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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Compiti delle vacenze......10 puntiiiiiiii miglioreeeeee?

Ciao ragazzi la scuola è da 1 mese finita ma io sn già in crisi per i compiti delle vacanzeeeee!!! Aiuto ho da fare 3 recenzioni con DATI fondamentali del libro: autore, titolo, editore, anno pubblicazione, con un breve riassunto della vicenda, breve descrizione personaggi principali, di QUESTI 3 libri..."il cacciatore di aquiloni" di K.Hosseini poi "Essere senza destino" di I. Kertesz o "Un ragazzo" di N.Hornby e di " ti seguiro oltre mille colline" di H.Jansen!!!! Vi prego aiutatemi...vi do subito 10 puntiiiiiiii subitissimoooooo xrò aiutatemiiiiii---->grazieeeeeeeee

Aggiornamento:

Eh già nn è assolutamente giusto dare cosi tanti compiti....io ho letto già 2 libri e fatto le recenzioni...ma ora basta, mi sn guìiustamente rotta!!!! Ecco xkè Chiedo aiutoooo!! Purtroppo li devo fare!!! Cmq io vado al liceo scentifico biologico di bari!!!

8 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il cacciatore di aquiloni è il primo romanzo dello scrittore americano di origine afghana Khaled Hosseini, pubblicato in Italia dalle Edizioni Piemme nel 2004. Il titolo originale dell'opera è The Kite Runner; la traduzione in italiano è opera di Isabella Vaj.

    Il libro racconta di Amir, un ragazzo afghano di etnia Pashtun abitante a Kabul (orfano della madre), e del suo senso di colpa per il suo amico, Hassan, figlio del suo servo di etnia Hazara. I due bambini giocavano a "cacciare" gli aquiloni, ovvero cercare di tagliare il filo dell'aquilone avversario. Un giorno Hassan e Amir incontrano dei ragazzi più grandi con ideali razzisti sulle diverse etnie, e Hassan, per proteggere il suo amico e padrone minaccia i ragazzacci con una fionda. Questi ultimi si vendicheranno poi violentando Hassan, e Amir, vedendo il fatto, per paura e ingenuità cerca di allontanarlo. Nel 1981, durante l'invasione russa in Afghanistan, Amir e suo padre scappano in California, negli USA. Qui Amir trascorre la sua giovinezza: si laurea in letteratura inglese, ottiene come moglie la figlia di un ex-generale afghano e purtroppo suo padre muore per un cancro ai polmoni, nel 1986. Nel 2001 l'amico di suo padre, che era rimasto a Kabul, gli chiede di fargli visita. Amir arriva in aereo fino in Pakistan e poi si traveste (con una lunga barba finta) da Talebano, avendo così il permesso di tornare in Afghanistan. Arrivato a Peshawar, incontra l'amico di famiglia, ormai anziano e malato, che gli riferisce la morte di Hassan, ucciso dai Talebani mentre proteggeva la sua abitazione. Hassan inoltre ha avuto un figlio, Sohrab, e per ultimo Amir viene a conoscenza del segreto che suo padre gli ha sempre tenuto nascosto: Amir e Hassan erano fratelli avuti da donne diverse. Scioccato, Amir decide di cercare suo nipote, quindi parte per Kabul e le tracce lo conducono fino ad un edificio utilizzato come orfanotrofio. Ma qui si scopre che un Talebano diverse volte veniva a prendersi bambini e bambine, che quasi mai tornavano. Così Amir continua la ricerca di questo bambino in un fortino controllato dai miliziani. Qui incontrerà il comandante, che è Assef, ovvero il ragazzo che ha violentato Hassan quando era bambino. L'uomo mostra il bambino e riconosce Amir, nonostante la barba finta. Così si vendica per i torti subiti da Amir e Hassan da bambini e inizia la coluttazione tra i due; Amir si trova in difficoltà ma Sohrab, proprio come il padre molti anni prima, punta una fionda contro l'ufficiale, e lo acceca. Amir poi prende suo nipote e scappano dal fortino, mentre i Talebani gli sparano. Passato il confine con il Pakistan finalmente sono entrambi salvi. A Islamabad Amir cerca di ottenere l'adozione di Sohrab ma capisce che è praticamente impossibile. Lo comunica al bambino che per paura di dover tornare in orfanotrofio tenta il suicidio. I medici lo salvano ed è un nuovo senso di colpa per Amir. Dopo aver risolto la pratica del visto e dell'adozione Amir torna con Sohrab in America. Amir inizia il lungo e doloroso processo perché Sohrab dimentichi gli abusi subiti ed inizi una nuova vita con loro e gli aquiloni in California.

    I personaggi [modifica]

    Amir, figlio di Baba: è un ragazzo magro e pallido dalle spalle strette, gli occhi di color castano chiaro e piccolo di statura per i suoi dodici anni. Non è molto bravo nel campo sportivo, ma lo è in quello letterario e ama leggere e scrivere romanzi. Il primo racconto che scrive viene letto per la prima volta da Rahim Khan e Hassan. Vince nel periodo invernale i combattimenti con gli aquiloni e grazie a questo riesce a conquistarsi la fiducia del padre. Tradisce l'amico Hassan per via della sua paura. Fugge in California con il padre, e si sposa con una afgana, Soraya. I due non hanno figli. Torna in Pakistan per via di Rahim Khan che sta per morire e riceve da lui la notizia che Hassan era il suo fratellastro e che ha un nipote di cui dovrà prendersi cura. Dopo una serie di avvenimenti che vedono anche un nuovo scontro col suo vecchio avversario Assef, trova suo nipote Sohrab, che cerca di portar via dalla guerra.

    Baba, padre d'Amir: è soprannominato Toophan Agha, Mister Uragano, a causa della sua forza. Ama molto il calcio e tenta con ogni mezzo di fare in modo che il figlio Amir si dedichi allo sport, ma a quest'ultimo manca l'aggressività per intraprendere un gioco agonistico. Vuole molto bene e stima anche Hassan, che si suppone figlio del suo servo Hazara, provocando l'invidia di Amir. Hassan è molto bravo nel campo dello sport, ma è analfabeta, mentre Amir è molto bravo a scuola, ma non ha mai vinto una competizione. Baba trascorre la maggior parte del tempo con Rahim Khan, nel suo studio a fumare tabacco e a bere tè. È molto orgoglioso e difende ad ogni costo le persone più umili e non ha paura di morire. Muore per cancro ai polmoni. Odia i medici, soprattutto quelli russi. L'ultima sua azione è di chiedere al generale Taheri di concedere la mano di sua figlia Soraya ad Amir.

    Rahim Khan: il migliore amico di Baba e socio in affari. Spesso è confidente di Amir da bambino e apprezza quelle doti che vengono considerate delle debolezze da Baba. È lui che si occupa della casa di Baba dopo la sua fuga dall'Afghanistan e vi riporta Hassan con la moglie. Quando si accorge di avere poco da vivere, richiama Amir in Pakistan e, dopo avergli svelato che Hassan è il suo fratellastro, lo incarica di tornare in Afghanistan per ritrovare Sohrab.

    Ali: di animo gentile, la gamba destra atrofizzata a causa della poliomelite e i muscoli della faccia paralizzati, aveva i tratti mongolici caratteristici degli Hazara e trova la gioia con la nascita del figlio.

    Sanaubar: madre di Hassan era una sciita di etnia hazara, più giovane del marito di diciannove anni, aveva occhi verdi e un sorriso malizioso e seduceva facilmente gli uomini con il suo sensuale ondeggiare di fianchi. Dopo aver dato alla luce il figlio fugge con una compagnia di ballerini e cantanti girovaghi. Ritroverà il figlio da vecchia e vivrà con lui e con suo nipote Sohrab, fino a quando non morirà nel 1995.

    Hassan: figlio di Baba e Sanaubar di origine Hazara. Viso perfettamente tondo, come quello di una bambola cinese di legno, con il naso largo e piatto, gli occhi a mandorla, stretti come una foglia di bambù, giallo oro, verdi, o azzurri come zaffiri a seconda della luce. Ha piccole orecchie dall'attaccatura bassa e il mento appuntito, che sembra un'appendice carnosa. Ha il labbro spezzato come se fosse un errore del fabbricante di bambole cui era sfuggito lo scalpello o per distrazione o per stanchezza, ma Baba fa intervenire un noto chirurgo per correggere il labbro leporino. Hassan nei confronti d'Amir è molto gentile, ed è sempre pronto a proteggerlo in caso di pericolo. La sua arma migliore è la fionda. Si scopre che Hassan e Amir sono fratelli, e che in realtà Sanaubar aveva tradito il marito con Baba. Hassan si sposa con Farzana, ma poi i due sono assassinati dai talebani e il bambino, Sohrab, rimane orfano.

    Assef: figlio di un amico del padre d'Amir. Suo padre si chiamava Mahumud ed era un pilota di aerei. Il padre era afgano e sua madre tedesca. Assef era il più alto e aveva gli occhi azzurri. Nel quartiere in cui viveva la sua parola era legge. Alcuni ragazzi lo avevano soprannominato “il mangiatore d’orecchie” (Goshkor). Assef era senza dubbio il più spietato tormentatore d'Ali; andava da Amir per prendere in giro Hassan per via delle sue origini. Un giorno Hassan minaccia con la fionda Assef, e dopo qualche tempo lui si vendica, stuprandolo davanti agli occhi di Amir. Assef ha idee razziste e pensa di fare una pulizia etnica, proprio come Hitler. La sua idea non si smentisce, quando per il compleanno d'Amir gli regala proprio una biografia del Führer. Assef diventa poi un importante talebano, l'uomo con gli occhiali da sole che nell'intervallo di una partita di calcio giustizia due adulteri lapidandoli. La sua crudeltà è confermata dalla sua abitudine a stuprare i bambini dell'orfanotrofio, fra cui anche il figlio di Hassan, Sohrab.

    Soraya: figlia del generale Taheri, va in sposa ad Amir. A causa del destino non riesce ad aver figli. Dal libro si può ricavare che è molto intelligente e che il padre vuole che lei diventi una persona importante come un medico o avvocato. Soraya però non vuole dare retta al padre; ella ha un sogno: quello di fare l'insegnante, il padre lo ritiene un lavoro umile perché si guadagna poco. Soraya è anche un punto di riferimento per Amir perché lui si confida con lei. Nel periodo post-matrimoniale Soraya si prende cura di Baba ammalato come se fosse suo padre. Quando Amir le propone di adottare Sohrab, ne è entusiasta e accoglie il bambino come un figlio.

    Sohrab: il figlio generato da Hassan e Farzana. Rimasto orfano, è portato in un orfanotrofio. Dopo poco tempo viene preso a forza dal signore con gli occhiali da sole, che altri non è se non Assef. Sohrab salva la vita ad Amir, come suo padre, utilizzando la fionda: colpisce nell'occhio Assef con una biglia d'ottone. Il bambino in un primo momento esita a fidarsi d'Amir, ma pian piano acquisisce fiducia ed accetta di andare in America con lui. Dopo il tentativo di suicidio, causato dal fatto che Amir gli aveva detto che doveva riandare in un orfanotrofio, il ragazzo si chiude in un mutismo assoluto. I suoi occhi cominciano di nuovo a brillare quando per la prima volta vede Amir rincorrere un aquilone abbattuto.

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    Un ragazzo è un romanzo pubblicato dal londinese Nick Hornby.

    Il libro narra la storia di Will, un trentaseienne londinese, ricco (vive di rendita grazie all'eredità del padre), senza figli e single. Egli frequenta riunioni per genito

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    ti consiglio vivamente di leggerli xkè sn libri bellissimi...la lettura è un'arte preziosa e purtroppo si sta perdendo anke per le persone come te che pur di non leggere un libro vanno alla ricerca di un riassunto.

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  • 1 decennio fa

    Ti sei "giustamente" rotta??? Scusa, "giustamente" in base a cosa? In base alla tua voglia di non fare un ***** immagino... Sei TU che vai a scuola, l'impegno dei compiti per le vacanze è TUO, e tu vuoi scaricare su qualcun'altro le recensioni (a proposito, recenSioni e non recenZioni...) dicendo che ti sei "giustamente" rotta?

    Considerati fortunata perché invece di darti i soliti libri pallosi triti e ritriti, te ne hanno dati quattro molto belli...

    Ma vai a studiare, va...

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  • 1 decennio fa

    Ti metto dei link.

    Comunque ti consiglio di leggerti almeno il cacciatore di aquiloni, è davvero bellissimo!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    bo io non ho capito un *****

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io non ho esercizi perchè ho finito la maturità! Studia, studia...

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  • 1 decennio fa

    Ma che scuola fai?.....non me li hanno mai dati così tanti!!!!

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ma non li fare e fanc**lo tutti, sti professori di m*erda anche a me la prof di ignlese ha dato macbeth e hamlet da leggere (versioni riassuntive semplificate) con tanto di esercizi ma io non facico niente

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