivamente sui fiumi Mississippi e Tennessee. Nell'aprile del 1862 la flotta dell'Unione, al comando dell'ammiraglio David G. Farragut (1801-1870), conquistò il porto di New Orleans, acquisendo il controllo della parte meridionale del fiume Mississippi e poi dell'intero corso. Nel 1864 Grant, nominato comandante in capo dell'Unione, tra maggio e giugno spinse i confederati verso sud, in direzione di Richmond; mentre William T. Sherman avanzò in direzione est raggiungendo Atlanta, che mise a ferro e fuoco, e quindi procedette alla volta di Savannah in un'inarrestabile marcia verso il mare allo scopo di tagliare a metà il sud. Presa Savannah (21 dicembre 1864), Sherman si ricongiunse, verso nord, al generale Grant. Richmond cadde nelle mani dell'Unione. Le ultime forze confederate, accerchiate in Virginia dagli eserciti dell'Unione, si arresero ad Appomattox il 9 aprile 1865. Pochi mesi dopo, il 18 dicembre 1865, venne approvato il tredicesimo emendamento alla Costituzione americana che aboliva definitivamente la schiavitù. Scoppiata per costringere il sud a sottomettersi e a rientrare nell'Unione, la guerra civile ridusse tutto il sud a un campo di cenere e provocò complessivamente circa 600 mila morti e 400 mila feriti. Le novità del conflitto, per molti aspetti definibile guerra totale, con ricorso sistematico a tecnologie e metodi organizzativi modernissimi, furono apprezzate solo in parte dai contemporanei. Viceversa molti vi colsero immediatamente tutta la gravità degli esiti sociali, al nord come al sud. La Ricostruzione del sud durò circa dieci anni e gli undici stati secessionisti furono riammessi separatamente nell'Unione: l'ultimo, l'Alabama, nel 1871. Il sud emerse dalle conseguenze devastatrici della guerra civile con tre aspetti che conservò per decenni: monopolio politico del Partito democratico, persistenza della segregazione razziale, arretratezza economica e civile. Contemporaneamente, la guerra civile contribuì a rinsaldare il primato del nord e a forgiare un'America nuova: aprì la strada alla rivoluzione industriale; unificò tutto il paese sotto il controllo del governo centrale; modificò l'economia e diede alle imprese uno slancio inedito; risolse il problema dei territori dell'ovest spalancandoli all'immigrazione dei piccoli contadini del nord e dei coloni europei, gettando così le basi per il sorgere di nuovi stati.

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  • Luke
    Lv 5
    1 decennio fa

    Vai qui e clicca su Svolgimento della guerra

    http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_america...

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  • AlFa93
    Lv 4
    1 decennio fa

    intendi la guerra di secessione?? fra nordisti e sudisti?

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