urgente!!! postatemi l allevamento, l agricoltura,pesca,e fattore industriale della Cina.?

se me lo date entro oggi please! ...10punti

possibbilmente il linguaggio geografico

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Economia

    Prodotto Interno Lordo (PIL) (PPA): 9.412.361 milioni di dollari (2005).

    PNL pro capite (PPA): 7.198 dollari (2005).

    Inflazione: 1,5%.

    Disoccupazione: ufficialmente è a circa il 4% degli abili al lavoro nelle aree urbane. Per alcune organizzazioni non governative è invece circa il 10 o anche il 20%.

    Il settore primario

    La Cina è il primo produttore mondiale di frumento (86,1 milioni di tonnellate nel 2006), è in testa alla classifica per produzione di riso (167,6 milioni di tonnellate) ed ha anche il primato per le patate (66,8 milioni). Inoltre il Paese possiede oltre 1/3 degli allevamenti mondiali di suini, ed è ai primi posti per la pesca.

    Il settore secondario

    La Cina ha attirato sul proprio territorio le industrie dei paesi in cerca di manodopera a buon mercato, diventando così l'officina manifatturiera del mondo, in particolar modo delle imprese asiatiche. Il paese è riuscito a mantenere ritmi sostenuti per un arco di tempo molto lungo e nonostante una popolazione estremamente numerosa.

    Li Gongyou [6] ha sintetizzato quattro fasi lo sviluppo dell'economia del suo Paese nel secolo che fa seguito alla caduta dell'Impero Cinese (1911). La prima fase, precomunista, fino alla proclamazione della Repubblica Popolare Cinese avvenuta nel 1949, viene definita a economia semicoloniale e semifeudale. La seconda, comunista vera e propria e ispirata alle idee guida della Rivoluzione culturale, fino alle riforme di Deng Xiaoping, è stata caratterizzata dal tentativo di realizzare un'economia pianificata centralizzata (il primo piano quinquennale, di stampo sovietico, fu quello 1953-1957). La terza fase, partita con il programma delle "quattro modernizzazioni" (agricoltura, industria, scienza e tecnica, forze armate), è durata fino metà degli anni Novanta, e coincide con l'apertura a un'economia socialista "quasi di mercato". Infine, la quarta fase sarebbe cominciata nel 1995-1996, con la 5a sessione plenaria del XIV Comitato centrale del Partito comunista cinese, la quale ha stabilito la necessità di due fondamentali trasformazioni socio-economiche, da realizzare entro l'anno 2010: trasformare il tradizionale sistema pianificato cinese in un sistema di "economia socialista di mercato" (senza quasi, stavolta) e trasformare lo sviluppo economico da estensivo a intensivo. Il che, nei termini occidentali ormai largamente mutuati anche in Cina, significa anche puntare implicitamente allo sviluppo sostenibile, o almeno ispirarsi idealmente a questo traguardo.

    Oggi in Cina sono presenti tutte le maggiori produzioni industriali, sia di base (acciaio, alluminio, petrolio, chimica industriale, cemento) che manifatturiere (mezzi di trasporto, elettronica di consumo, microelettronica, informatica, telefoni, giocattoli, armi, abbigliamento, chimica fine, lavorazione del legno, prodotti alimentari). Inoltre le varie attività vanno incontro ad un rapido ammodernamento ed alla crescente competitività internazionale, specie grazie ai bassi costi di produzione. Attualmente le industrie cinesi sono in mano a grandi aziende private, sia locali che straniere; in gran parte sono situate sulle coste e nelle cosiddette "zone economiche speciali", nel Sud-Ovest.

    L’agricoltura

    Radio Cina Internazionale (CRI)

    La Cina è un paese la cui popolazione agricola occupa la maggior parte del totale della popolazione, per cui l’agricoltura occupa un’ importante posizione nell’economia cinese.

    Benchè la Cina abbia un territorio di 9,6 milioni di kmq, i terreni coltivabili coprono solo una superficie di 1,27 milioni di kmq, pari a circa il 7 % del totale mondiale, concentrati presso le pianure e i bacini della zona monsonica orientale. Il settore della coltivazione costituisce la più importante componente della produzione agricola: le principali colture cerealicole comprendono riso, grano, mais e soia, mentre le colture economiche includono cotone, arachidi, colza, canna da zucchero e barbabietole.

    Il rapido sviluppo dell’agricoltura cinese è seguito alle riforme rurali del 1978. Nell’arco di vent’ anni, nel quadro della proprietà collettiva, sulla base del mercato, la riforma rurale cinese si è liberata coraggiosamente dal giogo del sistema tradizionale, esplorando nuove forme di economia collettiva nelle condizioni dell’economia di mercato. La rifoma ha portato benefici pratici ai contadini, liberando e sviluppando le forze di produzione rurali e promuovendo il rapido sviluppo dell’agricoltura, in particolare della produzione cerealicola, e l’ottimizzazione della struttura agricola, permettendo all’agricoltura di ottenere evidenti risultati. Attualmente la produzione cinese di cereali, cotone, semi di colza, tè, carne, uova, prodotti acquatici e ortaggi è al primo posto nel mondo.

    Da alcuni anni il governo cinese considera sempre lo sviluppo agricolo il punto prioritario del suo lavoro, elevando costantemente gli stanziamenti nell’agricoltura ed aumentando i redditi dei contadini, in modo da realizzare gradualmente lo sviluppo coordinato fra campagna e città.

    PRODUZIONE AGRICOLA:

    Circa la maggior parte dei terreni agricoli è destinata alla produzione alimentare; il prodotto principale è il riso, per cui la Cina è prima esportatrice al mondo, è coltivato nella zona del Paese soggetta ai venti monsonici. Il secondo cereale per importanza è il frumento, coltivato nel bassopiano cinese; il mais occupa circa il 20% delle aree coltivato; la produzione di avena è importante nella Manciuria centrale e occidentale, specialmente in Tibet.

    Altre colture di poca importanza, per il commercio, sono la patata, gli ortaggi e la frutta; tra i semi oleosi si coltivano la soia, gli arachidi, il sesamo e il girasole.

    Uno dei principali prodotti da esportazione è il tè,inoltre vi è lo zucchero ricavato soprattutto dalla canna da zucchero.

    ALLEVAMENTO:

    In Cina l'allevamento, come l'agricoltura, rappresenta una risorsa molto importante per l'economia ed il commercio. L'allevamento più diffuso è quello dei suini poiché molte volte non vi è abbastanza vegetazione.

    La pastorizia è largamente praticata nelle regioni occidentali, dove i pastori allevano principalmente ovini, caprini e cammelli; nelle zone più elevate del Tibet si allevano gli yak, che forniscono latte, carne, vestiario, con la pelle, e combustibile, con lo sterco.

    PESCA:

    Nonostante la pesca sia praticata tuttora con metodi rudimentali, la Cina è uno dei migliori produttori di pesce del mondo. Nel Paese sono presenti numerosi allevamenti di carpe, alimento molto usato e gradito dai cinesi.

    RISORSE FORESTALI:

    A causa di secoli di eccessivo sfruttamento, le risorse forestali sono ora limitate. La distribuzione delle foreste è molto irregolare, esse si trovano soprattutto nella Manciuria e nel Tibet. Queste non occupano un grande ramo importante nell'economia.

    RISORSE MINERARIE:

    Questo Paese possiede una grande varietà di risorse minerarie: gli unici minerali non presenti sono il vanadio, il cromo e il cobalto. I giacimenti sono distribuiti in tutta la Cina, ma le aree più ricche sono la Manciuria, nel Liadong. Nella Manciuria si trovano molti giacimenti di ferro. Le risorse minerarie occupano un campo abbastanza vasto nell'economia e nell'industria.

    PRODUZIONE INDUSTRIALE:

    Un altro ramo dell'economia è l'industria pesante di rilievo è rappresentata dalla produzione di locomotive, trattori, macchinari per l'industria estrattiva e per la raffinazione del petrolio. L'industria petrolchimica possiede stabilimenti nella maggior parte delle province e delle regioni autonome cinesi, la produzione comprende fibre sintetiche, prodotti farmaceutici e materiale plastico, inoltre si produce concime azotato.

    Particolarmente fiorente nella Cina è l'industria tessile che impiega più di 4 milioni di lavoratori; si produce anche molta elettricità, nonché la Cina è la prima produttrice al mondo di questo importante materiale, inoltre vi sono risorse minerarie.

    COMMERCIO:

    Un tempo il commercio interno cinese obbediva alle leggi statali; fino alla fine degli anni Settanta il governo forniva alle imprese di stato macchinari e materie prime. I prodotti di consumo richiesti dalla popolazione rurale venivano forniti da una cooperativa incaricata della commercializzazione dei prodotti. Inoltre si esportano animali da allevamento

    Per quanto riguarda il commercio estero, nel 1979 la Cina abolì alcune restrizioni aprendo la strada all'investimento e a un aumento degli scambi commerciali.

    MONETA:

    L'unità monetaria cinese è lo yuan; il sistema bancario è controllato dal Governo, la banca popolare cinese è l'istituzione centrale di finanziamento ed è responsabile dell'emissione di moneta. La moneta è lo yuan.

  • 1 decennio fa

    La Cina ha attirato sul proprio territorio le industrie dei paesi in cerca di manodopera a buon mercato, diventando così l'officina manifatturiera del mondo, in particolar modo delle imprese asiatiche. Il paese è riuscito a mantenere ritmi sostenuti per un arco di tempo molto lungo e nonostante una popolazione estremamente numerosa.

    Li Gongyou [6] ha sintetizzato quattro fasi lo sviluppo dell'economia del suo Paese nel secolo che fa seguito alla caduta dell'Impero Cinese (1911). La prima fase, precomunista, fino alla proclamazione della Repubblica Popolare Cinese avvenuta nel 1949, viene definita a economia semicoloniale e semifeudale. La seconda, comunista vera e propria e ispirata alle idee guida della Rivoluzione culturale, fino alle riforme di Deng Xiaoping, è stata caratterizzata dal tentativo di realizzare un'economia pianificata centralizzata (il primo piano quinquennale, di stampo sovietico, fu quello 1953-1957). La terza fase, partita con il programma delle "quattro modernizzazioni" (agricoltura, industria, scienza e tecnica, forze armate), è durata fino metà degli anni Novanta, e coincide con l'apertura a un'economia socialista "quasi di mercato". Infine, la quarta fase sarebbe cominciata nel 1995-1996, con la 5a sessione plenaria del XIV Comitato centrale del Partito comunista cinese, la quale ha stabilito la necessità di due fondamentali trasformazioni socio-economiche, da realizzare entro l'anno 2010: trasformare il tradizionale sistema pianificato cinese in un sistema di "economia socialista di mercato" (senza quasi, stavolta) e trasformare lo sviluppo economico da estensivo a intensivo. Il che, nei termini occidentali ormai largamente mutuati anche in Cina, significa anche puntare implicitamente allo sviluppo sostenibile, o almeno ispirarsi idealmente a questo traguardo.

    Oggi in Cina sono presenti tutte le maggiori produzioni industriali, sia di base (acciaio, alluminio, petrolio, chimica industriale, cemento) che manifatturiere (mezzi di trasporto, elettronica di consumo, microelettronica, informatica, telefoni, giocattoli, armi, abbigliamento, chimica fine, lavorazione del legno, prodotti alimentari). Inoltre le varie attività vanno incontro ad un rapido ammodernamento ed alla crescente competitività internazionale, specie grazie ai bassi costi di produzione. Attualmente le industrie cinesi sono in mano a grandi aziende private, sia locali che straniere; in gran parte sono situate sulle coste e nelle cosiddette "zone economiche speciali", nel Sud-Ovest.

    Drovebbe Bastarti..

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