Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

Telepatia...cosa è realmente?e come può essere scientificamente provato questo legame?

Vi è mai capitato....e....in quale occasione?

Grazie mille....

Aggiornamento:

Per edoardofergie....

Ho 20 anni....

Se la domanda non ti piace potevi fare a meno di rispondere?no?

Io non mi sono mai permessa di giudicare le domande di nessuno...

Mi dispiace che tu non abbia mai provato questo legame perchè è una cosa fantastica....

:-)

Aggiornamento 2:

Grazie a tutti coloro che mi stanno rispondendo con molta gentilezza....

:-)!!!

11 risposte

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  • Risposta preferita

    Ke bella domanda...

    La telepatìa, detta anche trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti. Il termine "telepatia" venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte "facoltà paranormali". Rientra nel campo di indagine della parapsicologia.

    I primi studi su questa presunta facoltà paranormale furono condotti dalla Società per la Ricerca Psichica di Londra, verso la fine dell'Ottocento.

    Il primo laboratorio di parapsicologia fu costituito negli anni 1930 negli Stati Uniti d'America, quando il professor Joseph Rhine della Duke University di Durham (Carolina del Nord) condusse numerosi esperimenti, con l'ausilio ad esempio delle carte Zener, per accertare l'effettiva realtà della telepatia. Un esempio degli esperimenti con le carte è la serie Pearce-Pratt (dal nome rispettivamente del soggetto, lo studente Hubert Pearce, e dello sperimentatore, J. Gaither Pratt). Le prove venivano eseguite tenendo l'agente e il percipiente in edifici separati del campus della Duke University. Nell'arco di oltre 300 esperimenti, Pearce ottenne una media di 9,9 successi per prova su 25 (mentre l'aspettativa casuale era soltanto di 5). In una serie di 4 esperimenti, si ebbero 558 successi su 1.850 prove: l'aspettativa casuale era di soli 370. Le probabilità che questi risultati fossero dovuti al caso erano di una su 22 miliardi. [1] Gli esperimenti di Rhine furono replicati con successo in varie università e centri di ricerca sia americani che europei (Università del Colorado, Tarkio College nel Missouri, Bard College di New York, ecc.).

    Diverse critiche furono avanzate, soprattutto in merito alle metodologie sperimentali e alle valutazioni statistiche dei risultati, ma Rhine dimostrò in varie occasioni la validità del proprio lavoro. Quando ad esempio lo psicologo C. E. Kellog, della McGill University, respinse l'approccio statistico di Rhine giudicandolo privo di fondamento, Rhine rispose alle obiezioni di Kellog, e alla fine l'Institute for Mathematical Statistics convalidò i metodi utilizzati dai ricercatori della Duke. La più completa e dettagliata presentazione degli esperimenti di Rhine è contenuta nel libro Extra-Sensory Perception After Sixty Years (a volte abbreviato come ESP-60), pubblicato nel 1940. L'opera fu accolta con interesse e recensita da varie riviste di psicologia, e nell'anno accademico 1940-1941 fu perfino adottata come libro di testo per corsi introduttivi di Psicologia a Harvard.[2]

    Negli anni 1970 un altro parapsicologo americano, Charles Honorton, si interessò di telepatia introducendo una nuova metodologia di studi, chiamata tecnicamente Ganzfeld (dal tedesco "campo uniforme"). Negli esperimenti di Honorton un soggetto ("percipiente") veniva isolato sensorialmente applicando ai suoi occhi due mezze palline da ping-pong e alle sue orecchie una cuffia che emetteva un "rumore di fondo". In queste condizioni di deprivazione sensoriale, il soggetto doveva cercare di recepire immagini o informazioni inviate da un'altra persona ("agente") posta in un'altra stanza.

    Anche Honorton pensava di aver trovato risultati statisticamente positivi a favore dell'esistenza della telepatia, ma di nuovo le critiche furono numerose. In particolare, lo psicologo scettico Ray Hyman intavolò un serrato dibattito con Honorton, rifiutando le conclusioni di quest'ultimo e la significatività dei risultati. Per dirimere la questione, si procedette allora ad una metanalisi. Furono presi in esame tutti gli esperimenti pubblicati fino a quel momento (1985), e si trovò che il 55% aveva prodotto risultati significativi (contro il 5% di media casuale). In seguito all'esclusione di tutti gli esperimenti contestati da Hyman per questioni di differenze procedurali e di valutazione statistica, permaneva ancora un 43% di risultati significativi: la probabilità che ciò fosse dovuto al caso era di uno su oltre un miliardo. Ulteriori analisi esclusero che i risultati fossero dovuti solo ad alcuni sperimentatori, e dimostrarono che non sussisteva alcun problema di pubblicazione selettiva (infatti, per ridurre al livello del caso i risultati ottenuti avrebbero dovuto esserci 451 esperimenti falliti e non pubblicati, una quantità enorme tenendo conto del ridottissimo numero di scienziati impegnati nella ricerca parapsicologica e della complessità del metodo ganzfeld).[3] Il matematico Christopher Scott, assai critico verso i fenomeni psi, definì l'analisi di Honorton "la più convincente argomentazione a favore dell'esistenza dell'ESP che io abbia mai incontrato".[4] In un comunicato congiunto pubblicato nel 1986, Honorton e Hyman, pur dissentendo sull'interpretazione dei risultati, concordarono nell'affermare che i dati complessivi "non possono ragionevolmente essere spiegati dalla pubblicazione selettiva o dalle analisi multiple".[5] Nello stesso comunicato, i due proposero più stringenti standard metodologici ai quali i futuri esperimenti si sarebbero dovuti conformare. Nel 1989 Honorton pubblicò il risultato di 11 nuovi esperimenti (detti di "auto-ganzfeld") condotti secondo le condizioni stabilite nel comunicato congiunto (tra le altre cose, l'equipe di Honorton si avvalse della consulenza di due prestigiatori professionisti, che dichiararono a prova di frode il nuovo sistema automatizzato), con una media di successo del 34% (1 probabilità su 20.000 che fosse dovuta al caso). Unendo questi risultati ai lavori precedenti che usavano lo stesso metodo di valutazione, si ottiene una probabilità di casualità estremamente elevata: 1 contro oltre 10.000 miliardi.

    Dal 1974 al 2004 sono stati condotti complessivamente 88 esperimenti in ganzfeld, con una percentuale di successo del 32% (1.008 su 3.145 prove). Le probabilità che questo risultato sia dovuto al caso sono di 1 su 29.000.000.000.000.000.000.Nonostante l'importanza di questi dati, molti critici si rifiutano di accettare la realtà dell'effetto telepatico. Negli ultimi anni si sta tuttavia assistendo ad un almeno parziale riconoscimento dei risultati ottenuti dai parapsicologi. Un indizio di questo cambiamento può essere considerata, ad esempio, la nuova considerazione riservata ai fenomeni psi nell'autorevole manuale di psicologia Introduction to Psychology, di Hilgard e Atkinson. Nell'edizione del 1990, infatti, si legge: "Nelle precedenti edizioni abbiamo discusso la parapsicologia ma siamo stati molto critici sulla ricerca e scettici sulle asserzioni fatte in quel campo. E sebbene abbiamo ancora forti riserve circa la maggior parte della ricerca parapsicologica, troviamo però che i recenti lavori sulla telepatia con l'uso della procedura ganzfeld siano degni di attenta considerazione".[7]

    La nota associazione scettica James Randi Educational Foundation ha messo un premio di un milione di dollari per chiunque sia in grado di dimostrare un fenomeno di telepatia (o altra facoltà paranormale) in condizioni di adeguato controllo sperimentale.

    In Italia, il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) si offre di analizzare ogni persona che sia disposta a provare la propria abilità telepatica. Il test preliminare da superare è il seguente: al soggetto trasmittente saranno mostrate quattro immagini a colori, ed egli dovrà trasmetterne una, scelta a sorte, al soggetto ricevente, col quale non potrà, ovviamente, comunicare durante la prova. Il ricevente avrà davanti a sé quattro immagini identiche a quelle del trasmittente, e dovrà indicare quale è l'immagine che gli è stata trasmessa. Per dimostrare una qualche dote telepatica, la prova dovrà avere successo almeno 15 volte su 20.

    Nessuno finora ha superato, in Italia e nel mondo, questi test preliminari. Va però detto che molte polemiche ruotano intorno al Premio Randi e alle sfide analoghe promosse da altre associazioni scettiche, e che l'accettazione scientifica di determinati fenomeni deve necessariamente basarsi sui risultati di laboratorio e sulla ripetizione degli esperimenti. Tali iniziative vengono quindi ritenute dalla maggior parte degli studiosi di scarso o nessun significato ai fini della valutazione scientifica dei fenomeni ESP. Lo stesso Ray Hyman, ad esempio, ha osservato: "Gli scienziati non si basano su una singola prova, e dunque anche se qualcuno vincesse un grosso premio in denaro con una dimostrazione di questo tipo, questo non convincerebbe nessuno. La prova, in scienza, si ottiene attraverso la ripetizione, non sulla base di esperimenti singoli".

    Fonte/i: A me capita sempre o quasi sempre con i miei amici... siamo talmente legati che uno pensa l'altro dice, oppure uno pensa l'altro agisce... qualche volta riesco addirittura su msn, penso ad una xsona ke ancora deve entrare in linea e lei puff compare... saranno mica coincidenze??? mah
  • mi è spesso capitato, con delle mie amiche, di stare pensando nello stesso momento la stessa cosa, avere la stessa idea, dire la stessa identica cosa. Io personalmente non credo alla telepatia, penso che sia sola pura casualità e complicità fra i due, e magari capita che si formulino gli stessi pensieri! A te è capitato?? ciau baci :)

    p.s. edoardo ma qui sembreresti tu il bambino, visto ke nn sai nemmeno ke davanti il verbo avere si mette l'hhhhh!! -.-

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La telepatia è capirsi senza parlare, secondo me.

  • Anonimo
    4 anni fa

    scientifiamente è impossibile xke solo l'uomo ha forty six cromosomi (23 femm e 23 masc) e quando arriva al momento della disgiunzione meiotica se avesse a che fare con più di forty six cromosomi non potrebbe andare avanti il processo e sarebbe un ovulo abortivo...e poi probabilmente non arriverebbe neanke alla fecondazione iniziale perchè le specie sono incompatibili...è un fake...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Una volta mi è capitata una cosa del genere ero alle medie stavo scendendo le scale quando ad un certo punto sento la voce di uno che stava cercando me e il mio amico, ad un certo punto ci siamo guardati contemporaneamente negli occhi per qualche secondo e poi siamo scappati nello stesso momento! E stata una scena da Film! Quante risate che ci siamo fatti. Secondo me la telepatia funziona solo con alcune persone e per di più che ti conoscono bene e che passano tanto tempo con te. Altrimente questa specie di feeling non si crea. Ciao!

  • avvolte capitano cose strane che non ci si riesce a spiegare.... si mi capita...ma non la telepatia XD di pensare qualcosa e poi succede...oppura che un mio pensiero lo sento poi dire a voce o altro che non ricordo...ma credo un po a tutti 0.o

  • Anonimo
    1 decennio fa

    non sò........ ma dovrebbe 'generarsi' un tipo di trasmissione cerebrale finora incognita.......(devono ancora scoprirlo....)

    e poi ....si riuscirà a controllarla.....o no....

    sono opinioni

    saluti

  • 1 decennio fa

    si qualche volta ma la chiamo coincidenza

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si certo, può succedere, ma secondo me è solo pura coincidenza...ad esempio io quando passo intere giornate con delle amiche o degli amici che ascoltano le mie stesse canzoni, hanno i miei stessi interessi, le mie stesse argomentazioni ecc ecc mi ritrovo a parlare dello stesso identico argomento o a cantare magari la stessa identica canzone nello stesso preciso momento dell'altra persona...

  • 1 decennio fa

    mi pare di no

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